31 LUG 2011
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:00 Durata: 2 ore 11 sec
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 31 luglio 2011 condotta da Valter Vecellio con gli interventi di Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito), Valter Vecellio (direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione Nazionale, Radicali Italiani), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa
puntata ha una durata di 2 ore.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.

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  • Introduzione

    Valter Vecellio

    direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione Nazionale (Radicali Italiani)

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    In studio, con Marco Pannella, c’è Valter Vecellio, direttore di Notizie Radicali. Il convegno sulla giustizia promosso al Senato dal Partito radicale nonviolento, con l’intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La situazione nei paesi arabi. La politica italiana: dalla vicenda del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, alla situazione dell’opposizione
    17:00 Durata: 1 min 50 sec
  • Il convegno su giustizia e carceri al Senato: Un convegno del genere, pienamente politico ma - e mi dispiace di dire ‘ma’ - denso di nobiltà della politica, nel senso che l’oggetto e i soggetti sono stati quelli della giustizia e dell’amministrazione della giustizia, diciamo pure la funzione giuridicamente costitutiva dello stesso Stato. Le affermazioni del primo Presidente della Corte di Cassazione, Ernesto Lupo, e quelle del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: Un convegno del genere, pienamente politico ma - e mi dispiace di dire ‘ma’ - denso di nobiltà della politica, nel senso che l’oggetto e i soggetti sono stati quelli della giustizia e dell’amministrazione della giustizia, diciamo pure la funzione giuridicamente costitutiva dello stesso Stato. Indubbiamente sono state fatte delle affermazioni e vorrei magari qui segnalarne alcune. Non mi risulta che siano state riprese, se non in forma clandestina, le dichiarazioni del primo Presidente della Corte di Cassazione (Ernesto Lupo, ndr) che di già mi fecero esplodere quando furono per la prima inaugurazione dell’anno giudiziario quando parlò Lupo, e dissi ‘straordinario’. L’iniziativa meritoria del presidente del Senato, Renato Schifani. Alcuni stralci dal discorso di Ernesto Lupo, presidente della Cassazione: ‘Sono indispensabili interventi legislativi idonei a non incrementare, anzi a ridurre progressivamente la popolazione carceraria’. Questa invocazione del potere legislativo da parte del momento giurisdizionale massimo non è consueto, ma è importante. Individua un ‘dovere essere’ del momento legislativo che è necessario al momento della giurisdizione, perché altrimenti si tratta di un fatto sociale e istituzionale che evidentemente crea difficoltà al momento della giurisdizione. Poi ancora quando dice ‘indispensabile un progetto che punti alla riduzione della pena carceraria e che punti all’area della penalità’. Si presume che il presidente possa chiederlo perché denuncia un vuoto legislativo che annuncia poi al momento della giurisdizione un compito impossibile, perché la giurisdizione sappiamo che ha anche un momento che è fonte di diritto. Lui chiede ‘un progetto che punti alla riduzione della pena carceraria e che punti per questo all’area della penalità’. E’ quello che ho sempre detto: la giustizia e la sua appendici, ovvero la pena, il carcere. Cosa si fa di un primo Presidente della corte di cassazione che questo chiede e questo denuncia? Ma va avanti: ‘Una riduzione della pena carceraria che punti anche all’area della penalità’. Poi rivolge un appello ai giudici perché ‘facciano un uso sempre più prudente e misurato della misura cautelare restrittiva’; questo è un leitmotiv di tutti i liberali, quei pochi o meno pochi che esistono negli ultimi 100 anni del nostro Paese, sotto il fascismo e sotto la partitocrazia non fascista. ‘Si tratta di uno strumento da mantenere nell’eccezionalità, quando un altro strumento non può essere usato’. È un’affermazione quasi dogmatica, nel senso positivo della parola. ‘E’ urgente - ancora - un ponderato e selettivo programma di depenalizzazione e di attribuzione al diritto amministrativo di molti dei reati puramente formali’. Quante volte lo abbiamo detto? ‘Accompagnato dall’introduzione di formule estintive del reato nell’ambito di condotte non gravi’. La penalizzazione: al posto dello Stato sociale c’è lo Stato penale. C’è un giornale laico, nel senso non specifico, non di chierici, che dando sempre molto rilievo a quello che viene chiamato il ‘gossip’, approfondendo queste voci, voglia trattare questo tema? La scomparsa di Giuseppe D’Avanzo, giornalista di Repubblica. La mancanza di editoriali della domenica sul tema giustizia e carceri: Niente! Pannella continua a rimarcare la straordinarietà dei contenuti del convegno di giovedì e venerdì su giustizia e carceri: Poi c’è Giorgio Napolitano, Presidente che ha grande esperienza interiore e grande sapienza. ‘La questione del sovraffollamento delle carceri è un tema di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile. Questo sovraffollamento - detto in altri termini - lede la Costituzione e la civiltà. La situazione dei detenuti nelle carceri italiane è spesso una realtà che ci umilia in Europa - vivaddio ci sono termini non tecnici, osserva Pannella, l’‘umiliazione’ - e che ci allarma per la sofferenza quotidiana di migliaia di esseri umani in condizioni che definire disumane è un eufemismo’. E’ il capo dello Stato che dice questo! Tutti abbiamo concorso, di più o di meno a seconda della nostra storia politica, a questo tremendo risultato, cioè avere dinanzi una situazione per la quale il Capo dello Stato dice che migliaia di esseri umani soffrono in condizioni che definire disumane è un eufemismo. Ancora: ‘Per uno Stato di diritto c’è un abisso tra questa realtà e il dettato della Costituzione’. Perdinci! Sto leggendo, testualmente! Il rischio pan-penalizzazione cui fa pure accenno Napolitano. Il Presidente della Repubblica lo dice al direttore del Corriere della Sera, al direttore di Repubblica, non parliamo ai direttori degli audiovisivi, magari lo dice anche ai 16enni dell’online. Ma chi l’ha saputo questo? Quale servizio, quale analisi c’è stata? Si sono scelte alcune frasi, due-tre minuti, messe lì. Ma a mio avviso nessuno nelle redazioni era in grado di farlo al momento, subito. La testualità, il virgolettato, c’erano. Commenti autorevoli della testata, anche del direttore, nel merito non ne ho visti
    17:01 Durata: 18 min 14 sec
  • L'Italia, paese delle Controriforme, come diceva Benedetto Croce. L'appello di Pannella al Presidente della Repubblica sulla giustizia e le carceri: Presidente, io sto pensando, ruminando - te lo dico così - sul fatto che noi ottenemmo per i fatti cecoslovacchi la convocazione del Parlamento, non della Camera

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: E’ la mancanza di cultura del diritto. E’ una società che fa schifo, perché la Prima Repubblica ha inserito le cose peggiori, più schifose, del fascismo. Il fascismo rispettava la sua propria infame legalità. Qui, da quando è stata approvata la Costituzione, coloro che pure in gran parte l’hanno scritta immediatamente l’hanno distrutta, perché era estranea alla loro cultura comunista di allora, fascista, contro riformista. Pannella racconta al proposito: Stamattina ero a salutare Silvia Croce, alla cappella Croce; e io continuo, come un vecchio rimbambito, a ripetere, come da quando ho 23 anni: ‘Questo è un Paese che non ha conosciuto la Riforma e quindi conosce costantemente Controriforme’. La storia radicale è la storia di chi ha creduto che fosse possibile una riforma grazie a una convinzione - è un fatto scientifico: le generazioni umane di questa nostra area euro-mediterranea. Abbiamo il Presidente della Repubblica che fa crescere la propria storia. Noi - consapevoli - abbiamo eletto, facendo una scommessa sull’umanità, a nostro Presidente un esponente di una storia al cento per cento comunista. Abbiamo ritenuto che questa fosse la carta da rischiare, la migliore delle carte. I mali del welfare senza libertà. Ma in realtà continuiamo a sentire il Presidente: ‘Quella delle carceri è una situazione che ci umilia in Europa. C’è un abisso fra questa realtà e il dettato della Costituzione’. Napolitano, trova la parola giusta! Quello che è legge è un dettato, è un ‘obbligo’, non è un ‘dovere’ che tu puoi o meno avvertire. Il rischio dei celeberrimi costituzionalisti italiani di essere dotti imbecilli. Le elezioni a Napoli, la vittoria di Luigi De Magistris, la figura di Aldo Loris Rossi e la sua visione euro-mediterranea. Sto diventando un feticista delle frasi di Napolitano, ma che devo dire: il mio Presidente della Repubblica, di questa Repubblica che io ritengo anti-democratica, uno Stato anti-liberale, il Presidente di questa Repubblica che per 12 ore al giorno deve intervenire - e lui sa che il suo compito è di garante e non di arbitro, ascolta i Radicali - come avvenuto con altri Presidenti ai tempi della battaglia radicale contro lo sterminio per fame nel mondo - e sostiene che ‘c’è un abisso tra questa realtà e il dettato della Costituzione’. Ma Pierluigi Bersani - chiede allora Pannella - abbiamo ‘la più bella Costituzione del mondo’? Ma statti zitto! Ancora sulle dichiarazioni di Napolitano: ‘La politica in Italia, quale si esprime nel confronto pubblico, appare debole e irrimediabilmente divisa, incapace di produrre scelte coraggiose, coerenti e condivise’. Sì, perché come aveva detto Don Benedetto, questi non avendo avuto nessuna Riforma e avendo dovuto ammazzare i riformatori interni alla Chiesa cattolica, continuano a proporre Controriforme e non Riforme. E allora oggi, cosa possiamo fare di queste parole? E’ dalla politica che devono venire risposte, dice il Presidente. Ma ci rendiamo conto? Il Presidente parla di necessario ‘istituto di sopravvivenza’. Presidente, io sto pensando, ruminando - te lo dico così - sul fatto che noi ottenemmo per i fatti cecoslovacchi la convocazione del Parlamento, non della Camera. Un’altra cosa che va meglio chiarita, sullo sterminio per fame. Su questa urgenza, lo dico al primo Presidente della Corte di cassazione, mi dica qualcosa. Se non dobbiamo adesso, ad agosto o settembre, riunire il Parlamento. Poi ci sono diverse vie. Si facciano riunioni, convocazioni, sino a compito adempiuto, notte e giorno. Il caso di Zucconi Galli Fonseca, giudice della Cassazione, che fece discorso sulla legalizzazione delle droghe leggere. Il confronto a distanza tra Lupo (Corte di Cassazione) e la risposta rispettosa e gravissima di Giandomenico Caiazza, avvocato e presidente del Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei. Ma io continuo perché il tema della giustizia è giunto - cito - ‘a un punto critico e insostenibile sotto il profilo della gestione della giustizia, ritardata o negata o deviata da conflitti fatali tra politica e magistratura, e sotto il profilo dei principi costituzionali e dei diritti umani negati per le persone ristrette in carcere’. Potrei continuare, ma allora: vogliamo riunire il Parlamento? Il tema dello Stato posto dal Presidente della Repubblica. Le manifestazioni dell’Osapp. Le conseguenze dell’obbligatorietà dell’azione penale e la deriva impiegatizia dei Pm. Ancora citazioni dal discorso di Lupo, presidente della Cassazione
    17:20 Durata: 31 min 8 sec
  • La feroce repressione delle manifestazioni da parte del regime siriano: Siamo in un momento nel quale la politica mondiale, la politica di Barack Obama - corrotto dalla Ragion di Stato contro il senso dello Stato - va male; Obama ha perso quel prestigio, il popolo sentiva che lui poteva essere nuovo e non coprire la politica assassina di uno sporco tradimento come quello di Bush e di Blair che hanno creato una arma assoluta di distruzione di massa del prestigio dei propri Paesi, delle proprie leggi e dell’Occidente

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La feroce repressione delle manifestazioni da parte del regime siriano: Siamo in un momento nel quale la politica mondiale, la politica di Barack Obama - corrotto dalla Ragion di Stato contro il senso dello Stato - va male; Obama ha perso quel prestigio, il popolo sentiva che lui poteva essere nuovo e non coprire la politica assassina di uno sporco tradimento come quello di Bush e di Blair che hanno creato una arma assoluta di distruzione di massa del prestigio dei propri Paesi, delle proprie leggi e dell’Occidente. Oggi sta accadendo questo, peggio di quando Neville Chamberlain e Édouard Daladier, che erano i rappresentanti delle due grandi democrazie europee, l’Inghilterra e la Francia, fecero un G-4 a Monaco con Hitler e Mussolini e ne uscirono fuori con l’immagine di Mussolini che aveva convinto il cattivo Hitler che già doveva fare le fosse di Katyn d’accordo con i sovietici, per dire a che punto era. La situazione delle carceri nel mondo. Le critiche di Bruno Zevi al Mahatma Gandhi sugli ebrei
    17:51 Durata: 5 min 8 sec
  • L'importanza della riforma della giustizia per gli stessi giudici: Vorrei sottolineare un riflesso molto liberale di Cosimo Ferri, segretario di Magistratura indipendente, che è venuto al convegno, è stato lì; e non è venuto con il terrore di noi che vogliamo non solo separare le carriere, ma anche porre fine agli incarichi extra-giudiziali; io spero che riuscirò a convincere Palamara; ma io voglio che i nostri Pm non siano dei passacarte obbligati per quella legge folle dell’obbligatorietà dell’azione penale! Sono dei burocrati, non sono dei giudici! C’è amore per i giudici!

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: E’ ragionevole, mi rivolgo al Presidente Schifani, perché abbiamo avuto raramente delle sintonie, e lui ha concorso con il Presidente Napolitano in un modo magnifico, con un riflesso ragionevole: ‘Certo, in fondo non posso farlo nell’Aula (del Senato, però è giusto che si conoscano le vostre cose’. I limiti del discorso del sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, e del ragionamento di Mauro Mellini, ex parlamentare radicale, sulla provvisorietà del provvedimento d’amnistia. La saggezza dell’amnistia ogni morte di Papa. Al Presidente Schifani, al Presidente Napolitano: e se a questo punto si consigliasse di far venire questo tema, a proposito del quale anche tra i magistrati vorrei sottolineare un riflesso molto liberale di Cosimo Ferri, segretario di Magistratura indipendente, che è venuto al convegno, è stato lì; e non è venuto con il terrore di noi che vogliamo non solo separare le carriere, ma anche porre fine agli incarichi extra-giudiziali; io spero che riuscirò a convincere Palamara; ma io voglio che i nostri Pm non siano dei passacarte obbligati per quella legge folle dell’obbligatorietà dell’azione penale! Sono dei burocrati, non sono dei giudici! C’è amore per i giudici! La figura di Claudio Martelli e il suo possibile apporto alle battagli radicali; il trattamento che fu riservato a Giovanni Falcone per avervi collaborato, a partire da giornali come l’Unità e l’incontro del magistrato con Pannella. Poi il leader radicale torna sul tema giustizia e carceri: Certo ci vorrebbe tempo, ci vorrebbe tempo da parte del Presidente, per parlarci, per spiegare. Il problema informazione. La gente capisce queste cose, solo che alla gente queste cose non gliele può dire nessuno; il ruolo dei giornalisti e la figura dei cronisti. Io mi chiedo, ma chi hanno consiglieri? Per esempio il Silvio. Chi gli consiglia le cose? Adesso di nuovo il processo lungo! Ma perché devono fare stronzate! Sempre che gli nuocciono, che ci nuocciono e nuocciono a tutti quanti! Sempre a trovare la controriforma cretina che la gente non può capire. Così adesso avremo ancora di più in Italia l’avvocato che è stimolato ad avere tattiche ostracistiche per andare oltre la prescrizione! Il buon Silvio, porca miseria, si vuole ricordare che lui sull’indulto ha dovuto fare i conti con la propaganda del governo di sinistra contro l'indulto? Governo di sinistra che mandava in televisione questo povero sciagurato di Tonino (Di Pietro, ndr), mentre noi lottavamo a Natale e a Pasqua per l’amnistia. E Forza Italia fu determinante perché ci fosse l’indulto rispetto ad Alleanza Nazionale e a quegli altri di cui già Miglio si preoccupava per le future evoluzioni, ovvero la Lega Nord. L’ipotesi di una convocazione del Parlamento. Questi due giorni sono stati importanti; dobbiamo evitare che tutto finisca con agosto. Anche con l’aiuto della nonviolenza. Noi abbiamo sempre giocato il possibile contro il probabile. Ce la faremo. L’annuncio dell’iniziativa nonviolenta di Claudia Sterzi, mirando, oltre agli altri obiettivi, in modo particolare alla posizione anti proibizionista. Quando si fa un gradino alto, a questo punto guai ad accontentarsi. Bisogna farne tesoro, di conseguenza essere meglio e più esigenti. Ieri, comprendendo questa cosa, ho detto: 'Amnistia! Amnistia! Amnistia!' Pannella si chiede: Ma chi glielo dirà mai al Presidente della Repubblica e al Presidente del Senato i contenuti e il tono di questa conversazione?
    17:56 Durata: 22 min
  • L'iniziativa radicale transnazionale. I libri (e le peculiarità) dei "militonti" radicali

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il Consiglio generale del Partito radicale nonviolento in Tunisia. L'amnistia tunisina negli stessi giorni del Consiglio. Lo slogan e obiettivo radicale dal corpo del malato al cuore della politica, la vita del diritto per il diritto alla vita. Il nome del Prntt è un manifesto, che va letto in inglese: Nonviolent Radical Party, Transnational and Transparty. Il manifesto-appello firmato da oltre 100 Nobel. Un partito da cui sono venuti fuori progetti per il nostro tempo umano. In questo momento vorrei fare un'osservazione amichevole per un compagno per il quale ho grande stima, per il suo valore potenziale e attuale, Michele De Lucia. Anche con simpatia al direttore di Radio Radicale. Questa storia, per la quale mi sono doluto quando perfino sul mio libro si facevano spot, perché Radio Radicale non è che fa pubblicità. Gli spot sono una cosa indecorosa. Adesso abbiamo lo spot in cui il Tesoriere di Radicali Italiani pubblicizza il suo libro su cotanto oggetto, Augusto Minzolini. Mi auguro che la Radio non continui su questo. Anche perché forse sarebbe l'ora di dedicare qualcosa ai libri radicali, non sotto forma di spot. Il libro di Maria Antonietta Farina Coscioni sugli ospedali psichiatrici: E' un elemento importantissimo, fa chiarezza sulla cosiddetta 'legge Basaglia'. Le ricerche di Lanfranco Palazzolo e il libro di Massimiliano Iervolino. La peculiarità dei "militonti" radicali. La battuta del professore Fulco Lanchester sulla piccola facoltà di scienze politiche creata dai Radicali. L'attualità della battaglia esperantista per il Partito radicale transnazionale. E' possibile dire che tutte queste cose le avevamo previste? Da un'Europa delle patrie che distrugge la patria europea al fatto che Obama si fosse convinto della realpolitik e che quindi contribuiva a ingannare i miei confratelli americani già traditi dai due Bush? Il disastro della democrazia reale e il paragone con il socialismo reale. Il caso della battaglia sull'informazione in Libia
    18:18 Durata: 25 min 48 sec
  • Pannella e la famiglia Croce.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Pannella nella mattina di domenica ha partecipato al funerale di Silvia Croce. La famiglia Croce: Per due-tre generazioni, dopo Croce, c'è stato un nettissimo 'matriarcato' di sorelle e figlie. Io poi sono andato da Silvia; Livia non c'era stamattina, comprensibilmente; ma quando ho visto lì riunita anche Elena, e tutte, Alda... Beh, non ho detto nemmeno una parola. Perché... perché da quando diciassettenne o diciottenne sono andato lì, accolto e raccolto da Benedetto Croce, mi hanno raccontato tutti - da Don Benedetto alle sorelle - mi hanno raccontato loro a me stesso. E quindi non posso dire nulla di loro, tranne che questo. Questa cosa straordinaria per la quale con il loro riflesso gioioso di festeggiare un'amicizia, una fiducia e altro, mi hanno accompagnato indotto anche a vedere cose che potevano essere dismesse della mia vita e che invece, con la loro attenzione, forse sono stato indotto a vedere. I legami familiari tra la famiglia Pannella e quella Croce.
    18:44 Durata: 3 min 36 sec
  • Pannella: Esistono momenti nei quali la saggezza, l'esperienza, ti deve mettere in condizioni di usare il nostro sapere istituzionale, che è straordinario anche nel 'militonto' di base, e poi il sapere nonviolento. Proprio perché abbiamo avuto un successo importante, a questo punto non è che la nonviolenza si usa solo come extrema ratio. Conclusioni.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La ripresa dell'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella: Esistono momenti nei quali la saggezza, l'esperienza, ti deve mettere in condizioni di usare il nostro sapere istituzionale, che è straordinario anche nel 'militonto' di base, e poi il sapere nonviolento. Quindi ho detto: proprio perché abbiamo avuto un successo importante, a questo punto non è che la nonviolenza si usa solo come extrema ratio. E' nella normalità, nella semina, la nonviolenza, molto più che nel raccolto. Non c'è stato un solo dibattito a livello di massa e di partiti di massa su questi 50 anni di nonviolenza che il Partito Radicale è l'unico che ha adottato, studiato, come abbiamo studiato la raccolta di firme, etc. Dev'essere il segno che le cose vanno bene, perché non bisogna mai usare la nonviolenza per disperazione. L'informazione "da necrofili" che caratterizza innanzitutto la televisione italiana. La gestione di Gianni Riotta del Tg1 e dell'informazione in occasione dell'indulto.“Miguel de Unamuno (1864-1936, ndr) fu il primo a dire che i fascismi sono tutti necrofili. Come uscire oggi da questa situazione? Si esce intanto, evidentemente, con la democrazia. In realtà l'immoralità di una classe dirigente, nel fondo, si ritiene sempre che sia una morale lecita. L'unico modo è scegliere di dare la parola a chi ha una diversa moralità. Noi siamo capaci di fare democrazia, noi siamo capaci di fare onestà
    18:47 Durata: 12 min 27 sec