27 NOV 2011
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:40 Durata: 1 ora 58 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
Player
Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 27 novembre 2011 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 58 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    Già direttore di Radio Radicale Il ruolo del Presidente della Repubblica e l'iniziativa del leader radicale di Marco Pannella. E' configurabile la responsabilità di omissione di controllo sulla giustizia e le carceri per Giorgio Napolitano?
    17:40 Durata: 1 min 19 sec
  • Il tema carceri e il ruolo di Giorgio Napolitano: Quello che l'altroieri ha ripreso in modo che mi ha quasi spaventato, dicendo: 'Appare sovente che ci sia un distacco fra la realtà carceraria e la Costituzione'. Su questo dico no: Presidente, chi è garante della Costituzione? Chi è il garante dei diritti umani quali tutelati dalla legalità internazionale oltre che da quella nazionale? Chi è responsabile dinnanzi alla giurisdizione europea che ci richiama da almeno 10-15 anni su questa roba?

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: Occorre essere chiari, soprattutto perché da un mese, malgrado noi abbiamo documentato che da quando il Presidente della Repubblica ha proclamato - lo ha detto al Paese - la 'prepotente urgenza' che, da tutto il suo discorso e da quello del presidente Lupo, si desume sia quella di intervenire per interrompere una flagranza di reati dello Stato contro i diritti umani, il diritto internazionale e la Costituzione. La prepotente urgenza era questa, il 28 luglio. Ora c'è un'osservazione che ho il dovere di fare perché penso che un uomo di alte funzioni, di alto lignaggio ma anche di alti connotati umani e civili com'è sicuramente il Presidente Napolitano, forse può non avere suscettibilità che persone insicure e mediocri possono avere. Una sollecitazione critica, dura: Presidente statti accorto, forse stai sbagliando, perfino tu. Il cittadino che te lo dice, te lo dice perché ritiene in questo modo di dare un contributo, non di volere denigrare. Dal 28 luglio c'è stato il sigillo di Stato, si è detto 'questa è la situazione', con una convergenza di tutti i momenti istituzionali. C'è stato perfino qualche accenno di carattere personale da parte del Presidente: l'orrore per questa situazione. Quello che l'altroieri ha ripreso in modo che mi ha quasi spaventato, dicendo: 'Appare sovente che ci sia un distacco fra la realtà carceraria e la Costituzione'. Su questo dico no: Presidente, chi è garante della Costituzione? Chi è il garante dei diritti umani quali tutelati dalla legalità internazionale oltre che da quella nazionale? Chi è responsabile dinnanzi alla giurisdizione europea che ci richiama da almeno 10-15 anni su questa roba? E' indubbio il ruolo centrale del garante al quale abbiamo reso omaggio, anche con iniziative nonviolente di massa come quella di agosto. Abbiamo poi mostrato un'altra cosa al Presidente: che da allora, per quattro mesi, si è riservato in temi di informazione nei telegiornali e nei dibattiti di approfondimento, molto di più per due episodi di cronaca nera che per questo fatto strutturale. Pannella fa anche il proprio caso personale: Io continuo come da 30 anni - sul debito pubblico, sulle pensioni e su tutto - nemmeno a non essere invitato a dibattiti su campagne che facciamo noi, ma per evitare questo rischio nell'agenda setting italiana sono quei temi stessi a non essere affrontati. Quei temi che oggi poi è provato siano di attualità non solo nazionale. Il problema è: dobbiamo aspettare un altro mese? No, noi dobbiamo studiare per senso di responsabilità chi ha la capacità istituzionale di dare un suo apporto, istituzionale, per sospendere la flagranza di un reato da anni '37-'38-'39. Con una differenza: che in quegli anni il popolo tedesco non sapeva che cominciavano a funzionare quelle realtà che erano i campi di sterminio. Quella delle carceri è una situazione che non può essere intesa come un disastro naturale. L'analisi della situazione di Franco Ionta, Capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria al ministero della Giustizia. A fianco di questo, non un solo grande dibattito. Ma è possibile? L'esempio dell'ossessione radicale del debito pubblico e delle pensioni, le cui ragioni esplodono oggi, dopo 20-30 anni. Il governo Monti e il ministro della Giustizia, Paola Severino, a meno che non abbiano dato un'amministrazione particolare a questa battaglia... Continua un riflesso identico a quello fascista e comunista: al popolo non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere, non discutiamo delle cose importanti con la partecipazione e la conoscenza. Io non mi sono assuefatto a ritenere scontata la gravità letale dell'assenza di democrazia nella storia di un popolo
    17:41 Durata: 18 min 20 sec
  • Il riformismo che ha condannato l'Europa: Quand'anche adesso si dice che su un certo argomento ci vuole un potere riconosciuto a Bruxelles, con un ministro delle Finanze europee, vien da ridere, perché a questo punto il ministro non ha un Parlamento, non ha un Governo di cui fa parte, quindi significa quello che il deputato europeo Altiero Spinelli ha sempre sostenuto: Bruxelles deve fungere da esecutivo, se non funge da esecutivo responsabile un Parlamento senza esecutivo di fronte rischia il vaniloquio

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il parallelo tra la situazione italiana ed europea e l'involuzione della primavera araba. L'iniziativa radicale della stella gialla di alcuni anni fa. Alla vigilia del Congresso del Partito radicale transnazionale, ora stiamo accumulando un'indagine per cui la realtà italiana, di natura letteralmente criminale in termine di diritto e di diritti rispetto a tutte le Carte Onu e italiane, forse perché sono decenni che diamo un contributo per studiare questo fatto, trova situazioni identiche e non denunciate in democrazie dell'Ue. Allora proporremo anche al Congresso un momento di riflessione significativo sulla democrazia reale e sulle carceri delle democrazie reali. Il riformismo che ha condannato l'Europa: Quand'anche adesso si dice che su un certo argomento ci vuole un potere riconosciuto a Bruxelles, con un ministro delle Finanze europee, vien da ridere, perché a questo punto il ministro non ha un Parlamento, non ha un Governo di cui fa parte, quindi significa quello che il deputato europeo Altiero Spinelli ha sempre sostenuto: Bruxelles deve fungere da esecutivo, se non funge da esecutivo responsabile un Parlamento senza esecutivo di fronte rischia il vaniloquio; e soprattutto, i 27 Stati che trattano il vero potere dell'Unione europea, dovevano costituire il Senato come il Senato degli Stati Uniti d'America. Il riformismo europeista deleterio e le differenze con il riformismo socialista di Filippo Turati. Lo stato del disperante del Partito democratico
    17:59 Durata: 7 min 32 sec
  • Il governo di Mario Monti e la partitocrazia: Questi qua sono l'incidente nel processo partitocratico di organizzare la caduta di Berlusconi che ormai dava fastidio pure a destra, e quindi la prospettiva di fare finire ufficialmente la scenografia di uno al governo e un altro all'opposizione e ci mettiamo di nuovo - come in altri periodi, l'ultimo catastrofico - nell'unità nazionale. L'unità nazionale formalmente si compie non con il governo delle astensioni, ma con il governo sul cadavere di Moro. Perché si preparava tutto questo. Quindi c'è stato un incidente dovuto a realtà non sufficientemente per loro italiote. Si sono inseriti elementi, positivi e negativi, che non facevano parte della loro cucina

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La situazione del Partito democratico, il ruolo di Massimo D'Alema. Il primo problema: cosa abbiamo oggi? Noi oggi abbiamo questo governo Monti. Io vorrei riassumere la mia interpretazione, non parlo delle decisioni politiche del Partito, parlo della mia reazione, quindi una cosa meno formalmente acquisita. Questi qua sono l'incidente nel processo partitocratico di organizzare la caduta di Berlusconi che ormai dava fastidio pure a destra, e quindi la prospettiva di fare finire ufficialmente la scenografia di uno al governo e un altro all'opposizione e ci mettiamo di nuovo - come in altri periodi, l'ultimo catastrofico - nell'unità nazionale. L'unità nazionale formalmente si compie non con il governo delle astensioni, ma con il governo sul cadavere di Moro. Perché si preparava tutto questo. Quindi c'è stato un incidente dovuto a realtà non sufficientemente per loro italiote. Si sono inseriti elementi, positivi e negativi, che non facevano parte della loro cucina. Adesso si tratterà di vedere che cosa sul piano soggettivo esista, o meglio se si forma rapidamente una comunanza e una sintonia di interessi nel momento in cui non sono catapultati a posizioni formali di governo, venendo non tutti dallo stesso tipo d'esperienza, nel senso chi è manager e chi è altro. Quindi è cosa non facilmente governabile per ritornare alla logica: incidente con i tecnici e con sei mesi di tempo facciamo l'unità nazionale, in particolare quella indicata dal vicesegretario unico del Pd, il Letta le petit. Stiamo a vedere, perché è vero che è una realtà nella quale Monti è un limite; Monti stesso non credo abbia chiaro cosa comporti governare una realtà come quella italiana. Ma certo vi sono contraddizioni. Il dossier giustizia legato anche ai problemi economico-sociali. Sarà per ideologia, ma sono sempre più convinto che il problema della legge, del diritto e dei diritti è condizione di ragionevolezza delle scelte di governo in questo momento. La presenza di Francesco Rutelli all'anniversario della vicenda Tortora. Esiste qualche proposta che possa ambire di assicurare le stesse conseguenze strutturali e temporali che l'amnistia può determinare? Perché se devi uscire da una condizione di criminalità, il problema del tempo è centrale. E devo dire che anche il Presidente questo deve chiederselo. Il governo Monti e il paragone con i governi Ciampi e Amato, gli unici le cui leggi finanziarie siano state votate dai Radicali: I governi Ciampi e Amato sono state scelte, magari buone, della partitocrazia. Tutti sono convinti che era meglio un aspetto più chiaramente decente e rispettabile. Questa volta è il risultato, nella congiuntura che non è solo italiana, e avendo costretto il ceto dirigente partitocratico a fare quotidianamente conto con le notizie che arrivavano da Wall Street e dall'Europa, c'è stata una sorta di mantra: quello è sputtanato, e quindi... Ritenere che il disastro italiano fosse prevalentemente attribuibile a quello, mentre era prevalentemente attribuibile alla ultra-decennale politica della spesa di tutti i governi di unità nazionale. L'unico che ha tentato di reagire, a suo tempo, fu Giuliano Amato. Il legame tra politica della spesa e la conservazione del potere politico italiano. Quello che di più ha pesato in questa direzione, con funzioni diverse da quelle attribuite dalla Costituzione, è stato il Presidente della Repubblica. Quanto ai passati governi tecnici: Noi Radicali ritenemmo Maastricht un fatto che ci portò quasi a votare contro al Parlamento italiano. Ma subito, appeso a quello, c'è il fatto che Ciampi fu imprudente, quando sentendo quell'urgenza di salvare l'Italia magari cogliendo la realtà europea, ha fatto accettare a Bruxelles - e lì dissi che era una vittoria purtroppo italiana partitocratica - che i limiti del 3 per cento per il rapporto deficit-pil e del 60 per cento per il rapporto debito-pil erano imprudenti, perché significava esportare il senso del diritto italiano. Tanto è vero che con Prodi e tutti gli altri dopo, noi siamo al 120 per cento di rapporto debito pubblico-pil. La partitocrazia voleva la defenestrazione di uno di loro, sostituendolo con uno di loro, nella perfetta continuità. Il governo Monti non è questo. La capacità politica di questo gruppo di persone di governare anche le diversità di esperienza non è cosa che possiamo presumere facile. Non sarà facile, ma non escludo che sia possibile, con il concorso anche di quel che accade al di là delle responsabilità oggettive di ciascuno degli italiani
    18:07 Durata: 33 min 28 sec
  • Pannella: L'alternativa non solo italiana, l'alternativa con l'alterità radicale può accadere solo quando accade una cosa: diventano un tantino noti gli ultimi 30 anni di storia italiana. Lo stato di organizzazione della seconda sessione del Partito Radicale Transnazionale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    18:40 Durata: 24 min 3 sec
  • La primavera araba e il possibile apporto radicale, non solo alla situazione italiana. Pannella: Sarebbe vicino il giorno in cui tantissimi parlamentari italiani dicano: 'Sono radicale anch'io'. Il problema è che occorrerebbe avere il tempo per studiare, operare, creare queste 'oper-azioni'. Questo manca, ma intanto se noi riusciamo ad assicurare al regime quello che assicuriamo, ovvero la persistenza e la presenza della linfa radicale in questa società e in questo tempo, di già ci sarebbero molti motivi non di ottimismo ma di severa serenità su quello che facciamo

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La primavera araba e la situazione europea. Le osservazioni di Tariq Ramadan sui limiti della democrazia: Il problema è così serio perché dinnanzi a queste constatazioni, c'è l'onere del proporre una possibilità di alternativa al peggio o al vuoto. Il paragone con la retorica anti-casta attuale. La classe dirigente europeista degli anni '40 e '50, il ruolo dei democristiani: Adesso da tempo dico: perché non dobbiamo ricordare questo e non dirci che è possibile un islam nazional-democratico, e soprattutto democratico? La rottura di Pannella con il Giorno, dopo un suo articolo cestinato durante la propria corrispondenza in Algeria. I riflessi sulla galassia radicale. La necessità di dare tempo alla realtà radicale. Pannella: Sarebbe vicino il giorno in cui tantissimi parlamentari italiani dicano: 'Sono radicale anch'io'. Il problema è che occorrerebbe avere il tempo per studiare, operare, creare queste 'oper-azioni'. Questo manca, ma intanto se noi riusciamo ad assicurare al regime quello che assicuriamo, ovvero la persistenza e la presenza della linfa radicale in questa società e in questo tempo, di già ci sarebbero molti motivi non di ottimismo ma di severa serenità su quello che facciamo
    19:04 Durata: 21 min 2 sec
  • Conclusioni. Spero che avvertendo questa urgenza faremo riflettere anche il Presidente della Repubblica. Se per caso - questo glielo chiederemo - può aiutarti se noi ti denunciamo perché a livello omissivo tu nulla stai facendo, apparentemente, forse perché la lettura della Costituzione non lo consente? Può aiutarti? Perché qualcuno ci vorrà pure che sia responsabile di governare una situazione nella quale il tuo Stato è in flagranza assassina!

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La necessaria interruzione della flagranza di reato sulla giustizia e sulle carceri: Noi abbiamo di nuovo fornito e forniamo a coloro che possono raggiungerci questa analisi: c'è certissimamente questa situazione criminale che abbiamo indicato come riuscire a superare, tenendo presente che non c'è la bacchetta magica ma che è operazione complessa. L'amnistia è strumentale alla grande riforma complessiva, ma già di per sé produce una struttura qualificata apertamente a poter funzionare nei 2 o 3 anni e non nei 12 anni attuali. Spero che avvertendo questa urgenza faremo riflettere anche il Presidente della Repubblica. Se per caso - questo glielo chiederemo - può aiutarti se noi ti denunciamo perché a livello omissivo tu nulla stai facendo, apparentemente, forse perché la lettura della Costituzione non lo consente? Può aiutarti? Perché qualcuno ci vorrà pure che sia responsabile di governare una situazione nella quale il tuo Stato è in flagranza assassina! Allora possiamo prendere atto che a livello costituzionale e giuridico no, ma allora a livello internazionale ci dev'essere la possibilità di un ricorso
    19:25 Durata: 12 min 44 sec