28 AGO 2011
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella. Confronto con Antonio Martino

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 58 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Ospite in studio Antonio Martino.

Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella. Confronto con Antonio Martino" di domenica 28 agosto 2011 , condotta da Valter Vecellio che in questa puntata ha ospitato Valter Vecellio (direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione Nazionale, Radicali Italiani), Antonio Martino (economista, deputato, già ministro della Difesa, Popolo della Libertà), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi:
Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 58 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.

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  • Introduzione

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Antonio Martino

    economista, deputato, già ministro della Difesa (Popolo della Libertà)

    Valter Vecellio

    direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione Nazionale (Radicali Italiani)

    In studio, assieme a Marco Pannella, anche il professore Antonio Martino (deputato del PdL). I temi della discussione e le domande arrivate dagli ascoltatori
    17:00 Durata: 2 min 14 sec
  • Martino: Da almeno 30 anni abbiamo immancabilmente ogni anno, anche due volte l'anno, una manovra correttiva. Ti risulta che dopo 30 anni il bilancio pubblico sia stato risanato? L'Italia non ha bisogno di manovre, ha bisogno di riforme!. Pannella: Una cosa che facevo notare a chi mi diceva 'Vabbè ma Martino si sa quello che dice da 30 anni', io ho risposto: 'Chi lo sa?'. Perché lui è trattato come un Radicale. Quando mai in questi 30 anni ti hanno fatto mai andare, se non una o due volte, a Ballarò, Annozero, etc.?

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Antonio Martino

    economista, deputato, già ministro della Difesa (Popolo della Libertà)

    Marco Pannella: La domanda è di approfondire da qui una intervista che ho ritenuto subito di grande interesse, tanto è vero che 20 minuti dopo che l'avevo ascoltata ho fatto una dichiarazione alle agenzie, dicendo che questo intervento era importante. Dopodiché ho constatato che malgrado questo mio intervento fatto per non lasciare cadere quelle parole, malgrado l'intervista fosse stata fatta a SkyTg e pensavo quindi di poterla risentire come loro fanno spesso - e invece non è stata mai ridata -, le agenzie mi hanno citato per altro che per quello di cui intendevo parlare. La questione è questa: a un certo punto si parlava di tasse, e visto che poi io sono accusato e tu magari lodato di essere 'liberista', e visto che io continuo a ripetere che c'è anche Salvemini e una grande tradizione socialista che è stata rimossa completamente (Antonio De Viti De Marco, Ernesto Rossi, etc.) avevo trovato la grande ragionevolezza di un esempio che Martino faceva. Si parlava della tassa per i redditi oltre i 90 mila euro e lui replicava: 'Io sto qui, su un 8 metri, qui tutti questi altri no, sono molto più grandi degli 8 metri. Ma non mi stupirebbe che io sono l'unico che supera il 90 mila di tutti i presenti' Antonio Martino: Marco, secondo l'Agenzia delle Entrate, io faccio parte dell'1 per cento più ricco dei contribuenti italiani. E' credibile? Io abito nella stessa casa in cui abito dal 1982, era la casa di mia madre che ora poverina è morta, ed è per due terzi mia e per un terzo di mia moglie; ho una barca aperta, non cabinata, di 8 metri; ho la stessa automobile che avevo nel 1993; prendo in affitto lo stesso appartamento che prendevo in affitto nel 1985 all'Isola D'Elba. Non mi sembra di essere stra-ricco: è possibile che io sia più ricco del 99 per cento degli altri? E tutti questi che hanno queste barche.... Pannella: Trovavo molto ragionevole il fatto che si diceva: 'Guardi io sto qua, su questo 8 metri, e ci sono tutti questi altri'. E siccome c'è questo elemento, per cui solo l'1 per cento dei contribuenti supera quella soglia di 90 mila euro, era un modo interessante di affrontare, e non di negare l'evidenza, come noi liberisti faremmo, ma anzi di porla con semplicità e ragionevolezza. In una situazione che io ritengo essere diventata da molti decenni assolutamente anti-democratica, io ritengo che già dagli anni 50 hanno distrutto quello che valeva della Costituzione: i referendum, le elezioni, l'attuazione delle Regioni.... Quindi ci tenevo che questa cosa detta da Martino fosse ri-raccontata qui a Radio Radicale. Fatta questa osservazione, che conseguenze operative possiamo trarne? Che cosa significa questo tuo punto di vista e questo tuo approccio? Martino: Vedi Marco, un economista inglese, Philip Wicksteed, intitolò il suo testo di economia 'Il buon senso della politica economica'. Ora noi abbiamo in questo Paese il contrasto tra il senso comune e il buon senso. Per giudicare questa manovra e in genere la situazione finanziaria dello Stato basta il buon senso. Cominciamo con il dire che ai tempi di mio nonno, che fu vice presidente dell'Anci, fece il primo raduno dell'Anci a Messina, la spesa pubblica assorbiva il 10 per cento del reddito nazionale; mio nonno era repubblicano, il che allora era a sinistra del centro; mio padre era liberale e tutti dissero che si era spostato a destra del padre; negli anni 50 la spesa pubblica assorbiva il 30 per cento del reddito nazionale; io sono liberista, parola che io detesto e che non esiste in nessuna lingua ed è nata da una distorsione di Croce, e la spesa pubblica è al 50 per cento del reddito. Se continua così, il mio nipotino sarà un anarchico bombarolo. Non c'è mai stato un paese al mondo, secondo uno studio di tre economisti americani che conosco, che una volta che la spesa pubblica supera il 40 per cento del reddito nazionale abbia avuto un tasso di sviluppo positivo. Noi siamo al 52 per cento. La Svezia lo ha scoperto sulla sua pelle. Perché negli anni Settanta due paesi che avevano la stessa popolazione, la Svezia e la Svizzera, tutti e due con 7 milioni di abitanti, uno dotato di grande ricchezze nazionali e l'altro privo, la Svezia era terza nella graduatoria dei paesi Ocse e la Svizzera seconda. Oggi la Svizzera è sempre seconda, la Svezia è 18esima. Perché? Perché a partire dagli anni 70 il welfare svedese ha fatto aumentare talmente tanto la spesa pubblica che la crescita in Svezia si è fermata. Il migliore sistema cantonale svizzero, con un freno implicito alla fiscalità. Allora per tornare al nostro tema: da almeno 30 anni, come tu accennavi, noi abbiamo immancabilmente ogni anno, anche due volte l'anno, una manovra correttiva. Queste manovre correttive avrebbero dovuto risanare il bilancio pubblico. Ti risulta che dopo 30 anni il bilancio pubblico sia stato risanato? Allora forse l'Italia non ha bisogno di manovre correttive; la manovra correttiva si fa quando in presenza di un fatto eccezionale, si deraglia.... Pannella: Da noi è la fisiologia! Martino: L'Italia non ha bisogno di manovre, ha bisogno di riforme! Non possiamo pensare di avere la spesa pubblica al 52 per cento del reddito e continuare a crescere! L'esempio della spesa sanitaria. Martino poi fa un altro esempio: Possiamo mandare in pensione persone in età lavorativa che frodano l'erario due volte: uno, percepiscono la pensione di cui potrebbero fare a meno, e poi lavorano in nero non pagando tributi sul reddito così prodotto, e in più distorcono la concorrenza perché le imprese che non impiegano in nero sono svantaggiate rispetto a quello che lo fanno. Pannella: Infatti noi dagli anni 80 abbiamo messo al centro di tutte le analisi, e quindi anche dei referendum che facevamo.... Martino: Anche quello sul sostituto d'imposta, per cui feci una cosa in televisione.... Pannella: Infatti una cosa che facevo notare a chi mi diceva 'Vabbè ma Martino si sa quello che dice da 30 anni', io ho risposto: 'Chi lo sa?'. Perché lui è trattato come un Radicale. Quando mai in questi 30 anni ti hanno fatto mai andare, se non una o due volte, a Ballarò, Annozero, etc.?
    17:02 Durata: 14 min 27 sec
  • Pannella e le battaglie anticipatrici dei Radicali su temi come quello della giustizia, delle pensioni e del debito pubblico. Martino: Noi stiamo rinunciando alle nostre libertà, anche le più piccole, facendoci trattare come degli imbecilli nelle cose di tutti i giorni, e invece onniscienti nel momento in cui dobbiamo scegliere per il futuro della società, votando. Se te disabitui la gente a scegliere per sé, la gente non saprà scegliere per gli altri

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Antonio Martino

    economista, deputato, già ministro della Difesa (Popolo della Libertà)

    La battaglia decennale dei Radicali sull'amnistia. Noi in sede parlamentare, appena entrati in Parlamento, abbiamo trovato un dibattito nella quale la povera Nilde Iotti era continuamente costretta a dire a un suo compagno: 'Onorevole Pochetti, lasci parlare l'onorevole Pannella!'. Perché io nel 1978 avevo un chiodo fisso: Ai compagni comunisti dicevo: 'Qui, con voi contrari all'amnistia, arriveremo - con l'obbligatorietà dell'azione penale e tutte le altre cose - a milioni e milioni di processi pendenti e in ritardo. E finirete per essere a favore per quell'immonda prescrizione che è l'amnistia più di classe. Questo nel 1978. Nel 1981 noi in Parlamento cominciamo a porre il problema del debito pubblico, con Marcello Crivellini che al secondo bilancio - perché non avevamo ancora la finanziaria - propose un rientro del 7 per cento della spesa pubblica rispetto al debito, dicendo: altrimenti c'è il welfare senza libertà che finirà per distruggerci. Non avere mai potuto parlare di questo... Noi abbiamo posto tre problemi fondamentali. Sulle pensioni per tre anni ho fatto comizi a Piazza Maggiore a Bologna, davanti al Palazzone rosso del 'buon governo', dicendo che la Costituzione prevede innanzitutto il diritto al lavoro, poi c'è la pensione come conquista sociale; ma uno deve avere il diritto di scegliere, tra diritto al lavoro o alla pensione; abbiamo sempre i problemi di genere, ma ci sono anche quelli d'età. Noi sulle pensioni avevamo azzeccato [] ma su questo non si è mai discusso. Mai discusso del fatto che noi avevamo posto il problema del debito pubblico come problema centrale. Quindi: pensioni, debito pubblico e anche sanità. Martino: Per ciò che riguarda il problema della giustizia in generale, e delle carceri in particolare, tu sollevasti - credo per primo in Italia - il problema dell'indebita estensione del concetto di reato. C'è un bellissimo libretto, tradotto dal francese dalla LiberLibri, che si chiama 'La criminalizzazione della società'. Io liberale ritengo che non possa esistere un reato senza vittima. Il diritto penale deve garantire la coesistenza delle libertà di individui diversi. Il 'reato di pericolo', in una società liberale, non esiste. Sulla furia pan-penalistica di alcuni esponenti della maggioranza, Martino commenta: Permettimi di citare Stendhal. In un partito uno tanto più è intelligente, tanto meno appartiene al partito. Noi stiamo rinunciando alle nostre libertà, anche le più piccole, facendoci trattare come degli imbecilli nelle cose di tutti i giorni, e invece onniscienti nel momento in cui dobbiamo scegliere per il futuro della società, votando. Se te disabitui la gente a scegliere per sé, la gente non saprà scegliere per gli altri. Io più ci penso e più mi convinco che il carcere è inutile, anzi dannoso. Il referendum radicale sulla responsabilità civile dei giudici
    17:16 Durata: 17 min 23 sec
  • La catastrofe demografica dell'Italia e dell'Europa secondo Martino; il ruolo potenziale dell'immigrazione; una politica per il Mediterraneo e l'ingresso della Turchia nell'Unione europea

    Antonio Martino

    economista, deputato, già ministro della Difesa (Popolo della Libertà)

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Martino: Sulle pensioni devo dire una cosa, e magari qualche ascoltatore potrebbe interpretarla coma una critica alla maternità consapevole. Noi siamo in presenza di una autentica catastrofe demografica. I demografi considerano moribondo un Paese, quando il tasso di fertilità scende a 1,5 o meno. In un elenco di 226 paesi, l'Italia è al 212esimo posto. Se in Italia la popolazione non è diminuita in numero assoluto, è grazie a quei pochi immigrati che abbiamo fatto entrare e che fanno figli. Ma dal punto di vista demografico le nazioni europee moribonde sono 30. Nel 2020, che non è lontanissimo, ci sarà nel mondo 1 miliardo di maschi in età compresa tra i 15 e i 29 anni, l'età da combattimento come la chiamano i demografi; di questo miliardo, 65 milioni saranno europei, 300 milioni saranno musulmani, per lo più poveri, disoccupati, disperati. Con le tecnologie militari di un tempo, questo sarebbe significato una sola cosa: la conquista. Le tecnologie militari di oggi non lo consentono. Noi dobbiamo fare i conti con i due fratelli minori della conquista: il terrorismo e gli esuli di massa. Non crediamo che questi disperati arrivati a Lampedusa siano il risultato delle idiozie compiute in Libia; sono il primo capitolo di una storia che continuerà. E noi non dovremmo guardare chi viene a lavorare in Italia come un nemico, ma come un salvatore. L'esempio degli Stati Uniti d'America. Pannella ricorda le resistenze incontrate nelle battaglie su informazione sessuale e maternità consapevole. Noi siamo per la maternità consapevole - precisa Martino - e anche per la fiscalità consapevole, per questo volevamo l'abolizione del sostituto d'imposta. Pannella: Mi rivolgo agli ascoltatori radicali: vi pare che il malfamato liberista - non solo Pannella -, il maestro che sta parlando, è utile e interessante ascoltarlo? Capita mai di ascoltare una cosa del genere? Martino: Ma io sono grato a Radio Radicale perché in passato ci sono stati dei momenti in cui solo a Radio Radicale potevo parlare di certe cose. La posizione di Martino sulla politica mediterranea e il ruolo della Turchia, da far avvicinare all'Unione europea anche per la sua potenza militare: Invece abbiamo fatto di tutto per spingerli dall'altra parte
    17:34 Durata: 13 min 30 sec
  • Martino: Nel 1994, non per auto-lodarmi, il programma di Forza Italia l'avevo fatto io. Pannella: Era tuo ed era radicale! Martino: Io d'altronde l'ho detto a Berlusconi che non mi riconosco più nel Pdl perché sta marciando nella direzione opposta a quella indicata da lui e da me dal 1994 a oggi. Per me ci sono quattro tipi di governo: c'è un governo che parla liberale e governa liberale - come quello di Thatcher e Reagan -, c'è un governo che parla socialista e governa liberale - Blair -, c'è un governo che parla socialista e governa socialista - Mitterand -; il peggior governo è uno che parla liberale e governa socialista, perché scredita l'idea liberale!

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Antonio Martino

    economista, deputato, già ministro della Difesa (Popolo della Libertà)

    Martino: Nella campagna elettorale del 1994, il candidato di Forza Italia riceveva un kit per la propaganda elettorale. Di questo kit facevano parte 11 video-cassette e di quelle 11, 9 ne avevo fatto io. Nel 1994, non per auto-lodarmi, il programma di Forza Italia l'avevo fatto io. Pannella: Era tuo ed era radicale! Martino: E infatti ci trovammo assieme. La scelta del ministro degli Esteri nel 1994. Martino: Quel programma era il più radicalmente liberale che fosse mai stato presentato in Europa. Purtroppo non si realizzato quasi nulla di quel programma. E anzi, con questa manovra, ci verrebbe chiesto di andare in senso diametralmente opposto, ed è per questa ragione che io ho detto che la manovra non la voto. Perché ho ancora un po' di faccia da salvare. Pannella sull'intervento di Angelino Alfano - erede designato di Silvio Berlusconi - su Avvenire, un intervento che poteva fare solo un fanfaniano di destra. Alfano dice di essere 'accorso' nel 1994. Ma quella era una campagna liberale, contro la gioiosa macchina da guerra, con programmi sulla giustizia e su tutto, occidentali, europeisti senza riserve... nonostante tu parlassi ogni tanto di 'federasti'. Le critiche di Martino alle modalità con cui è stata introdotta la moneta comune. Pannella: Doveva essere politica prima! L'attuale situazione economica dell'Europa: I cinesi, vedendo che il dollaro va diminuendo, comprano obbligazioni in euro. Quali obbligazioni comprano? - si chiede Martino? Comprano quelle tedesche. Questo riduce il tasso di interesse sul debito pubblico tedesco. Gli arabi, i petrolieri, cosa fanno? Comprano titoli tedeschi. A questo punto la gentile signora Angela Merkel non può pensare di far adottare la terapia di rigore all'Italia in modo che arrivi morta al pareggio di bilancio nel 2013. Non potete mettere regole uguali per paesi tanto diversi! Essendo Martino tessera numero due di Forza Italia, cosa rimane di liberale in quel partito? Lei mette un po' di sale nelle mie ferite - dice Martino a Vecellio - ma ha assolutamente ragione di farlo. Io d'altronde l'ho detto a Silvio Berlusconi quando ho avuto la possibilità di parlargli, che non mi riconosco più nel Pdl perché sta marciando nella direzione opposta a quella indicata da lui e da me dal 1994 a oggi. Pannella: Dal 1994 al 1996, ti chiedo scusa, perché già nel 1997 cominciò a cambiare. Martino: Sì, però i discorsi elettorali del 1994, del 1996, del 2001, del 2006, del 2008, sono gli stessi: più spazio ai privati, meno invasione burocratica, meno tasse, razionalizzazione delle spese pubbliche, possibilità di lavorare e guadagnare, investire e risparmiare, per i privati italiani. Queste sono le cose dette, poi siamo andati in direzione opposta. Per me ci sono quattro tipi di governo: c'è un governo che parla liberale e governa liberale – come quello di Thatcher e Reagan -, c'è un governo che parla socialista e governa liberale - Blair -, c'è un governo che parla socialista e governa socialista - Mitterand -; il peggior governo è uno che parla liberale e governa socialista, perché scredita l'idea liberale!. Il caso di Roger Douglas in Nuova Zelanda. Martino e i referendum elettorali in corso: Io ho solo detto che l'unica riforma possibile in questo momento storico è il ritorno al Mattarellum. Il Mattarellum aveva tutti i difetti di questo mondo, ma il 75 per cento di uninominale dava la possibilità di scegliere il candidato e le idee. Pannella: Capisco il ragionamento, quando dici che 'questo è il meno peggio'. Beh, bisogna guardare. Noi abbiamo una situazione nella quale gli italiani in due occasioni: hanno votato a favore del maggioritario, anche se una volta per colpa di Silvio non raggiungemmo il quorum. La gente le elezioni le vuole all'americana!
    17:47 Durata: 23 min 7 sec
  • Martino: Effettivamente l'esenzione fiscale per immobili vaticani che non sono adibiti al culto secondo me non ha ragione di essere. Pannella: No, ha ragioni. Ha ragioni di regime. La figura del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Antonio Martino

    economista, deputato, già ministro della Difesa (Popolo della Libertà)

    La questione dei privilegi economici del Vaticano. Martino: Effettivamente l'esenzione fiscale per immobili vaticani che non sono adibiti al culto secondo me non ha ragione di essere. Pannella: No, ha ragioni. Ha ragioni di regime. Martino: Ma da un punto di vista razionale non accetto. E non credo convenga nemmeno alla Chiesa. Da un punto di vista pecuniario forse sì, ma in pratica questa è una delle forme legali con cui non si pagano le tasse. Perché l'evasione è un reato e come tale va perseguito sempre, ma che è molto difficile debellare. Quello che invece è la causa vera dell'enorme buco nelle finanze dello Stato sono i modi legali di non pagare le tasse: l'elusione e l'erosione. Martino sulla figura del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti
    18:10 Durata: 5 min 42 sec
  • Gli errori degli Occidentali in Libia, Afghanistan e Iraq secondo Pannella e Martino. L'esempio del proibizionismo

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Antonio Martino

    economista, deputato, già ministro della Difesa (Popolo della Libertà)

    La guerra in Libia. Martino: Il 15 febbraio, in un'intervista, dichiarai che la Nato sarebbe dovuta intervenire. Il 15 febbraio aveva senso, perché avrebbe impedito all'aviazione libica di bombardare i civili, cosa che regolarmente avvenne. Siamo intervenuti quando già i massacri avevano avuto luogo e per un'iniziativa di Sarkozy alla quale si è accodato Cameron. Perché la Nato abbia finito per aderire non lo capisco . Pannella: Demenza! Martino: Perché questo intervento non aveva nessuna giustificazione. Certo, Gheddafi era un sanguinario, grottesco e brutale dittatore. Però l'alternativa siamo sicuri che sarà una democrazia come la Svizzera? Pannella: La prima domanda che da qui abbiamo fatto è stata: ma perché non si interrompono i discorsi televisivi di Gheddafi? No, l'hanno lasciato fare.... I limiti delle organizzazioni parlamentari e dei loro organismi parlamentari, dove ci sono. Martino prova a tracciare un bilancio sull'intervento in Afghanistan e su quello in Iraq. A proposito dell'Afghanistan: In più gli occidentali, facendo la cosa più sbagliata di questo mondo, hanno voluto fare una politica proibizionistica in Afghanistan, col che si sono inimicati i signori della guerra e la base dei contadini. Non solo: se invece di spendere tutti questi soldi, avessero saputo spendere; fino a non molto tempo fa la maggioranza dei poliziotti afghani era analfabeta e percepiva un reddito di 15 dollari al mese, che sicuramente non li metteva al riparo dalla tentazione; se invece avessero pensato a pagare bene i poliziotti, i militari, ad addestrare gli uni e gli altri, l'Afghanistan avrebbe potuto combattere la battaglia da sé. Ma non con il proibizionismo. Il proibizionismo è stata una scelta degli occidentali e dei russi. Ma se fai la guerra all'unica fonte di reddito dei contadini e dei proprietari terrieri.... Pannella: Noi da anni, a cominciare da Emma Bonino, abbiamo posto un problema semplice, perché sappiamo che la farmacopea oggi esistente ha bisogno di materie prime che sono la coca, il papavero, etc. Gli Stati possono garantire l'acquisto per anni di una quantità qualsiasi; in Afghanistan si tratta di garantire - invece che la defoliazione e le patate - l'acquisto di ciò di cui abbiamo bisogno. Il Trattato di amicizia Italia-Libia siglato con Gheddafi e l'opposizione di due parlamentari nel centro-destra, Fiamma Nirenstein e Antonio Martino. La campagna radicale per la verità sulla guerra in Iraq. Il giudizio storico sul Piano Marshall
    18:16 Durata: 22 min 52 sec
  • Martino a Pannella: Ti ricordi la frase di Croce? 'Non è mai politica attuale la parola dei profeti disarmati. Ma in un popolo ci vogliono i politici attuali e quelli inattuali; e se i primi sono giudicati savi e i secondi matti, ci vogliono i savi e ci vogliono i matti. Guai ai popoli che hanno solo i savi, che spetta in genere ai matti porre e coltivare i germi della politica a venire'. La difficoltà dei Radicali di raggiungere l'opinione pubblica. Il significato della pratica della doppia tessera radicale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Antonio Martino

    economista, deputato, già ministro della Difesa (Popolo della Libertà)

    Martino: Vedi Marco, se c'è una persona che riesce a credere, tu che sei laico, miscredente, etc., se c'è una persona che riesce a credere, quella sei tu. Quando hai una battaglia nella quale credi, dai tutto te stesso. Pannella: Ma questo vale anche per i fanatici. Martino: Sì, però vedi, la differenza è questa: noi abbiamo bisogno di lotta e di speranza; perché la lotta senza speranza è fanatismo, la speranza senza lotta è fatalismo. Tu non sei né fanatico né fatalista. Ti ricordi la frase di Croce? 'Non è mai politica attuale la parola dei profeti disarmati. Ma in un popolo ci vogliono i politici attuali e quelli inattuali; e se i primi sono giudicati savi e i secondi matti, ci vogliono i savi e ci vogliono i matti. Guai ai popoli che hanno solo i savi, che spetta in genere ai matti porre e coltivare i germi della politica a venire'. La difficoltà dei Radicali di raggiungere l'opinione pubblica. Il significato, anche evocativo, della sigla Nonviolent Radical Party, Transnational and Transparty: Credo che abbiamo azzeccato una cosa - osserva Pannella - l'aver laicizzato anche il momento dei partiti. A me pare che dietro questa cosettina delle 'doppie tessare', che gli italianofoni sanno che noi abbiamo introdotto, per i non italianofoni è difficile. Martino: In America non c'è la tessera. Qui abbiamo avuto un seme di proposta positiva che può fare fuori questa storia dei partiti. Dicendo che c'è un fatto che a noi venne spontaneo: in tutti i partiti tu chiedi la tessera... Quello radicale è l'unico caso al mondo - per i paesi dove vige il proporzionale e questo sistema partitocratico - in cui non si chiede la tessera, ma è un diritto quello di acquistarla. Questa è una cosa rivoluzionante nella pratica. Martino: Friedman ha sempre detto: 'Io sono radicale in senso politico ed in senso etimologico. Sono radicale perché metodologicamente bisogna andare alla radice dei problemi. E in secondo luogo io sono per il cambiamento radicale perché il mezzo cambiamento spesso provoca solo danni'
    18:39 Durata: 18 min 56 sec