01 APR 2012
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:00 Durata: 2 ore 2 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
Player
Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 1 aprile 2012 condotta da Valter Vecellio con gli interventi di Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Valter Vecellio (direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione, Radicali Italiani).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 2 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Le adesioni di ecclesiastici alla Marcia per l’Amnistia del 25 aprile, e in particolare l’adesione dei vescovi lucani: “Dobbiamo ringraziarli perché esprimono quel sensus fidelium che in qualche misura è anticipazione teologica dell’essenza della democrazia. Sensus fidelium significa che se per il popolo dei fedeli vive l’imperio della legge, quella legge vive. Questo è il dogma soggiacente e il mantra della democrazia”. L’iniziativa radicale di Maurizio Bolognetti

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Valter Vecellio

    direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione (Radicali Italiani)

    “Buongiorno, amnistia! Amnistia! Amnistia!”. Marco Pannella esordisce commentando la Marcia di Pasqua per l’amnistia, spostata ora al 25 aprile. L’iniziativa radicale di Maurizio Bolognetti in Basilicata e il messaggio dei vescovi lucani che aderiscono alla marcia per l’amnistia: “Mi pare che quel messaggio in modo particolare è per i tre obiettivi storici nostri, da Natale del 2005: amnistia, democrazia e libertà”. “Grazie all’assemblea dei vescovi lucani per questa presa di posizione che io ritengo essere ispirata - poi giù c’è anche don Marcello Cozzi che è un’altra costante e dà corpo, voce e animo a cose che speriamo anche noi - Dobbiamo ringraziarli perché esprimono quel sensus fidelium che in qualche misura è anticipazione teologica dell’essenza della democrazia. Sensus fidelium significa che se per il popolo dei fedeli vive l’imperio della legge, quella legge vive. Questo è il dogma soggiacente e il mantra della democrazia”. Le altre adesioni di ecclesiastici alla marcia. Il ricordo di Don Marco Bisceglia: “Iscriviamolo perché iscritto di diritto e di dovere”. Ancora sulle adesioni raccolte da Bolognetti. “Vorrei precisare che non trovo corrispondente alla realtà. Tu hai detto ‘Maurizio Bolognetti ha strappato…’. Invece no, è bene che se ne renda conto, lui ha raccolto in gran parte grazie alla testimonianza che anche lui è da 20 anni, quello che in parte cospicua ha seminato lui. Lo stesso Maurizio è sicuramente un radicale che comprendo perché mi ci riconosco per molti versi, e forse anche io sono stato salvato da parzialità, da eccessi, non so da chi, ma sicuramente dall’esistenza nostra; credo che Maurizio sto continuando a concorrere a salvarlo da tentazioni storicamente comprensibili. Oltre queste adesioni di cui andiamo certamente fieri e siamo riconoscenti, hanno preso la doppia tessera in Basilicata – proprio di Maurizio Bolognetti - il governatore della Regione, il sindaco di Potenza e quello di Matera. Questa è una riflessione che deve rapidamente mutarsi in azione per comprendere quello che sta capitando a questa alterità, non alternanza, al regime italiano, alterità che rappresentiamo”. “Maurizio credo che si troverà presto nelle mie condizioni. Se mi avessero detto che le cose che facevamo all’inizio degli anni 60 o 70, grazie all’input di omosessuali organizzati come allora nel FUORI, non ci avrei creduto”. “Ci sono etero-coglioni che hanno dato un contributo immenso alla liberazione degli omo-coglioni, e questo è quello che è importante nella nostra storia. Questo vale anche per le donne. Oppure quando si dice ‘largo ai giovani’”. L’atteggiamento degli indignados nei confronti di Pannella: “L’assoluta naturalezza di coloro che ci insultano, ci sputano, ci odiano, che sono una minoranza esasperata del nostro popolo, è una conseguenza dell’antidemocrazia che è non-informare, non-dialogare. Se loro pensano quello, lo pensano perché il regime ha incuneato quella come unica verità”
    17:00 Durata: 24 min 22 sec
  • Pannella: “La partitocrazia sta dando pericolosissimi colpi di coda perché è morta, nel senso che è nulla, e quando il nulla riempie il vuoto della storia, allora sono i momenti in cui accade il peggio. Allora questi stanno a fare la legge elettorale e tante altre cose”. Le origini del modello radicale di partito

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “La partitocrazia sta dando pericolosissimi colpi di coda perché è morta, nel senso che è nulla, e quando il nulla riempie il vuoto della storia, allora sono i momenti in cui accade il peggio. Allora questi stanno a fare la legge elettorale e tante altre cose”. La vicenda Calearo? “Preferisco parlare di Ruby che di Calearo”. Il “modello Partito radicale”: “Per l’esattezza quel modello era consapevolmente il modello dell’Unione goliardica italiana della Giovane sinistra liberale – poi radicale - che riuscì a costituirsi con l’iscrizione della Giovane sinistra liberale di Piero Ardenti, che fu poi un direttore del giornale dello Psiup, oltre che di Franco Roccella che era socialdemocratico. E’ nato in quel momento, quando Togliatti impose a Romano Ledda di confluire nell’Unione goliardica italiana, e poi disse: ‘Entriamo lì dentro, tanto poi noi siamo organizzati’. Devo dire che Togliatti non ci conosceva bene perché invece il riflesso di Ledda era proprio togliattiano: ‘Con questi è meglio andarci piano’, e infatti questo accadde”. Le condizioni di Lino Jannuzzi: “Spero, anzi sono sicuro, che potremo tornare presto a godere della sua forza, e non a patire della sua debolezza”. La celebrazione dell’ex leader socialista Giacomo Mancini e il messaggio di Jannuzzi. Il convegno dei Riformisti italiani di Stefania Craxi, l’intervento di Mario Staderini
    17:24 Durata: 9 min 29 sec
  • Pannella: “Quello che a me e noi importa in modo incommensurabile sono le condizioni dello Stato e della Repubblica italiana, da decenni in manifesta e incontestata flagranza dei peggiori delitti contro la legge e la moralità legata alla legge, come né più né meno forse di quanto non lo fossero lo Stato di Hitler e le altre dittature al tempo della Società delle Nazioni”. “Oggi lo dico al Presidente della Repubblica: abbiamo una storia per cui dovremmo meritare un po’ d’attenzione o no?”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella passa a parlare della questione giustizia: “Insisto nel dire che l’approfondire la realtà esistenziale vera di Ruby sarebbe più interessante e utile che soffermarsi sull’individuo Calearo. Quello che a me e noi importa in modo incommensurabile sono le condizioni dello Stato e della Repubblica italiana, da decenni in manifesta e incontestata flagranza dei peggiori delitti contro la legge e la moralità legata alla legge, come né più né meno forse di quanto non lo fossero lo Stato di Hitler e le altre dittature al tempo della Società delle Nazioni”. “Oggi lo dico al Presidente della Repubblica: abbiamo una storia per cui dovremmo meritare un po’ d’attenzione o no?”. “In realtà noi abbiamo questa caratteristica, credo. Noi siamo davvero non rappresentanti della gente comune, non guida della gente comune - perché per assenza di democrazia non possiamo aiutare adeguatamente spesso la gente comune - ma corrispondente a quello che pensa il bisnonno veneto e siciliano e mi pare di poter dire - dopo 60 anni di lotte di questo tipo - corrisponde proprio al fatto che noi abbiamo avuto il compito ma anche la fortuna di essere quelli che avevano fiducia dell’apparente banalità dei riflessi comuni”
    17:33 Durata: 8 min 5 sec
  • L’assemblea della Lega per l’Uninominale e i risultati dell’antidemocrazia

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella sull’assemblea della Lega per l’Uninominale che si è svolta in settimana: “Io ho dichiarato lì, alla fine di quell’assemblea, che quell’assemblea costituiva nella sua identità un evento, ma che sarebbe un guaio se non lo costituisse anche come immagine. Eravamo sì e no in trenta, avevamo avvisato 48 ore prima migliaia e migliaia di persone, era un venerdì, il tempo era buono, e per me che si fosse 30 compreso 8 su 9 parlamentari radicali, compresi Bartolo Ciccardini e alcune davvero eminenti personalità della storia ufficiale del nostro Paese, a conti fatti avevamo 20 iper-militanti radicali presenti e 10 iper-militanti della democrazia e della speranza democratica, anche se alcuni sono venuti a esprimere punti di vista diversi e non di visione”. “Io ho ricordato che in Parlamento, quando si trattò di votare il Mattarellum dopo la vittoria del nostro referendum, io votai contro perché dissi: ‘Adesso vedrete che il maggioritario che stiamo votando dimostrerà di non essere la scelta giusta e vorrete tornare di nuovo al vostro proporzionale’. E’ andata così”. Le poche partecipazioni all’assemblea sono “la conferma della desertificazione che ormai l’antidemocrazia ha realizzato”. Ancora sulla “prepotente urgenza”, “non solo del carcere che sta diventando il riflesso dei farisei: ‘Ah, poveri carcerati’”. “La cosa interessante è non noi, i Radicali, ma contemporaneamente la giurisdizione europea ha indicato che la radice di tutti i mali è nel fatto che, secondo qualsiasi dottrina, quando vi è una non ragionevole durata dei processi, accade che la sentenza non può essere – se non casualmente - giusta e corrispondente a verità storica”. “Abbiamo una situazione nella quale un evento, nel 2012, convocato attraverso Radio Radicale, più cose firmate anche da Antonio Martino - che stava non a riposare o a far la siesta, ma stava altrove a 400 chilometri a lavorare - e questa è una foto della realtà ulteriore, e questo ha valore di evento perché non si spiega se non riconoscendo che il disastro dell’antidemocrazia rende soli anche coloro che sono uniti a livello ideale. Quindi il Mayday è necessario”. La situazione francese e la figura di Jacques Chirac
    17:41 Durata: 14 min 9 sec
  • L’iniziativa radicale, legami recenti e passati con l’Abruzzo

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La situazione criminale della giustizia italiana e l’“obbligo giuridico” di interrompere la flagranza di reato in materia. “Noi stiamo subendo quasi come sudditi, ma sudditi dei più disperanti, una situazione criminale in nome della quale si appesta l’Europa e il mondo”. I libri di Stefano Rolando e Valter Vecellio su Pannella. L’attenzione fattiva di Antonio Tancredi, della Banca di Teramo, al libro di Vecellio sul leader radicale. Franco Marini e Rosy Bindi, diversi spessori e diverse fortune per queste due figure all’interno del Pd. La figura di Remo Gaspari. Gli Amici del Mondo a sostegno della Legge Truffa e le divisioni nel Partito d’Azione
    17:56 Durata: 15 min 37 sec
  • Le iniziative dei Radicali sull’economia: “E’ vero o no che noi abbiamo, forse primi in Europa, sollevato in Parlamento il problema del debito pubblico? Perché non si è fatto nulla? Perché il riflesso è stato quello della casta, dell’associazione a delinquere che la partitocrazia costituisce secondo qualsiasi canone giuridico”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’Osce sul non funzionamento della giustizia e sul peso di questa situazione per l’economia italiana. I dati della Cgia di Mestre. Pannella sul tema debito pubblico sollevato “già nel 1979-1980” dai Radicali: “Una campagna che abbinava il problema del debito pubblico a quello delle pensioni”. Le discriminazioni per età sul posto di lavoro. Le reazioni del sindacato e in particolare della Cgil di Cofferati alla storica campagna radicale per l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Il tema della corruzione e la campagna radicale, referendaria e parlamentare, contro il finanziamento pubblico ai partiti. “Ricorderò sempre che in coincidenza Adelaide Aietta e Roberto Cicciomessere furono espulsi perché in quel periodo contestavano un fatto, che eravamo riusciti a ottenere la norma per cui erano i Presidenti delle Camere a controllare il resoconto dei finanziamenti pubblici esistenti. Lusi era l’ultimo di loro tutti, perché Nilde Iotti come ci rispose? Disse: ‘Ma se lo facessi sarebbe imbarazzante per tutti’. Era il senso della fazione, non il senso dello Stato”. “La storia, a posteriori, risulta storia di una alterità che io affermo”. “E’ vero o no che noi abbiamo, forse primi in Europa, sollevato in Parlamento il problema del debito pubblico? Perché non si è fatto nulla? Perché il riflesso è stato quello della casta, dell’associazione a delinquere che la partitocrazia costituisce secondo qualsiasi canone giuridico”. “Contemporaneamente a quando incardinavamo questo problema del debito pubblico con proposte in positivo, erano tre anni che chiedevamo l’amnistia, contro l’ignobile amnistia di classe che è la prescrizione”
    18:11 Durata: 17 min 19 sec
  • La necessità di una Norimberga italiana per lo stato della giustizia nel nostro Paese

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il senso della “stella gialla” radicale. “I riformatori che ogni tanto sembrano apparire invece dei riformisti, appartengono a una tradizione e a una forma antropologica per la quale la legge non vale nulla”. “Quel tipo di riformatori là non serve a nulla, perché se anche riuscissero a riformare poi non rispetterebbero la legge riformata, quindi ci vuole un minimo d’intransigenza. “L’antidemocrazia italiana” e il mancato intervento del Presidente della Repubblica. La necessità di una Norimberga italiana per lo stato della giustizia italiana: “Già meriteremmo Norimberga per l’Italia. Per i più giovani, Norimberga fu il processo sulla base del diritto internazionale dopo nazismo, fascismo, etc., e si invocarono forzature o crescite del diritto internazionale anche a livello della giurisdizione, e vennero ascoltati superstiti e responsabili di quella che oggi è invece realtà sintetica e indubbia della Repubblica italiana”. La necrofilia dei Tg italiani e la mancanza di un dibattito sulla giustizia. “Rivendico che ho guadagnato il fatto di essere vissuto per strada come uno qualunque e per questo non devo andare a parlare a 5 milioni di persone, ma soprattutto non deve essere posto un tema come quello del debito pubblico, o il tema come quello per cui adesso siamo condannati da tutte le giurisdizioni, perché quando il 27 luglio il Presidente della Repubblica dice la situazione della giustizia e delle carceri è contro la Costituzione che lui deve interpretare e difendere…”. Giorgio Napolitano “ha salvato forse l’Italia dal default, provvisoriamente, ma anche lui essendo forse portato dagli eventi e dalla nostra presenza a capire ce era necessario creare un incidente positivo per la partitocrazia”. “Anche un Presidente della Repubblica in assenza della democrazia può non sapere un cazzo di quello che succede”. Il senso e le conseguenze della legge sull’obiezione di coscienza voluta dai Radicali; lo stravolgimento dell’obiezione di coscienza oggi e il rischio “simonia”. La proposte di un liberista come Ernesto Rossi sull’“esercito del lavoro”: “L’esercito del lavoro per quelli che, non facendo il servizio militare, rischiano nella realtà italiana di andare a fare giustamente gli indignados per strada”. “Non ricordo se nell’80 o nell’81 dissi: vorrei fare anche io, come in America, un intervento sullo Stato dell’Unione. E mi dissi: mi sento oggettivamente candidato a guidare la Presidenza della Repubblica. Allora questa candidatura resta, ma nelle cose”. A differenza che nella primavera araba, “qui non c’è necessità di transizione. A noi ci è stato dato di prevedere quello che ci sta accadendo da due o tre generazioni, e prevedere è condizione assolutamente necessaria per ben governare; quando venisse la consapevolezza euro mediterranea rispetto a questo disperante potere, negatore del principio stesso della legge, corruttore della chiesa”, i Radicali sarebbero pronti a guidare la transizione. Il parallelo tra il “biglietto della metropolitana di Londra” di Gandhi e la tessera radicale: “Cosa vi impedisce, riconoscendo che forse la nostra storia è stata interiore anche alla nostra famiglia, perché non prendete il biglietto per essere uno di quelli, visto che da noi anche uno in più è importante, perché questa storia prosegua?”
    18:29 Durata: 20 min 53 sec
  • Conclusioni. La celebrazione di Giacomo Mancini, la situazione di Lino Jannuzzi

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella, in sciopero della fame da due settimane. “Il riflesso dell’italiano brava gente è dire ‘che palle, questo ancora fa il digiuno’”. E se per una volta si pensasse a promuovere un digiuno di protesta invece che di proposta? “Ci fu un congresso agli inizi degli anni 70, mi pare a Verona o a Padova, lì dove venne letta la prefazione di Pasolini in cui c’era il ‘manifesto del radicalismo’, e lì io dissi: ‘Dobbiamo fare una riflessione’. Allora c’era segretario del partito uscente un 21enne, Giulio Ercolessi, e io dissi: un partito libertario non può avere una galleria di nomi, un pantheon, però se io dovessi proporlo, direi che il nostro manifesto è in un verso di Rimbaud, ‘il ragionevole sregolamento di tutti i sensi’. Anche io sento, in base al passato, la voglia di protestare, ma in questo momento la singolarità nostra è di chiedersi se il riflesso antropologico della protesta e della piazza sia adeguato alle nuove condizioni, quelle nelle quali in fondo vive scientificamente il potere - che viola la propria legalità e non importa se nella lotta politica siamo contrari a questa legalità, perché noi invece di mostrare i muscoli o la faccia incazzata trasmetto l’energia, l’immagine è quella di trasferire in te la forza di attuare la tua propria legge, perché la bestemmia suprema è quella di non rispettare la tua legalità”. “Noi dobbiamo rischiare ragionevolmente la vita fin dove possibile, sapendo che la morte nostre nostra o del nemico è un insuccesso, per questo avverto profondissimamente il dramma del Dalai Lama”. La celebrazione di Giacomo Mancini. “Sicuramente Giacomo è stato un grande momento di amore per le idee, per la lotta democratica, che è sempre un regalo se lo storico riesce a coglierlo, perché si sa che in realtà accanto anche Giacomo sta lì a guardare”. Lino Jannuzzi, già direttore di Radio Radicale: “Lo devo ringraziare perché siamo stati compagni di vita, e credo si continua a esserlo, dalla più tenera età sua e mia”
    18:49 Durata: 12 min 50 sec