03 LUG 2011
rubriche

Conversazione settimanale di Marco Pannella con Valter Vecellio

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:09 Durata: 2 ore 4 min
A cura di Enrica Izzo e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale di Marco Pannella con Valter Vecellio" di domenica 3 luglio 2011 , condotta da Valter Vecellio con gli interventi di Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Valter Vecellio (direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione Nazionale).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 4 minuti.

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  • Introduzione

    Valter Vecellio

    direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione Nazionale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La conversazione si svolge a via di Torre Argentina, sede del Partito Radicale, tra Marco Pannella e Valter Vecellio (giornalista, direttore di Notizie Radicali). L'iniziativa nonviolenta di Pannella, il suo inasprimento, e le adesioni alla stessa. La telefonata di Pannella con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. L'editoriale di Luca Ricolfi sulla stampa di domenica.
    17:09 Durata: 3 min 2 sec
  • Dall'appello di Sbriglia (Sidipe) e dei direttori dei penitenziari in Italia alle rivolte nei paesi arabi: C'è un fatto antropologico di 'resistenza', non necessariamente attiva. Evidentemente in questi due secoli e mezzo, nella specie umana, e non credo soltanto in quella indoeuropea - poi nostra, mediterranea, africana e mediorientale - (esiste) una resistenza, nel senso della resistenza della materia, per cui per quanto riguarda quel battito di ciglia della storia di millenni che è la nascita e la speranza di democrazia, mentre sembra essere chiuso perché già c'è la 'democrazia reale' e quindi la negazione della democrazia, c'è invece il popolo del Cairo che scende in piazza

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella e la quantità/qualità delle adesioni alla stessa: dai detenuti ai loro familiari, dagli avvocati penalisti ai direttori penitenziari, passando per l'apprezzamento mostrato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un suo messaggio. L'appello di Enrico Sbriglia, direttore del carcere di Trieste e segretario nazionale del Sidipe (Sindacato direttori penitenziari) e il lancio di una manifestazione a Roma. Marco Pannella: Qui c'è un fatto. Mai, fino ad adesso, e non solo da quando esiste la loro forma organizzata a seguito della riforma penitenziaria di 6 anni fa, i direttori delle carceri in quanto tali, e anche i direttori degli uffici dell'esecuzione penale esterna, un altro settore che in questa cosa sconosciuta che è il mondo penitenziario ha un ruolo concreto, scendono in piazza. Farei una piccola riserva: anche loro, pur in questa fase nuova, creativa e inventiva nella quale si trovano, a reagire dunque con 'invenzione' e ricerca, dinnanzi a quello che burocraticamente molti vivrebbero in un modo disperato, usano la formula 'faremo una manifestazione di protesta'. No, la loro manifestazione è 'per' delle cose che ricorderemo, e anche questo è importante. Manifesteranno non di fronte al ministero della Giustizia, ma di fronte al ministero che una volta era chiamato della Funzione pubblica, quello oggi guidato da Renato Brunetta. L'iniziativa sulle carceri e la giustizia italiana dei radicali ripresa da Beppe Grillo e poi dal cantante degli Articolo31, J-Ax, in un concerto a Torino, di fronte a migliaia di spettatori che hanno risposto con lunghi applausi: Questo mostra e dimostra quanto io vada sostenendo, con difficoltà. Emma ha ragione: io mi ripeto molto. Perché evidentemente non ho la capacità poietica e poetica di esprimere una volta per tutte in maniera adeguata. Ma una cosa che ripeto è che la caratteristica del nostro momento 'euro-mediterraneo', come lo definisco da tempo, spinge a equiparare la situazione italiana a quella israeliana e turca, e oggi dico anche 'siamo tutti tunisini': C'è un fatto antropologico di 'resistenza', non necessariamente attiva. Evidentemente in questi due secoli e mezzo, nella specie umana, e non credo soltanto in quella indoeuropea - poi nostra, mediterranea, africana e mediorientale - (esiste) una resistenza, nel senso della resistenza della materia, per cui quel battito di ciglia della storia di millenni che è la nascita e la speranza di democrazia, mentre sembra essere chiuso perché già c'è la 'democrazia reale' e quindi la negazione della democrazia, c'è invece il popolo del Cairo che scende in piazza. E' un popolo che ha letteralmente fame in quella enorme megalopoli che è il Cairo e, come durante la rivoluzione francese le donne diventano attrici perché è il pane che manca e vogliono pane e vanno con le loro parannanze nere per riconoscersi, le alzano e così nasce la bandiera anarchica. Oggi non dicono 'pane' ma dicono 'democrazia e libertà'; e non dicono 'No a Israele' o 'No all'America', o nemmeno tanto 'No Mubarak'. E lo stesso è in Tunisia. In Italia accade da 60 anni, abbiamo il corso e il ricorso di Giambattista Vico. Le elezioni a Milano e Napoli, come pure gli ultimi referendum, sono interpretati da Pannella come episodi di questa resistenza della strada
    17:13 Durata: 13 min 33 sec
  • L'interlocuzione con Luca Ricolfi (editorialista della Stampa): Lei non sa quello che da 30 anni, a livello istituzionale, è il nostro obiettivo che riguarda la riforma fondamentale dello stato, cioè la riforma dell'amministrazione della giustizia. È con questo obiettivo che, appena entrati in Parlamento, siamo entrati nelle carceri. Lei crede che la nostra proposta di amnistia sia relativa alla situazione carceraria. No! E' relativa innanzitutto a un problema

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: Professor Ricolfi, mi rivolgo a lui perché forse di tutti gli analisti e gli scrittori, il più interessante. E' tra i 4-5 più interessanti. Mi rivolgo a lui e dico: guardi che proprio lei, per questo articolo di oggi per il quale le siamo grati perché ha qualcosa, questo articolo, che il direttore della Stampa, il figlio di Calabresi...Lui decide di mettere in prima pagina Ricolfi e mi ha ricordato quando un direttore, che merita di essere ricordato fra tutti quelli del Corriere della Sera, il borghese, velista, sportivo, anglosassone, Piero Ottone, aveva deciso di mettere in prima pagina Pasolini. Un Pasolini che diceva: 'Lettore, io volantino qui, volantino per dirti degli obiettivi per i quali Pannella è in sciopero della fame'. Professor Ricolfi, lei ha scritto questa cosa su noi. Ha detto: 'Nessuno se ne è accorto'. Poi dice che ci sono almeno la metà delle cose che Pannella dice che lei non condivide. Ma lei non sa quello che da 30 anni, a livello istituzionale, è il nostro obiettivo che riguarda la riforma fondamentale dello stato, cioè la riforma dell'amministrazione della giustizia. È con questo obiettivo che, appena entrati in Parlamento, siamo entrati nelle carceri. Lei crede che la nostra proposta di amnistia sia relativa alla situazione carceraria. No! E' relativa innanzitutto a un problema. Esiste o no, professore, e Presidente Napolitano, l'urgenza di uscire da una condizione da più decenni di nostro delinquere come Stato contro la legge scritta e lo spirito della legge internazionale ed europea?. Lei crede di sapere, mentre lei non può non sapere che da 30 lei non conosce la sua storia, perché se lei non conosce tutta la storia Radicale, della resistenza democratica propositiva, sempre istituzionale.... La partitocrazia e la violazione delle norme costituzionali - per almeno 25 anni - su referendum, assetto regionale e bicamerale. È vero Emma, mi ripeto spesso, ma io spero ogni volta di raggiungere 10 persone in più qualcosa. Quanti dei giovani sanno ancora che nel 1939 a Berlino si firmava il patto storico tra nazismo e stalinismo, il Patto Molotov-Ribbentrop, e in quegli stessi giorni un compagno della Terza internazionale come Vittorio Vidali - che successivamente ci ha capito ed è stato il primi firmatario nel 1967 del manifesto per l'anno anticlericale - era invece lì, mentre c'era l'accordo di nazisti e comunisti contro il capitalismo, per organizzare l'assassinio, poi puntualmente avvenuto, di Trotsky. E' questo il simbolo della tragedia nobile - alta, grande, greca - dei nostri tempi e di questi che viviamo. Un passaggio su Berlusconi e il berlusconismo. Possibile ancora parlarne bene? Ritroveranno i motivi coloro che sono ancora con lui e non sanno il perché, ritroveranno le ragioni per le quali lo sono stati. E magari anche Angelino Alfano terrà conto di alcune sue contraddizioni, perché Alfano quando raggiunse non il Berlusconi vaticano, come lui crede, perché non conosce la sua storia cattolica e liberale. E così si permette ancora di dire 'cattolici e laici'. La rubrica di Panfilo Gentile sul Mondo e il suo ruolo nel far conoscere Lord Acton e Newman: E' grazie a Panfilo Gentile che ho incontrato Lord Acton e Newman, due nomi sempiterni della fede cattolico-cristiana-liberale, santificati tra l'altro come avviene un po' troppo spesso, perché adesso si santifica tutto. Professor Ricolfi, ma lei - loro, voi - non sapete che per 5 legislature, solo contro dei referendum Radicali che erano dei miracoli per il futuro per la nostra Italia, sono state sciolte apposta delle legislature. Nel 1978 prevedevamo che il rischio era quello del moltiplicarsi, per i magistrati, dei processi da fare. E quindi la prospettiva catastrofica per la giustizia. La tradizione secolare, molto concreta e ragionevole, dell'amnistia: Perché i Papa-Re a un certo punto hanno imparato che è necessario che la giustizia deve essere compatta tra l'evento-reato e l'elemento-giudizio, altrimenti la sentenza giuridica non corrisponderà quasi mai a rispondere alla realtà storica. Il problema della situazione italiana è quindi quello della giustizia. Elio Vittorini su questa capacità previsiva dei Radicali: Io chi chiedevo: 'Mi vuoi spiegare perché accetti di essere Presidente di noi 300-400?'. E lui dice: 'Sai perché? Perché mi sono convinto che proprio voi, noi, questi Radicali qua, siete e siamo gli unici 'copernicani' in un mondo variamente e solo 'tolemaico'
    17:26 Durata: 21 min 11 sec
  • Ricerche, libri e storia sul Partito Radicale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Elio Vittorini, la figura di Palmiro Togliatti e la loro eredità. I ricordi su Pannella di Arrigo Benedetti (giornalista, fondatore de L'Europeo e dell'Espresso): Con Benedetti non avevamo avuto grande dimestichezza, se non un presentimento comune sul suo allievo, e che sarebbe stato affossatore, Scalfari. Le ricerche di Diego Galli su quegli anni del Mondo. Su quella fase Pannella ricorda anche il libro di Stefano Rolando (Le nostre storie sono i nostri orti ma anche i nostri ghetti, Bompiani, 2009) e quello di Valter Vecellio (Biografia di un irregolare, Rubbettino, 2010). La prossima presentazione del libro di Vecellio, il 9 luglio, nell'ambito della Tavola valdese. Pannella si chiede se ce la farà a esserci, considerati gli impegni concomitanti per il Partito Radicale in Tunisia: Vedremo come farò ad arrivare. Magari potrei chiedere a D'Alema uno di quegli aerei che non vengono registrati...
    17:47 Durata: 6 min 16 sec
  • La registrazione del concerto di J-Ax e del suo breve discorso sull'iniziativa di Marco Pannella sulla giustizia e il riferimento - con sonori applausi dal pubblico - alla battaglia per la legalizzazione della marijuana

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il recente incontro presso la Domus Talenti di Pannella con J-Ax, voce degli ex Articolo31. La registrazione del concerto di J-Ax e del suo breve discorso sull'iniziativa di Marco Pannella sulla giustizia e il riferimento - con sonori applausi dal pubblico - alla battaglia per la legalizzazione della marijuana
    17:54 Durata: 5 min 40 sec
  • Il caso di Vauro: Tra i vignettisti vorrei ci fosse qualcuno che facesse un po' di vignette per aiutare Vauro, che fa da scendiletto al padrone-figuratevi-quale: Santoro; per cui se Santoro mostra di volere altro, dinnanzi a quello splendido oggetto di satira (che è Formigoni, ndr), adesso con il look quasi di dandy neo-radicale, come truffatore, come simoniaco, che si occupava molto di Tarek Aziz (e invece ora non gliene fotte più nulla) e di Oil for food, questo povero Vauro non può fare un accenno o nulla!

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Un appello del 1976 firmato da numerose personalità, tra cui Pietro Nenni, Elena Croce, Arrigo Benedetti, Jean Paul Sartre, il cui messaggio era questo: al di là del consenso o meno che si può avere circa la proposta di Marco Pannella, è comunque intollerabile che non se ne sappia nulla, non se ne parli, non ci sia confronto su questo. L'appello di oggi sulla giustizia, sottoscritto da decine di parlamentari e personalità, la difficoltà di far passare la notizia: Non abbiamo trovato i soldi questa volta - spiega Pannella - visto che già allora (nel 1976, ndr) dovemmo trovare i soldi per pubblicarlo a pagamento sulla Repubblica. Il giornalista Francesco Merlo, la sua carriera dal Corriere della Sera a Repubblica: Merlo è dovuto andar via dal Corriere per andare a Repubblica. Non credo che Merlo sia sempre valorizzato quanto meriti a Repubblica, nel senso che non c'è l'afflato attorno a lui che lui merita. Alcune belle vignette di Vincino riguardanti Pannella, pubblicate sul Foglio e sul suo sito: A me quello che importa è il pensiero. E' chiaro che queste sul Corriere della Sera non ci prova nemmeno a pubblicarle. Dinnanzi a questa sua tenacia e a questa costanza intima, di attenzione, di conoscenza, di ripensamenti e altro, questo suo amore per la storia radicale di cui lui sa di fare parte e difende la ricchezza nostra e difende la sua singolarità in questa storia. E vorrei dirgli: grazie davvero, palermitanaccio che non sei altro. Il caso di Vauro: Tra i vignettisti vorrei ci sia qualcuno che faccia un po' di vignette per aiutare Vauro, che fa da scendiletto al padrone-figuratevi-quale Santoro; per cui se Santoro mostra di volere altro, dinnanzi a quello splendido oggetto di satira (che è Formigoni, ndr), adesso con il look quasi di dandy neo-radicale, come truffatore, come simoniaco, che si occupava molto di Tarek Aziz (e invece ora non gliene fotte più nulla) e di Oil for food, questo povero Vauro non può fare un accenno o nulla! La battaglia, soprattutto ad opera dei Radicali milanesi, sulla legalità delle liste di Formigoni e dell'elezione dello stesso Formigoni alla Regione Lombardia
    17:59 Durata: 14 min 42 sec
  • Pannella: La nostra Repubblica è caratterizzata in tutte le sue istituzioni, tranne nella sua Presidenza oggi perché c'è oggi quel presidente, da istituzioni che rispetto alla Costituzione e alla legge anche sovranazionale sono - lo ripeto, non da un punto di vista morale ma tecnico-giuridico - enti criminali professionali

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: La nostra Repubblica è caratterizzata in tutte le sue istituzioni, tranne nella sua Presidenza oggi perché c'è oggi quel presidente, da istituzioni che rispetto alla Costituzione e alla legge anche sovranazionale sono - lo ripeto, non da un punto di vista morale ma tecnico-giuridico - enti criminali professionali. Il ruolo dell'Agcom (tra l'altro oggi alla vigilia di una delibera liberticida sull'online) di fronte alle dichiarazioni di Berlusconi contro i Radicali, colpevoli secondo dichiarazioni pubbliche e televisive del premier di aver impedito la presentazione delle liste del Pdl alle elezioni regionali. Non esiste l'obbligatorietà dell'azione penale?, si chiede Pannella. Io capisco che per 20-25 anni ho detto che la nostra Corte Costituzionale non era altro che la suprema cupola della mafiosità partitocratica, convinto che questo regime non poteva che essere un sistema di associazioni a delinquere ai fini di salvaguardare il proprio potere e non il governo del Paese. Non sono mai stato denunciato. So che se ne discuteva ogni volta che arrivava un nuovo giudice, ma gli altri concordavano: 'Non conviene'. Ora sono almeno un paio d'anni che ho smesso di ripetere questo, perché avendo smesso di occuparsi di referendum, è finita la pagina ignobile, peggio che fascista, scritta da questo supremo organo. Ma quando io oggi riaffermo, anche in lettere e dichiarazioni rivolte al Presidente della Repubblica, che le caratteristiche delle nostre istituzioni sono l'equivalente, tecnicamente, di delinquenti professionali e non più solo abituali, non esiste una norma sull'offesa alle istituzioni? E' vero che la magistratura italiana sono 50 anni che rifiuta di dare il carattere frequente nella vita politica alla fattispecie dell'attentato ai diritti civili e politici dei cittadini. Sono 50 volte che poniamo il problema, l'hanno riconosciuta una sola volta come fattispecie
    18:14 Durata: 6 min 31 sec
  • L'atteggiamento dei No-Tav in Val di Susa e il parallelo del dialogo che Pannella intende avviare con quei poteri economici che si muovono, in assenza di Europa, sulla sponda meridionale del Mediterraneo

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Gli scontri in Val di Susa sulla Tav e il loro grosso eco mediatico; la censura delle iniziative nonviolente come quelle radicali. Io mi sto ponendo, da tunisino, una domanda. Dunque è chiaro che non abbiamo oggi un grande Presidente americano, anche grande soldato democratico, il presidente Ike Eisenhower, che lega al nostro tempo uno slogan che potrebbe essere di quelli belli rivoluzionari: 'Il massimo pericolo per la nostra nazione e per il mondo è nel complesso industriale-militare-congressuale'. E in quel momento, dopo poco tempo, a noi accade di fare quella lotta anche antimilitaristica contro gli eserciti professionali e che non riguardava l'armamento nucleare, ma contro le strutture militari e l'interesse continuo che comportavano a favore del loro utilizzo. Venne fuori la campagna contro lo sterminio per fame e guerre. Il ruolo del Presidente della Repubblica Pertini. Lui marciava con noi mentre noi scandivamo 'Sei milioni di vivi' dalla marcia da Porta Pia a San Pietro e poi un'altra volta fino alla sede della Fao. A questo punto il problema è questo: se non c'è la supplenza dei grandi poteri, anche quelli ufficiali - i nostri come Eni, Finmeccanica, etc. e quelli transnazionali - stanno occupandosi di fare del Sud Mediterraneo il luogo per creare - magari anche in autonomia rispetto alla Russia, per differenziare - molte perforazioni per petrolio o altro. Il rischio che un incidente del tipo di quello avvenuto l'anno scorso nel Golfo del Messico si possa ripetere nel Mediterraneo: C'è da avere delle preoccupazioni. Bisogna occuparsene. Allora pare che queste forze dicano: 'Se non vogliamo essere totalmente schiavi di Putin o dei russi, dobbiamo guardare al Sud Mediterraneo. E anche farne il luogo nel quale si studiano le possibilità, a partire dal nucleare'. Secondo Pannella, tra l'altro, il nucleare presenta anche il difetto di essere una tecnologia connaturata a una gestione centralizzata e di fatto militare della produzione energetica. Nel momento in cui andiamo a Tunisi, anche per dare una mano lì, se c'è questa prospettiva, qual è l'atteggiamento da tenere? Quello della Val di Susa, ovvero dire 'no, non è possibile'?. Oppure quello che ho tentato e che fa parte della storia radicale - avendo fatto un primo referendum sul nucleare per motivi cautelativi, prima di Chernobyl, perché prevedevamo Chernobyl. Lo dicevamo: 'Chissà cosa accade nel mondo comunista, altro che il mondo capitalista'. In Val di Susa accade esattamente quello che è stato raccontato dalla grande cinematografia mondiale, da Hollywood: quando nei film Western arriva la ferrovia e turba l'aggregato sociale, magari quello degli indiani che sono in un posto, i despoti locali, la sacertà delle tradizioni del territorio etc. I motivi potevano essere anche buoni. I dubbi di alcuni Radicali sui costi-benefici della Tav. Mettiamo che sia vero. A questo punto però la risposta è: non si organizzano i presidi, ma i blocchi dei cantieri, si organizza la rivolta contro i sindaci, contro le leggi dello Stato, perché questo ha come strumenti degli impegni internazionali e legislativi, avendo magari delle ottime ragioni nelle valutazioni micro o medio economica, e anche in quelle di prospettiva. Sul piano della ragionevolezza allora cosa fai? Io credo (che si debba) cercare di dialogare. Ma che vai tu, Pannella, a dialogare con le Sette sorelle o con Finmeccanica, con l'Eni, etc.? Io vorrei invece intanto poter parlare al popolo tunisino, ma mi è impedito dal fatto che non posso parlare da 30 anni al popolo italiano, e questo è un fatto provato storicamente e scientificamente, caro professore Ricolfi. I media online e offline e la loro capacità maggiore rispetto a quella delle radio: Oggi la comunicazione non viene cercata, può essere solo limitata con atti di consapevolezza e di scelta consapevole dell'individuo, perché non c'è un attimo solo che la comunicazione non ti raggiunga, in ogni momento biologico della tua esistenza. Allora la domanda che faccio al professore, e al Presidente: il problema non è che voi dovreste prendere atto, con questo splendido articolo di oggi per cui sono grato, che non sappiamo nulla dei 50 anni che ci hanno preceduto?
    18:20 Durata: 21 min 8 sec
  • Radio Radicale come università popolare e l'appuntamento sull'amnistia e la giustizia da organizzare al Senato della Repubblica

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Vecellio: Se Radio Radicale è un'università popolare, te sei il magnifico rettore di questa. Perché ripetendo, ripetendo e ripetendo, ci racconti una storia diversa dalle storia che anche noi rischiamo a volte di dimenticare. E quindi è bene ripeterla. Pannella: No scusami. Magnifico rettore no, anche perché non c'erano magnifici rettori per Stanzani e per me, che eravamo goliardi, ma clerici vagantes. Le sfaccettature dell'università popolare Radio Radicale e l'evento da organizzare al Senato sulla giustizia. Io ho l'impressione che se anche il Presidente della Repubblica se ne occupa, e il presidente del Senato Schifani, noi prepariamo una cosa importante con Rita, per 100 mila che siamo, le e i detenuti, perché dobbiamo aggiungere altri 40-50 mila abitanti degli altri abitanti dei penitenziari italiani. La manifestazione dei dirigenti penitenziari e cosa comporterebbe la possibilità di far vivere "un tantino di democrazia nel paese" e quindi di parlare con chi vive e lavora nella carceri. Il professore Fulco Lanchester e la sua battuta sui Radicali: E' come se da voi si fosse costituita una piccola facoltà di Scienze politiche. In fondo è vero, perché stanno venendo fuori libri, e poi il tuo libro che hai fatto di nascosto - dice Pannella rivolgendosi a Vecellio - Io se fossi tua moglie, o tuo marito - non so - starei attento per la tua doppiezza: noi qui campiamo come noto assieme con rare pause nelle ore più ristrette della notte, e invece te arrivi con il tuo libro. Quindi me l'hai fatta di nascosto. Vecellio: Non era di nascosto. Era il timore di parlartene. Mi dicevo: glielo dico domani, glielo dico domani, glielo dico domani e poi è uscito stampato
    18:42 Durata: 11 min 22 sec
  • Tra Val di Susa e Tunisia: A Val di Susa si trattava sin dall'inizio di far crescere gli elementi di dialogo, le occasioni e i luoghi di dialogo, perché attraverso il minor male possibile nell'umiltà insopprimibile della democrazia... Lo diceva Franco Roccella, di quale 'insopprimibile umiltà sia fatta la democrazia'. Quindi trattare 'no', ma dialogare sempre 'sì'

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'evoluzione della situazione tunisina e e quella della Val di Susa. L'attualità tunisina e un colloquio avuto con l'imprenditore Tarak Ben Ammar. La necessità di dialogare con le autorità e di inventare nuove soluzioni. Il dialogo con i compagni assassini e con Silvio Berlusconi. L'evoluzione storica della linea del Corriere della Sera. Per quel che riguarda la Tunisia, Val di Susa, etc., accetterei di dialogare per strappare in quel momento quello che può tradursi in un piccolo vantaggio, in un minor danno rispetto a quello che comunque si realizza per innestare un inizio di dialogo. Lo stesso vale per il Mediterraneo. Oggi i grandi gruppi, come Eni, possono essere interessati a comprendere forse che la presenza radicale può garantire quello che si è perso: la ragionevolezza della democrazia, la forza della ragionevolezza. A Val di Susa si trattava sin dall'inizio di far crescere gli elementi di dialogo, le occasioni e i luoghi di dialogo, perché attraverso il minor male possibile nell'umiltà insopprimibile della democrazia... Lo diceva Franco Roccella, di quale 'insopprimibile umiltà sia fatta la democrazia'. Quindi trattare 'no', ma dialogare sempre 'sì'. Altrimenti che fate? Ritardate, esasperate, sputtanate la vostra partitocrazia, perché poi i sindaci a livello locale sono eletti da voi. Questo è lo stesso discorso che faccio per il Mediterraneo
    18:53 Durata: 14 min 27 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sull'editoriale del professore Ricolfi: L'assenza totale di democrazia nel nostro Paese riesce a fare qualcosa di inimmaginabile, pare: impedire a chi vive come classe dirigente una storia, di non conoscerla, essendone magari maestro nell'insegnarla. Il parallelo con il Presidente della Repubblica. L'iniziativa nonviolenta radicale e le sue ricadute su Pannella: Se siete preoccupati per uno che fa un'azione anche nonviolenta - 'anche' perché l'obiettivo è quello che va tenuto presente - a questo punto state attenti. No. E' come quel mistero delle arti marziali, dei duelli, che acquistano quasi ovunque un valore magico-simbolico-religioso (le arti marziali, lo yoga, etc.) guardate, ve lo garantisco, dopo 40 anni di esperienza, grazie a Ennio Gollino e Claudio Santini, grazie ai miei medici e veterinari, credo che abbiamo accumulato un patrimonio di sapere del quale potrebbe dirsi: beh, perché non pensate che a 82 anni, fumando come fumo, è strano che io non sia morto come tanti miei coetanei? Sono stato aiutato da quello che mi dicevo e dicevo mentre mi capitava di essere, con altri o altre, amore, ridendo: se quella - la morte - apre adesso la porta e mi/ci trova così, forse capisce che non è il caso perché ha bisogno di agganciare dei moribondi, e se io sono contento se mi sorprende in questo momento. Se poi davvero mi sorprende e resto quello di questo momento, venga perché sarò felice per sempre
    19:07 Durata: 6 min 47 sec