15 GEN 2012
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 2 ore 1 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 15 gennaio 2012 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e
1 minuto.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.

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  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    Già direttore di Radio Radicale Il linciaggio dei Radicali in corso, soprattutto sul Web, per il voto contrario all’arresto dell’onorevole Nicola Cosentino (Pdl).
    17:00 Durata: 1 min 28 sec
  • I parlamentari radicali e il voto su Cosentino, riflessioni su “quello che è passato presso gli Italiani-brava-gente”. Pannella “Quando non c’è democrazia è quello che si crea, a tal punto che anche Roberto Saviano – che ritengo essere un carissimo compagno e amico - ma non si è reso conto della situazione per la quale questo suo intervento viene vissuto dagli ‘Italiani brava gente’ come una conferma di quello che ci viene attribuito. Noi, così come avevamo votato a favore di Berlusconi – mentre, come noto, avevamo votato contro -, adesso noi abbiamo difeso nel merito della sua storia questo Cosentino. E devo dire che questa è una balla altrettanto e molto più grave dell’altra volta”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: “In Italia non c’è democrazia e non c’è garante istituzionale a favore dei diritti umani violati sistematicamente dall’antidemocrazia italiana”. Riflessioni a proposito di “quello che è passato presso gli Italiani-brava-gente”: “Quando non c’è democrazia è quello che si crea, a tal punto che anche Roberto Saviano – che ritengo essere, da parte sua nei nostri confronti ricambiatissima, un carissimo compagno e amico - ma non si è reso conto della situazione per la quale questo suo intervento viene vissuto dagli ‘Italiani brava gente’ come una conferma di quello che ci viene attribuito. Noi, così come avevamo votato a favore di Berlusconi – mentre, come noto, avevamo votato contro -, adesso noi abbiamo difeso nel merito della sua storia questo Cosentino. E devo dire che questa è una balla altrettanto e molto più grave dell’altra volta, perché su questo noi abbiamo dimostrato che lo facciamo grazie a delle convinzioni che ci facciamo leggendo le carte”. “Vorrei dire una cosa: i tempi parlamentari sono scomparsi totalmente in Italia e il materiale nella Giunta delle elezioni (di più di 1.300 pagine) è stato messo a disposizione 20 ore prima. Allora, il problema è questo: c’è qualcuno che ha saputo leggere, dimostrando eventualmente una grande capacità parlamentare e anche di documentazione? Io dico di sì, tanto è vero che tre giorni prima, dinanzi alla roba che non arrivava, e sapendo di cosa si trattava, abbiamo detto: bisognerebbe chiedere d’urgenza a Saviano cosa ne pensa di questo fatto e come stanno le cose. Non arrivavano le carte. A questo punto, non potendo raggiungere Roberto tecnicamente, siamo andati a leggere perfino Gomorra ed è venuto fuori che dinnanzi ad alcune pagine che tiravano fuori la camorra, i Casalesi e la sua propaggine campana, mentre molti nomi erano fatti, il nome di Cosentino non c’era. Abbiamo avuto questa prudenza e questa fiducia; cerchiamo di sentire cosa ci dice lui. Non ci è stato possibile, però è stato detto chiaramente che lo cercavamo, avremmo voluto sapere se possibile cosa ci consigliava, per la fiducia che avevamo e che abbiamo. Come sempre, la fiducia è sulle capacità della persona, ma non vuol dire che io né nessun altro possiamo sempre esercitare le nostre capacità felicemente”. “Noi siamo arrivati a questo momento di dibattito con Turco che aveva preannunciato in base alle carte: a questo punto ci orientiamo a dire ‘no all’arresto’, no alla necessità dell’arresto”. I voti precedenti dei Radicali sul caso Papa, nel quale si schierarono per l’arresto, ritenendo non ci fosse fumus persecutionis quando i giudici parlavano di pericolo di fuga e di inquinamento delle prove. “Papa lo ha compreso. Si era fatta fiducia alla onestà e alla capacità di quello che dice: ‘Ho letto le carte e stavolta ci comporteremo in questo modo’. Devo dire che da nessuna parte ho sentito qualcuno che abbia detto: ‘Le carte dicono a, b, c, e quindi non è vero che dalle carte non si trovino elementi che giustifichino la richiesta di arresto’”. “Quando siamo giunti al momento del voto, abbiamo cercato Roberto, abbiamo preannunciato in modo da secondare le critiche e le messe in guardia, e nessuno ha detto: ‘Noi che le abbiamo lette e inviate, diciamo che i Radicali si sbagliano di grosso’”. Il poco tempo per il dibattito interno ai Radicali: “L’elemento di fiducia non è cieco né automatico, chiunque di noi può sbagliarsi, e lì i nostri compagni parlamentari sono stati unanimi, su questo non hanno avuto un’ombra di dubbio”. “Quello che ci viene rimproverato è di avere salvato, di avere concorso a dare l’innocenza – testuale, di Roberto (Saviano, ndr) a questo signore”
    17:01 Durata: 11 min 50 sec
  • Il contemporaneo silenziamento del processo all'ex sindaco di Napoli Bassolino e l'esclusione della possibilità di registrarlo per Radio Radicale: “La difesa di Bassolino come difesa di criminalità di potere oggi è ancora quella vincente. Va in prescrizione! Raccontano balle! Su questo ci sarebbe da intervenire e denunciare, lo dico anche a Roberto Saviano”. Il ruolo del Procuratore Lepore

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Da parte - a mio avviso - insospettabile, è stato scritto che quello che è accaduto con grande responsabilità nostra significava che in realtà si è confermata una presunzione di innocenza del merito a questo signore. Roberto Saviano ha scritto questo”. “Lui si sa in che condizioni vive e come è costretto a vivere. E’ successo spesso: le volte che ho visto Roberto ho sempre avuto bisogno dei tempi di un tramite. Attribuire al voto nostro e a quello che abbiamo determinato il carattere di avere anche nel merito affermato l’innocenza di Cosentino è assolutamente imprudente e falso”. “Perché dico Italiani-brava-gente? Perché ci sarà pure un modo di spiegare che anche quelli che mi sputavano addosso erano in buona fede, quando mi dicevano ‘ti sei venduto a Berlusconi’: quando non c’è confronto delle ragioni e non c’è democrazia, questi non sono perversi e cattivi, ma sono il risultato dell’assenza della democrazia e in Italia bisogna che il presidente della Repubblica si renda conto che i diritti umani sono negati in maniera sempre più micidiale”. “In questa condizione, senza garanti dei diritti in funzione, anche se istituzionalmente esistono, la realtà Italiana è sempre più terrorizzante. Non voglio parlare solo di questo anche perché senno vorrei parlare anche dell’efficacia delle istituzioni Italiane per prendere i casalesi, i boss e via dicendo. Li han presi tutti, tanto è vero che qualcuno parla di scelta di ‘auto-consegne’ da parte di questi ambienti; non lo sappiamo, però una qualche cosa da notare forse c’è. Anche perché contemporaneamente c’è una cosa in corso: Bassolino, cioè chi è il simbolo di 20 anni di governo quasi assoluto della sinistra, a questo punto becchiamo questo che per alleanze con la camorra, cioè togliendo la camorra a Bassolino, se la prende lui ed è eletto”. “Chiunque ci ascolti è pregato di andare su Radioradicale.it, dove c’è un documento del 2010; è un documento interno nostro nel quale racconto la situazione unica, nella quale poi scopriamo che questo signore che a SkyTg con quella cosa di Emilio Carelli viene intervistato, Lepore, è un grande autore della realtà bassoliniana, a tal punto che grazie a lui c’è una cosa senza precedenti per Radio Radicale. A Radio Radicale è stata vietata da questo Lepore, con il Presidente del tribunale che aveva invece accettato che noi ci stessimo”. “Allora questo signore è riuscito a tutelare l’operazione chiara e vincente di mandare in prescrizione tutta la roba Bassolino, cioè tutta la roba della camorra politica e criminale di Napoli e Campania”. Il ruolo di Berlusconi. “Lì c’è quindi questa realtà, della sinistra; il potere in Campania è stato per 20 anni almeno sicuramente e dappertutto di sinistra, anche quella buona di Salerno che noi abbiamo in parte abbiamo difeso. Mentre a livello napoletano, casertano, devo dire che il Presidente della Repubblica non se ne era mai accorto, perché non posso pensare che si fosse accorto che questa era la realtà napoletana che 20 anni di suo, anche suo, potere stava costituendo. Il presidente era uno degli esponenti di massimo prestigio di Pci e Pd”. “La difesa di Bassolino come difesa di criminalità di potere oggi è ancora quella vincente. Va in prescrizione! Raccontano balle! Su questo ci sarebbe da intervenire e denunciare, lo dico anche a Roberto Saviano”. Il confronto con l’epoca Lauro. “A questo punto diciamo che Lepore ha impedito che Radio Radicale potesse anche solo registrare, cioè un camorrista zelante Lepore, ti comporti come un camorrista zelante per impedire che si sappia nulla di una realtà processuale che è fondamentale. Il Presidente del tribunale aveva autorizzato, e invece lui è intervenuto per impedire. Lo stesso Roberto Saviano sa quasi nulla di quello che continua a non venire fuori nel processo al potere campano, camorrista e mafioso”. Il paragone con gli “italiani-brava-gente” che andavano in Russia ad ammazzare ed essere ammazzati senza sapere dove stavano andando. “Roberto Saviano dice che questo mondo è un mondo inquinato; uno che riesce a battere perfino i bassoliniani e i comunisti è perché li ha quasi battuti in corruzione e rapporti camorristici. E allora, è gravissimo o no che si vada in prescrizione sul processo Bassolino dopo anni e anni? Cosa è in causa con l’arresto o no di Cosentino? E’ su questo che voglio pregare Saviano di riflettere. La conseguenza del suo atteggiamento è che almeno 5.000-6.000 messaggi, equivalenti agli sputi e anche peggio che abbiamo potuto documentare, abbiamo incassato”. L’articolo del Fatto quotidiano dell’aprile 2011 sulla vicenda Bassolino, il ruolo di Novello e Sirleo. “Travaglio a questo punto sta zitto. Ma se perfino il Fatto chiama questo signore Lepore come al centro di una congiura ignobile… Guarda caso credo che questo corrisponda a chi, avendo letto le carte, a un certo punto avverte fumus persecutionis. Dall’altra parte c’è l’autore principale della vicenda prescrizione-per-Bassolino, Lepore. Quello che a me importa è che questo signore, Lepore, è quello che impedito la conoscenza, impedendolo a Radio Radicale, della realtà all’interno della quale la vicenda Cosentino si può mettere”. “I Lepore sono i sostenitori di un potere delinquenziale e criminale”
    17:13 Durata: 23 min 18 sec
  • Pannella: “Credo che bisognerebbe occuparsi un po’ di questa situazione italiana nella quale ci sono Italiani brava gente, 6.000 circa, che in questo momento sono convinti che siamo venduti a non si sa chi. Beh, forse, di questo bisogna preoccuparsi. Ma anche occuparsi, e allora dico amnistia! Amnistia! Amnistia!”. La malagiustizia italiana, i suoi effetti sulla democrazia, e “l’unica proposta che viene fatta in Italia, l’unica volta a realizzare efficacemente e subito quello che la giurisdizione europea e il diritto” chiedono

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Gli ascoltatori sappiano che non ci siamo inventati nulla. C’è un caso: avremo sbagliato nel leggere, Turco avrà sbagliato nel leggere. Ma, pensiamo un po’, ha sbagliato nel leggere attribuendo a un personaggio sospettabilissimo come Lepore il comportamento ignobile che noi riteniamo essere un comportamento di complicità con il potere camorristico di Bassolino. E spero che Roberto Saviano possa trarre almeno da questo qualche ulteriore considerazione di come si vive in Italia”. “Perché qui sorge un problema di diritti umani, di diritti democratici e di conoscenza”. Nel caso di Lepore “non si tratta di un personaggio insospettabile di fumus persecutionis”. “Siamo gli imputati anche da parte di Roberto Saviano, anche senza che lui se ne renda conto. Malgrado sono convinto di quali sono i suoi giudizi complessivi su di noi, il suo intervento aiuta e legittima una confusione”. A proposito del concorso esterno in associazione mafiosa: “Abbiamo sempre sottolineato che è un reato che non c’è nel Codice. E’ solo di tipo giurisprudenziale, ma con una giurisprudenza che abbiamo spesso attaccato”. E’ reato pericolosissimo, “perché lo usano in termine di potere, infatti la colpa che hanno dato a Falcone quelli che hanno contribuito a farlo ammazzare era appunto di non essere d’accordo su come queste cose venivano poi usate”. Il sequestro e l’articolo 416 bis. “La situazione è semplicissima”, dice Pannella, facendo un parallelo con i casi Tortora e Cirillo. “Guarda caso, come allora eravamo responsabili di tutti i comportamenti di ‘Veltrusconi’”, “credo che bisognerebbe occuparsi un po’ di questa situazione italiana nella quale ci sono Italiani brava gente, 6.000 circa, che in questo momento sono convinti che siamo venduti a non si sa chi. Beh, forse, di questo bisogna preoccuparsi. Ma anche occuparsi, e allora dico amnistia! Amnistia! Amnistia!”. La malagiustizia italiana, i suoi effetti sulla democrazia, e “l’unica proposta che viene fatta in Italia, l’unica volta a realizzare efficacemente e subito quello che la giurisdizione europea e il diritto” chiedono. “La realtà Italiana è quella che esiste un gruppo che non è materialmente in galera, lo stesso gruppo che era magari in galera a Ventotene o altri posti, perché nei nostri confronti continua a esserci un meccanismo sociale… A questo punto vengono fuori i grillini che stanno raccogliendo le firme perché Radio Radicale chiuda”. “Loro sono ‘brava gente’ – magari Grillo e Di Pietro un’altra cosa - vittime dell’anti democrazia, presidente della Repubblica”
    17:36 Durata: 17 min 21 sec
  • Repubblica, da Arrigo Benedetti a Eugenio Scalfari, passando per i titoli degli interventi di Roberto Saviano e le censure sull'intervista anti-federalista di Monti ripresa dal Welt.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I curiosi argomenti utilizzati da Antonio Di Pietro per criticare la decisione della Consulta di respingere il referendum elettorale. Plausibile che non si debba respingere un referendum soltanto perché firmato da molte persone? Pannella: “Noi facemmo 22 referendum con 600 mila firme riconosciute e insospettabili; moltiplichiamo 22 per 600 mila, e quanti milioni fanno? 12 milioni di firme fatte fuori irregolarmente, e quindi questi argomenti che sono ripresi anche da Parisi – 1,2 milioni di persone hanno sottoscritto - beh dico che in Italia si può anche immaginare facilmente che 5 milioni di persone chiedano l’ergastolo per me in buona fede per quello che riescono a sapere dall’informazione Italiana”. “Calamandrei diceva dei magistrati una cosa che si può estendere agli intellettuali. Quando un magistrato pretende di fare giustizia – diceva – e non di applicare la legge, ho paura e sparerei. Questo un po’ lo dico a Roberto. Tu hai questo, ma non sei un magistrato”. “L’amministrazione della giustizia in Italia è da decenni contro la Costituzione”. Il j’accuse di Saviano alla politica campana, e il titolo di Repubblica: “Hai citato Repubblica, io vorrei citare un'altra cosa, che ha fatto notare Barbara Spinelli. Repubblica ha pubblicato un articolo del Welt con una intervista a Mario Monti. Ma manca qualcosa, manca la notizia, quella che per qualsiasi giornalista sarebbe stata il titolo; Monti che dice ‘Stati Uniti d’Europa, non ci saranno mai’. Oggi è grazie al Fatto che c’è in prima pagina questa nota di Barbara, che nota come sia stato tolto questo riferimento nell’articolo su Repubblica. E’ la scuola di Scalfari, non è quella di Arrigo Benedetti”. “La notizia giornalistica era di questo ex Commissario che dice testualmente, alla domanda ‘Ma dove è finita ora l’utopia di Ventotene?’, ‘Son convinto che non avremo mai gli Stati uniti d’Europa non fosse altro perché non ne abbiamo bisogno’”. Arrigo Benedetti e le parole aspre che usò per Scalfari, al punto da chiedere di escluderlo dai suoi funerali: “Accusò Eugenio, in modo eccessivo probabilmente, di essere un antisionista e un antisemita. Ma sono fatti che si sono accumulati in 10 anni. Scalfari era un allievo di Benedetti, non di Pannunzio”
    17:53 Durata: 11 min 20 sec
  • “Dico al Presidente della Repubblica: c’è un Paese nel quale la democrazia è negata a 50 milioni di persone”. “E le critiche sono fatte anche tenendo presente la storia” di Napolitano, che evidentemente non è quella radicale. “Io ritengo che noi siamo real-politik. Ritengo che la squadra nella galassia radicale stia vivendo una vita straordinaria di caratteristiche eroiche”. L’esempio della malagiustizia

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Il problema è questo, in Italia non c’è democrazia sempre di più e di questo vorrei parlare di nuovo con Roberto. Qui c’è stata questa cosa di cui abbiamo avuto l’occasione di leggere un tuo bellissimo articolo con il quale però non concordo nel merito. E’ tutto costruito: caro signore, non tirare un sospiro di sollievo, perché agli occhi di qualcuno serio sarai sempre un delinquente, con questa nozione di giustizia al di là del diritto e della legge”. “Nel momento in cui ci sono 5 mila indignati contro di me e di noi, in quel momento forse è evidente che quell’articolo cade in una situazione nella quale non lui, ma i nemici del regime di oggi siamo noi e solo noi”. “D’innanzi a una vicenda come questa, perché la Camera secondo tutti ha avuto come ‘determinanti’ i Radicali, quindi per l’opinione pubblica i massimi criminali sono i Radicali perché determinanti e hanno offerto - come già con Berlusconi - la loro storia svendendola al servizio delle cose più sporche del regime, allora dico: non sono d’accordo, perché oggi la cosa essenziale è rendersi conto che non puoi dire questo di Cosentino, che deve ancora essere giudicato; anche Turco ha detto: ‘Per me può essere benissimo un criminale, il mio problema non è questo, devo giudicare se esiste o no il fumus persecutionis’”. La figura di Lepore. “Politicamente, nella realtà politica italiana, io non sono d’accordo con quel bellissimo scritto di Roberto Saviano perché porta acqua all’antidemocrazia e all’anti diritto italiano, perché mette al centro senza parlare nemmeno un momento del potere della sinistra; non ha mai fatto sconti, ma nel momento in cui sorge un problema concreto, ricordare che questo Cosentino è uno che tra le altre cose è riuscito ad avere, grazie alla camorra che lui sottrae per una zona della Campania, a Bassolino… Perché che il potere bassoliniano sia stato un potere che ha coinciso con i poteri camorristi e via dicendo, e non ricordarlo in questa occasione è gravissimo, mentre stiamo andando alla prescrizione di un processo ignoto agli italiani. Nemmeno con il fascismo sarebbe accaduto così, che per anni non filtrava nulla!”. “Dico al Presidente della Repubblica: c’è un Paese nel quale la democrazia è negata a 50 milioni di persone”. “E le critiche sono fatte anche tenendo presente la storia” di Napolitano, che evidentemente non è quella radicale. “Io ritengo che noi siamo real-politik. Ritengo che la squadra nella galassia radicale stia vivendo una vita straordinaria di caratteristiche eroiche”. L’esempio della malagiustizia
    18:05 Durata: 12 min 23 sec
  • La vicenda del naufragio della nave Costa di fronte all’isola del Giglio e la metafora della situazione italiana

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Per esempio nella realtà Italiana, questa Costa, l’armatore Costa, per 24 ore non si parlava del nome della nave. Una nave che ha come capitano uno responsabile di una decina di episodi suscettibili di divenire quello che oggi è accaduto. L’irresponsabile adesso è arrestato perché è un criminale; io presumo l’innocenza in termini ideologici, ma da quello che viene fuori, che a mezzanotte è andato via e tutto quanto, devo dire che questo è l’Italia, è la strage. Perché se per esempio non ce la fanno a salvare dall’inquinamento, dalla benzina, lì è una bomba; se all’Isola del Giglio quella roba si diffonde, è una bomba”. “E’ indubbio che quella riserva è un gioiello e per questo sono preoccupato quando penso che in Tunisia l’Eni sta per farcela forse ad avere possibilità di fare estrazioni del tipo di quelle nel Golfo Messico”. L’esempio della questione lucana portata alla ribalta da Maurizio Bolognetti
    18:17 Durata: 4 min 53 sec
  • Le dichiarazioni (a sorpresa) di Monti sull’Europa, il corsivo di Barbara Spinelli e l’iniziativa Iraq Libero dei Radicali

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il caso Mario Monti e le sue dichiarazioni sull’Europa. “E’ già un miracolo che sia stato messo in prima pagina, con un titolo serio, dal Fatto. Da noi l’antidemocrazia è da anni Trenta e Quaranta, anzi più grave, perché la sua possibilità di inseguire e impedire le capacità di giudizio di un Italiano qualsiasi, anche borghese, è infinitamente più forte di allora”. L’esempio del linciaggio online dei Radicali. Sull’iniziativa Iraq Libero e il tradimento della “tradizione anglosassone democratica”; il ruolo di David Cameron che “copre assolutamente” Tony Blair, e lo stesso ruolo di Barack Obama
    18:22 Durata: 7 min 3 sec
  • Pannella sulle vicende della Lega Nord: “Andrà avanti perché sul fatto Tanzania e soldi, direi non si è fatto troppo chiasso. Sul fatto che loro non pensano a Vienna ma semmai alla Belgrado di Milosevic, e adesso alla Tanzania, anche se la Tanzania gli dà meno di quanto gli darebbero i Bot Italiani, a quella Lega ladrona, ladrona, ladrona, ladrona, ladrona, traditrice dei propri militanti e della propria storia”.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella sulle vicende della Lega Nord: “Andrà avanti perché sul fatto Tanzania e soldi, direi non si è fatto troppo chiasso. Sul fatto che loro non pensano a Vienna ma semmai alla Belgrado di Milosevic, e adesso alla Tanzania, anche se la Tanzania gli dà meno di quanto gli darebbero i Bot Italiani, a quella Lega ladrona, ladrona, ladrona, ladrona, ladrona, traditrice dei propri militanti e della propria storia”. Analisi del gruppo dirigente leghista: “Maroni è molto più consapevolmente antidemocratico di quanto non lo sia Umberto Bossi”. “Ci sono i ‘fedeli’, e soprattutto quello che conta è che la base dei leghisti anch’essa vive da 15 anni l’antidemocrazia Italiana, sono anche loro Italiani brava gente”
    18:29 Durata: 2 min 56 sec
  • Il dibattito sulla riforma elettorale. Pannella: “La partitocrazia non tollera alcune cose. La prima è una riforma di stampo anglosassone. E’ la condizione di sopravvivenza nei loro riflessi, di una partitocrazia antidemocratica e anti Stato di diritto”.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il dibattito sulla riforma elettorale. Pannella: “La partitocrazia non tollera alcune cose. La prima è una riforma di stampo anglosassone. E’ la condizione di sopravvivenza nei loro riflessi, di una partitocrazia antidemocratica e anti Stato di diritto”. “Bisogna essere grati invece ad altri come l’attuale presidente della provincia di Nuoro, il primo ad aderire alla nostra iniziativa contro il fatto che a Sassari stavano per dare la laurea ad honorem a Gheddafi. E’ anche doppia tessera, spero di poter andare molto presto a Nuoro, visto che l’ultima volta che sono andato era dopo sei mesi che avevano aperto il carcere speciale”. “Oggi uno dei più liberi del Pd ha detto: bisogna tornare al proporzionale. Quello in genere lo dicevano alcuni dell’Udc. Invece lo ha detto uno del Pd che come è noto, all’unanimità, aveva deciso nel suo congresso il doppio turno alla francese”. L’impossibilità di avere dibattiti anche su questi temi. L’esempio di distorsione informativa sui “radicali decisivi” per salvare Cosentino. “Nessun altro ha fatto notare, a livello audiovisivo, che mancavano 45-50 voti all’appello. Su questo nemmeno Roberto (Saviano) ti ha sentito o potuto sentire”. La situazione del Terzo Polo e la posizione di Gianfranco Fini sui Radicali
    18:32 Durata: 10 min 10 sec
  • Pannella: “Questo commissariamento è stato felice perché Monti sicuramente ci ha salvati da una esplosione di default che probabilmente sarebbe già accaduta”. “Quello che mi pareva importante è che l’opera annunciata da Monti poteva avere una prospettiva chiara importante se costituiva il traino per una Europa diversa da questa, intergovernativa, e quindi anche una Italia diversa, ma invece nel momento in cui lui afferma in maniera così reciso una cosa – dicendo: ‘Il manifesto di Ventotene? Ma figurarsi! Son convinto che non avremo mai gli Stati Uniti d’Europa’...”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sull’intervista di Monti ripubblicata da Repubblica e il passaggio sull’Europa. La “ragion politica” scalfariana. “Io sono convinto che il governo Monti, dovuto a situazioni internazionali, ha permesso al Presidente della Repubblica, in una Repubblica anticostituzionale, di comportarsi commissariando il regime”. “Sapendo di essere il più capace di tutti loro, ha commissariato, con arte ha fatto Monti senatore a vita ed è riuscito ad imporsi a quella tendenza di rifare l’unità nazionale con Maroni, Alfano, Casini, e – diceva Letti jr. - Bersani. A questo punto questo commissariamento è stato felice perché questa cosa Monti sicuramente ci ha salvati da una esplosione di default che probabilmente sarebbe già accaduta”. “Quando oggi leggo che Monti è antifederalista, intanto ho una puntina di ammirazione, perché lui lo ha detto in una intervista in Germania. Certo, come dice Barbara Spinelli, lo avrà fatto per acquisire simpatie o tolleranza da parte di una casta politica prevalente in Germania che è ‘Deutschland uber alles’. E’ un ceto dirigente che si è unito con il mito dell’unificazione tedesca e non con quello dell’unificazione europea”. “Quello che mi pareva importante è che l’opera annunciata da Monti poteva avere una prospettiva chiara importante se costituiva il traino per una Europa diversa da questa, intergovernativa, e quindi anche una Italia diversa, ma nel momento in cui lui afferma in maniera così reciso una cosa – dicendo: ‘Ventotene? Ma figurarsi! Non avremo mai gli Stati Uniti d’Europa’ – e gli amici cercano di correggere quelli che possono apparire degli eccessi, Repubblica infatti lo ha censurato perché Monti l’ha sparata grossa. E sono lieto che Barbara ha trovato uno spazietto per dire quello che Scalfari e altri non gli permettevano di dire”. Il parallelo con Giuliano Ferrara: “Per lui è peste antropologica la posizione liberale, la riforma liberale, o quella del passaggio dal potere assoluto al potere costituzionale"
    18:42 Durata: 10 min 41 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Gli appuntamenti dei Radicali organizzati in settimana. Pannella: “Abbiamo il problema concreto del nostro segretario del Partito radicale transnazionale (Demba Traore) che non riusciamo a farlo venire a Roma”. Il mancato sostegno ai Radicali da parte dei privati, dei cosiddetti “poteri forti”. Le dichiarazioni del Presidente di Radicali italiani, Viale. Il leader radicale conclude con un appello: “Amnistia, amnistia, amnistia, per la salvezza democratica e legalitaria del nostro Paese e non solo!”
    18:53 Durata: 7 min 37 sec