05 FEB 2012
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:07 Durata: 1 ora 56 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 5 febbraio 2012 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 56 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    Già direttore di Radio Radicale Marco Pannella in collegamento da Fonni, in provincia di Nuoro. I temi radicali all’ordine del giorno del dibattito politico, dal finanziamento pubblico ai partiti all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori
    17:07 Durata: 1 min 28 sec
  • Sul finanziamento della politica, per Marco Pannella “il principio sul quale ci siamo sempre mossi è: servizio al cittadino – e quindi a tutti - per potere esercitare, dare un contributo e partecipare al gioco democratico, quindi servizi pubblici davvero, mentre oggi si chiama ‘Servizio pubblico’ quello di Santoro. I partiti si autofinanziano, con la pubblicità, un po’ come in America. D’altronde sappiamo che una delle componenti del successo di Obama è stata quando l’online si è scatenato costituendo una buona parte dei contributi che andava ricevendo”.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: “Alla fine, sulla stampa stampata, qualche citazione dei Radicali c’è stata, ma nulla di più. Ma nel mezzo di trasmissione di massa, su quelli – che sia La7, Minoli, La14 o La21 o tutti quanti – nemmeno per inciso, tranne una lunga serata che hanno fatto con Francesco (Rutelli, ndr). Potevano tendere a sputtanarlo, ricordando: ‘Ma lei, Pannella…’, invece no, perché altrimenti bisognava nominare Pannella”. “In realtà sono costretti – comprendiamolo – a fare ignorare la storia ufficiale e unanime di questo cinquantennio. Non possono parlare della storia del finanziamento pubblico ai partiti, non possono parlare dei referendum. L’unica cosa che viene fuori, anche dal bravissimo e promossissimo Nichi Vendola, è ‘Elezioni subito! Elezioni subito!’. Le ‘elezioni subito’ è quello che fanno in Azerbaijan o da Putin, dove sanno già come andranno le elezioni, e in effetti loro credono di sapere come andranno in base ai dati che forniamo noi sull’ascolto che il regime ha deciso di distribuire”. Sul finanziamento della politica, “il principio sul quale ci siamo sempre mossi è: servizio al cittadino – e quindi a tutti - per potere esercitare, dare un contributo e partecipare al gioco democratico, quindi servizi pubblici davvero, mentre oggi si chiama ‘Servizio pubblico’ quello di Santoro. I partiti si autofinanziano, con la pubblicità, un po’ come in America. D’altronde sappiamo che una delle componenti del successo di Obama è stata quando l’online si è scatenato costituendo una buona parte dei contributi che andava ricevendo”. L’esempio dei referendum radicali in materia e il problema è che “gli italiani su questo non devono sapere nulla, anche i politici non devono ricordarsi nulla”
    17:08 Durata: 9 min 53 sec
  • Sulla responsabilità civile dei magistrati: “La mia impressione è che si cerchi di rifare il gioco: da una parte c’è la minoranza dei ladri che cerca di vendicarsi della magistratura pulita, e questi sono berlusconiani e naturalmente Radicali.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il tradimento dei referendum radicali sulla giustizia e il caso dell’emendamento sulla responsabilità civile dei giudici: “Io condivido assolutamente il fatto che dinnanzi a questo malfamato e vincente emendamento noi ci pronunciassimo in maniera diversa… Ma si è tentato anche di farlo notare per tempo, solo che Fini ha accettato l’emendamento così com’è. E’ vero che il richiamo alla posizione europea, che è pertinente e giusto nella sostanza, il leghista ha sostenuto che lì c’è scritto che devono pagare i magistrati. No, lì c’è scritto che deve pagare lo Stato, che poi dovrà - come in tutti gli altri Paesi - rivalersi sul magistrato. Quindi questa sarà una cosa che sicuramente al Senato…”. Le solite distorsioni sul ruolo dei Radicali in questo voto parlamentare, da attendersi anche in occasione del voto al Senato. “La mia impressione è che si cerchi di rifare il gioco: da una parte c’è la minoranza dei ladri che cerca di vendicarsi della magistratura pulita, e questi sono berlusconiani e naturalmente Radicali. Io però credo che se adesso riusciremo a fare il nostro lavoro d’informazione, andando per esempio alle manifestazioni degli incavolati… L’altra volta abbiamo fatto informazione; è bastato che noi fornissimo la voce e la parola agli ‘indignati’ seri, perché non si parlasse più di Black block o di chi era stato cattivo e irresponsabile in quella storia”. L’articolo dell’Espresso sulla gestione dei soldi dei Radicali e la smentita di Maurizio Turco
    17:18 Durata: 10 min 19 sec
  • “Non è che noi facemmo dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori un totem. Dicemmo: sentite, i pochi dati che ci sono ci dicono che tutti i dipendenti, nel momento in cui sono messi in condizione di decidere se vogliono il reintegro o il risarcimento - dicevo allora al grande difensore dei diritti umani che noi volevamo abolire e futuro rivoluzionario Cofferati - l’82 per cento preferiva il risarcimento”. “Anche Monti ha avuto il coraggio di dire ‘né totem, né tabù’.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il dibattito sull’articolo 18 sullo Statuto dei lavoratori. “Quando noi abbiamo preso iniziativa in proposito, non sapevamo nemmeno – noi – che uno che doveva pagare questo sacrilegio con la vita, Biagi, in fondo stava lavorando nella stessa direzione. E ci sono i precedenti di quelli che si occupavano più o meno delle stesse cose gambizzati o assassinati. Tanto è vero che io ho anche detto di stare attenti: che il ministro del Lavoro e Ichino è bene che siano vigilati, perché dei precedenti ci sono. Non è che noi facemmo di quello un totem. Dicemmo: sentite, i pochi dati che ci sono ci dicono che tutti i dipendenti, nel momento in cui sono messi in condizione di decidere se vogliono il reintegro o il risarcimento - dicevo allora al grande difensore dei diritti umani che noi volevamo abolire e futuro rivoluzionario Cofferati - l’82 per cento preferiva il risarcimento”. “Anche Monti ha avuto il coraggio di dire ‘né totem, né tabù’. Noi per esempio avemmo quella proposta, non evocata, perché su queste cose l’ufficio studi della Confindustria fa ribrezzo. Quando noi avemmo quella campagna, che era falsificata, la Confindustria su quel referendum sull’articolo 18 non accettò nemmeno di fare una mezza pagina pubblicitaria, e nell’ultimo numero utile ne parlò a pagina 21 o 23”. “Noi oggi diciamo: perché non portiamo da 15 a 30 la soglia di applicazione dell’articolo 18, a titolo d’esperimento? Nel progetto di legge si dice ‘a titolo d’esperimento, per tre anni’. Per vedere se, come alcuni affermano, è vero che molte delle imprese si fermano a 13-14 dipendenti e fermano anche le loro attività, perché se superano i 15 hanno timore. Io non so quanto ciò sia vero, perché su questo anche l’Eurispes, con rispetto parlando, non approfondisce, e nessuno approfondisce. Allora diciamo: perché non dobbiamo verificare se sono tanto poche le imprese che potendo svilupparsi, stando in buone condizioni, poi però fanno una cosa auto-malthusiana per non andare oltre i 15 dipendenti? Si tratta di tenere presente il rischio d’impresa, testualmente, di vedere se portando a 30 la soglia che oggi è a 15 si possano avere molte assunzioni e di conseguenza pochi licenziamenti”. “Prendiamo atto che dell’articolo 18 – venuto dal nostro referendum - è un dato oggettivo che non siamo stati noi a rilanciarlo, è un dato oggettivo che questo governo debba ripetere fino alla noia che non si tratta di un totem e di un tabù, ma che bisogna parlarne. E su questo vediamo di nuovo digrignare i denti di Angeletti, di Bonanni, che sono più duri della Camusso, insomma si rivede l’unità sindacale”. L’ipotesi di mediazione con un contratto per cui solo i primi tre anni siano esenti da articolo 18: “E’ già una cosa. I tre anni vuol dire anche l’anno e mezzo, perché vedi qual è la dinamica che si crea e constati. E poi ci sarà poco da stare a discutere sull’interpretazione. Se accade che abbiamo da imprese che sono state tradizionalmente sotto i 15, e magari per fare questo licenziano, se per caso invece puntano a un fatto essenziale, alla crescita della microimpresa italiana, allora è un elemento di importanza estrema”. Il caso della riforma delle pensioni: “Abbiamo un altro progetto che riguarda le pensioni, e che è firmato da Ichino e Cazzola, con il relatore della Commissione che è d’accordo su questo”. L’insistenza di Pannella anche con Berlusconi su questo progetto di legge. “Anche lì c’è un periodo di prova, perché questo è un metodo”
    17:28 Durata: 13 min 32 sec
  • La battaglia per l’amnistia come riforma della giustizia: “La cosa incredibile è che il Presidente della Repubblica, europeo com’è, garante della Costituzione, ha un obbligo – visto che è il Parlamento che decide – ed è il messaggio per dirgli che la legalità stessa del nostro Paese esige e impone una soluzione: amnistia o un’altra, ma non altre dodici che piano piano addolciscano la situazione”. “Lui deve fare il messaggio per ricordare che siamo sotto accusa per flagranza di reato per violazione dei diritti umani”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La battaglia sulla giustizia e l’amnistia. “Va malissimo. Perché lì il problema non è quello dell’affollamento carcerario, non è il problema della giustizia che è lenta. Il problema è che siamo il Paese più condannato, più della Turchia se teniamo presenti gli ultimi trent’anni”, da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu). “Abbiamo un primato mondiale”. “Dice però la ministra: ‘No, il problema è quello…’ e ti elenca una serie di cose da fare da 10-15 anni che non si sono mai fatte che comunque portano a una diminuzione minima di tempo dei processi. Ma qui il Governo, forse per ingenuità, commette tatticamente un altro errore, perché dice: ‘Sta al Parlamento decidere’. E poi la ministra dice: ‘Se il Parlamento decide, noi non ci opporremo’. Grazie alle pera! Se il Parlamento, a due terzi, piglia – su nostra iniziativa - e approva l’amnistia…”. Il problema è che finora si è scelta, al posto dell’amnistia, “la prescrizione annuale” di decine di migliaia di processi. “Mentre nel procedimento d’amnistia, alcuni diritti per la vittima restano. Con la prescrizione no. Cosa vuol dire però? Mi dispiace, lo devo dire a Monti e al Presidente della Repubblica: la responsabilità non è del Parlamento, o dei partiti. Se ci fosse un po’ di democrazia, tre dibattiti di fronte a 6-7 milioni di ascoltatori, a pari tempo con i sostenitori della tesi opposta, mi basterebbero per avere di nuovo potenzialmente il 90 per cento dei consensi se ci fosse un referendum. La cosa incredibile è che il Presidente della Repubblica, europeo com’è, garante della Costituzione, ha un obbligo – visto che è il Parlamento che decide – ed è il messaggio per dirgli che la legalità stessa del nostro Paese esige e impone una soluzione: amnistia o un’altra, ma non altre dodici che piano piano addolciscano la situazione”. “Lui deve fare il messaggio per ricordare che siamo sotto accusa per flagranza di reato per violazione dei diritti umani”. “Se ci fossero tre grandi dibattiti su questo in tre mesi, ci sarebbe il 90 per cento dei ‘sì’ per questo, e nemmeno la suprema cupola partitocratica potrebbe impedirlo perché ormai – diciamolo – se uno parla della giurisprudenza della Corte costituzionale suscita sarcasmo e vomito, perché la giurisprudenza non c’è ma c’è il caso per caso a seconda dei servigi di convenienza. Il Presidente è bene che faccia il garante del diritto e non il bravissimo Presidente del Consiglio ombra”
    17:42 Durata: 12 min 26 sec
  • Pannella: “Il buon Monti, quando ha detto che ‘lo stesso posto è monotono’, bastava che dicesse: ‘Volevo dire che lo stesso posto per la vita intera è monotono’, cioè bisogna cambiare posto e averne di migliori. Invece non ha saputo difendersi a posteriori e si è scusato. Invece doveva dire che lo stesso posto per tutta la vita vuol dire che non c’è mercato, non c’è possibilità di crescere, di avere a che fare con un mondo retrostante il lavoro che crea, si rivoluziona e diventa più vario”. “La realtà è che la partitocrazia ha portato al default, seppure non formale. Noi negli anni Ottanta dicevamo: siete dei bancarottiereri! Lo dicevamo a partire dal debito pubblico crescente”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Il buon Monti, quando ha detto che ‘lo stesso posto è monotono’, bastava che dicesse: ‘Volevo dire che lo stesso posto per la vita intera è monotono’, cioè bisogna cambiare posto e averne di migliori. Invece non ha saputo difendersi a posteriori e si è scusato. Invece doveva dire che lo stesso posto per tutta la vita vuol dire che non c’è mercato, non c’è possibilità di crescere, di avere a che fare con un mondo retrostante il lavoro che crea, si rivoluziona e diventa più vario. In Italia abbiamo le più alte percentuali di proprietà immobiliare d’Europa. Siamo dei poveracci, e però perché devi stare lì? Perché lì c’hai la casa, magari piccola, devi portare il figlio a scuola vicino casa, poi ci sono i parenti…”. Quanto al dibattito sulla legge elettorale: “Io credo che questi stanno nella ricerca, intellettualmente disperata, di qualcosa che faccia sopravvivere il loro regime. Una serie di circostanze internazionali e anche la grande abilità del Presidente della Repubblica hanno fatto sì che Berlusconi si convincesse a farsi da parte, quegli altri si convincessero a non pretendere subito le elezioni con il grande schieramento di Vasto”. “La realtà è che la partitocrazia ha portato al default, seppure non formale. Noi negli anni Ottanta dicevamo: siete dei bancarottiereri! Lo dicevamo a partire dal debito pubblico crescente. E avete indotto l’Europa del dopo Maastricht a essere complice nel momento in cui il debito pubblico, il cui tetto massimo era fissato al 60 per cento del pil, voi italiani con la peste italiana siete riusciti a non mettere sanzioni, e lì Ciampi ha sottovalutato il problema disastroso che stavamo causando. Ovvero si fa l’euro, e poi si accetta che le regole minime – che erano il 3 e 60 per cento – fossero ridicolizzate, e continuano ad esserlo”. Le differenze tra la tradizione radicale e quella di riferimento del Presidente della Repubblica Napolitano: il caso dei dissidenti sovietici. “Lei Presidente ha l’obbligo di fare quelle interlocuzioni e quegli atti che sono fissati dalla Costituzione. A Silvio Berlusconi lei una volta ha detto: ‘Guardi, Berlusconi, non è l’unico che sa parlare alla gente’. E devo dire che il Presidente glielo ha dimostrato che non era l’unico, tanto è vero che per il momento…anche se non dobbiamo sottovalutare qualche fischio che, in questa unanimità, inizia a venire fuori”
    17:54 Durata: 11 min 11 sec
  • La partecipazione di Pannella alla scuola politica organizzata da Roberto Deriu, presidente della Provincia di Nuoro

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella sulla sua trasferta in Sardegna: “Parliamo del Presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu, di espressione diciamo democratico-cristiana ma sicuramente anche cattolico liberale, che quest’anno per il sesto anno tiene qui a Fonni una scuola politica. Ha voluto invitarci, sicché abbiamo potuto contattare una cinquantina di ragazzi, perlopiù democratici, un terzo o quarto di loro presenti per la prima volta, altri essendo sindaci di piccolissimi paesi e non solo della Barbagia o giovani del Pd di Sardegna, e docenti universitari sempre scelti in un’area non dell’ufficialità ma dell’ufficiosità democratica e per un minimo singolare. La cosa è andata in modo abbastanza informale. Abbiamo avuto un problema, io dico ‘grazie ad Alitalia’. Avevano previsto ‘ghiaccio dappertutto’, e infatti spiegavano che il ghiaccio non è solo quello sulle piste ma anche all’interno dei meccanismi degli apparecchi. Sicché credo che diversi equipaggi che dovevano partire alle 7, gli si era detto: ‘Guardate, potete dormire un po’ di più perché tanto il ghiaccio...’ E’ successo che a Roma poi invece avevamo il sole, a Napoli avevamo il sole, e quindi la mancanza di ghiaccio li ha messi in crisi”
    18:05 Durata: 8 min 2 sec
  • Pannella: “E’ questo il problema del governo dei tecnici: riuscirà innanzi a una partitocrazia, con l’aiuto perfino della sindacatocrazia, che vuole seppellire come una parentesi questo governo diciamo a-partitico e in qualche misura meno partitocratico per quanto gli è permesso? E’ una chance per l’Europa, oltre che per noi”. “Monti e gli altri non sanno praticamente nulla di noi; non sanno delle nostre battaglie sul debito pubblico, non sanno dell’articolo 18 e quindi non sanno fare tesoro del nostro apporto. Perché non c’è democrazia, non c’è dibattito pubblico, non c’è contraddittorio”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella sulla proposta di riattivare le camere di sicurezza come “alternativa positiva al carcere per le porte girevoli: era una cosa senza capo né coda. Ma la responsabilità delle istituzioni è oggi quella di stampo nazista o stalinista o fascista”. “Dove c’è strage di diritto c’è strage di popoli. Presidente Napolitano, è bene da esserci attenti alla lettera. Perché lei sta esercitando il potere politico. Dobbiamo ringraziarla perché se restavano quelli di Enrico Letta di destra o di sinistra, veniva fuori quello che avevamo previsto: facevamo default già da tempo. Però se il costo della sua sapienza politica dobbiamo pagarlo con la sua rinuncia a tutelare la legge e i diritti umani, le dico che questo prezzo, nella storia, quando si è pagato sono avvenute le pagine più tragiche dell’umanità contemporanea”. “E’ questo il problema del governo dei tecnici: riuscirà innanzi a una partitocrazia, con l’aiuto perfino della sindacatocrazia, che vuole seppellire come una parentesi questo governo diciamo a-partitico e in qualche misura meno partitocratico per quanto gli è permesso? E’ una chance per l’Europa, oltre che per noi. Dobbiamo però perdonare un mucchio di errori anche tecnici che politicanti sapienti di governi all’italiana eviterebbero. Torno a dire: quando a un certo punto la ministra della Giustizia dice ‘se però il Parlamento stabilirà, non mi opporrò all’amnistia’. Certo, come si può opporre a due terzi del Parlamento? Ma questo è il prezzo della novità; questi sono professori che nella maggioranza hanno esercitato governo di istituzioni, private o pubbliche, diciamo che sono anche persone che hanno esperienza di governo delle istituzioni e di conoscenza della realtà europea e italiana. Quindi credo che dovrebbero comprendere che i suggerimenti storici radicali la democrazia che non c’è non glieli può offrire. Monti e gli altri non sanno praticamente nulla di noi; non sanno delle nostre battaglie sul debito pubblico, non sanno dell’articolo 18 e quindi non sanno fare tesoro del nostro apporto. Perché non c’è democrazia, non c’è dibattito pubblico, non c’è contraddittorio”. Il trattamento censorio dei Radicali da parte di La7
    18:13 Durata: 10 min 21 sec
  • L’opposizione alla laurea ad honorem a Gheddafi offerta dall’Università di Sassari, con l’opposizione – tra i primi – proprio di Roberto Deriu, presidente della Provincia di Nuoro: “Da Nuoro avemmo una presenza spontanea organizzata, e i ragazzi che sono venuti a questa scuola mi parevano riconoscere tutti il valore di questo episodio”. “Noi tentammo pure di intervenire nello scontro ineguale tra Soru e Cappellacci, dandogli i dati dai quali emergeva che Cappellacci con il Presidente del Consiglio di fianco aveva 100 ore di trasmissione e Soru aveva un po’ di online. Glielo mandai a dire, però il Partito gli disse – credo –: ‘Con i Radicali no’, e si riuscì a perdere quella campagna elettorale”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sull’incontro in Sardegna. “Io sono tornato qui dopo molto tempo, ma cioè dopo battaglie che un po’ si ricordano. Ho trovato notizie – grazie davvero alla personalità ufficiale, in quanto presidente della Provincia – ci sono cose che emergono rispetto a cose dimenticate che i sardi giovani non conoscono: Ichnusa, lo stagno di Cabras, noi che andiamo in modo determinante a Capo Teulada e facciamo scoppiare un problema enorme mandando all’aria un piano della Nato. C’è tutta una storia”. L’opposizione alla laurea ad honorem a Gheddafi offerta dall’Università di Sassari, con l’opposizione – tra i primi – proprio di Roberto Deriu: “Da Nuoro avemmo una presenza spontanea organizzata, e i ragazzi che sono venuti a questa scuola mi parevano riconoscere tutti il valore di questo episodio”. “Noi tentammo di intervenire nello scontro ineguale tra Soru e Cappellacci, dandogli i dati dai quali emergeva che Cappellacci con il Presidente del Consiglio di fianco aveva 100 ore di trasmissione e Soru aveva un po’ di online. Glielo mandai a dire, però il Partito gli disse – credo –: ‘Con i Radicali no’, e si riuscì a perdere quella campagna elettorale, pur essendo Soru una persona sotto molti punti di vista singolare e alla quale si poteva fare fiducia”. “Dovremmo stare molto più attenti a questa realtà sarda: noi sappiamo che Cagliari è stata quasi sempre almeno la seconda città in Italia per percentuali di voto radicale. Forse una spiegazione, non totale, è che io non conosco una regione d’Italia nella quale Radio Radicale si sente come in Sardegna”. L’intervento di Rita Bernardini, deputata radicale, dopo la visita al carcere Badu’E Carros di Nuoro. La situazione del decreto “svuota carceri”: “E’ già in vigore, essendo un decreto legge. Moltissimi detenuti erano vicini al fine pena, avevano fatto la domanda già con la Legge 199 e il magistrato di sorveglianza gliel’aveva rifiutata per ‘pericolosità sociale’. Ora io dico: questi tra quattro mesi, quando saranno liberati, saranno pericolosi o no socialmente?”. Pannella: “Sono pericolosi quelli che li trattano in questo modo”. Bernardini: “Il magistrato dice ‘no’ a persone che usciranno comunque tra quattro mesi perché hanno finito la loro pena”
    18:24 Durata: 17 min 9 sec
  • Pannella: “I giornali hanno fatto male: Monti si può e si deve appoggiare senza bisogno di aiutarlo oscurando delle cose che non vanno. Monti ha dichiarato ufficialmente a un quotidiano tedesco, alla domanda ‘Ma allora gli Stati Uniti d’Europa?’: ‘Quelli non si faranno mai, anche perché non si capisce chi ne può avere bisogno’. Questa espressione avrebbe meritato un po’ più di considerazione di quella sulla monotonia del posto fisso”. “Noi abbiamo un’Europa che si sta disfacendo perché non è Stati Uniti d’Europa”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La situazione della galassia radicale e il riferimento al neo eletto segretario del Partito radicale nonviolento, transnazionale e transpartito, Demba Traore. “Mi devo incolpare di responsabilità, perché per esempio non ho pensato una sorta di borsa di studio per ragioni quasi pubbliche… Magari stabilirò un contatto con il tesoriere della Lega, che mi pare si chiami Belsito: se un po’ di roba che ha in Tanzania me la presta. E lo stesso a Lusi se un tantino della roba che non si è capito dove sta, a noi serve un centesimo di quella roba. Ne possiamo fare tesoro per assicurare, anche alla Sardegna, un ‘moro’ tra gli esponenti della politica del nostro Paese”. La situazione europea: “Sono convinto che in merito ad alcune affermazioni di Juncker, il lussemburghese che assicura questa importante funzione europea, Monti può intervenire ufficialmente perché abbia una visione un po’ diversa della realtà anche italiana. I giornali hanno fatto male: Monti si può e si deve appoggiare senza bisogno di aiutarlo oscurando delle cose che non vanno. Monti ha dichiarato ufficialmente a un quotidiano tedesco, alla domanda ‘Ma allora gli Stati Uniti d’Europa?’: ‘Quelli non si faranno mai, anche perché non si capisce chi ne può avere bisogno’. Questa espressione avrebbe meritato un po’ più di considerazione di quella sulla monotonia del posto fisso”. “Noi abbiamo un’Europa che si sta disfacendo perché non è Stati Uniti d’Europa”
    18:41 Durata: 11 min 38 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Lo stato della democrazia in Medio oriente e in Israele. “Chiediamo una risposta alla nostra affermazione: esiste una condizione di flagranza di comportamento di natura criminale del nostro Stato. La giustizia europea da 30 anni ce l’ha sottolineato. Ce lo ingiunge parlando di ‘obbligo’, non di dovere, di ottemperare a questo. Noi abbiamo dato una proposta, quella di una amnistia per amnistiare il comportamento criminale della Repubblica e dello Stato. Noi abbiamo sempre detto che riducendo da 5 milioni di procedimenti penali a 500-600 mila, abbiamo già una riforma strutturale enorme”, liberandosi tra l’altro in questo modo molte “energie umane, finanziarie, tecnologiche che abbiamo a disposizione”
    18:52 Durata: 10 min 34 sec