17 APR 2012
intervista

Intervista a Luigi Amicone, direttore di Tempi, sulla marcia per l'amnistia, la giustizia e la libertà

INTERVISTA | di Emiliano Silvestri - Milano - 20:31 Durata: 37 min 13 sec
Scheda a cura di Delfina Steri
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"Uno stato che non è retto dal diritto e dalla giustizia, si risolve in una banda di ladroni; la giustizia è il modo con cui si mantiene una civiltà, una convivenza".

Luigi Amicone ripercorre la storia del settimanale, ricorda la proposta di Marco Pannella come ministro di Giustizia dopo Alfano e la condivisione della proposta di amnistia.

Commenta infine la situazione della Regione Lombardia, al centro della bufera per le inchieste sull'istituzione regionale e sulla Lega Nord.

"Intervista a Luigi Amicone, direttore di Tempi, sulla marcia per l'amnistia, la giustizia e la libertà"
realizzata da Emiliano Silvestri con Luigi Amicone (giornalista, direttore e fondatore del settimanale "Tempi").

L'intervista è stata registrata martedì 17 aprile 2012 alle ore 20:31.

Nel corso dell'intervista sono stati trattati i seguenti temi: Amnistia, Carcere, Emergenza, Formigoni, Giustizia, Lega Nord, Lombardia, Pannella, Regioni, Riforme.

La registrazione audio ha una durata di 37 minuti.

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  • Luigi Amicone

    giornalista, direttore e fondatore del settimanale "Tempi"

    La storia del settimanale "Tempi", sempre attento alla situazione delle carceri, nato nel 1995 dall'incontro tra cattolici di educazione ciellina e miglioristi provenienti dalla storia comunista ma convertiti all'ideale liberale. Dagli anni 2000 la simpatia e il sostegno a Silvio Berlusconi con la speranza di una possibile rivoluzione liberale, fino alla condivisione delle necessità che hanno portato al Governo tecnico. L'attenzione di "Tempi" (e la disattenzione del sistema dell'informazione) ai richiami del presidente della Repubblica e del primo presidente della Corte di Cassazione sulla malagiustizia e il mancato rispetto dei diritti umani in Italia: uno Stato fuori dalla legalità costituzionale ed internazionale. La condivisione della battaglia per l'amnistia condotta da Marco Pannella e dai radicali. "Vedere che Pannella incarna questa prospettiva e incarna questa parola - amnistia - ci ha trovato subito favorevoli perché noi conosciamo, prima dei numeri che poi in quei mesi si squadernano nella loro tragicità e nelle condanne dell'Europa ma nelle parole del presidente della Repubblica, del presidente della Cassazione che ci dicono: "Siamo fuori dalla Costituzione, siamo nell'illegalità". Siccome Costituzione e legalità sono le due parole che in questi venti anni hanno dominato, e continuano a dominare la scena pubblica non si capisce perché dunque non seguire la strada dell'amnistia, segnata, gridata da Pannella". Il carcere, girone infernale dove si accumula una contraddizione non più sanabile (10 milioni di processi arretrati - 4,5 nel civile) se non con una iniziativa costituzionale che tiri una riga sul passato, riconosca il disastro di questa giustizia e segni una svolta anche da questo punto di vista - il Governo Monti riconosce che il fattore giustizia ha un peso nella possibilità di ripresa dell'economia. Il commento del direttore di "Tempi" amico personale ed estimatore del presidente della Giunta della Regione Lombardia Roberto Formigoni sulla situazione che vive attualmente la regione Lombardia, sia come istituzione che come sede della Lega Nord. La presente bufera non può far dimenticare la realtà di quindici anni di buona amministrazione. Dalla scuola, alla sanità, al lavoro; tutti gli indici dimostrano che ci troviamo di una Regione è, in Italia, un'eccezione in termini di progresso civile attuato. Sembra ci siano stati casi di corruttele che riguardano politici; vanno però separati i risultati ottenuti dalla istituzione da singoli individui che possono essere stati protagonisti di casi di malaffare. Altrimenti continuerà a dominare il regime della diffusione delle intercettazioni; altrimenti la politica continuerà di essere oggetto di ricatto di poteri esterni. Riconoscimento alla Lega per aver sollevato il tema del federalismo. Vergognoso attacco sull'amministrazione della Sanità lombarda, di cui sono verificabili e documentabili i successi e i bilanci, mentre modelli di Sanità - solo pubblica - come il Lazio, perdevano dieci miliardi di euro in dieci anni. Un mondo che funziona così è un mondo che si espone al ricatto della politica da parte di poteri esterni. e che non potrà mai governare fino a quando quei poteri non decideranno che le campagne si devono fermare.
    20:31 Durata: 37 min 13 sec