10 GIU 2012
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - RADIO - 17:00 Durata: 2 ore 1 min
A cura di Enrica Izzo
Player
In studio Valter Vecellio.

Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 10 giugno 2012 , condotta da Valter Vecellio che in questa puntata ha ospitato Valter Vecellio (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 1 minuto.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Valter Vecellio

    giornalista

    Direttore di Notizie Radicali Membro della Direzione di Radicali Italiani Valter Vecellio e Marco Pannella parlano da Chianciano Terme, dove si è concluso il seminario interno del Partito radicale.
    17:00 Durata: 1 min 51 sec
  • Pannella: “Oggi lo Stato italiano, in senso tecnico e non morale, è in una situazione di flagranza di un assieme di reati contro i diritti umani e contro il suo stesso diritto. Siamo impegnati come Radicali per riuscire a interrompere questa flagranza criminale”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La questione giustizia. Marco Pannella: “Il problema della giustizia, il problema del diritto, il problema della legge, il problema dei comandamenti, è il problema che si pone oggi anche in questo secolo come in quello precedente. Il problema di una convivenza civile, di uno Stato civile secondo i canoni prevalenti, mentre si sta assistendo in questo nostro tempo a un tentativo di rivincita – dopo un secolo e mezzo almeno da quella rivoluzione in cui si stabilì che il monarca non era tale per diritto divino e con potere assoluto, ma era il primo a dover rispettare la legge. Quello è stato un momento di rivoluzione antropologica”. “Oggi una cosa mi importa: è il diritto, la legge, perché la specie umana – di cui sono espressione un po’ anomala – ha elaborato nel nostro tempo una cultura che ritengo sia frutto della emancipazione della nostra specie per tutto il territorio”. Il parallelo tra il sistema uninominale anglosassone e quella semplicità che per esempio fa piacere il calcio all’opinione pubblica: “I giochi diventano di massa quando le regole sono semplici e chiare. Nel calcio le regole sono semplici e chiare. E la gente partecipa, tifa, si immedesima,perché in fondo sono delle persone come noi che giocano per noi. Se la politica non ha questa caratteristica di avere regole del gioco semplici e chiare, come quella anglosassone, in cui due si confrontano, qualche volta tre: uno vince e l’altro se ne va, a casa o a fare opposizione. Quando noi abbiamo proposto con i nostri referendum di andare nella direzione delle democrazie anglosassoni”, gli italiano si sono sempre detti favorevoli a ciò. La campagna errata dei Liberaldemocratici di “portare regole continentali” in Gran Bretagna. “Il vero massimo problema sociale e istituzionale – non etico come sento dire – è quello del diritto e della giustizia. Tutti, dall’amatissimo Presidente della Repubblica che non deve fare l’arbitro della politica, parlare tutti i giorni e spiegare quello che è bene e che è male ma dovrebbe essere garante della legge e del suo rispetto. Oggi lo Stato italiano, in senso tecnico e non morale, è in una situazione di flagranza di un assieme di reati contro i diritti umani e contro il suo stesso diritto. Siamo impegnati come Radicali per riuscire a interrompere questa flagranza criminale”. L’auspicio dichiarato di Pannella che qualche magistrato voglia verificare queste dure considerazioni del leader radicale. “Abbiamo uno Stato che da 30 anni è condannato dalla giurisdizione europea per i problemi di diritto”. “Io affermo che oggi il nostro Stato, quindi le istituzioni, quindi i rappresentanti responsabili delle istituzioni, sono in condizioni di gravissima flagranza di reato, con l’obiettivo categorico che è quello di interrompere ciò. Questo non tanto per quella terribile appendice della giustizia italiana che è la situazione carceraria, ma perché quando lo Stato svolge la sua funzione attraverso i processi penali e civili, è un assioma a livello europeo” che compia un reato. “Il magistrato che non procede nei miei confronti ritiene che io sia in condizione di fornire quella exceptio veritatis che è stata sbriciolata in questi decenni dalla giurisdizione”
    17:01 Durata: 21 min 1 sec
  • I Radicali e i precedenti storici sull'autodenuncia

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I Radicali e la pratica dell’autodenuncia. Il caso del processo al capitano Margherito al Tribunale militare di Padova, nel 1976. “Noi da Radicali ci autodenunciamo sempre”. Il caso delle disobbedienze civili contro il proibizionismo sulle droghe leggere, a partire da quella del 1975 con tanto di arresto di Pannella da parte del Commissario Di Francesco. “Poi si sono accorti che quel bel cannone che mi ero fatto, è vero che l’avevo acceso, ma per inesperienza l’avevo acceso dalla parte sbagliata, quindi avevo fumato il tabacco e non l’haschisch”. “Sarei fierissimo di aver preso un po’ per i fondelli uno Stato proibizionista, facendo consapevolmente questa cosa. Invece io, non essendo esperto, avevo sbagliato la parte dalla quale l’appicciavo. Ma questo si scoprì dopo tre anni!”. La battaglia per la legalità di allora e il ruolo di Salvatore Frasca, parlamentare socialista e presidente della Commissione Sanità di allora
    17:22 Durata: 11 min 55 sec
  • “Non so se sia preso anche a Monti un virus che si chiama ‘napolitanite’. Perché Monti ha dichiarato che il mercato internazionale non fa fiducia al mercato italiano, e gli imprenditori non vengono in Italia a dare lavoro e denaro, proprio per l’eccessiva lunghezza delle cause civili”. Ma poi nessuna iniziativa di governo è seguita a queste parole

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella torna a parlare della situazione della giustizia, denunciata anche dalle massime autorità della Repubblica. “Due mesi fa c’è stata una nuova condanna della giurisdizione europea che dice: lo Stato italiano, invece di dirci ‘provvederemo’, sia per il carcere che per la cosa che loro di più condannano che è la lunghezza dei processi… Anzi, informo gli ascoltatori: dalle cifre del ministero della Giustizia, se noi sommiamo procedimenti penali e cause civili vi sono – lo sappiamo grazie alle interrogazioni di Rita Bernardini – tutte le famiglie di un certo distretto giudiziario che sono vittime di questa cosa”. “Non so se sia preso anche a Monti un virus che si chiama ‘napolitanite’. Perché Monti ha dichiarato che il mercato internazionale non fa fiducia al mercato italiano, e gli imprenditori non vengono in Italia a dare lavoro e denaro, proprio per l’eccessiva lunghezza delle cause civili. Se sono truffati, se hanno da esigere da un acquirente, loro vanno lì e sanno che in Italia hanno da attendere sette-otto anni. E’ impossibile. Monti l’ha riconosciuto e l’ha detto questo. Però lo critico perché ha girato tutto il mondo per chiedere ‘aiutateci, investite in Italia’, ma alla fine è venuto solo il sovrano del Qatar, l’unico forse un po’ sensibile al prestigioso grido del Presidente, ma quando si è informato di com’era questa storia, l’emiro se ne è tornato senza nessun investimento se non l’acquisto di qualche immobile. Quindi ci troviamo con una situazione sempre più grave che – dice la Banca d’Italia – si ripercuote per l’1 per cento del pil, ma secondo noi è anche di più, se si prova a calcolare la mancata crescita. Lo dico anche ai sindacalisti”. L’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella: “Io ho continuato a lottare, aggiungendo anche lo strumento nonviolento. Ma chi ha scritto che l’8 del mese al carcere di Brescia i detenuti hanno iniziato uno sciopero della fame per non so quanto tempo? Chi ha scritto che ad oggi siamo almeno al 18esimo giorno per cui Aldo Di Giacomo, segretario regionale marchigiano del Sappe, che è il più numeroso sindacato di polizia penitenziaria, è in sciopero della fame?”. La proposta dell’amnistia non contestata dai giuristi. “I dieci milioni di processi producono l’ingiustizia, ammazzano la giustizia da parte dell’amministrazione della giustizia, per colpa delle istituzioni garanti, e il massimo garante è il Presidente della Repubblica”. “Noi come cittadini non siamo suoi elettori, lui per Costituzione non ci deve spiegare le cose, auspicarle o condannarle. Lui rispetto al Parlamento dovrebbe fare presente questa situazione: state accorti, perché qui tutti stiamo riconoscendo che la situazione della malagiustizia italiana poi comporta anche il problema delle carceri”. “Ci sono milioni e milioni di italiani che soffrono di questa cosa”. Ma l’amnistia non è forse una soluzione temporanea? “Solo in un Paese senza democrazia una menzogna come questa” può avere cittadinanza. “La realtà è un’altra: l’amnistia è di per sé una enorme riforma strutturale perché quando i magistrati che hanno le loro scrivanie ingombre per anni da dossier, con quei dossier che quindi vanno in prescrizione, glieli togli e gli dai un numero di procedimenti come nei Paesi civili, a quel punto la rapidità del giudizio è assicurata”. La difficile interlocuzione con Beppe Grillo sui temi della giustizia. “Lui non va mai in televisione a fare i dibattiti, è come me. Solo che a me non mi ci vogliono, hanno il terrore. E la colpa è del popolo, non di questo regime ladro di tutto!”, del popolo che condivide molte delle battaglie portate avanti dei Radicali. Dai suicidi nelle carceri al disastro idrogeologico: “In Italia è abolita la pena di morte, ma è vigente la morte di pena”. In caso d’amnistia cosa succede con i processi civili? “L’amnistia significa trasferire automaticamente sul civile tutta la forza professionale che si libera dall’altra parte”. “Se al penale si va da 5 milioni di processi a 600mila, è evidente che ci sarebbero dei magistrati e dei cancellieri praticamente disoccupati”. “E’ vero o no che lo Stato italiano è tecnicamente uno Stato in una flagranza criminale e assassina? Nessuno mi ha detto di no. Non va bene l’amnistia?”. Allora si proponga altro. Le necessarie depenalizzazione e decarcerizzazione. “C’è qualcuno che dice che non è vero che lo Stato è in questa condizione di flagranza criminale? No, questo non l’ho mai sentito contestare da nessuno. Allora, se l’amnistia non va bene, che cosa? Non propongono nulla!”. Le riforme graduali su droghe e immigrazione che non vengono nemmeno considerate, pur essendo state presentate dai Radicali. La polemica con Beppe Grillo sulle politiche dell’immigrazione. L’invito a “raggiungere” i Radicali e la loro storia iniziata negli anni Venti con la lotta antifascista. La necessità di un messaggio presidenziale alle Camere. La storia comunista del Presidente della Repubblica e quella differente liberale dei Radicali. “Io temo che antropologicamente il nostro Presidente della Repubblica debba fare i conti con questa situazione. La battaglia è dura. Cosa si può fare? Innanzitutto, con la nonviolenza, far conoscere”. “Non è l’amnistia-clemenza che noi chiediamo, ma la riforma dello Stato”. La censura mediatica su Pannella: “Questi vaticani – non dico credenti – sono assolutamente abituati a non comprendere qual è il riflesso dei credenti”. I precedenti dell’aborto e del divorzio. Il fenomeno degli “Italiani brava gente” che sputano addosso a Pannella credendo che lui abbia votato la fiducia a Berlusconi
    17:34 Durata: 39 min 53 sec
  • Sul caso Parma e le recenti elezioni amministrative in giro per l'Italia: “Io presumo che il popolo italiano, quando ha la possibilità di scelta, sceglie sempre molto bene dal nostro punto di vista. Con il referendum, perché le elezioni non sono democratiche e l'italiano non può scegliere. Per questo dobbiamo denunciare lo Stato italiano a tutti i livelli”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il sondaggio politico-elettorale dell’Istituto Cattaneo sul voto di Parma. “Prima di questo esito clamoroso del sindaco grillino che batteva in terra rossa e in Emilia il candidato democratico, io – siccome non avevo avuto tempo di discuterne con il Partito – a un certo punto ho detto: la destra ha distrutto Parma, e quindi questi stanno cadendo nel gioco della sinistra che però continuerà a distruggere Parma. Per questo ho detto: a titolo personalissimo io voterei certamente per Pizzarotti e non per il candidato democratico”. Le varie consultazioni locali delle ultime settimane e la posizione di Pannella. A Palermo “ha vinto e stravinto la mafiosità partitocratica”. “Io presumo che il popolo italiano, quando ha la possibilità di scelta, sceglie sempre molto bene dal nostro punto di vista. Con il referendum, perché le elezioni non sono democratiche e l'italiano non può scegliere. Per questo dobbiamo denunciare lo Stato italiano a tutti i livelli”. “Tutta la nostra storia è giocare il possibile contro il probabile”. “A Parma è possibile che gente di destra e gente che si era astenuta, avendo la notizia che uno al quale avevano fatto fiducia, al quale avevano assegnato una maggioranza in occasione dei referendum, etc., la semplice nozione che quel matto lì – che sta parlando ora – è riuscito a far sapere che lui voterebbe per questo ragazzo qua, beh forse avrà ragione!”. Ancora sull'amnistia e il suo possibile impatto sulla giustizia civile. “Beppe Grillo e tutti gli altri, hanno mai detto una cosa: che gli stipendi scandalosi di deputati e altri sono tali perché ci fu una legge in base alla quale i politici agganciavano i loro stipendi a quelli dei magistrati? S'è mai sentito Grillo o Di Pietro dire questo? No”
    18:14 Durata: 14 min 44 sec
  • Su Formigoni, Tempi e Cl

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Roberto Formigoni sulle unioni di fatto e gli attacchi al Pd sulle inchieste della magistratura. Pannella: “Devo presentare le mie condoglianze a Vauro e a Santoro che si sono mossi come un sol'uomo, come il Pd fino a un mese fa, a sostegno di Formigoni”. “Questo poveraccio di Firmigoni adesso cita Botteghe Oscure. Siccome responsabile di avermi candidato ufficialmente a ministro della giustizia è un'autorevole rivista cattolica, di attualità e derivazione Comunione e Liberazione, hanno fatto questa battaglia sull'amnistia, credo in sintonia con quello che crede Tettamanzi e in sintonia con i credenti. Comprate la rivista Tempi, difende qualcosa di corrispondente alla grande tradizione cattolica liberale lombarda, manzoniana, interpretando i sentimenti dei credenti. Invece Santoro invitava Formigoni mentre era scalfito dalla splendida battaglia dei Radicali milanesi e lombardi”. Le scomuniche di Vendola contro Emma Bonino
    18:29 Durata: 8 min
  • Pannella: “Nei prossimi giorni, grazie al professor Puggiotto, potremo dare l'occasione al mondo dei costituzionalisti e dei giuristi italiani, al mondo dei firmaioli italiani, di firmare un testo rivolto al Presidente della Repubblica”. “Spero che ciò serva ad almeno 13 giuristi italiani, così dimostriamo che almeno non è vero che il fascismo degli antifascisti è più terribile di quell'altro di Mussolini”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I ringraziamenti per i professori Fulco Lanchester e Andrea Puggiotto. Quest'ultimo “sempre ha assunto posizioni mirabili e straordinaria, credente davvero nel diritto. Nei prossimi giorni, grazie a lui, potremo dare l'occasione al mondo dei costituzionalisti e dei giuristi italiani, al mondo dei firmaioli italiani, di firmare un testo rivolto al Presidente della Repubblica”. “Potremo sottoporre, sperando che non ci siano meno di tredici ordinari giuristi delle Università a sottoscriverlo”. L'appello ai “firmaioli, a partire da quelli di Repubblica e dell'Espresso”. “O si nega che in Italia lo Stato non è come definito dalla giurisdizione europea, in alcuni giorni dal Presidente della Repubblica e dalla coscienza civile, o altrimenti sfido: al posto dell'amnistia cosa si può fare?”. La convenzione di Radio Radicale e il rischio che non sia rinnovata in autunno. L'elogio di Radio Radicale fatto da Teodoro Buontempo, ex Msi e oggi esponente de La Destra di Francesco Storace. Storace e la denuncia del “genocidio culturale e politico” dei Radicali. “E vorrei dire: grazie ad Andrea Puggiotto. Io ho scritto queste cose che dipendono dal mio sapere. Spero che servano ad almeno 13 giuristi italiani, così dimostriamo che almeno non è vero che il fascismo degli antifascisti è più terribile di quell'altro, tant'è che solo 13 antifascisti veri con Mussolini non firmarono il giuramento di fedeltà al regime”. La posizione dell'associazione Antigone e delle Camere Penali. Le manifestazioni nonviolente in tante carceri italiane e il paragone con la nascita della tradizione operaia
    18:37 Durata: 15 min 27 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'appuntamento di lunedì con la Lega per l'Uninominale. “Il mondo parlamentare ha tollerato finora che la soluzione sfascista per risolvere i nostri problemi sia quella di fare fuori un po' di parlamentari. Così che i nominati siano meno, più controllabili e soprattutto imposti a 150mila elettori e non proposti a 80-90mila”. Il parallelo con gli autoconvocati delle sette di inizio anni Novanta
    18:52 Durata: 8 min 44 sec