18 DIC 2011
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:05 Durata: 1 ora 50 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 18 dicembre 2011 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 50 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    Già direttore di Radio Radicale La situazione economico-finanziaria e la manovra correttiva dei conti pubblici in via d’approvazione. Il tema dell’amnistia e l’iniziativa radicale
    17:05 Durata: 1 min 27 sec
  • La visita del Papa, Benedetto XVI, al carcere di Rebibbia a Roma. L'impressione di Marco Pannella? “E' la stessa di quei detenuti che finito il tutto, trasmesso ovviamente in diretta televisiva da Rai1, da Sky, sono esplosi gridando la parola che non solo non era stata pronunciata, ma che non era stata nemmeno adombrata nell’incedere e nel corso della cerimonia”. Le posizioni di Letta, Berlusconi e Alfano sull'ipotesi amnistia

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il decreto “svuota carceri” approvato dal ministro della Giustizia, Paola Severino, e le posizioni “stupefacenti” di Marco Travaglio. La visita del Papa, Benedetto XVI, al carcere di Rebibbia a Roma. Marco Pannella: “L’impressione è, immagino, di quelli che sono in un’altra galera, il carcere. Quei detenuti che finito il tutto, trasmesso ovviamente in diretta televisiva da Rai1, da Sky, sono esplosi gridando la parola che non solo non era stata pronunciata, ma che non era stata nemmeno adombrata nell’incedere e nel corso della cerimonia. Essendo come noto arrivato a due settimane di tranquillo sciopero della fame, devo dire che lì – mentre questi gridavano in cella – per 10-15 minuti ho mangiato per rabbia”. I detenuti infatti hanno gridato più volte “amnistia” alla fine della cerimonia del Papa. “Semplicemente perché c’era il ricordo evidentemente della presenza, della compassione dinnanzi alla morte di Giovanni Paolo II, prima della quale feci uno sciopero della sete perché gli si andasse a dire: ‘Guarda che forse l’indulto-amnistia stiamo per guadagnarlo’. Noi sapevamo che ce l’avremmo fatta; 20 giorni dopo riunimmo a Natale il meglio della democrazia italiana per una marcia su indulto e amnistia. E io avevo fatto lo sciopero della sete in quelle ore perché si desse a quell’uomo la consolazione di dirgli: ‘Guarda, questa cosa per cui hai sofferto e non sei stato ascoltato, forse si sta per fare’. E magari, dicevo, sarebbe andato via un po’ più felice, più grato alla terra che lasciava e più felice rispetto al posto dove andava. Purtroppo non riuscii a ottenere questo”. Le critiche di Liana Milella, giornalista di Repubblica, e l’amnistia giudicata come una “illusione crudele”. Eugenio Scalfari e il suo atteggiamento in passato al momento della possibile elezione di Elio Vittorini a Milano. Il ruolo di Don Sandro Spriano, cappellano di Rebibbia, e i detenuti che gridavano “amnistia, amnistia, amnistia”. “Sembrava che tutti quelli che parlavano appartenessero allo stesso rito religioso”. Le dichiarazioni del ministro Paola Severino che non si opporrebbe, ha detto, se il Parlamento le proponesse l’amnistia: “A questo punto c’è un ostacolo – dice Pannella – non Nitto Palma che credo sarebbe andato più o meno in questa direzione”, “un passivo che grava addosso a Berlusconi. Infatti lui ha un ex ministro della Giustizia, Angelino Alfano, da lui nominato leader futuro del centrodestra, e sono sicuro – da come li conosco – che sicurissimamente Silvio Berlusconi, Gianni Letta, sono disposti, come fecero per l’indulto, ad appoggiare l’amnistia. Ma temo che sia l’ottimo Angelino Alfano che magari non glielo permette”
    17:06 Durata: 11 min 45 sec
  • Pannella: “Caro Presidente della Repubblica, cari garanti del diritto, stiamo assistendo, sapendolo, come avveniva nel caso dello sterminio per fame nel mondo”, a tutto questo. “La banalità di Eichmann diciamo che poteva essere considerata come tale, ma non venne considerata evidentemente una esimente e nemmeno un’attenuante da parte del tribunale israeliano che l’ha condannato. Ma da quel processo è emerso che era la banalità di un ‘leale’ servitore dello ‘Stato’. Aveva l’ordine di compiere dei gesti e li compiva, magari anche con un po’ di piacere. Noi siamo, signor Presidente, un po’ tutti, troppi, nella posizione degli Eichmann”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Però noi allora dobbiamo ricordare un’altra cosa: oltre il sovraffollamento, c’è una cosa per la quale io non so quale via dovremo inventare per denunciare a qualche giurisdizione, per responsabilità criminali gravissime, un rappresentante dello Stato italiano; perché continuiamo da più di 100 giorni a rispettare la manifesta flagranza criminale, letteralmente, riconosciuta, contro la legalità italiana, contro la costituzione italiana, contro patti internazionali sottoscritti, contro legalità e giurisdizione europea che già si è espressa”. I Radicali e le storiche iniziative per il rafforzamento della giurisprudenza internazionale, come nel caso della Corte penale internazionale. “Caro Presidente della Repubblica, cari garanti del diritto, stiamo assistendo, sapendolo, come avveniva nel caso dello sterminio per fame nel mondo”, a tutto questo. “La banalità di Eichmann diciamo che poteva essere considerata come tale, ma non venne considerata evidentemente una esimente e nemmeno un’attenuante da parte del tribunale israeliano che l’ha condannato. Ma da quel processo è emerso che era la banalità di un ‘leale’ servitore dello ‘Stato’. Aveva l’ordine di compiere dei gesti e li compiva, magari anche con un po’ di piacere. Noi siamo, signor Presidente, un po’ tutti, troppi, nella posizione degli Eichmann, non nella posizione di coloro che erano a quel punto addolorati e spaventati da quanto accadeva a Monaco, dalla cecità internazionale rispetto a quello che accadeva. In Italia è sempre più in corso, innegato e anzi proclamato anche da lei, Presidente della Repubblica”, “una criminale impresa di Stato italiana”. “Noi abbiamo insistito sull’amnistia perché è l’unica proposta, tecnicamente parlando, in grado di far fronte anche a una cosa che non sembra valere molto. Il sovraffollamento sì, ma il fatto che noi abbiamo uno Stato che potendo nello stesso tempo risolvere la crisi strutturale che impedisce di superare questa struttura criminogena e criminale, non ne contrappone un’altra e poi appunto quindi per un mese, tre mesi, etc., avremo migliaia di persone ai domiciliari, ma resterà il fatto strutturale di massa”. “Caro Presidente, io la devo vedere. Dovremo pure inventare, nel senso buono di ‘trovare’, perché non può mancare un momento di diritto nel quale imputare al nostro Paese questa responsabilità tremenda”. I carcerati a Rebibbia “hanno gridato dalle celle quello che nessuno ha potuto nemmeno mormorare per un secondo, nemmeno con un sinonimo di amnistia, nella cerimonia ufficiale”. La prossima trasmissione di Radio Carcere: “Almeno per martedì si organizzi l’ascolto di Radio Radicale”. Le possibili complicazioni legali e l’ipotesi di un provvedimento di clemenza legate al decreto svuota carceri. “Sì, anche perché nella situazione aperta, per forza di cose, di inadeguatezza di quello che è chiuso, ci sono anche magistrati di sorveglianza che potrebbero ricorrere”
    17:18 Durata: 13 min 14 sec
  • Sulla detenzione carceraria di Alfonso Papa (Pdl): “E’ possibile che dopo tanti mesi i magistrati non possono prendere atto che questo pericolo di fuga e di inquinamento delle prove, dopo che l’hanno torturato in tutti i modi - maledetta quella sede di Napoli che Papa aveva anche la responsabilità di avere evocato –, è finito?”. “C’è qualcuno che risponde? Quello deve continuare a non poter andare a votare? Quello deve stare lontano dalla moglie, dai figli, da mi’ nonna che possono essere complici per inquinare le prove?

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Maledetto il termine ‘magistratura’! Il termine!”. “Infatti in inglese e francese non si usa il termine ‘magistratura’. Avevo già posto un problema, anni fa: è possibile che il Presidente della Repubblica Ciampi non riuscisse a esercitare il suo potere costituzionale di grazia? A posteriori la Corte costituzionale mi è venuta e gli è venuta in aiuto. C’era il problema che Sofri in tutto questo non aveva chiesto la grazia; ma io dicevo che un giudice di sorveglianza c’era comunque, e lui avrebbe dovuto dirci se si giustificava la detenzione per come lui conosceva l’istituto di detenzione compatibile con quello di Adriano. Bene, io oggi confermo che è stato difficile ma rigoroso, e doloroso poi, il determinare l’arresto di Papa (deputato del Pdl). Perché la motivazione era la seguente: in quelle condizioni, in quel contesto che era attribuito dalla magistratura nel suo insieme, tenere presente che lei ti dice che devi tutelarti dalla fuga e dall’inquinamento delle prove, a me non mi pare fosse lecito attribuire al magistrato - a priori - di avere agito con fumus persecutionis. Noi su questo abbiamo riflettuto e abbiamo fatto una scelta da garantisti, cioè non da lassisti. Adesso, è possibile che dopo tanti mesi, non possono prendere atto che questo pericolo di fuga e di inquinamento delle prove, dopo che l’hanno torturato in tutti i modi - maledetta quella sede di Napoli che Papa aveva anche la responsabilità di avere evocato –, è finito?”. Le sorti di Arcibaldo Miller. “Adesso per ignavia, per cultura terrorizzante di impiegati di concetto”, i magistrati non fanno attenzione alla vicenda Papa. Sul voto parlamentare sulle sorti del deputato del Pdl, “rivendico il rigore grave e drammatico dei Radicali” sul quesito del fumus persecutionis. Il caso Romano e la posizione dei Radicali. “Noi siamo dei garantisti che dimostrano di non essere lassisti, e di non avere un ruolo da giocare ma un rispetto della legalità forte, difficile, non scontato. Su questo Turco e i nostri compagni parlamentari, in acque difficili e sugli atti formali che io conosco, non ritengo dobbiamo avere dei pentimenti sui comportamenti avuti da questo punto di vista”. Ancora su Papa: “C’è qualcuno che risponde? Quello deve continuare a non poter andare a votare? Quello deve stare lontano dalla moglie, dai figli, da mi’ nonna che possono essere complici per inquinare le prove?”
    17:31 Durata: 10 min 50 sec
  • Pannella: “Presidente della Repubblica, se torna a Nisida o va a Poggioreale - forse dovrebbe essere in qualche misura immaginabile - allora in quel caso credo che lei potrebbe portare legittimamente, in base alla Costituzione di cui lei è garante, qualche proposta diversa rispetto a quelle di clemenza e di pietà che oggi il Pontefice ha sicuramente ha voluto testimoniare, alla vigilia di Natale, al mondo dei fedeli”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Presidente della Repubblica, noi riteniamo urgentissimo, anche perché nella sua Repubblica, nella mia Repubblica, non mi è stato possibile di fare un solo appello contro la disperazione. Forse glielo dicono anche a Lei che nelle carceri un Radicale, se può parlare, può servire”. Le dichiarazioni del Presidente della Repubblica del 28 luglio sulla “prepotente urgenza” delle carceri e della giustizia e l’andamento ininterrotto dei suicidi in prigione. “Poi lei è stato distratto da funzioni civili, non istituzionali. Lei da allora si è occupato di problemi economico-sociali gravissimi, e lo ha fatto molto molto bene. L’unico problema è che lei ha fatto questo, ma da quel momento della sua ‘prepotente urgenza’ lei è stato il primo a non rendersi conto che a quella urgenza lei non poteva dare priorità”. La censura mediatica dei Radicali. “Amnistia, amnistia, amnistia per la Repubblica! Non è una metafora. Se è una Repubblica dal comportamento criminale, noi vogliamo che attraverso lo strumento dell’amnistia noi riusciamo a iniziare un processo strutturale delle ragioni per le quali siamo condannati per la durata inaccettabile dei processi, per il sovraffollamento di cause e processi”, oltre quello delle carceri. Le misure proposte dall’attuale ministro della Giustizia: “Sta offrendo la possibilità di fare alcuni decreti che forse, se dura il governo politico dei cosiddetti tecnici, vengono fuori, mentre il decreto di amnistia può ottenere quello che solo un anno e mezzo di lavoro parlamentare ipoteticamente può riuscire a ottenere. Perché sappiamo che questi provvedimenti che il ministro ha annunciato interessano forse qualche migliaio di detenuti”. “Siamo qui per dire: siamo coerenti, credo che la mia rabbia di stamattina dimostri che è vero che lotte come queste indeboliscono, ma anche in alcuni momenti rafforzano, ma c’è anche il senso di solitudine che un cittadino che sta tentando con tanti altri di aiutarla, come suo dovere, Presidente, poi finisce che abbiamo il massimo esponente di un altro Stato che oggi almeno va in carcere, lui, a raccontare la sua verità ma offrendo un momento di consolazione. Allora io vorrei che il Presidente della Repubblica, se torna a Nisida o va a Poggioreale - forse dovrebbe essere in qualche misura immaginabile - allora in quel caso credo che lei potrebbe portare legittimamente, in base alla Costituzione di cui lei è garante, qualche proposta diversa rispetto a quelle di clemenza e di pietà che oggi il Pontefice ha sicuramente ha voluto testimoniare, alla vigilia di Natale, al mondo dei fedeli”
    17:42 Durata: 6 min 46 sec
  • I partiti politici e il governo Monti

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella sul governo Monti: “Già una settimana fa dicevo che mi pareva un buon segnale che il governo stesse correggendo alcune cose. A questo punto avevo già manifestato la settimana scorsa l’opinione che però ora dovesse anche su alcune cose dire ‘no’. Dicendo per esempio: ‘Vabbè, voi mi minacciate di buttarmi giù. Provateci un po’. Quale situazione ereditate?’”. Pannella sull’atteggiamento dei partiti politici: “Io avevo sottolineato molte volte una cosa, perché nessuno aveva dimostrato di dargli importanza, perché il segretario unico del Partito democratico, Enrico Letta, senza poi ombra di critica o di messa in discussione nemmeno da Ignazio Marino, dice: ‘La prospettiva è quella di un Governo Alfano (non Berlusconi), Maroni (visto che Bossi ha fatto il suo tempo), Casini e Bersani’. Ma lui ha detto ‘Bersani’ probabilmente per un fatto di eleganza interna. Altrimenti poteva dire ‘Letta le petit’. Che cosa ha detto? Io sto guardando la serietà di Casini. Io dissento da lui, ma da due anni Casini fa un discorso ufficiale e veritiero; adesso addirittura clamorosamente lui stesso dice che bisogna appoggiare questo governo perché – dice testualmente – ‘è folle chi parla di nuove elezioni adesso, perché cosa eredita quello che fosse poi designato da un Paese totalmente distrutto ad avere il Governo?’. Allora lui dice: ‘Come Terzo Polo facciamo appello a una alleanza di Governo costituente – si sente questa crisi di regime, eh? - a Bersani”, e in genere dicono anche a Nichi Vendola. Ora che cos’è? Alfano e non Berlusconi, Maroni e non Bossi, Casini e appunto il Pd, ma non solo. Perché sappiamo che Nichi Vendola lo sopportano tutti quanti”
    17:49 Durata: 5 min 58 sec
  • Ici e Vaticano: “E’ molto più responsabile Cesare che Dio”, spiega Pannella ricordando il ruolo del Governo Prodi nell’instaurare una notevole ambiguità legislativa. Il caso simile dell’8 per mille, il parallelo con le antiche leggi Combes, le sterili polemiche contro gli anticlericali.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella e l’idea “che Monti debba rischiare, debba fare scelte. I giornali l’hanno mancata, ma lui una l’ha fatta. Accettando sull’Ici la posizione radicale, radicalissimamente contenuta nel parere favorevole dato dal Governo. E non è poco. Anche perché qui viene fuori un discorso. Si dice che - di dotti imbecilli ce ne sono tanti – anche da parte di nuovi storici contemporanei, che si stanno confrontando da una parte l’anticlericalismo becero e dall’altra la complessità di un mondo cattolico. Ma c’è la premessa: ‘I Radicali anticlericali, etc.’. Siccome viene fuori anche una cosa del direttore dell’Avvenire, e in parte del nostro amico Rosso Malpelo, in cui si dice ‘gli anti religiosi’ e ‘bestemmiatori del sacro’. Su questo io ritengo, e intendo adesso iniziare ad allargare le nostre lotte, che da un punto di vista legalitario non possiamo rimproverare nulla al Vaticano. Perché ad opera dei soliti noti del Pd di Prodi, di Bersani e degli altri, ad opera di questa componente, abbiamo avuto una vicenda chiara sull’Ici. Nel 1992 il governo Amato vara il decreto che esenta dall’Ici le strutture ecclesiastiche che svolgono attività legate al culto”; “benissimo, nulla quaestio, sono meritevoli di esenzione anche secondo noi”. “Nel 1994 la Cassazione sentenzia che il beneficio dell’esenzione dell’Ici non spetta in relazione agli immobili di attività oggettivamente commerciali. Tutti sappiamo che per esempio sull’Aurelia ci sono conventi che almeno in parte fanno attività commerciale di concorrenza, etc. La Cassazione quindi dice: non prendiamoci in giro, non è agli immobili ma all’attività degli immobili che viene data l’esenzione. Allora il Governo Berlusconi interviene con un decreto interpretativo che riporta al decreto Amato del 1992. Evviva Berlusconi, bravo. Nel 2006, con Turco, Pontesilli, Nucara, denunciamo lo Stato italiano alla Commissione Ue perché le esenzioni Ici violano la direttiva sulla concorrenza e sugli aiuti di Stato; questa cosa Monti un po’ l’avrà notata. Nell’agosto, il governo Prodi, con decreto del liberalizzatore che subito si era scoraggiato, Bersani, reinterpreta la legge re-introducendo l’esenzione limitatamente agli immobili ‘non esclusivamente commerciali’. Viene comunicato alla Commissione Ue che c’è questa novità. E a questo punto la situazione è ancora aperta, perché la Commissione ha archiviato le nostre denunce, però abbiamo fato ricorso alla Corte di giustizia di Lussemburgo che intima alla Commissione di aprire un’inchiesta approfondita e di chiuderla entro il marzo 2012. A questo punto il governo Monti accoglie l’ordine del giorno nostro, ed è clamoroso su questo. Si è esposto a una responsabilità. Era quello che auspicavo”. “Eh Bersani, capisco…”. “E’ molto più responsabile Cesare che Dio”. Commenti sull’articolo di Miguel Gotor, “il grande storico di Repubblica”: “E’ un serio scalfariano, e devo dire che oggi fa quel bell’articolo in cui dice: premesso che ci sono quei coglioni, parziali, faziosi, etc. degli anticlericali, e poi fa tutto un discorso che non arriva alla chiarezza di Grosso – perché è bastata una sola frase di Grosso sulla Stampa - ma comunque dice: sì, insomma, la Chiesa potrebbe essere un po’ più abile o anche più oggettiva a riconoscere le cose. Vorrei dire: che si vada a prendere Ratzinger”. Pannella e le aspettative sulla nomina di Ratzinger come Papa. “Lo storico per essere oggettivo oggi dice questo: la Chiesa può difendersi anche meglio ancora. Io devo dire che la Chiesa può difendersi meglio ancora, nel senso che io mi sento che tuttora quello che ho letto che da questo Papa era qualche decennio fa avvertito come chiaro, era che la storia della Chiesa già allora non era mai riuscita a liberarsi da condizionamenti materiali; e ricordava una posizione di Pio X dinnanzi a Combes e alle espropriazioni francesi. Citandolo, ricordava che Pio X diceva: ‘Noi non possiamo, per difendere i beni, rinunciare al bene’”. Le religioni rivelate e “il principio laico dell’individuo”. “Quindici anni fa Ratzinger diceva: non siamo mai riusciti a liberarci, purtroppo, da questo condizionamento. Bene, questo io da laico ritengo che sia un problema che riguarda tutti quanti quelli che hanno la religione della libertà crociana e qualsiasi convinzione laica”. “Oggi è indubbio che Gotor o uno di questi potrebbe ricitare alla lettera quello che diceva Ratzinger”. “Anche con il suo pontificato, per il momento, non è cambiato quello che lui ha denunciato: il ‘purtroppo solo quando ci hanno spogliati abbiamo potuto godere di questo bene della Chiesa’”. L’effetto in qualche modo positivo delle leggi Combes sulla Chiesa cattolica del tempo e la Chiesa di oggi, “indotta in tentazione” dalla politica. L’esempio dell’8 per mille: “Dall’8 per mille la Chiesa finisce che si becca quasi un miliardo di euro l’anno, quando solo il 35 per cento degli Italiani dichiara espressamente di voler devolvere il proprio 8 per mille alla Chiesa che però, per come è fatta la legge, si assicura l’80 per cento dei finanziamenti. La legge dice che le percentuali sono calcolate sulla base delle scelte; ma se tu non scegli nulla, a questo punto diventa che l’80 per cento di quelli che scrivono il motivo scrivono ‘la chiesa’, e quindi l’80 per cento dell’8 per mille va alla Chiesa. Chi lo fa questo? Lo Stato”
    17:55 Durata: 21 min 3 sec
  • I commenti del leader della Cisl sulla manovra del governo Monti: “Bonanni reagisce come un sindacatocratico che sa – anzi, quello nemmeno suo zio lo sa – che se non c’è la partitocrazia, anche la sindacatocrazia e le proprie linee di difesa di se stessi non possono continuare ad andare avanti, e invece questi tecnici possono essere perfino un po’ pericolosi per loro”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Raffaele Bonanni (Cisl) e i suoi commenti sulla manovra del governo Monti. Le posizioni dei Radicali sulla politica economica e gli interventi del Tesoriere di Radicali italiani, Michele De Lucia. “La volta prossima vorrei che il dibattito fosse proprio su questa base che è anche la sintesi delle proposte ufficiali legislative che abbiamo fatto in questi tre anni. Bonanni reagisce come un sindacatocratico che sa – anzi, quello nemmeno suo zio lo sa – che se non c’è la partitocrazia, anche la sindacatocrazia e le proprie linee di difesa di se stessi non possono continuare ad andare avanti, e invece questi tecnici possono essere perfino un po’ pericolosi per loro”. “Dire ‘noi siamo i senza Dio’, i ‘blasfemi’, no. Diciamo che noi abbiamo interessi di casa nostra che corrispondono agli interessi della religiosità cristiana e cattolica nel momento in cui tutelano il bene invece che il potere simoniaco”. La sintonia con Tempi sull’amnistia.
    18:16 Durata: 8 min 48 sec
  • I nuovi scenari politico-parlamentari sulla riforma della giustizia, le frasi choc dell’arcivescovo di Granada, Francisco Javier Martínez Fernández, il libro di Lanfranco Palazzolo su Giorgio Napolitano

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il Riformista e il Foglio sui nuovi scenari politico-parlamentari riguardo la questione giustizia, con le ali più forcaiole (Idv e Lega) escluse dalla maggioranza. Pannella: “L’unico problema è se offre uno spazio nuovo o se non occupa uno spazio troppo ristretto che possa poi essere assorbito dal corso delle cose. Perché il nostro senso di concretezza ci ha fatto arrivare a questa proposta che nessun nega comporterebbe una riforma strutturale della giustizia, perché se togli almeno 4 milioni di processi su 5 milioni, è la struttura che cambia”. Pannella segnala una frase che sarebbe stata pronunciata dall’arcivescovo di Granada, Francisco Javier Martínez Fernández: “Uccidere un bambino indifeso, e che lo faccia sua madre, dà ai maschi, la licenza assoluta, senza limiti di abusare del corpo della donna perché la tragedia la porta lei”. “Lo segnalo perché questo lo condanniamo allo stesso modo quelli di religiosità monoteista e via dicendo e quelli di laica religiosità. Lo schema dell’‘anticlericalismo becero’ non regge. L’anticlericalismo è un fatto interno alle fedi, storicamente, punto e basta”. Libro di Lanfranco Palazzolo sul presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano
    18:24 Durata: 12 min 49 sec
  • La mancata attenzione della stampa italiana all’elezione di Traore come segretario del Prt. “Non riesco a comprendere cosa possa più essere aggregate di una forza propositiva e non solo protestataria tipo quelle che stanno circolando per il mondo, arrivano a Mosca, a Wall Street… Io credo che molto giustamente la politica italiana, il regime italiano, hanno individuato in noi l’unica cosa un po’ pericolosa davvero, come alterità viva non velleitaria e protestataria, ma come alterità che fa parte delle loro famiglie e di queste generazioni”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La prima conferenza stampa di Demba Traore, nuovo segretario del Partito radicale transnazionale, e la completa sintonia tra la sua fede musulmana e la sua fede democratica. Pannella: “Quando noi abbiamo azzeccato qualcosa, e ci è accaduto in 50 anni di storia, direi proprio in termini pubblicitari, d’altra parte mi si conferma che per due o tre volte a Gianni Agnelli veniva chiesto a chi avrebbe affidato una campagna per un nuovo modello di auto e lui diceva: ‘A chi? A Marco Pannella’. Quindi riteneva che qualche volta azzeccavamo”. La mancata attenzione della stampa all’elezioni di Traore e invece la segnalazione dell’evento da parte di Roberto Saviano. “Questa è la dimostrazione di quello che volevo dire. Oggi continuiamo a produrre, con Gianni Betto, materiale scientifico che se tra qualche mese o qualche anno si dovesse sapere che nessuno degli accreditati se ne sia accorto, significa non si è accorto di una radiografia della popolazione, di come vive l’abitante italianofono nella penisola. Perché è davvero qualcosa di molto più grave, potente e violento di quanto tecnicamente fossero in condizione di fare fascisti e colonnelli al loro tempo”. La “riserva” costituita dai Radicali. “C’è questo esplodere di iscrizioni di personalità significative al Partito radicale. Io credo che questo sia quello che abbiamo dinnanzi a livello popolare. Cioè non riesco a comprendere cosa possa più essere aggregate di una forza propositiva e non solo protestataria tipo quelle che stanno circolando per il mondo, arrivano a Mosca, a Wall Street… Io credo che molto giustamente la politica italiana, il regime italiano, hanno individuato in noi l’unica cosa un po’ pericolosa davvero, come alterità viva non velleitaria e protestataria, ma come alterità che fa parte delle loro famiglie e di queste generazioni”
    18:37 Durata: 17 min 54 sec