22 LUG 2012
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:03 Durata: 2 ore 1 min
A cura di Enrica Izzo
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In studio Massimo Bordin.

Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 22 luglio 2012 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Rita Bernardini (deputato, Candidati radicali nel Partito Democratico).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 1 minuto.

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  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Già direttore di Radio Radicale L’iniziativa nonviolenta dei Radicali per la legalità e la riforma della giustizia e le 20mila adesioni nelle carceri. L’informazione e i Radicali. Il dibattito sull’economia e sull’Europa
    17:03 Durata: 6 min 38 sec
  • La strage di Denver e il parallelo con lo storico referendum radicale del 1981 per vietare il porto d’armi ai cittadini. Marco Pannella: “Io a quel tempo pensavo che la mia campagna ‘ce n’est qu’un debut’, non è che un inizio, perché il problema andava posto in America con la pena di morte e il problema del denaro. Dicevo: da americano quale sono, lo pongo in Italia per porlo dovunque esistono i problemi della democrazia e della sua crescita”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La strage di Denver e il parallelo con lo storico referendum radicale del 1981 per vietare il porto d’armi ai cittadini. Marco Pannella: “Ti ringrazio di questo ricordo, perché io a quel tempo pensavo che la mia campagna ‘ce n’est qu’un debut’, non è che un inizio, perché il problema andava posto in America con la pena di morte e il problema del denaro. Dicevo: da americano quale sono, lo pongo in Italia per porlo dovunque esistono i problemi della democrazia e della sua crescita”. Il diritto a detenere armi nella Costituzione americana: “In Italia la Costituzione, più che là, è smentita continuamente da coloro che la elogiano. La Costituzione negli Stati Uniti è una cosa diversa, fissa dei principi e la funzione della Corte Federale – che non è stata, come in Italia è stata per 30 anni, la suprema cupola della mafiosità partitocratica e anticostituzionale – ogni tanto fa qualche sentenza interpretativa che è innovativa e vale per i successivi 10-15 anni come richiamo alla interpretazione modificata rispetto a quella tradizionale della Costituzione”
    17:09 Durata: 3 min 24 sec
  • Pannella sulla riforma della giustizia: “Nei mesi e nelle settimane scorse sottolineavo la preoccupazione che il Presidente della Repubblica sui problemi di diritto non li avvertiva se non in modo tradizionale, ovvero il diritto che è espressione del potere che prevale nella lotta di classe. È una interpretazione che veniva spiegata anche alle Frattocchie. Lui ha dimostrato sempre che dinnanzi ai diritti umani di metà del mondo, quando pure Giolitti, Di Vittorio e Terracini facevano delle scelte, lui – pur essendo della corrente riformista del Pci – invece è stato dalla parte in cui bisognava sacrificare un po’ di morti ammazzati nel Terzo mondo, nel mondo comunista, e adesso ha lo stesso riflesso rispetto alla situazione italiana”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella sui quattro giorni di iniziativa nonviolenta: “Radio Radicale quando c’è da criticarla la critico. Radio Radicale, conoscendo il retroterra di informazione cui poteva disporre e che potevamo fornire come Partito o altre cose, si è trovata in una condizione nella quale uno dei migliori intervistatori che abbiamo, dovendo fare due domande a due politici importanti del Pd, gli ha chiesto: ‘Allora la campagna radicale sul piano carcerario, lei che ne pensa?’. Sono stato un po’ incazzato dalla domanda”. “Si continua con questa palla, indecorosa e non indegna, che certi politici continuano a ripetere solo perché certe cose vengono dette solo da Radio Radicale e quindi è come se non vengano dette. Continuano a dire che vogliono ‘la riforma strutturale, mentre l’amnistia non è strutturale’, mentre notoriamente l’amnistia è solo e innanzitutto strutturale, perché aggredisce la struttura dell’amministrazione della giustizia in Italia”. “Non dico più ‘prepotente urgenza’ ma solo ‘urgenza’, perché ormai ho capito cosa voleva dire il nostro Presidente della Repubblica. Lui delle infarinature liberali, anche strumentalmente, ce le ha, e allora lui ha detto: ‘Queste urgenze sono prepotenti’. E noi non avevamo capito! E infatti pochi giorni dopo a Nisida ha chiarito che ci dovevano essere anche le condizioni politiche per l’amnistia, occupandosi anche ufficialmente delle condizioni politiche e non di quelle costituzionali, di diritto, dell’unità nazionale. Nei mesi e nelle settimane scorse sottolineavo la preoccupazione che il Presidente sui problemi di diritto non li avvertiva se non in modo tradizionale, ovvero il diritto che è espressione del potere che prevale nella lotta di classe. È una interpretazione che veniva spiegata anche alle Frattocchie. Lui ha dimostrato sempre che dinnanzi ai diritti umani di metà del mondo, quando pure Giolitti, Di Vittorio e Terracini facevano delle scelte, lui – pur essendo della corrente riformista del Pci – invece è stato dalla parte in cui bisognava sacrificare un po’ di morti ammazzati nel Terzo mondo, nel mondo comunista, e adesso ha lo stesso riflesso rispetto alla situazione italiana”. Sul documento di Andrea Pugiotto e dei 100 giuristi italiani che si sono rivolti al Presidente Napolitano. “La Costituzione dice che il Presidente parla attraverso i messaggi. Lui sta arrivando al suo ultimo semestre. Con Pugiotto e i professori gli chiediamo di fare un messaggio sui problemi di diritto. Invece la cosa che mi è parsa chiara è che il problema è un altro: va bene, lui non fa il messaggio, ma lui fa messaggi politici al popolo a reti unificate tutti i giorni. Ora, lui che faceva l’europeista, per carità, non ha mai una sola volta incoraggiato i giornali, la stampa, i media, a parlare del fatto che noi siamo condannati dalla giurisdizione europea (per lo stato della giustizia italiana, ndr). Mai una volta! Non so se troviamo un altro solo argomento del quale lui non ha mai parlato. Perché a suo modo, con le cene e i salamelecchi reciproci, anche del problema cattolico parla molto”
    17:13 Durata: 10 min 54 sec
  • Pannella sulle accuse a Napolitano da parte di certa stampa: “Diventa miserrimo l’accanimento, nel momento in cui si preferisce attaccare il Presidente della Repubblica su questa cosa tutt’altro che su un piano più generale. Io da oltre due mesi affermo testualmente che il Presidente della Repubblica italiana per primo sa e riconosce che noi siamo in flagranza piena, completa, rispetto ai diritti umani, allo stato di diritto e ancora ieri c’è stata un’altra condanna”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La situazione politica attuale italiana tra ricandidature di Silvio Berlusconi e riposizionamenti del Pd di Bersani “che di fatto vuole rifare l’Unione”: “In questa situazione quello che devo constatare è che in realtà si tratta di capire cosa vuole fare lui, il Presidente della Repubblica, come Presidente del Consiglio e come Premier. Lui in realtà fa il Presidente del Consiglio irresponsabile nel senso che non ne ha la responsabilità, e non fa il Presidente della Repubblica. Nel momento in cui delle rogne e degli attacchi che non mi entusiasmano gli sono stati fatti, se l’è cavata citando Luigi Einaudi. Tra l’altro ricordo bene come andò la cosa: Guareschi gli faceva delle critiche sul fatto che alcuni vini tradizionali di sua produzione era accaduto, e ci credo che Einaudi non avesse seguito questo, che in una delle fascette attorno alle bottiglie c’entrava ‘del Presidente della Repubblica’. Su questo Guareschi fece un casino e fu in questa occasione che Einaudi disse di non voler avallare minimamente queste imputazioni ‘perché – disse – ho da difendere costituzionalmente le mie funzioni e quindi i miei eredi’. La cosa era pertinente. Finalmente ho sentito una affermazione costituzionalmente ineccepibile da parte di Napolitano che ha usato 10 parole di Einaudi ed ha illustrato le sue ragioni così”. “Ma lui non solo non ha più parlato della giustizia, ma nemmeno delle carceri, se non ripetendo le cose che tutte le belle anime dicono. Questo vuol dire che se poi non fa neanche i messaggi, se continua appunto a denunciare come miserrime le critiche che gli arrivano, mentre tace e fa fare anticamera da 20 giorni almeno ai 140 sottoscrittori accademici della lettera aperta-appello di Pugiotto. (…) Sappiamo che il Presidente è molto bravo, anche in termini di stile, e quindi su questo sicuramente non è una distrazione o una impossibilità materiale”. “In più ci sono le miserrime accuse, e su questo ha ragione. Poi diventa miserrimo l’accanimento, nel momento in cui si preferisce attaccare il Presidente della Repubblica su questa cosa tutt’altro che su un piano più generale. Io da oltre due mesi affermo testualmente che il Presidente della Repubblica italiana per primo sa e riconosce che noi siamo in flagranza piena, completa, rispetto ai diritti umani, allo stato di diritto e ancora ieri c’è stata un’altra condanna”. Il giudizio di Pannella su Scalfari
    17:23 Durata: 11 min 49 sec
  • Rita Bernardini, parlamentare radicale eletta nelle fila del Pd, misura adesioni ed effetti dei quattro giorni di iniziativa nonviolenta radicale nelle carceri romane

    Rita Bernardini

    deputato (Candidati radicali nel Partito Democratico)

    Membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati Rita Bernardini, parlamentare radicale eletta nelle fila del Pd, misura adesioni ed effetti dei quattro giorni di iniziativa nonviolenta radicale nelle carceri romane
    17:35 Durata: 13 min 55 sec
  • Pannella: “In questo Paese visitando il carcere ci accorgiamo che questa istituzione chiusa, essendo noi gente comune – come loro -, troviamo una resistenza contro il regime, una resistenza che è transnazionale e non solo transpartitica, visto che almeno il 25 per cento dei reclusi sono non italiani”. “Le carceri italiane stanno diventando questa realtà. Ma non si spaventano e non si vergognano? Perché il Presidente della Repubblica parlò della ‘vergogna’ che si subiva e dell’‘orrore’ che si ispirava nel famigerato intervento di fine luglio dell’anno scorso”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Sappiamo, l’abbiamo ripetuto per vent’anni con Enzo Tortora, che per Voltaire, Dostoyevsky, se vuoi conoscere un Paese devi cominciare visitandone le carceri. Non è detto però adesso che la cosa vada interpretata come normalmente è interpretata, ovvero ‘bisogna visitare le carceri perché sono il punto dolente’”. Perché “i pochissimi che hanno accennato alla cosa hanno scritto che in 20mila aderiscono alla manifestazione. No, 20mila aderiscono allo sciopero della fame, ma questo nessuno l’ha scritto. A Regina Coeli abbiamo praticamente il 90 per cento dei reclusi che non hanno accettato il cibo. Quale notizia c’è? Che aderiscono e fanno lo sciopero della fame, in positivo, chiedendo qualcosa, non protestando indignati contro qualcosa. Non è una notizia?”. “In questo Paese visitando il carcere ci accorgiamo che questa istituzione chiusa, essendo noi gente comune – come loro -, troviamo una resistenza contro il regime, una resistenza che è transnazionale e non solo transpartitica, visto che almeno il 25 per cento dei reclusi sono non italiani”. “Le carceri italiane stanno diventando, lo segnalo ai compagni del manifesto perché devo dire che stanno seguendo – quasi da soli – questa realtà. Ma non si spaventano e non si vergognano? Perché il Presidente della Repubblica parlò della ‘vergogna’ che si subiva e dell’‘orrore’ che si ispirava nel famigerato intervento di fine luglio dell’anno scorso”
    17:49 Durata: 8 min 32 sec
  • Pannella: “Non solo sputtaniamo la giustizia italiana, ma il silenzio su questo, sulla giustizia, fa sì che ammazziamo la giustizia europea. Poi quando arriverà la Corte federale tedesca sovranista, fra un mese, perché si dovrà pronunciare sul Fondo salva Stati, avremo un’altra botta, perché dirà molto probabilmente che lo Stato tedesco non può rinunciare alla sovranità nazionale. Anche David Cameron ci ha provato, dicendo: ‘Ma se tanto è tanto, se gli italiani che sono federalisti, europeisti, etc., trattano così la giustizia europea, il Consiglio d’Europa, chi ce lo fa fare? E’ meglio tenerci la nostra giustizia nazionale che una giustizia europea che gli stessi europeisti sputtanano e feriscono a morte'”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sulle omissioni del Presidente della Repubblica sul tema giustizia. “Il Presidente della Repubblica ha detto ‘dovete approvare la legge elettorale’. Scusa, ma tu che c’entri?”. E se invece avesse chiesto di approvare l’amnistia, allora forse c’entrava? “Assolutamente sì. Perché riguardava le condanne della giurisdizione superiore della quale lui è un sabotatore per omissione!”. “Non solo sputtaniamo la giustizia italiana, ma il silenzio su questo, sulla giustizia, fa sì che ammazziamo la giustizia europea. Poi quando arriverà la Corte federale tedesca sovranista, fra un mese, perché si dovrà pronunciare sul Fondo salva Stati, avremo un’altra botta, perché dirà molto probabilmente che lo Stato tedesco non può rinunciare alla sovranità nazionale. Anche David Cameron ci ha provato, dicendo: ‘Ma se tanto è tanto, se gli italiani che sono federalisti, europeisti, etc., trattano così la giustizia europea, il Consiglio d’Europa, chi ce lo fa fare? E’ meglio tenerci la nostra giustizia nazionale che una giustizia europea che gli stessi europeisti sputtanano e feriscono a morte'”. “Se il Presidente della Repubblica avesse detto l’anno scorso, o anche a gennaio o a febbraio: ‘Badate, dovete votare le leggi elettorali perché un anno prima delle elezioni dev’essere già cambiata, altrimenti sarà sostanzialmente criticata per non dire invalidata - come per la Bulgaria - dalla giustizia europea. Invece ha taciuto, niente. E ancora adesso dice: via, facciamo la legge elettorale e tra sei mesi andiamo a votare. Ma lui non si accorge che sono state abolite, contro la legge e contro i contratti di servizio, perfino le tribune politiche, quelle dei contratti di servizio tra i Governi e la Rai Tv”. “Stiamo attenti a non ridurre il popolo italiano così com’è stato ridotto il popolo napoletano, e lo dicevo rivolgendomi al Presidente. Era un tentativo d’aiuto al Presidente”. Sull’incontro urgente e non previsto di questi giorni tra Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio, Mario Monti. “E’ chiaro comunque che fino a quando non si è tenuto non lo si sapeva. Poi ci sono stati alcuni giornali che hanno detto che si è discusso dei tempi di scioglimento delle Camere. Su questo voglio dire una cosa: riconosco che come Premier l’esperienza politica – anche se non formale - del Presidente della Repubblica è altissima, così come ha dimostrato quando ha inventato il procedimento – in effetti a sorpresa – di nominare Monti senatore a vita e poi Presidente del Consiglio. Ci vuole molta esperienza, quindi il Presidente ci ha sorpreso positivamente in questo caso. Ma adesso quindi questo cosa vuole? Come ci vuole sorprendere? Perché sappiamo che lui è il regista di quello che accade anche nei singoli partiti: Pdl, Pd, Udc. Questo è motivo di preoccupazione democratica e costituzionale. Perché il Presidente della Repubblica sa benissimo, per esempio, che noi questa battaglia la stiamo facendo, e sa che come Radicali abbiamo un radicamento sociale serio, magari proprio nel napoletano e in Campania per esempio”
    17:58 Durata: 15 min 45 sec
  • La situazione della regione Sicilia, le accuse di Ingroia a Napolitano, le critiche al governo Monti colluso con i poteri forti internazionali, il giudizio di Pannella su Scalfari

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La situazione della Regione Sicilia. Il parallelo con il mondo cooperativo e lo scarso peso dato dai suoi referenti politici alla battaglia sul falso in bilancio. L’eccezione dell’Idv e in particolare dell’onorevole Lannutti. “Potranno esserci in lui dei toni eccessivi, ma intanto io apprezzo molto la minuzia esatta con la quale analizza gli eventi. Poi che in lui ci sia questa visione ‘in bianco e nero’, ovvero che uno che è stato nelle banche non può che essere un complice delle banche… Mi meraviglio, però anche Formica ha definito il presidente della Banca centrale europea, Draghi, ‘l’italoamericano Draghi’”. “Che cosa poi sia capace di fare quello che chiarissimamente fa il Premier ombra, il regista assoluto e manifesto. Di buona formazione comunista, Napolitano i problemi di diritto e dello Stato non li idealizza. C’è la ragioni di Stato, la ragion di partito, e tutta questa è una cultura che è praticamente antropologica perché viene da due, tre, quattro generazioni, per risalire fino a quelle giacobine. Come mio piccolo contributo oggi dico: non so cosa c’abbia in testa, perché escludo che al suo livello di abilità e di conoscenza, se parla con Monti dei tempi e dell’eventuale scioglimento delle Camere, e quegli altri ne parlano tutti quanti, lui sicuramente può avere…”. “E questo in una situazione anti-democratica, non solo a-democratica. Napolitano può sbarazzarsi di tutte le critiche che sono miserrime e non di grande respiro; possono essere esatte e verosimili, ma questo non vuol dire che siano vere”. Il parallelo tra Daniele Capezzone e Marco Travaglio. Ancora su Scalfari e sui primi passi mossi in politica da Bettino Craxi
    18:13 Durata: 17 min 39 sec
  • Pannella: “Pare che c’è un problema di Senatori a vita. Dopo due anni di malattia gravissima, se ne è andato infatti Pininfarina. Io ho avuto subito occasione di dire: abbiamo una fortuna, è ancora vivo e vivissimo Elio Toaff. Possiamo riparare quello che ho cercato di far fare ai quattro predecessori di Napolitano, e quindi quand’anche non debba essere per tanti-tanti-tanti anni, abbiamo la fortuna di poter compiere un atto non bello ma fondamentale nella storia italiana. Ma vorrei aggiungere un’altra cosa, così tolgo dall’imbarazzo, visto che sento fare anche il mio nome come possibile candidato. Questo Presidente mi ha coperto in due o tre occasioni di elogi, non passeggeri, ma proprio per questo lui non penserà mai a farmi senatore a vita”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Pare che c’è un problema di Senatori a vita. Dopo due anni di malattia gravissima, se ne è andato infatti Pininfarina. Io ho avuto subito occasione di dire: abbiamo una fortuna, è ancora vivo e vivissimo Elio Toaff. L’ho subito detto nel momento della scomparsa di Pininfarina. Possiamo riparare quello che ho cercato di far fare ai quattro predecessori di Napolitano, e quindi quand’anche non debba essere per tanti-tanti-tanti anni, abbiamo la fortuna di poter compiere un atto non bello ma fondamentale nella storia italiana. Ma vorrei aggiungere un’altra cosa, così tolgo dall’imbarazzo, visto che sento fare anche il mio nome come possibile candidato. Questo Presidente mi ha coperto in due o tre occasioni di elogi, non passeggeri, ma proprio per questo lui non penserà mai a farmi senatore a vita. Anche perché gli offro un alibi, anzi una ragione: io da questa Repubblica e da questo Presidente della Repubblica se non muta orientamento sulla giustizia – come auspichiamo assieme a tutti gli accademici che hanno sostenuto l’iniziativa di Pugiotto –, non accetterei mai di avere un posto nel Senato della Repubblica. Primo, per il bene dell’Italia, direi: scusatevi del fatto che quando sono stato eletto al Senato con la Rosa nel Pugno non mi avete proclamato, e quindi a questo punto sto fuori con il popolo. Come quando pure parlo della flagranza assassina dello Stato italiano sul fronte della giustizia, e dell’obbligo di interromperla”
    18:31 Durata: 5 min 7 sec
  • Sulla riforma della legge elettorale: “Peggio del Porcellum si può fare – osserva Pannella - Ma quand’anche questo non accadesse, se è un Paese che va a votare in queste condizioni, in queste condizioni le elezioni hanno solo l’impossibile funzione che gli danno le dittature, di legittimare cioè questo sporco regime partitocratico”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il dibattito sulla riforma della legge elettorale: “Il signor Presidente interviene a dire: ‘Facciamola comunque e ciccia ar… e ciccia la giurisdizione, etc’. Perché non ha fatto il suo mestiere e non lo ha detto prima alle Camere?”. La storica proposta radicale del maggioritario uninominale. Sul Partito dei Pirati e il possibile apporto di alcuni Radicali. “Se non c’è prima del momento in cui si vota una situazione democratica nella quale quindi i cittadini possono scegliere su cose sulle quali nessuno ci toglie l’attendibilità, che siano i diritti civili, ma anche conoscenza, etc., visti i referendum che abbiamo fatto”, non ci sarà comunque scelta democratica. Senza contare che “intanto peggio del Porcellum – che noi combattemmo – si può fare”. “Io indubbiamente ho presente una cosa: che questi partiti adesso faranno la modifica in 20 giorni; se trovano l’accordo fanno qualcosa per tornare indietro ancora a un sistema più proporzionale, con le preferenze”. “Ma quand’anche questo non accadesse, se è un Paese che va a votare in queste condizioni, in queste condizioni le elezioni hanno solo l’impossibile funzione che gli danno le dittature, di legittimare cioè questo sporco regime partitocratico”. I limiti di Beppe Grillo e il possibile apporto costruttivo dei Radicali al movimento dei grillini: gli esempi dell’anagrafe pubblica degli eletti e dell’azione popolare
    18:36 Durata: 13 min 40 sec
  • Conclusioni. Pannella: “Questo è l’interrogativo d’allarme che lancio. Perché al Presidente Napolitano può passare per la testa una cosa tatticamente ottima, cioè per l’immediato, ma ricordiamo che con lui non ci ha salvato di per sé dal default con quanto fatto finora. Ha trovato una formula che era la meno peggiore. Mentre lui i problemi di diritto poteva far sapere a questo Paese che esistono degli obblighi di diritto” e non lo ha fatto

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “La sintesi però vorrei che fosse quella sul tema istituzionale. Io non so che gli passa per la testa, perché accadrà – nel bene e nel male – quello che gli passa per la testa al Presidente della Repubblica. Perché lui sicurissimamente ha il massimo di esperienza politica. Lui ha delle capacità da politicante formidabili – sia inteso: anche noi abbiamo, come Radicali, delle capacità politicanti, oltre che politiche, anche se noi non usiamo soprattutto quelle, non è la nostra sostanza. Quindi questo è l’interrogativo d’allarme che lancio. Perché a lui può passare per la testa una cosa tatticamente ottima, cioè per l’immediato, ma ricordiamo che con lui non ci ha salvato di per sé dal default con quanto fatto finora. Ha trovato una formula che era la meno peggiore. Mentre lui i problemi di diritto poteva far sapere a questo Paese che esistono degli obblighi di diritto” e non lo ha fatto. Il sostegno dei rappresentanti locali e regionali della Basilicata al Partito Radicale e all’iniziativa sulla giustizia. Il “radicamento sociale” dei Radicali nella “comunità penitenziaria”: “Non possono mandarmi in televisione perché se riusciamo a parlare una volta in un dibattito di fronte a 5-7 milioni di persone, e si spiega perché l’amnistia, perché la riforma, e si spiega che per l’Italia c’è un obbligo giuridico di interrompere la flagranza di reato, a questo punto ci sono anche tutte le generazioni di ex detenuti che sono già usciti. Poi non vengono mai messi nel conto le centinaia di migliaia di ragazzi a cui si è tolta la patente per intervento prefettizio”. Pannella sulle responsabilità dei governi conservatori greci e del governo socialista spagnolo di Zapatero nella formazione dell’attuale crisi
    18:50 Durata: 14 min 1 sec