03 GIU 2012
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 58 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 3 giugno 2012 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 58 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    Già direttore di Radio Radicale Il ruolo del Presidente della Repubblica nella politica italiana. La situazione europea
    17:00 Durata: 2 min 3 sec
  • Pannella sulla giustizia, tema apparentemente dimenticato da Napolitano: “Mi è venuto da sorridere, con un po’ di consenso, quando hai parlato del ‘Presidente che quasi un anno fa sembrò muoversi con decisione quale garante costituzionale del diritto e dei diritti’. Devo dire, ripensandoci dopo un mesetto, che ha risentito molto del luogo e ha scelto - come sempre, fa parte della sua cultura e storia - quello che gli è parso più opportuno dire in quel momento”.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: “Tu hai cominciato con la questione Capo dello Stato, anche in relazione alla polemica con Di Pietro. Povero Presidente, non credo che sia la cosa migliore avere quegli interlocutori. Mi è venuto da sorridere, con un po’ di consenso, quando hai parlato del ‘Presidente che quasi un anno fa sembrò muoversi con decisione quale garante costituzionale del diritto e dei diritti’. Devo dire, ripensandoci dopo un mesetto, che ha risentito molto del luogo e ha scelto - come sempre, fa parte della sua cultura e storia - quello che gli è parso più opportuno dire in quel momento, e allora disse: il problema del diritto e dei diritti era il massimo problema, da risolvere con ‘prepotente urgenza’”. “Abbiamo invece però il fatto che lui ritiene, a seconda dei contesti, più opportuno opportunità diverse, e questo è un problema perché toglie rigore e vigore ai criteri in base ai quali ci si muove per opportunità”. L’opportuno, l’opportunismo e il trasformismo. “Ho cercato, proprio perché questo mi era chiaro, di dialogare con lui suggerendogli l’opportunità diversa rispetto a quella che lui sembrava rassegnarsi a cogliere, dopo aver avuto un momento di felice dichiarazione di collegamento all’opportuno del diritto e della Costituzione italiana. Mi sembra che su questo non stiamo riuscendo a dare il contributo doveroso al nostro Presidente della nostra Repubblica, anche se sottolineiamo che da almeno 60 anni è la metamorfosi del male che di volta in volta è stato nazista, fascista, etc. che si ripropone come attualità antropologica di un semi continente come quello italiano ed anche europeo”. “Oggi possiamo dire che in sede teorica, e non di astrazione, il regime antifascista oggi è perfino peggio e più sfascista di quello fascista in anni corrispondenti”. Le differenze con gli anni Sessanta quando si parlava di situazione che andava “verso il Regime”. “Stiamo pagando il fatto che contrariamente alla chiarezza del Partito d’azione, di Don Luigi Sturzo e della sinistra liberale, (…) si è scelta la continuità dello Stato piuttosto che l’interruzione della continuità dello Stato”. “In questo modo la storia non ha aiutato colui che scegliemmo come Presidente della Repubblica attuale, quindi rivendico questa nostra scelta, ma moralmente si deve riconoscere quello che ti riesce e quello non ti riesce. Resta il fatto che noi oggi abbiamo una situazione da mostri di Goya e uno dei mostri di Goya è questo stato e lo stato dell’Europa delle patrie con quello che sta producendo, con un aiuto oggettivo di una componente dell’antifascismo comunista che era stata antifascista perché voleva una diversa dittatura ma non democrazia”. “Per il rispetto che gli porto in quanto mio Presidente della Repubblica, ripeto: ‘Siamo in una condizione criminale, peggio che negli anni 37-3’”. Il “radicamento sociale potenzialmente enorme” della battaglia radicale sulla giustizia con l’appendice carceraria. “Il regime non è (da intendere) come se ci fosse un cattivo che lo governa, è un portato antropologico della storia europea e italiana”. “Rivendico però che poi alcuni eventi da tutti riconosciuti come connotanti in senso positivo - divorzio, aborto, anche la battaglia sul finanziamento pubblico - ” ci sono stati. La battaglia da compiere ancora sull’obiezione di coscienza. L’esercito del lavoro proposto da Ernesto Rossi e una sua eventuale attualizzazione. “Dinnanzi a generazioni di giovani che vanno al macello anche se in prospettiva, anche se i regimi sulla prospettiva insistono meno, prendo atto che noi abbiamo in Italia dei servizi civili affidati in genere all’ambiente cattolico, mentre lo Stato che potrebbe utilizzare strumenti di convenienza sociale per destinare - invece che alla disoccupazione - a forme di occupazione formativa e richiesta in prospettiva dal mercato. Quindi immaginare un servizio civile alternativo per obbiettori di coscienza”. Il parallelo “offensivo” con la obiezione di coscienza dei medici e degli infermieri anti-abortisti
    17:02 Durata: 22 min 51 sec
  • Il sondaggio sui leader politici pubblicato da Repubblica: “Dal 1999 questa situazione di Emma Bonino è ormai costante. Emma è sicuramente la personalità politica più popolare in Italia, anche se di volta in volta poi ci spaventiamo, una volta può essere Grillo, una volta la zanzara, un’altra volta la balena bianca, ma in realtà Emma Bonino continua a essere la persona più costantemente popolare, indipendentemente dalle posizioni istituzionali che occupa o non occupa”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    A proposito della parata del 2 giugno: “Ho sentito il redivivo ex ministro La Russa dire una cosa che credo fosse abbastanza vera, il che credo sia già un elogio e una sorpresa positiva. Ha detto: guardate che però in realtà le spese della parata sono già tutte fatte, si potrà eventualmente ridurne una piccola parte, per cui poi è venuta fuori la legittima – anche se motivata malamente – l’obiezione di quelli che hanno detto: sì, così la celebrazione di questo simbolo sembrava funerea invece che gioiosa. Ma questa è la dimostrazione che ogni giorno scoppiano ostilità e confronti che sono tutto fuorché importanti”. Il sondaggio sui leader politici pubblicato da Repubblica: “Dal 1999 questa situazione di Emma Bonino è ormai costante. Emma è sicuramente la personalità politica più popolare in Italia, anche se di volta in volta poi ci spaventiamo, una volta può essere Grillo, una volta la zanzara, un’altra volta la balena bianca, ma in realtà Emma Bonino continua a essere la persona più costantemente popolare, indipendentemente dalle posizioni istituzionali che occupa o non occupa”. Per l’esito elettorale resta però importante il ruolo dell’audiovisivo. “Ci si dovrebbe interrogare sul perché di questa permanenza popolare”. Il parallelo con il sentimento pro-europeo della popolazione israeliana, nonostante le migrazioni che hanno investito il Paese. La sovraesposizione mediatica di Antonio Di Pietro: “Berlusca è stato il primo nella sua televisione a creare una situazione nella quale Tonino era il primissimo”. Perché tanta differenza tra popolarità della Bonino e popolarità dei Radicali nei sondaggi? “Questa è la spiegazione che dobbiamo darci. Le ipotesi sono che nel riflesso popolare, nel quale permangono le generazioni che hanno stimoli, la questione Bonino scoppia nel 99, quando il popolo italiano voleva una donna, giovanissima, a Presidente della Repubblica”. I dati del Centro d’Ascolto e il “dimostrato rapporto tra la comunicazione tradizionale - televisione, radio e stampa inclusa - con i risultati elettorali”. Ancora sulla campagna “Bonino for Presidente”: “Al povero Silvio vorrei dire una cosa: Silvio, ti ricordi i primi tre anni quando tu avevi scelto la politica radicale, tu nominasti dinnanzi a un'altra coppia che Giuliano Ferrara e altri ti suggerivano, Monti e Bonino per Bruxelles. E ti ricordi che i Radicali ed Emma Bonino, per corrispondere a una tua scelta elettorale mentre firmavi tutti i referendum radicali, tutti i parlamentari radicali facevano parte del gruppo parlamentare di Forza Italia, come oggi fanno parte del Pd. Con una differenza, che entrare nel gruppo del Pd è stato l’unico modo che riuscimmo a trovare, profeticamente, per non cadere nella provocazione poliziesca e antidemocratica volta ad eliminarci da parte del Loft di Veltroni”. L’“accordo militaresco” tra Berlusconi e D’Alema per fare fuori Bonino nel 1999. Sull’organizzazione dell’iniziativa politica dei Radicali e sul seminario ristretto in arrivo: “Questo Partito prima lo faceva continuamente, ora facciamo tre giorni di riflessione, ovvero il tentativo di vivere anche online. Per il momento le scelte politiche popolari sono determinate più dall’offline che dall’online, anche se conosciamo benissimo Corriere.it e Repubblica.it, e sappiamo – come è stato riconosciuto a un dibattito qui a Radio Radicale tra i candidati all’AgCom - che il primo provider italiano è stato quello radicale e l’attenzione c’è stata. Adesso abbiamo anche una cosa che all’inizio si chiamava ‘Agorà radicale digitale’, poi ‘radicale’ si è perso per strada. Io ricordo che quando è nata questa associazione su una battaglia già incardinata in Parlamento europeo da Marco Cappato, è nata Agorà radicale digitale. Siccome io come noto non frequento molto l’online, a un certo punto ho avuto in cartaceo documenti nei quali la parola ‘radicale’ è scomparsa. Comunque non è detto che resti scomparsa per sempre, perché su questo saremo alla fine anche più attenti”. Il sondaggio di Repubblica “ci conferma che continua a esserci un pericolo per il regime, che questo pericolo si chiama ‘popolo italiano’, perché questo popolo ha capito e sa che l’alternativa che lui vorrebbe avere ha quel nome”
    17:24 Durata: 26 min 51 sec
  • Sulla situazione del Governo: “L’operazione in termini di probabilità è quella di costringere ad una strutturale immissione nella storia partitocratica anche del governo Monti, e a me pare che la resistenza sia, per il momento a livello teorico, una resistenza qualitativa non adeguata per sconfiggere questa prospettiva”. Sul seminario interno di Chianciano e l’analisi (offline) del fenomeno Grillo

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sul ricambio della leadership all’interno dei Radicali e sui tentativi del regime di “sputtanare” i Radicali. Il caso del rifiuto del nome di Luca Coscioni. Sulla situazione del Governo: “L’operazione in termini di probabilità è quella di costringere ad una strutturale immissione nella storia partitocratica anche del governo Monti, e a me pare che la resistenza sia, per il momento a livello teorico, una resistenza qualitativa non adeguata per sconfiggere questa prospettiva”. “Essendo un seminario di tre giorni, automaticamente ci potranno essere dei servizi, ma non dare tutto il seminario. Se ci si crede davvero. I documenti ci saranno sempre, li avevamo sempre anche quando eravamo ancora molto pochi, 2-300 iscritti in Italia, e facevamo le registrazioni di ogni nostra cosa. A proposito di memoria futura dico: Presidente, statte accuorto, voi potete ottenere che io non mi possa esprimere se non a Radio Radicale, perché voi temete non me ma temete il popolo, temete la democrazia; stacci attento, perché poi viene fuori che il popolo che voi tutelate contro di me, avvantaggiando per forza alternative possibili allo sdegno, ai risentimenti e ai sentimenti, non alle convinzioni. Allora viene fuori che l’ottimo Beppe ieri ha sintetizzato in modo splendido: uno, lui è contro lo ius soli e per lo ius sanguinis, come i nazisti”. “Dire che ‘al mio movimento non si possono iscrivere quelli che non sono di sangue italiano’…”. Poi l’esclusione dei pregiudicati. “Io sono convinto che la maggioranza dei suoi grillini è più facile che venga raggiunta dall’offline che dall’online. Perché nello stesso tempo noi attraverso Emma Bonino abbiamo questo grado di popolarità, ma io – come sto documentando nell’online - sto diventando quello più sputabile di tutti, perché sono comprabile da Berlusconi, etc., ed è la campagna del Tg3 e dintorni”
    17:51 Durata: 15 min 50 sec
  • La scelta pro “Iraq Libero” dell’ex presidente egiziano, Mubarak, nel 2003, e il tradimento di Bush e Blair. “Obama, con i suoi droni, è in effetti l’erede per ragion di Stato di Bush”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La situazione mediorientale e quella egiziana in particolare. “Voglio dimostrare di essere sospettabile di un’altra ossessione, quella di ricondurre molte cose al 2003, a ‘Iraq libero’ come unica alternativa alla guerra in Iraq. Moussa, che è scomparso come candidato e che era segretario egiziano della Lega araba, ebbe una posizione che corrispondeva alla nostra”. Il mondo civile “tradito” da Bush e Blair. “Io ho sempre raccontato che chiedevo d’urgenza, nel marzo 2003, di contattare Mubarak immediatamente perché Mubarak stava resistendo con Moussa all’ultimatum formale fatto dalla coppia criminale. Non andò nessuno dell’Unione europea o del governo italiano, poi venne la notizia che era andato l’ambasciatore britannico. Mubarak e Moussa avevano scelto ‘Iraq Libero’ contro la guerra, l’avevano scelta con Papandreou, in quel momento a capo del semestre europeo”. Elogio della regina inglese. “Obama, con i suoi droni, è in effetti l’erede per ragion di Stato di Bush”. Ancora sulla ricerca della verità e sui documenti raccolti da Matteo Angioli su un sito ad hoc sulla campagna “Iraq Libero”. Il ruolo di Colin Powell, già Segretario di Stato americano al tempo della guerra in Iraq. Il rapporto tra potere militare e potere civile in America sotto l’Amministrazione Obama. Il caso dei droni
    18:07 Durata: 18 min 54 sec
  • Sul bagno di folla ricevuto dal Papa a Milano: “Sono costretto sempre a tornare agli anni Trenta o Quaranta – dice sorridendo Pannella – gli anni in cui nascono nel mondo le grandi manifestazioni di milioni e milioni di persone. E’ la caratteristica di alcuni regimi totalitari, la mobilitazione, e questo continua”. Il parallelo con la Cgil e le mobilitazioni di massa contro la riforma del diritto del lavoro

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sul bagno di folla ricevuto dal Papa a Milano: “Sono costretto sempre a tornare agli anni Trenta o Quaranta – dice sorridendo Pannella – gli anni in cui nascono nel mondo le grandi manifestazioni di milioni e milioni di persone. E’ la caratteristica di alcuni regimi totalitari, la mobilitazione, e questo continua. D’altronde è stato ancora recentemente detto e ripetuto che contro noi ‘violatori di diritti umani’, contro il superamento dell’Articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, Cofferati e la Cgil sono riusciti – dicono loro - a fare una manifestazione che sembrerebbe la più grande della storia italiana, di 3 o 4 milioni di persone, contro i Radicali”. “Ho sentito Nicola Rossi, che a volte dice cose intelligenti, dire: noi dovemmo lottare per avere la riforma dello Statuto dei lavoratori, e poi invece ci siamo trovati dinnanzi allo Statuto dei rappresentanti dei lavoratori e non dei lavoratori. Devo dire, chapeau”. “Gino Giugni fu gambizzato (nel maggio 1983, ndr) perché sosteneva questa situazio posizione. Giugni sicuramente ha lavorato concretamente alla redazione e alla interpretazione che veniva fatta, e non si scandalizzò – non dico che fu d’accordo - con i nostri referendum quando riguardarono la permanenza del potere dei rappresentanti sindacali che diventavano rappresentanti a vita, creando situazioni di disparità in fabbrica con i lavoratori”. Sulla mostrificazione di Marco Biagi e il parallelo con Piero Ichino
    18:26 Durata: 7 min 37 sec
  • La prevenzione dei disastri naturali e le battaglie storiche dei Radicali, dalla rottamazione del patrimonio edilizio post-bellico all’attenzione per quanto riguarda il caso Vesuvio

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il dibattito sulla riforma del lavoro e quello dei capannoni crollati; i toni dei sindacati, più sobri del solito. “Sì, perché ci sono dei limiti alla faccia tosta che non si superano solo al Corriere della Sera”, spiega Pannella, che poi critica un articolo di Stella apparso sul quotidiano di Via Solferino e che, pur trattando un tema caro ai Radicali come quello dell’abusivismo alle falde del vulcano Vesuvio, non cita mai i Radicali. Stella, “rifacitore della sua e dell’altrui storia”, dimentica Aldo Loris Rossi e tutte le battaglie dei Radicali sul tema. La prevenzione dei disastri naturali e la storica iniziativa dei Radicali. “Quel Giuliani, sputtanato, io continuo a sostenere che non è che sia riuscito a corrompere la scienza americana, e lui continua ad avere attestati ufficiali”. L’obiezione di Bordin che fa notare come Giuliani volesse far spostare nel 2009 le persone da Avezzano all’Aquila perché lui prevedeva il terremoto ad Avezzano. “Su questo ho un’opinione diversa. Da parte di Giuliani disse quella cosa che lui prevedeva ad Avezzano – e lo ripete adesso – documentando con pareri di enti scientifici americani che se lui non riesce ad avere tre postazioni, non può individuare altro se non l’area del futuro terremoto, per cui Avezzano e L’Aquila sono a una sessantina di chilometri di distanza. Siccome il massimo organismo rappresentativo dei sismologi si era riunito, e aveva detto ‘Tranquilli tutti’, oggi mi risulta che la magistratura sia già giunta a un rinvio a giudizio. Dopodiché su questo non ho nessuna prevenzione ‘a’ o ‘b’, perché non capisco perché devo fare fiducia o sfiducia all’uno o all’altro. Ritengo però personalmente che tutt’ora unanimi i partititi non parlano di quel che riguarda la Campania”. “De Magistris non ha nemmeno voluto ascoltare Aldo Loris Rossi”. Lo scarso interesse da parte del Presidente Napolitano
    18:34 Durata: 10 min
  • Conclusioni. Il seminario interno dell'8 e 9 giugno

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: “L’8 e il 9 (giugno, ndr) abbiamo questo seminario, e abbiamo altre iniziative in corso. Peraltro abbiamo anche il problema del nostro Segretario generale bloccato in Malì”. L’operato del Governo e il parallelo con le precedenti collaborazioni tra Radicali e altri governi sulla politica estera. Le campagne di pubblicità per ricevere il 5 per mille e il ruolo di Radio Radicale; le campagne di iscrizione ai soggetti radicali: “Mentre Radicali italiani sta facendo e molto bene la campagna per l’iscrizione a Radicali italiani e al pacchetto”, il Partito non sta facendo campagna di iscrizione. Il fronte italiano del Partito radicale da rafforzare. “Come militante radicale, ritengo di avere come compagni quotidiani di lotta coloro che stabiliscono che è opportuno – ed è per loro necessario - versare almeno l’equivalente di un caffè al giorno al Partito. Per il resto, gli altri sono compagni di area e di galassia, ma è indubbio che io ritengo che quello che consente ancora alla galassia di avere presenze che poi sono colorate in modo indelebile, che sia in Cambogia o in altre parti, è perché il Partito continua ad animare galassia e storia con la sua impostazione, in primo luogo quella della difesa del diritto e della giustizia in Italia”. “Il confronto è quello che avevano i liberali e gli antifascisti autentici di fronte alla politica di Togliatti, dei comunisti mondiali e italiani, e che è stata un contributo di negazione del diritto e dei diritti umani, sicuramente equipollente tra durata della nequizia fascista, nazista e comunista, con quest’ultima che ancora ideologicamente riesce a influire gravemente nel presente del globo”
    18:44 Durata: 13 min 55 sec