04 SET 2011
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | - Radio - 17:10 Durata: 1 ora 54 min
A cura di Guido Mesiti
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 4 settembre 2011 con gli interventi di Massimo Bordin (già direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 54 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    già direttore di Radio Radicale

    L’attualità politica e la manovra finanziaria; la battaglia radicale su giustizia e carceri.
    17:10 Durata: 1 min 17 sec
  • Pannella: “Su quello che sta accadendo: quando il regime partitocratico ha sentito pericoli gravi, è venuta fuori l’unità nazionale”. “Si va all’unità nazionale, e l’unità nazionale ha significato semplicemente, nel suo rigore, la tragedia dell’uomo Moro”.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    17:11 Durata: 12 min 54 sec
  • Pannella: “Il problema, secondo il 'segretario de facto' del Pd Enrico Letta, è solo che ‘ci deve essere il Pd – ci sono io, Enrico Letta – poi la Lega, come no, Casini, come no, e poi Alfano’. Tutti questi hanno un solo elemento di unità: che sicuramente il problema storico della libertà religiosa dei cattolici viene ignorato, e quindi l’accordo con un Vaticano che ha molte divisioni strutturali”.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Il rilancio del Terzo Polo e il ruolo del “povero Fini”: “Mentre Casini e Rutelli hanno probabilmente una destinazione successiva e un successo. Se è vero come è vero che c’è questo segretario de facto del Pd che è il giovane Letta che già indica, ha già fatto i quattro nomi: Maroni, etc. Il problema, secondo Letta, è solo che ‘ci deve essere il Pd – ci sono io, Enrico Letta – poi la Lega, come no, Casini, come no, e poi Alfano’. Tutti questi hanno un solo elemento di unità: che sicuramente il problema storico della libertà religiosa dei cattolici viene ignorato, e quindi l’accordo con un Vaticano che ha molte divisioni strutturali”. La svolta di Silvio Berlusconi nel ’96 a favore dell’ala cattolica della Cdl. L’evoluzione dei vaticanisti italiani. “Quello che è fondamentale è la garanzia che ci sia, l’unica garanzia che da sola non spiega tutto ma che sicuramente è imprescindibile come un connotato importante, lo schieramento che al Senato, nel silenzio di tutta la stampa scritta, sulla questione Ici, Vaticano e l’altra roba nostra ha votato così: tutti quanti – Terzo polo, contrario; nel Pd c’erano tre o quattro con noi, poi molti non hanno votato, mentre il Fatto e tutti hanno saltato la notizia per cui Di Pietro si è astenuto, e quindi solo perché al Senato ha votato contro. Da Beppe Grillo non farà scandalo, perché Grillo ha sempre voluto essere prudente sul Vaticano”. L’iniziativa radicale contro Roberto Formigoni e il sostegno della magistratura al governatore lombardo. La questione Penati e il potere formigoniano denunciato dai Radicali anche in occasione delle elezioni milanesi. “Enrico Letta è quello che poi ha aggiunto subito ai quattro anche Alessandro Profumo”, l’ex ad di Unicredit: “Letta pare ormai il grande registe, il grande propositore, e glielo lasciano fare. Ma se glielo lasciano fare – D’Alema, Veltrusconi, Bersani – è perché in realtà anche tutti loro lavorano nella direzione dell’unità nazionale e più chiaramente lavorano sulla controriforma elettorale, per garantirsi dalla riforma”.
    17:24 Durata: 13 min 36 sec
  • La battaglia radicale contro “il partito unico della spesa”. L’iniziativa radicale di allora “contro la titolarità di diritti di sovvenzioni da parte dello Stato assistenziale”. “Noi stiamo andando oltre un rapporto (spesa pubblica/pil) del 43 per cento, che viene indicato generalmente come ingestibile; nel conto stesso della spesa pubblica, va però inserita tutta questa roba del parastato. La tesi nostra era che tutte queste associazioni diventavano parastato, e invece dovevano essere espressioni libere della società civile”.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Pannella: “Siccome questo regime si sente in pericolo di sfascio, questa necessità di serrare le fila negli anni 70 fa venire fuori il finale cossighiano, e l’eliminazione quasi contestuale sia di Martinazzoli sia dell’ottimo Zaccagnini”. Dopodiché “hanno avuto un momento di crisi quando l’editore della Fininvest, sceso in politica, riteneva di poter fare il liberale. Ricordiamolo, però: allora c’erano i congressi dei Club Pannella e ogni 3-4 mesi raccontavamo pubblicamente ‘lui ha detto questo, ha firmato queste cose, etc.’; 24 mesi nei quali in fondo poi succede che noi abbiamo i nostri parlamentari che fanno parte, senza scandalo, del gruppo di Forza Italia, in un momento di grosso impegno parlamentare nostro. E vanno rivendicati quei due anni”. La battaglia radicale contro “il partito unico della spesa”. L’iniziativa radicale di allora “contro la titolarità di diritti di sovvenzioni da parte dello Stato assistenziale”. “Noi stiamo andando oltre un rapporto (spesa pubblica/pil) del 43 per cento, che viene indicato generalmente come ingestibile; nel conto stesso della spesa pubblica, va però inserita tutta questa roba del parastato. La tesi nostra era che tutte queste associazioni diventavano parastato, e invece dovevano essere espressioni libere della società civile”. L’allarme radicale sulle spese regionali, non sottoposte all’inizio al controllo della Corte dei Conti. Pannella sulla “dichiarazione un pochino patetica del sindaco di Firenze (Matteo Renzi, ndr), che poi il personaggio non mi è antipatico, che dice: ‘Andrò a firmare e voterò il referendum’. Quello che si sa che se la Corte Costituzionale non è a livello di quella del 1978, in quanto a suprema cupola della mafiosità partitocratica, a questo punto sarà interessante vedere quello che succede, perché quasi tutti i tecnici dicono che quella richiesta referendaria è, dal punto di vista costituzionale, inaccettabile. Ma allora arriviamo al ridicolo! Lui dice che la firmerà e voterà ‘con amarezza’! E chi glielo fa fare? Solo perché bisogna avallare il valore catartico del referendum in quanto tale”.
    17:37 Durata: 10 min 54 sec
  • Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, la nomina del nuovo giudice della Corte Costituzionale e l'allarme per le democrazie rappresentative-parlamentari.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Pannella e la questione libertà d'informazione e democrazia in Italia: “E’ fatto drammatico, potenzialmente tragico, al quale la storia del Presidente della Repubblica e il suo attuale essere attento a quello che accade, mi chiedo se non gravi anche su di lui. Se fosse vero che guarda caso – alla vigilia di tutte queste cose - lui nomina un giudice della Corte Costituzionale (Marta Cartabia, ndr) scelto nell’ambiente CL, o qualcosa del genere... Allora è indubbio che il Presidente della Repubblica è andato al Meeting di Rimini, e a mio avviso ha fatto bene di per sé, come primo Presidente della Repubblica”. “Come un nostro autorevole compagno congolese al nostro Consiglio generale, nel suo discorso il Presidente ha dimostrato il suo allarme per la situazione italiana – c'è bisogno di fretta, etc. - e l'ha inserita in quella delle democrazie rappresentative, quelle 'non presidenzialiste', 'non anglosassoni'. Saluto questa cosa”.
    17:48 Durata: 3 min 52 sec
  • I limiti di Tremonti e Confindustria sulla manovra.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Sulla manovra correttiva del governo per anticipare il pareggio di bilancio al 2013, Pannella accenna a “Tremonti che sa sfruttare anche il ruolo ingenuo, umile anche, ma lo usa e dice: ‘L’abbiamo fatta in 4 giorni e quindi qualche errore non poteva non esserci’”. I ritardi dei pagamenti nei confronti dello Stato. Sulla manovra, “la Confindustria ha preso una posizione molto polemica. Brava, fa bene. C’è però qualcosa - è come per il Pd - la Confindustria, il Sole 24 Ore, non hanno pronunciato una parola – il Sole 24 Ore ha fatto solo qualche cosetta – sull’iniziativa Misiani-Beltrandi”. “Ricordiamolo: si tratta di pagare nei tempi dovuti le piccole e medie imprese che hanno crediti nei confronti dello Stato. La risposta è: 'Ma questo non è sopportabile'. Non è sopportabile, dicevamo noi, che contribuenti che hanno tasse al 90 per cento devono pagare perché gliele riscuotono in busta paga. Avere questo infatti è un rischio, perché la tentazione di un governo in pericolo...”. La battaglia radicale sui contributi silenti. “Critichi questi, mentre te ne fotti e lasci avere libero corso a questo massacro delle imprese italiane. Ed è lo stesso riflesso dei sindacati sull'iniziativa nostra sui contributi silenti, sulla quale sono stati e restano silenti da decenni”.
    17:52 Durata: 8 min 39 sec
  • Pannella: “Avevo previsto ad Altiero che i suoi eredi, quelli nominali, a un certo punto non avrebbero tollerato nemmeno la nostra presenza”. “Ora anche quando si sentono le analisi di quelli come Tremonti sugli Eurobond, però d'altra parte non sono per gli Stati Uniti d'Europa, non lo sono mai stati: quindi a questo punto sono solo misure tecniche e non quelle di fondo che interessavano chi voleva uno Stato federale sul modello degli Stati Uniti”.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Pannella torna sulla “illusione di trovare, attraverso l'unità nazionale, una salvezza che invece nemmeno quella garantisce”. “Ogni volta riescono a fare l'unità nazionale a costi sempre più micidiali. Questa è una situazione di quasi tutte o tutte le democrazie reali dei Paesi di regime parlamentare e proporzionale, perché è indubbio che il regime australiano, quello canadese, quello neozelandese, quello inglese e quello americano, possono avere sintomi in questa direzione, ma è indubbio che non danno l'impressione di essere travolti come questi altri regimi. Come Sarkozy, che doveva venire fuori con grande attese anche da parte dei socialisti”. Il seminario spinelliano appena tenuto a Ventotene e l'esclusione dei Radicali: “Avevo previsto ad Altiero che i suoi eredi, quelli nominali, a un certo punto non avrebbero tollerato nemmeno la nostra presenza”. “Ora anche quando si sentono le analisi di quelli come Tremonti sugli Eurobond, però d'altra parte non sono per gli Stati Uniti d'Europa, non lo sono mai stati: quindi a questo punto sono solo misure tecniche e non quelle di fondo che interessavano chi voleva uno Stato federale sul modello degli Stati Uniti”. Sulle dichiarazioni di Tremonti sull'Europa e la finanza internazionale: “Già nel 2000-2001, ce lo può dare atto chiunque ci abbia ascoltato da allora, avvisavamo il povero Silvio sull'alleanza Tremonti-Bossi e sul fatto che a lui sarebbe dovuto stare attento perché con lui avrebbe dovuto fare i conti. Perché ritengo che non è un opportunista, ma un trasformista, che è una cosa più profonda. Non è uno che gioca e segue il vento altrui; lui ha una abbastanza alta considerazione di se stesso e ritiene di potere trasformare le realtà con le quali si confronta”. La nascita del trasformismo in Europa e in Italia.
    18:01 Durata: 14 min 47 sec
  • I diritti umani in Italia e l'appello al Presidente della Repubblica: “Presidente, voglio fare il caso mio personale. Tu, in quanto Presidente della Repubblica, mi onori di valutazioni che sono davvero onoranti. Ma tutti questi sono i capi d'imputazione per i quali tu, come ogni altro cittadino italiano, non hai diritto di sentirmi in un solo dibattito. Da quanti anni?”.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    L'evoluzione clericale di tanti esponenti di centro-destra e centro-sinistra. Un intervento di Francesco Rutelli. La “scuola radicale”. “Il popolo italiano è indignato, si è rotto i coglioni di questa classe dirigente che su una delle cose fondamentali, – come l'Europa -”, non si è accorta che il suo popolo voleva “l'anti-stato di Israele, l'anti stato nazionale”. Le rivolte arabe: “Non hanno gridato 'pane', ma hanno gridato 'libertà e democrazia'”. La democrazia e il mondo arabo: “Ho sempre detto che il problema è il dovere, anzi l'obbligo, di intervenire per rimuovere gli ostacoli frapposti contro l'esercizio e l'esistenza dei diritti umani come diritto naturale storicamente acquisito. Questa è la mia posizione costante”. I diritti umani in Italia e l'appello al Presidente della Repubblica: “Presidente, voglio fare il caso mio personale. Tu, in quanto Presidente della Repubblica, mi onori di valutazioni che sono davvero onoranti. Ma tutti questi sono i capi d'imputazione per i quali tu, come ogni altro cittadino italiano, non hai diritto di sentirmi in un solo dibattito. Da quanti anni?”. “E' un fatto matematico, che noi stiamo dimostrando”. I tanti libri radicali usciti in questo periodo e la necessità di “riscrivere” e “rivivere” la storia contemporanea italiana. Dall'Inghilterra a Israele, passando per la Francia e l'Italia, non c'è un problema di ceto politico inadeguato? “Beh, è nazionale!”, esclama Pannella. “Lo stesso Francesco Rutelli chiama la sua cosa 'Api', Alleanza per l'Italia. Lo stesso Presidente della Repubblica non si accorge che oramai la bandiera e l'inno europeo non ci sono più, nemmeno il 2 giugno”. Il leader radicale parla della “illusione della democrazia italiana”.
    18:15 Durata: 30 min 8 sec
  • Pannella: “Coloro che accettarono troppo presto la fine del Partito d'Azione, avevano subito dopo, da Riccardo Lombardi a Calamandrei, il senso che qualcosa si fosse rotto, il senso che qualcosa non era più riparabile. Da quello dirò che prima di mollare la storia radicale, la sua formalità anche, dovrebbero accadere troppe cose, probabilmente dovrebbe accadere il fatto di non essere più in condizioni di fare questo”.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Pannella: “Io non so se noi riusciremo ancora a vivere come 'galassia', come mondo e storia radicale. Penso che ci sono oggettivamente mutamenti genetici, che sono naturalissimi. E quindi occorre chiedersi se questi mutamente genetici sono intelligenti o sono soltanto espressione del passato che affiora. Ma detto questo, ho appreso una cosa: coloro che accettarono troppo presto la fine del Partito d'Azione, avevano subito dopo, da Riccardo Lombardi a Calamandrei, il senso che qualcosa si fosse rotto, il senso che qualcosa non era più riparabile. Da quello dirò che prima di mollare la storia radicale, la sua formalità anche, dovrebbero accadere troppe cose, probabilmente dovrebbe accadere il fatto di non essere più in condizioni di fare questo e il contrario di questo”. “Il Pd, più ancora del Pdl, ha paura di noi. Come sempre, anche quando il Pci era fortissimo”. I rapporti con Enrico Berlinguer; la tesi, anche dalemiana, del “pas d'ennemis à droite”.
    18:46 Durata: 10 min 33 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Una riunione al Partito Radicale “nella quale – annuncia Pannella - cercherò di spiegare che sono inadeguato a quello che sento in questo momento. E non voglio esserlo, e spero che mi venga la capacità di divenire adeguato dal vivere la squadra. Perché credo che occorra alzare il tiro, alzare le ambizioni”. “Siamo in una condizione complessiva di società che si trova più intimamente impedita al confronto delle scelte possibili, impedita come nel fascismo e nei fascismi rossi e bianchi che siano, impedita a conoscere attraverso la conoscenza delle interlocuzioni che esistono”, conclude Pannella facendo riferimento alla promozione mediatica, di volta in volta, di un “oppositore” diverso, da Di Pietro a Vendola, passando per Pisapia.
    18:56 Durata: 8 min 12 sec