15 APR 2012
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 58 min
A cura di Enrica Izzo
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In studio Massimo Bordin.

Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 15 aprile 2012 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 58 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    Già direttore di Radio Radicale L’avvicinarsi della manifestazione del 25 aprile su amnistia, giustizia e libertà
    17:00 Durata: 1 min 4 sec
  • Da “Emma for president” a “Emma a Palazzo Chigi”, “oggi il regime e tutti coloro che ne sono la forza e la debolezza stanno comprendendo che c’è una alterità che rischia di divenire alternativa”. L'idea di un intergruppo radicale: “Un appello ai parlamentari, non a caso non al Parlamento, di rendersi conto che avrebbero fatto bene di costituirsi in propria difesa e in difesa della legalità in ‘parlamento radicale’”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Spiega Marco Pannella che l’iniziativa nonviolenta “continua ad oltranza, anche in previsione di obiettivi sempre più difficili, più importanti e più antiregime. Soggettivamente il regime si è oggi reso conto della nostra posizione, quindi non è più soltanto la logica delle cose: oggi il regime e tutti coloro che ne sono la forza e la debolezza stanno comprendendo che c’è una alterità che rischia di divenire alternativa”. La proposta “Emma a Palazzo Chigi”: “Chi conosce la storia contemporanea, e quella politica contemporanea si conosce solo da un testo non scolastico che è ‘La peste italiana’, saprebbe che la campagna ‘Emma for President’ è stata liquidata da un riflesso spaventato, profondo, di regime contro questa ipotesi. Non c’è più il povero Aldo Fabris che, come docente, alla Bocconi diceva: non ho mai visto qualcosa di questo genere riproporsi in maniera sempre più decisa, questo fatto di Emma Bonino presidente, e a un certo punto il regime si militarizzò”. I sondaggi d’opinione che alla fine degli anni 90 videro la Bonino candidata preferita dagli italiani per il Quirinale, eppure affossata dall’azione convergente dei partiti, e allora in particolare di Silvio Berlusconi e Massimo D’Alema. “Una prova efficiente di deficienza del regime”. I nuovi sondaggi di questi giorni (da quello del sito di Libero a quello del Corriere.it) e il successo della Bonino: “Emma stravince, ha la maggioranza assoluta dei pronunciamenti sugli altri. Qui è per la Presidenza della Repubblica, ma semmai oggi il problema è di governare il Paese”. L’idea di un “intergruppo radicale”: “Se vuoi evocavo o auspicavo qualcosa che potrebbe - ma non voglio ora trovare l’equivalente nella rivoluzione francese - Era quasi un appello ai parlamentari, non a caso non al Parlamento, di rendersi conto che avrebbero fatto bene di costituirsi in propria difesa e in difesa della legalità in ‘parlamento radicale’. L’appello lo faccio ai parlamentari in carica e al Presidente della Repubblica. Ci potrebbe essere un incontro, auspicando che come è avvenuto nella rivoluzione lontana, gli eletti si costituiscano davvero in potere costituente, rivoluzionario. E l’unico modo per farlo è fare l’opzione della alterità storica che è quella radicale”. “E’ cosa fantasiosa, fantastica e via dicendo”. “L’Aventino è abbandonare, qui semmai è proclamare, è la Pallacorda. Non è un caso che non abbia parlato del Parlamento ma dei parlamentari, perché come fanno tutti i fascismi adesso c’è il linciaggio di tutti i Parlamentari, per cui il conformismo è che bisogna comunque ridurli, per tutti tranne che per noi”. “Eppure questi parlamentari nominati su tante cose a maggioranza assoluta hanno sottoscritto le cose radicali più dure”. I precedenti, addirittura con il sostegno ricevuto da eletti del Msi. D’altronde il leader radicale si dice “convinto che da 60 anni non c’è stata famiglia nella quale non si sia discussa l’iniziativa radicale, perché riguardava se ci dovevano essere o meno i divorzi, se era giusto l’amore, il sesso, etc.”. “Dinnanzi alla patente illegalità di tutte le istituzioni italiane, a questo punto si aprono affermazioni di coscienza di quelle che a volte fanno la storia”
    17:01 Durata: 13 min 33 sec
  • Pannella: “Oggi ho detto: probabilmente Norimberga anche per l’Italia, se continua così. Perché il presupposto è che più di un terzo delle famiglie italiane, più della metà degli italianofoni abitanti questo territorio, sono stressati perché sono colpiti e perché hanno a che fare per anni e anni con carte da bollo, avvocati e altre cose”. Da Davigo a Scalfari, “la sinistra di estrazione giacobina contro l'amnistia”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella torna a descrivere la situazione di illegalità dello Stato italiano sotto il profilo dell’amministrazione della giustizia. “Il problema che abbiamo posto è che nessuno è entrato all’interno della nostra affermazione: ‘Con l’amnistia accade questo, questo e quest’altro. Si è detto solo ‘sì’ o ‘no’”. Eppure tutte le altre misure (dalla depenalizzazione in giù) sono solo misure che, pur ottime, restano secondarie. Il possibile effetto traino dell’amnistia. “Adesso dovremo trovare un modo per rivolgerci al Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, ai vari soggetti della giurisdizione, per dire: ecco, questa è la proposta che avrebbe comportato già da 20 anni tutto quello che voi chiedete. Perché questa evidenza?”. “Il Presidente parla a reti unificate tutti i giorni, eppure sa che le cose che noi diciamo su legalità e diritto le diciamo a 400-600mila persone, in condizioni di saturazione. Noi forniamo delle analisi di grande importanza scientifica della permeabilità dei divieti di regime nella nostra società oggi in base a quelle degli anni ‘30-‘40, abbiamo gli strumenti del sapere per valutare tutto quanto, ma questo non arriva nemmeno a Palazzo Venezia o a villa Torlonia, diciamo, mentre allora arrivavano”. “Adesso ancora non sappiamo dove e quando faremo la marcia, perché il povero Questore non sa e dice che la competenza è di Alemanno, tanto è vero che nell’imbarazzo non c’è nemmeno un dibattito neanche su una televisione minore, su questo, sulle ragioni, etc. Aumentano le adesioni, però restano clandestine dove si deve”. La tradizione delle manifestazioni radicali. “Su Sinistra radicale, al suo secondo numero nel 1959, mi pare scrivemmo ‘Norimberga per l’Algeria’. Oggi ho detto: probabilmente Norimberga anche per l’Italia, se continua così. Perché il presupposto è che più di un terzo delle famiglie italiane, più della metà degli italianofoni abitanti questo territorio, sono stressati perché sono colpiti e perché hanno a che fare per anni e anni con carte da bollo, avvocati e altre cose”. “Oggi nessuno mette in dubbio che il Presidente della Repubblica è il supremo garante della Costituzione e del diritto. E oggi è indubbio che il Presidente di tutto si è occupato, professionalmente in modo magnifico – lui è riuscito a dare 6-8 mesi di ritardo ad alcuni nodi politici importanti, nominando senatore a vita Monti, dopo 20 giorni poi il governo Monti, poi ‘non occupatevi della giustizia, di quello me ne occupo io’ e così parlò di ‘prepotente urgenza’; devo dire che oggi siamo governati dalla nobiltà e dalla cultura dell’ultimo uomo comunista di potere in Italia, quindi i problemi di libertà e di diritto sono totalmente ignorati”. Le dichiarazioni di Davigo contro l’amnistia, l’editoriale di Scalfari nel quale tocca il problema della giustizia ma solo per parlare di corruzione e intercettazioni. “E’ una sinistra di estrazione giacobina”. “Norimberga anche per l’Italia, nel senso che non sappiamo quanti altri suicidati ci saranno in un anno o due, tre”. Le assemblee di Nato, Ocse e l’esclusione dei Radicali a opera del Pd. I limiti di Barack Obama. Gli azionisti e “l’alterità di vita di gente che sa vivere anche se costretta nella condizione di corsaro e bandito, sa vivere senza sacrificarsi”
    17:14 Durata: 28 min 43 sec
  • La morbosità con la quale i media stanno seguendo la questione Lega Nord, dimenticando da sempre di discutere affermazioni molto più gravi di Bossi e Maroni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La questione Lega Nord trattata durante un programma di Rai1 della domenica pomeriggio condotto da Massimo Giletti: “Una vergogna terrorizzante. Era tutto sulla Lega, quanto si fotteva il ragazzo, quanto quell’altro, se l’autista e ancora la Rosi e via dicendo, etc. Cioè il problema era semplicemente di una indagine della piccola criminalità comune di ladri e ladruncoli. Il problema sulla Lega oggi non è quello di dire: un momento, Bossi ha annunciato a più riprese che c’erano ‘milioni di fucili pronti’, eppure su questo non una parola. Poi Maroni che parla dell’indipendenza della Padania, e poi lui probabilmente non sa che il federalismo è nemico delle indipendenze e vuole organizzare le interdipendenze facendole scegliere”. Una digressione sul dibattito sul finanziamento pubblico ai partiti. “Se c’è una caratteristica è proprio questa, la negazione stessa di un punto di riferimento del diritto. Non c’è violazione dei diritti umani, civili, costituzionali, e appunto un ministro della Repubblica dice che l’obiettivo è l’indipendenza dall’Italia della Padania, questo in un paese civile viene discusso”. Sui respingimenti: “Magari lui mandava più volentieri un po’ più di carne umana nel mare o sott’acqua, e l’ultima condanna che abbiamo avuto dall’Europa era sui respingimenti”. Tornando sul programma Rai: “Quelle erano due ore di assoluta estraneità di qualsiasi incidenza di un riflesso democratico. Era il festival dell’ignoranza”. Su Giletti e le sue prime esperienze di giornalista accanto a Minoli
    17:43 Durata: 8 min 45 sec
  • I rapporti tra l'agenzia Agi e Pannella

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La notizia rilanciata dall’Adn Kronos sulla direzione dell’Agi che sarebbe stata offerta anni addietro a Pannella. “Tu sai benissimo che quella notizia era falsa, perché diceva che mi avevano offerto la direzione. E io li avrei mandati a fare in culo. Come, a qualcuno che, essendo io giornalista, mi offre la direzione giornalistica dell’Agi con mezzi enormi, etc., io lo mando a fare in culo? Io a Cosenza, per il decennale di Giacomo Mancini, ho rivisto Pippo Marra e con lui abbiamo ricordato questa cosa che lui conosceva benissimo con Ortolani e altro. Loro mi avevano offerto, per la campagna contro l’Eni e l’Agip che stavo facendo… Marra credo avesse qualche contatto con Ortolani o con i socialisti, comunque lui era nel settore e quindi si è ricordato benissimo di questa cosa. Loro a un certo punto disperati perché accadevano cose dell’altro mondo; i 20 piani dell’Eni all’Eur in una notte furono tutti vuotati con camion dell’esercito, l’indomani arrivarono i funzionari e non trovarono nemmeno un mobile, tutto fu portato a San Donato per vedere chi era che faceva la spia”. “Come lavoratori giornalisti all’Agenzia Italia c’erano Spadaccia e Rossella, quindi loro mi offrono ufficialmente questo più una ‘somma X’ da precisare in Svizzera per rilanciare gli investimenti per far crescere questa baracca già enorme dell’Agenzia Italia. Ma la cosa, scritta come era scritta sul Giornale, non era comprensibile”. “Allora la campagna era sui soldi che dava all’estrema sinistra e all’estrema destra, anche per un semestre al Mondo, appunto l’Agip, come corruzione sistemica, e la campagna contro Giacomo Mancini era pagata perché la faceva Pisanò su Candido e poi c’era il Borghese…”. “All’inizio degli anni 60, quando si temeva che Pacciardi presidenzialista volesse dire una operazione di estrema destra e non una linea occidentale che era quella americana. Lì ebbi l’occasione di conoscere Giano Accame, perché io presi posizione per difendere il repubblicano Pacciardi, tanto è vero che gli anarchici – anche se in teoria non si doveva mai votare - tra Carrara, Massa e Livorno ancora votavano contro La Malfa per Randolfo Pacciardi. Allora mi schierai a favore di quello, anche perché c’era tutto quello che c’era in formazione; poco dopo abbiamo Milazzo e le altre operazioni siciliane”
    17:52 Durata: 9 min 31 sec
  • L'iniziativa radicale sulla guerra in Iraq. La scomparsa del padre di Demba Traoré

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La situazione mediorientale e in particolare egiziana. “Ritengo che Amr Moussa, l’ex segretario generale della Lega Araba nel 2002-2003, con Papandreu, potrebbero costituire delle testimonianze definitive e conclusive su quella che noi riteniamo essere la verità di quei due anni. Mentre l’altro signore di cui parliamo, essendo l’ala militare dei servizi, lui semmai testimonierà a favore di Bush”. La campagna per l’esilio di Saddam Hussein. La morte del padre di Demba Traoré, segretario del Partito radicale nonviolento, transnazionale e transpartito
    18:01 Durata: 5 min 29 sec
  • Sulla programmazione notturna di Radio Radicale: “Noi abbiamo come titolo di merito storico che una delle prime riunioni della Lega in una osteria, noi la avevamo già registrata. Francamente avrei voluto sentire più spesso, perché altrove non le sento, le voci grilline, perché sono quelle che sono, sono voci inascoltate”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella torna sullo stato di illegalità dell’Italia secondo tutti gli standard internazionali, anche in base a quelli più vecchi della Società delle Nazioni. “Tecnicamente si tratta di una condizione di flagranza criminale professionale nei confronti di tutte le legalità, tra cui quella costituzionale italiana. Ho chiesto ad alta voce: io che affermo questo, non c’è l’obbligatorietà dell’azione penale? Da parte della giurisdizione italiana ci sono due cose da dire: ‘Lei può provarmi questo? Allora venga, perché lei denuncia un crimine di Stato’. Oppure ‘comunque lei in questo momento sta offendendo gravissimamente la Repubblica e i suoi rappresentanti massimi, quindi faccia l’exceptio veritatis”. Il parallelo con le dichiarazioni mai discusse, per quanto estremiste, dei rappresentanti della Lega Nord. “Cosa siamo? Dei formalismi liberali e questo non si incarna con la classe?”. Sulla programmazione notturna di Radio Radicale: “Noi abbiamo come titolo di merito storico che una delle prime riunioni della Lega in una osteria, noi la avevamo già registrata. Francamente avrei voluto sentire più spesso, perché altrove non le sento, le voci grilline, perché sono quelle che sono, sono voci inascoltate. Ci tengo a dirlo perché probabilmente a quel livello le ‘grillate’ avrebbero poco effetto se dovessero confrontarsi con le posizioni radicali”. I libri su Marco Pannella di Valter Vecellio, Stefano Rolando e Alessandro Tessari: “Potrebbe valere un convegno, perché tutto questo in realtà fa parte di una storia negata”. L’ipotesi dell’esercito del lavoro e la battaglia radicale per l’affermazione di coscienza e il servizio civile
    18:07 Durata: 16 min 21 sec
  • L'appello a Napolitano sullo stato della giustizia italiana: “Sono io solo, per lo stesso riflesso che ebbi quanto sentii Ciampi dire: ‘Io voglio graziare quello lì e mi dicono che non ho il potere di graziarlo’? Allora dissi: questo è un Presidente della Repubblica democratico che chiede aiuto ai cittadini. Per lo stesso motivo io ritengo di dover sottolineare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano qualcosa che mi pare estremamente drammatico che si riproponga”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il carattere fuorilegge dell’Italia e lo slogan “Norimberga per l’Italia”. L’evoluzione del diritto internazionale alla quale hanno contribuito i Radicali dalla fine della Seconda guerra mondiale a oggi. “Sono io solo, per lo stesso riflesso che ebbi quanto sentii Ciampi dire: ‘Io voglio graziare quello lì e mi dicono che non ho il potere di graziarlo’? Allora dissi: questo è un Presidente della Repubblica democratico che chiede aiuto ai cittadini. Per lo stesso motivo io ritengo di dover sottolineare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano qualcosa che mi pare estremamente drammatico che si riproponga e che è bene che non veda presenze che siano solo prosecuzioni di storie distinte – per non dire contrapposte – su tutto quello che riguarda i diritti umani e lo Stato di diritto”. L’idea di “prevedere e anticipare la disoccupazione prima che si manifesti”. La giustizia civile italiana come “ipoteca contro la crescita, secondo Monti”. Il senso della doppia tessera radicale: “Ha un ben altro fascino, quello di poter vivere come ricchezza - che si alimenta - le proprie contraddizioni interne, facendole divenire tesoro di contraddizioni più ampie”. Demba Traoré, la situazione in Mali e la necessaria manifestazione della transpartiticità radicale
    18:23 Durata: 12 min 56 sec
  • Il silenzio del sindacato sulla questione carceri: “Se esiste un settore del lavoro organizzato, con padrone lo Stato invece che il parastato, questa è una cosa che riguarda tutti i lavoratori e deve riguardarli”. “Se c’è un settore del lavoro pubblico nel quale le condizioni di lavoro creano una morbilità fino a suicidio, distruzioni di famiglie e condizioni di lavoro ignobili, credo che questo riguardi tutte le situazioni di lavoro del mondo, per solidarietà”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sul finanziamento pubblico ai partiti: “Siamo gli unici che hanno depositato progetti di legge a go-go, poi aggiornati. Ma vorrei convincere i Radicali, perché ho sempre pensato che se loro mi capiscono vuol dire che posso contare sul 130 per cento dei non Radicali, che anche queste cose pongono il problema della legalità, della Costituzione, del Presidente della Repubblica, del persistere in una situazione di illegalità”. L’atteggiamento silente del sindacato rispetto alla situazione drammatica dei lavoratori del settore carcerario. “Se esiste un settore del lavoro organizzato, con padrone lo Stato invece che il parastato, questa è una cosa che riguarda tutti i lavoratori e deve riguardarli”. “Se c’è un settore del lavoro pubblico nel quale le condizioni di lavoro creano una morbilità fino a suicidio, distruzioni di famiglie e condizioni di lavoro ignobili, credo che questo riguardi tutte le situazioni di lavoro del mondo, per solidarietà”. La campagna radicale per la smilitarizzazione della Guardia di Finanza
    18:36 Durata: 13 min 37 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “La preparazione della Marcia del 25 aprile richiede qualcosa che molto difficilmente verrà consentita al popolo italiano, ovvero di sentire uno o due grandi dibattiti su questa scadenza”. Per quanto riguarda le possibili adesioni, “io ho ottenuto un appuntamento con la Camusso (segretario generale della Cgil, ndr); avevo proposto anche di avere qui una domenica Landini come ospite”. “Ci troviamo sicuramente a vivere in una situazione di estrema difficoltà: l’1, l’1,2, l’1,7 per cento, il sondaggismo italiano è come il costituzionalismo italiano. Non credo che fra 150 anni ricorderò Mannheimer, magari continuerò a ricordare Fabris. Però ho una convinzione: che le nostre idee, quelle che antropologicamente ci abitano e abbiamo manifestato, mi paiono essere le più vitali e chiaramente in quanto tali le più vive, e su questo dico che abbiamo la responsabilità di non essere scoraggiati da questa situazione”. Gli articoli di Ceronetti sulla Stampa. “Dobbiamo prendere atto che tutto viene fatto praticamente per impedire questa grande manifestazione, ragione di più della sua opportunità e per auspicare il suo successo”
    18:49 Durata: 8 min 11 sec