04 MAR 2012
rubriche

Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 22:00 Durata: 2 ore 1 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella" di domenica 4 marzo 2012 condotta da Valter Vecellio che in questa puntata ha ospitato Valter Vecellio (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Sergio Scandura (giornalista, corrispondente di Radio Radicale).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 1 minuto.

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  • Introduzione

    Valter Vecellio

    giornalista

    Direttore di Notizie Radicali e Membro della Direzione di Radicali Italiani La conversazione è iniziata più tardi del solito, alle 22, per una missione di Marco Pannella a Bruxelles e a Bucarest. Le prime intese tra partiti sulle riforme istituzionali. Il dibattito sulla Tav. Le primarie del Partito democratico a Palermo. La questione della giustizia e quella delle carceri
    22:00 Durata: 3 min 32 sec
  • La presentazione a Bruxelles del nuovo segretario del Partito radicale transnazionale, Demba Traore. La rivalutazione del termine "comune"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella inizia chiosando il ritardo con cui è iniziata la conversazione: “Per anni l’orario della conversazione era dalle 22 alle 24, e per questo io la chiamavo la serie di ‘buonanotte compagno’”. A Bruxelles “un primo atto ufficiale di presentazione del nostro segretario generale, Demba Traore. L’abbiamo fatto in poche ore essendo ricevuti e discutendo con l’ambasciatore italiano presso l’Unione europea, e devo dire che è stato un incontro molto serio di cui diamo atto e ringraziamo l’ambasciatore Nelli Feroci che conosciamo da tempo”. Il compleanno di Sergio Stanzani e gli auguri in teleconferenza da Bruxelles: “In questo collegamento tra Torre Argentina e la sede di Non c’è Pace senza Giustizia dove lavoravamo a Bruxelles, abbiamo avuto una prima riprova: si stappavano bottiglie di champagne, credo una o due da una parte e dall’altra, e nel momento in cui stavamo libando per fare gli auguri a Sergio, ci siamo accorti che Demba brindava non con lo champagne, ma con un succo di frutta. La spiegazione è semplice: essendo un musulmano credente, praticante e laicissimo, non ha fatto l’eccezione. La cosa è proseguita perché il giorno dopo avevamo una riunione con Demba Traore, ma verso le 12 Demba si è scusato dicendo che doveva rientrare un po’ in albergo. Poi ci è venuta l’idea, e lui ce l’ha confermata: era venerdì, e venerdì è la domenica dei cristiani e il sabato degli ebrei, quindi era andato in albergo a fare la sua preghiera rivolto alla Mecca. Anche questo va segnalato, perché sono quegli episodi minimi che ci ricordano obiettivi e realtà radicali massimi, cioè quelli che avranno maggiore durata di sicuro”. “Sappiamo che in genere finiamo proprio in questi casi per incontrare il popolo, la gente, in una situazione nella quale dovunque gli obiettivi che di volta in volta ci diamo hanno una caratteristica: sono in genere obiettivi di grande ragionevolezza, e potremmo anche dire obiettivi naturalmente riconosciuti come propri dalla gente. E’ lì che io da un po’ di tempo ricordo una cosa strana a livello semantico, sul termine ‘comune’. Adesso si dice spesso ‘quella roba è roba comune’ (con fare spregiativo, ndr). E’ interessante perché fino a un secolo fa e anche meno, quando si diceva ‘comune’ si pensava ai ‘comuni’, ovvero una pagina di storia importante per l’Italia e non solo. Quando c’è stato bisogno di dare nomi a nuove utopie, si è scelto il termine ‘comunismo’. Io direi che quello che credo che noi abbiamo come connotato storico è che siamo persone ‘comuni’. Io stesso ritengo di esserlo”. Il “presupposto che si formano, in realtà proprio a livello biologico, momenti nei quali i popoli non sono populisti, quando magari proprio la ‘politica’ tra virgolette ritiene di salvarsi con i populismi vari, e questi popoli sono di straordinaria ragionevolezza”. Ancora sul “moro” Demba Traore e sull’opposizione radicale alla laurea honoris causa al dittatore Gheddafi da parte di un’università sarda. “Chiudo questo lungo inciso per dire che l’elemento ‘comune’ va rivalutato. I ‘comuni’, la ‘vita in comune’ e altro, diciamo che noi apparteniamo un po’ a questa sottospecie animale e umana della quale credo esprimiamo anche quello che la scienza, parlandoci di Dna, di eventi e di iscrizioni nella nostra corteccia cerebrale degli eventi prevalenti e importanti che vengono vissuti in varie epoche e dopo 4-5 generazioni possiamo avere queste fette della specie umana… Quello che poi Vico chiamava i ‘corsi e ricorsi della storia’”. La banalità del male che “si ripropone in genere indossando gli abiti di coloro che hanno battuto il male, si ripropone con l’antifascismo fascista, contro l’antifascismo liberare che aveva battuto le tragedie del secolo scorso, ovvero le grandi utopie del welfare senza libertà e senza diritto”
    22:03 Durata: 15 min 53 sec
  • La questione giustizia e carceri. Pannella: "Al Presidente della Repubblica, devo sottolineargli che già trenta o quaranta anni fa c’era una differenza tra di noi: noi andavamo anche nelle galere dell’impero sovietico per difendere i suicidati, i morti, gli assassinati; invece lui comunista aveva assunto una posizione per la quale la speranza della rivoluzione gli imponeva di ritenere che questi fenomeni gravi e dolorosi” fossero ammissibili. “Oggi mi pare che il Presidente abbia la stessa posizione rispetto ai suicidati italiani, che siano detenuti di tutto il mondo o che siano i direttori delle carceri, polizia penitenziaria o volontariato”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Calogero Navarra , Segretario regionale siciliano del SAPPE, e le posizioni dei sindacalisti della polizia carceraria. “Direi che è un sindacalista che sembrerebbe fare tesoro, anche lui come molti dirigenti delle carceri, del processo Eichmann. Eichmann, lo dico per i più giovani o per i più anziani che come me non hanno la memoria a posto, uno dei principali direttori dei massacri della Shoah e che si è presentato con questa banalità, dimostrando nel processo che lui era stato semplicemente un fedele esecutore delle leggi e delle norme dello Stato”. Il “comportamento criminale” dello Stato italiano sulle carceri e i “candidati Eichmann” tra gli operatori petinenziari che dicono di voler essere “servitori dello Stato, ma aggiungono ‘servitori dello Stato quale la Costituzione impone’, e quindi non come Eichmann o gli altri”. Il dibattito con un altro sindacalista come Felice Romano, “che stimo davvero molto”: “Lui, servitore dello Stato e di un organismo come il Siulp che ha visto crescere in modo patente e invidiabile la coscienza democratica e culturale, aveva il riflesso di rendere omaggio al Presidente della Repubblica in questo casino immondo che è la realtà tecnicamente criminale dello Stato italiano, da 30 anni condannato dalla giurisdizione italiana”. “Invece gli ho risposto che, proprio per rispetto al Presidente della Repubblica, ritenevo di dovere dare un apporto diverso. Mentre Felice Romano sottolineava il carattere positivo della Presidenza della Repubblica anche applicato alla voce terrorizzante e tecnicamente criminale dello Stato non di diritto italiano”, Pannella preferisce “sottolineare al Presidente della Repubblica: guarda che oggi sei indotto dalle circostanze, globali o mondiali, a dare manifestamente un apporto improprio come Presidente della Repubblica italiana che invece sarebbe garante della Costituzione e del diritto, e non - come spesso veniva ripetuto - arbitro fra le parti politiche’. Al Presidente della Repubblica, devo sottolineargli, sperando che questo possa essergli prezioso, che già trenta o quaranta anni fa c’era una differenza tra di noi: noi andavamo anche nelle galere dell’impero sovietico per difendere i suicidati, i morti, gli assassinati (a quel tempo dicevo ‘Mosca delenda est’); invece lui comunista aveva assunto una posizione per la quale la speranza della rivoluzione gli imponeva di ritenere che questi fenomeni gravi e dolorosi” fossero ammissibili. “Oggi mi pare che il Presidente abbia la stessa posizione rispetto ai suicidati italiani, che siano detenuti di tutto il mondo o che siano i direttori delle carceri, polizia penitenziaria o volontariato”. “Al Presidente della Repubblica gli devo, e lo rivendico, ricordare questa cosa: un Presidente della Repubblica non può come ognuno di noi cedere alle circostanze; lui ha parlato di una ‘prepotente urgenza’, ed era quella della riforma della giustizia e delle carceri, ma da quel momento lui si è occupato mirabilmente – ma anche al di là della Costituzione - con opere da manuale: prende Monti lo fa senatore di diritto, per poterlo fare presidente del Consiglio, mentre sul piano del diritto e della giustizia si è allineato a questa posizione indecente, umiliante, secondo la quale non esisterebbero ‘le condizioni’ per uscire da questa situazione criminale nella quale ci troviamo come Stato”
    22:19 Durata: 12 min 7 sec
  • Il governo tecnico come "positivo incidente della partitocrazia". Se non ci fosse stato questo incidente, "se quella unità nazionale che si preparava fosse scattata, credo che saremmo andati in default molto prima della Grecia, in 5 giorni andavamo in default". Il Monti "non federalista europeo" e i rischi del ritorno partitocratico

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I suicidi degli imprenditori: “È normale, ho detto: si suicidano i piccoli imprenditori perché devono licenziare o chiudere la loro azienda perché lo Stato che non dà loro il denaro che gli deve dare. Per questo dico 'strage di diritto e di popoli'. Se a tutto questo aggiungiamo quanto accade con amianto, polveri sottili, le cose evocate con una mirabile lotta militante in Basilicata" da Maurizio Bolognetti. "Riuscire a scoprire la verità, di quanti sono gli interventi dell’Eni sulla Basilicata, di quanti sono a Taranto anche se di Taranto dovrebbe occuparsene Nichi Vendola, ma lui ha da narrare altre cose e di queste non se n'è mai occupato, quindi non può narrarle. Il più bel acquedotto d’Europa, l'acquedotto pugliese: è Bolognetti che sottolinea che le acque che vi arrivano gravemente inquinate dalla Basilicata; Nichi non se ne era mai accorto". Il governo tecnico come "positivo incidente della partitocrazia". Se non ci fosse stato questo incidente, "se quella unità nazionale che si preparava fosse scattata, credo che saremmo andati in default molto prima della Grecia, in 5 giorni andavamo in default". "C'è una possibilità quindi che questo torni a liberare anche dal potere partitocratico antidemocratico e anti costituzionale il nostro paese. E' indubbio che i tecnici hanno grande valore perché in maggioranza si sono formati non solo a livello della nostra provincia, hanno esperienze di governo o no che non sono di territorio unicamente italiano. La peste italiana li ha visti in qualche misura immuni. Però la maggiore esperienza della partitocrazia, con un Monti che candidamente dichiara di non essere federalista europeo", può pur sempre prevalere. "Noi abbiamo firmato un presa di posizione fra 12 Paesi dei 27 dell’Unione europea, e sono proprio i Paesi che sono stati strutturalmente immuni dall’europeismo, non necessariamente federalista, del Dopoguerra". "Contemporaneamente la partitocrazia ci comunica che per essere più sicura di potere durare, ha bisogno di avere il sistema anglosassone di Stato presidenziale. Ma dando al Presidente del Consiglio i potere del Premier, che è eletto in modo uninominale e diretto in America, anche in Inghilterra". Le contestazioni a Beppe Grillo, previste da Pannella. La retorica sulla riduzione del numero dei parlamentari: "Su questo dicono che bisogna ridurre i parlamentari. L'antiparlamentarismo di questo tipo è come quello fascista, dannunziano, di tutto il mondo: te la prendi con le persone e le sputtani. Perché noi non abbiamo potuto spiegare che per le persone che vogliono la riforma 'americana' o 'anglosassone' dello Stato italiano e delle leggi elettoriali, se gli dici 'bisogna ridurre i ladri', abboccano; il populismo prevale nel popolo indotto dalle caste dirigenti. Invece noi rappresentiamo una alterità di storie, popolari, e l’alternativa può essere nutrita e durare se è espressione di un'alterità che ha già fatto le sue prove". I casi di aborto, divorzio, obiezione di coscienza: "Ma chi può aiutare il Paese ad avere fiducia nelle sue scelte, sull'aborto, il divorzio, a dire 'guardate che qui continua questa storia'?"
    22:31 Durata: 13 min 10 sec
  • Le primarie del Pd all'Aquila: "Davvero bravo Cialente. Ha avuto grande difficoltà, forse momenti di relativa inadeguatezza, ma questo suffragio popolare... Bravo Cialente e viva l’Abruzzo!"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il trionfo di Massimo Cialente alle primarie del Pd di L'Aquila. La situazione delle primarie di Palermo. "Davvero bravo Cialente. Ha avuto grande difficoltà, forse momenti di relativa inadeguatezza, ma questo suffragio popolare... Bravo Cialente e viva l’Abruzzo!"
    22:44 Durata: 6 min 5 sec
  • Sulla giustizia e le carceri: "Ma che capperi di sindacato abbiamo? Un sindacato che su questo non fa manco un giorno di agitazione, un'ora di sciopero! Continuano a essere assassinati lavoratori, cittadini, che al 50 per cento dei casi, secondo le statistiche del Ministero della Giustizia, quando finirà la loro carcerazione preventiva - perché di questo si tratta - usciranno assolti". La riforma strutturale della giustizia: l'amnistia. "Possibile che non ci sia un sindacato che esiga lo spazio per parlarne?"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sulla giustizia: "Spero ardentemente di poter essere utile, e sarebbe cosa preziosa per il Paese, al Presidente della Repubblica con le critiche, non polemiche, che faccio". "Adesso c’è un problema: in che Paese viviamo? Li capisco, cercano di impedire che il popolo possa sentire in dialettica e in dialogo le nostre posizioni, e il regime dall'estrema destra all'estrema sinistra, passando per la palude centrista, in realtà sa che di nuovo - come è accaduto per l’Italia cattolica ma seriamente cattolica e cristiana, non clericale, quando l’Italia ha dimostrato di avere capacità popolari sorprendenti, con le riforme che ho già evocato e quelle di due referendum in cui chiarissimamente il nostro Paese sceglieva la riforma anglosassone, oltre all'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Che Paese è? In qualsiasi altro Paese formalisticamente democratico hai una situazione nella quale i viventi in una struttura dello Stato, visto che la prima è quella della giustizia per cui siamo condannati da 25 anni come criminali, e chissene fotte di sputtanare la la giurisdizione europea, essendo lo Stato che più di tutti viola le ingiunzioni della giustizia europea. E dall’altra parte, per tutti coloro che sono lì come custoditi o custodi, abbiamo un tasso di suicidi straordinario, almeno per i suicidi che si conoscono". "Ma che capperi di sindacato abbiamo? Un sindacato che su questo non fa manco un giorno di agitazione, un'ora di sciopero! Continuano a essere assassinati lavoratori, cittadini, che al 50 per cento dei casi, secondo le statistiche del Ministero della Giustizia, quando finirà la loro carcerazione preventiva - perché di questo si tratta - usciranno assolti". La riforma strutturale della giustizia: l'amnistia. "Possibile che non ci sia un sindacato che esiga lo spazio per parlarne?". "Sono già 8 giorni che lo dico. Possibile che non c’è una risposta di un sindacalista di vertice, non del settore? L’ala 'radicale' della Cgil, o la stessa segretaria... Non esiste! Si interviene sui lavori usuranti, si interviene sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ma su queste strutture che provocano assassini dei diritti e delle persone niente!"
    22:50 Durata: 11 min 46 sec
  • La missione di Pannella tra Bruxelles e Romania. L'incontro e la lunga amicizia con il leader rumeno Ion Iliescu

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La missione di Pannella tra Bruxelles e Romania, dove ha incontrato Ion Iliescu: "Mi sono recato a Bucarest, perché un signore che ho conosciuto 56 anni fa, io avevo 26 anni e lui 24, io ero presidente degli studenti italiani e lui dei rumeni, ed era venuto perché qualche Berlinguer che era leader dell’Unione internazionale degli studenti e un altro che era leader della gioventù comunista internazionale, lo avevano mandato perché stavo creando con Olaf Palme un'organizzazione delle sinistre liberali o socialiste contro l'Unione internazionale studenti di osservanza moscovita. Questo ragazzo, che aveva 24 anni, arriva lì e gli si era detto: 'Stai a vedere cosa fa questo Pannella'". "Già allora avevamo molti contatti transpartitici. Però accade una cosa: lui, che di nome chimerò Ion, arriva quando da una quindicina di giorni c'è stato il rapporto Kruscev, vento mondiale; cioè da Mosca il successore di Stalin denuncia il comunismo reale in modo inequivoco. Ora, lui che veniva da Praga, Ion, perché i dirigenti venivano da lì, non sapeva nulla del rapporto Kruscev. A Praga se uno dei massimi dirigenti dei giovani o degli studenti lo avevano saputo, non lo avevano detto, ma probabilmente non lo sapevano. A questo Ion, ingenuo, guardingo, gli accenno questa cosa. Capisco che per lui questa cosa non può essere vera, e riesco con un compagno francese a trovare Le Monde con il discorso integrale in francese e portarlo arrivando a mezzanotte e mezza, e io a quell'ora lo do a Ion. L’indomani mattina vedo Ion verso le nove e mezza, lo trovo sconvolto con gli occhi rossi. Gli dico: cosa fumi? Lui non fumava nulla, lo sapevo. Era la traduzione ufficiale dell'intervento, e per lui era assolutamente vangelo". "Questo Ion resta ancora un po’ lì; diventa molto amico nostro e direi sicuramente ci si vuole molto bene". "Sta di fatto che ogni tanto mi chiedo, negli anni successivi: 'Ma quel ragazzo che fine avrà fatto?'. Passano fino agli anni 90, c’era Adelaide Aglietta che era nel gruppo dei Verdi al Parlamento europeo, e presiedeva la delegazione del Parlamento europeo per l'incontro con i parlamentari rumeni". "Mentre ero l’ultimo della delegazione, perché il mio gruppo ero monocratico, a un certo punto si passava uno per uno, sento 'Marco! Marco Pannella!'. Poi vedo che quello che doveva essere il Presidente, quando è a un minuto dall’abbracciarci, ho riconosciuto che era Ion; Ion Iliescu era Presidente della Repubblica romena e ci stava ricevendo. Lui ha scritto molti libri, ha attraversato tutto il periodo della dittatura, ma con capacità autonome". "E' venuto spesso nella sede del Partito a Roma". "Ieri sera, in una sala che mi ha emozionato per tanta bellezza, di due secoli fa, c’era un concerto in onore di Ion che adesso è un leader di opposizione, con funzioni un po' di padre nobile"
    23:02 Durata: 15 min 34 sec
  • Collegamento telefonico da Palermo di Sergio Scandura (Radio Radicale) sulle primarie per il candidato sindaco del Partito democratico

    Sergio Scandura

    giornalista, corrispondente di Radio Radicale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Ritengo doveroso dire che non è affatto un appoggio organizzato, ma solo sottolineare che siccome Ferrandelli negli ultimi anni ha fatto una battaglia in Consiglio comunale abbastanza in sintonia con le nostre richieste, sia sui problemi cosiddetti ‘etici’ sia sociali, a questo punto lui ha la doppia tessera e lo ha fatto sapere dal suo blog, quindi sarebbe giusto dirlo”. “Parliamoci chiaro: è vero no che lui, di estrazione Idv, sui ‘problemi etici’ – famiglie di fatto, testamento biologico, etc. - ha preso posizioni chiarissime? E’ vero o no che sull’anagrafe degli eletti è intervenuto? A questo punto i singoli nostri compagni – che tu conosca – che hanno la notizia che Ferrandelli ha dato lui nel suo blog di questa decisione, come hanno reagito? Non sono sorpreso che Borsellino possa farcela, anzi lo davo quasi per scontato. Adesso la novità è che se il secondo o il terzo presumibile non ci fossero stati, sarebbe stato eletto uno di quei due”. “Diciamo che per il momento è probabile l’elezione della Borsellino, ma non si può escludere qualche sorpresa”. “Potremmo parlare di un successo piuttosto scontato della Borsellino”
    23:18 Durata: 16 min 32 sec
  • Ancora sulla situazione della Romania. Per quanto riguarda il Partito radicale transnazionale, “non dispero che come transpartito e transnazionale dalla Romania torneremo a essere presenti in quanto Partito”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Mi pare interessante la situazione rumena perché si annunciano le elezioni abbastanza presto e i socialisti, fra i quali c’è Ion Iliescu - l’ex presidente - un po’ come padre nobile, dicono che ritengono che l’attuale presidente di centro destra abbia raggiunto un livello di impopolarità imprevisto e quindi è una situazione aperta. Il fatto europeo è molto presente, ma pare che non ci siano situazioni autenticamente contrarie, e quindi l’influenza ungherese non pare abbia molta influenza”. Per quanto riguarda il Partito radicale transnazionale, “non dispero che come transpartito e transnazionale dalla Romania torneremo a essere presenti in quanto Partito”
    23:34 Durata: 2 min 21 sec
  • Le contestazioni a Beppe Grillo all'interno del suo movimento: “Nessuna sorpresa, lo avevo previsto. Avevo cercato a più riprese di sollecitare Grillo a riflettere sulle sue scomuniche. Scomunica la classe politica, la casta, tutti quanti. Fa delle splendide orazioni a 7 milioni di persone, grazie a Santoro, e soprattutto la caratteristica di Grillo è che lui non accetta nessun dibattito con nessuno. Fa quelle splendide orazioni di due o tre minuti, ma mai che partecipi a un dibattito. Il dialogo non fa per lui"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il dibattito sulla Tav. Pannella: “Da questo punto di vista, possiamo prendere atto che Adriano Sofri propone un referendum locale come soluzione. A questo punto ho anche presente lo schieramento dei sindaci della valle, che non è uno schieramento - così come pareva - anti Tav nella sua maggioranza. Io non so se questa può essere una soluzione, nel senso che questa almeno a livello degli stati d’animo potrebbe essere un elemento di pacificazione interna della valle, cioè quanto una campagna referendaria, però prendo atto che Adriano che ha seguito questa cosa fa questa proposta, e personalmente sto un po’ a guardare”. Il dibattito interno ai Radicali, grazie soprattutto ai contributi di Mario Marchetti, Silvio Viale. “Non credo che questa questione abbia serie conseguenze nazionali, sul piano di spostamenti e di responsabilità”. Le contestazioni a Beppe Grillo da parte di alcuni dei suoi eletti: “Io gliel’avevo previsto: ‘Poi gli eletti tuoi, siccome non hai linea ed esperienza istituzionale, e te ne fotti, credi davvero solo nell’online e nei suoi poteri taumaturgici...’. A questo punto è chiaro che ha paura che avranno magari anche un gruppo parlamentare nazionale e a questo punto comprende che sarebbe la fine della sua autorevolezza come rappresentante di questi eletti, tutto qui. Perché i nostri eletti, anche 20 anni fa quando c’erano, avevano un’esperienza di lotte parlamentari, istituzionali e referendarie, i loro eletti no, se non quella specifica della elezione grillina”. Il caso della campagna elettorale per le elezioni comunali di Milano del 2010. “Nessuna sorpresa, lo avevo previsto. Avevo cercato a più riprese di sollecitare Grillo a riflettere sulle sue scomuniche. Scomunica la classe politica, la casta, tutti quanti. Fa delle splendide orazioni a 7 milioni di persone, grazie a Santoro, e soprattutto la caratteristica di Grillo è che lui non accetta nessun dibattito con nessuno. Fa quelle splendide orazioni di due o tre minuti, ma mai che partecipi a un dibattito. Il dialogo non fa per lui". Le dichiarazioni di Luciano Violante, nel 2003, "in cui racconta come siano stati soci, poi delusi, di Berlusconi. Una storia autentica ma mai utilizzata, perché in realtà era un intervento di 'confessioni' - diciamo - che disturbava tutti i soci della baracca, perché lui non poteva sperare che si accettasse a sinistra il suo contributo sulla storia che c'era stata". La situazione dei partiti politici italiani: "Sono convinto che simul stabunt, simul cadent". Il precedente di Berlusconi e D'Alema, "caduti assieme" sulla vicenda Gheddafi. La "ricerca della verità" sulla guerra in Iraq. "La peste Pd è il niente, la peste del nulla, e questo lo dimostrano i tanti democratici in animo e cultura effettivamente democratica che si sono trovati in un partito 'democratico' tra virgolette, che mi pare che di democrazia interna ed esterna ne ha molto poca. Mi dispiace ma è quello che avevo previsto; avevo cercato di essere del Pd, ma non mi fu consentito". I "nemici sono a sinistra" del Pd, che "ha fatto opera di polizia, e di pulizia nada". "Questo mi duole, ma dico però che nella realtà del Pd quale esso vive sul territorio, sono convintissimo che troveremo e ritroveremo molti compagni di storia comunista e popolare con i quali riusciremo a lavorare insieme per la costruzione di uno Stato di diritto, mentre questo è uno stato tecnicamente criminale"
    23:37 Durata: 18 min 5 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sui risultati delle primarie del Pd di Palermo. La traduzione teatrale che Peppino De Filippo ha fatto de "Il giorno della civetta" di Leonardo Sciascia. Il "passaggio di consegne" all'interno del Partito Radicale. "Non dobbiamo mai abituarci a credere che ce la faremo, dobbiamo fare il possibile in questa direzione e dobbiamo dare a Demba Traore molta fiducia, visto che ha accettato un incarico di estrema responsabilità davvero globale e non settoriale". L'iniziativa all'Onu sulle mutilazioni genitali femminili. Pannella conclude così urlando: "Amnistia! Amnistia! Amnistia!"
    23:55 Durata: 6 min 37 sec