05 AGO 2012
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 2 ore 5 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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In studio Massimo Bordin.

Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 5 agosto 2012 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 5 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    Già direttore di Radio Radicale La stampa e il trattamento della conversazione settimanale Pannella-Bordin. L’iniziativa radicale
    17:00 Durata: 1 min 46 sec
  • Pannella sulla condizione della giustizia e delle carceri: “Abbiamo le carceri, l’abbiamo detto con Tortora, con Dostoevskij, Voltaire che dicono ‘se vuoi conoscere le condizioni di un Paese visitane le carceri’. Ma se si visitano le carceri del nostro Paese, troviamo isole di resistenza e alterità alternativa, nel momento in cui vivono a decine di migliaia momenti di nonviolenza”. Il ruolo della "sindacatocrazia"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: “Direi che prosegue così questa condizione agonica italiana. Da tempo ci dannavamo del fatto, per esempio, che l’assistenza al dolore non viene praticata in Italia, malgrado le leggi. E questo sistema è pieno di sussulti di agonia, è in fase chiarissimamente agonica e cerca di salvarsi come non può, perché è incapace di darsi norme, quali esse siano. E’ un sistema fondato sul tradimento delle carte fondamentali, sempre più chiaramente”. Il parallelo con “i regimi in voga negli anni 20 e 40”. “Come peste continuiamo di nuovo a funzionare, privilegio della penisola e del nostro territorio. Su questo ci occupiamo non di denunciarla, ma se possibile di vincere con loro e di convincerli con la nonviolenza dinanzi a potenti e prepotenti come sono, cercando per esempio anche di aiutare il nostro Presidente della nostra Repubblica a non essere sempre più gravemente responsabile di questa condizione criminale del nostro Stato. E sembra che non ci si stia resistendo sicché dicevo stamattina: abbiamo le carceri, l’abbiamo detto con Tortora, con Dostoevskij, Voltaire che dicono ‘se vuoi conoscere le condizioni di un Paese visitane le carceri’. Ma se si visitano le carceri del nostro Paese, troviamo isole di resistenza e alterità alternativa, nel momento in cui vivono a decine di migliaia momenti di nonviolenza”. “Nei 4 giorni passati, quelli di nonviolenza, non c’è stato segnalato nemmeno un suicidio di detenuti, di poliziotti e - da quello che sento dai sindacati – anche un bassissimo numero di tentati suicidi che sono riusciti a interrompere. Ora davvero Radio Radicale, con rispetto parlando di Giuliano Ferrara, è Radio Londra, perlomeno Radio Londra delle carceri italiane, dove si spiega continuamente che l’amnistia non è clemenza, è l’amnistia-riforma, è l’amnistia-rientro nella legalità, sicché questa mattina ho potuto ripetere la mia quasi paura dinanzi all’atteggiamento del sindacato italiano. Mi è venuto in mente Di Vittorio, probabilmente morto di crepacuore nelle vicende che furono attraversate per l’atteggiamento della sinistra e della cinghia sindacale di allora; è possibile che, strettamente per le loro condizioni illegali e violente di lavoro, nel quale le loro famiglie sono coinvolte in un modo generale e atroce, i membri della polizia penitenziaria si trovano a manifestare in modo tragico la loro stanchezza… Su questo non c’è un ombra di sindacato: i poliziotti della polizia penitenziaria non hanno di fatto diritto a scioperare”. La riforma e la smilitarizzazione della polizia alla metà degli anni 70. “E quindi dico: in questa condizione nella quale il sindacato non ha potuto organizzarsi in quanto tale lì dentro, ma il Siulp ha cercato di assumere quel ruolo in tutti i modi, il fatto che si suicidano, che si distruggono le famiglie, hanno un tasso di morbilità incredibile, riescono a salvare a malapena dei suicidi tra i detenuti, etc., questo non riguarda i sindacati? Questa sindacatocrazia e partitocrazia è la stessa associazione a delinquere rispetto ai diritti e al senso dello Stato”
    17:01 Durata: 10 min 53 sec
  • Pannella: “Stiamo facendo una ricerca che dovrebbero avere la Banca d’Italia, l’Istat, il Governo, per conoscere quali sono i moduli prescelti a livello scientifico per fare quelle statistiche dalle quali poi si stabilisce perché siamo agli ultimi posti per libertà di concorrenza, etc. Se noi riusciamo ad avere questi criteri in base ai quali vengono stilate queste ‘tavole della legge’ che vengono sempre citate, credo che un metodo di governo buono sia questo: vedere quanto siano scientificamente accettabili questi criteri di ricerca e se risultino non contestabili metodologicamente; a questo punto abbiamo le cose che dobbiamo oggettivamente fare per passare dal 158esimo posto al 40esimo”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il caso dei “sindacati aziendali” alla fabbrica dell’Ilva. I “rapporti, per mutuo riconoscimento” tra i dirigenti del Gruppo Riva e Nichi Vendola. Gli articoli di Giorgio Meletti e una celebre intervista a Pannella. “Oggi mi ha fatto molto piacere leggere sull’Avvenire il fatto che Luigi Einaudi – siccome proprio ieri Nichi ha detto rivolgendosi a Casini: ‘Tu sei liberista, e il liberismo è nazismo’ - scriveva nel 1927 diceva che la sua posizione liberista era anzitutto morale, e poi economica. Lo dico spesso, citando una frase che era molto cara ad Einaudi, cioè che le sue posizioni liberali, classificate come liberiste, avevano radici di carattere culturale, morale prima che economiche”. Bordin: “Non ha certo aiutato il fatto che Friedman sia stato assistente di Pinochet”. Pannella: “Non ha certo aiutato la marea di cattedratici marxisti, marxiani e mariologi che durante l’impero dei dittatori si manifestarono e c’erano, e formarono a Mosca la classe dirigente africana, tornando a casa loro ed erano d’accordo con le dittature militari”. “Io ho anche il dubbio che anche Caffè possa esser citato. Quando mi sono incontrato con il governatore Visco, abbiamo dichiarato che nell’ambito di una operazione molto importante che stiamo cercando di compiere, quella del salvataggio della giustizia civile come componente necessaria anche secondo Monti, stiamo facendo una ricerca che dovrebbero avere la Banca d’Italia, l’Istat, il Governo, per conoscere quali sono i moduli prescelti a livello scientifico per fare quelle statistiche dalle quali poi si stabilisce perché siamo agli ultimi posti per libertà di concorrenza, etc. Se noi riusciamo ad avere questi criteri in base ai quali vengono stilate queste ‘tavole della legge’ che vengono sempre citate, credo che un metodo di governo buono sia questo: vedere quanto siano scientificamente accettabili questi criteri di ricerca e se risultino non contestabili metodologicamente; a questo punto abbiamo le cose che dobbiamo oggettivamente fare per passare dal 158esimo posto al 40esimo addirittura, andando a vedere le principali voci. Ci stiamo lavorando da 20 giorni. Giovannini ci ha dedicato tempo. Come fa il Governo, il ministero della Giustizia, a non avere questi numeri, che sono il criterio per intervenire e passare dal 158esimo posto al 40esimo in libertà d’impresa?”. “E’ un lavoro semplice e limpido se lo si vuol fare. Se non si è in condizione di farlo, vuol dire che manca esperienza di governo anche ai tecnici qualche volta. Su questo ci siamo impegnati e l’urgenza che poniamo è questa: noi riteniamo che quell’1% di pil che pure non è che sia nulla, per noi è una stima fatta un po’ così. Potrebbe essere anche lo 0,6 o il 3 per cento. Nonostante le interrogazioni, sono dati che non abbiamo. Abbiamo il diritto e il dovere di sapere come sono fatte queste stime”. “Perché o dovremo contestare la serietà di questi momenti massimi delle strutture di studi economici e di ufficialità, oppure scoprire che a livello scientifico sono contestabili e vanno licenziati tutti, dai direttori generali all’ultimo dei collaboratori. Oppure una volta individuati noi sapremo i punti da aggredire e riformare, perché in modo obiettivo si tratti con le categorie che costituiscono le loro difese corporative gli elementi di massima pesantezza sul pil italiano complessivamente, facendo riforme su questo anche abbastanza clamorose”
    17:12 Durata: 17 min 23 sec
  • Pannella: “Il Presidente della Repubblica lavora più di me, circa 14 ore al giorno, e a questo punto potremmo sperare di non interrompere questo lavoro da ‘Tempi moderni’ al quale, a 88 anni, è condannato: il Presidente mi sa che firma un decreto al giorno. Giustamente il Presidente faceva sapere che, dinnanzi alle esigenze di Berlusconi di avere troppi decreti, che lui resisteva perché doveva vigilare. Oggi non ha da resistere in nulla, è noto che lui dica: fate questo, fate quest’altro per decreto. Il nostro Presidente lavora tanto, e in più al posto di Charlie Chaplin che sta sul posto di lavoro ad avvitare, adesso possiamo mettere lui che firma decreti”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Il Presidente della Repubblica lavora più di me, circa 14 ore al giorno, e a questo punto potremmo sperare di non interrompere questo lavoro da ‘Tempi moderni’ al quale, a 88 anni, è condannato: il Presidente mi sa che firma un decreto al giorno. Giustamente il Presidente faceva sapere che, dinnanzi alle esigenze di Berlusconi di avere troppi decreti, che lui resisteva perché doveva vigilare. Oggi non ha da resistere in nulla, è noto che lui dica: fate questo, fate quest’altro per decreto. Il nostro Presidente lavora tanto, e in più al posto di Charlie Chaplin che sta sul posto di lavoro ad avvitare, adesso possiamo mettere lui che firma decreti. Non è un caso che non credo che fra le miserrime cose tra le quali si duole il Presidente della Repubblica, i ‘miserrimi attacchi’ come li ha definiti’… Aveva ragione lui? Possibile. Ma sicurissimamente nessuno rimprovera me che quando dico che ci sono dei responsabili di una condizione del nostro Paese più infame ancora di quanto non lo fossero gli Stati fascisti, comunisti e nazisti rispetto al diritto di allora e che vorremmo che questi responsabili fossero giudicati, non solo senza Piazzali Loreto, ma anche senza Processi di Norimberga, in quanto processi del vincitore contro il vinto. Tra i massimi responsabili c’è un Presidente della Repubblica, uno che è responsabile o no di quello che io dichiaro, e su questo nessuno dice che sia miserrimo, nessuno ha detto che questa accusa sia infondata, nessuno ha detto che forse si eccede, tutt’al più non l’hanno commentata”. “Una cosa che io critico è che ho l’impressione che abbiamo il Presidente della Repubblica che non fa il Presidente della Repubblica ma fa il Presidente del Consiglio ombra. Interviene continuamente, fa cose proprie non di un Presidente della Repubblica. Ebbene questo è tecnicamente irresponsabile, perché non è Presidente del Consiglio, e quindi lo fa così, così come è tecnicamente responsabile di non fare il garante dei diritti”. Le condanne della giustizia europea all’Italia mai oggetto di un messaggio alle Camere di Napolitano. La storia dello strumento del messaggio alle Camere
    17:30 Durata: 12 min 42 sec
  • L'europeismo di Spinelli e quello ben diverso di Monti

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le sorti degli eredi del federalista Altiero Spinelli e i rapporti del padre fondatore europeo con i Radicali. Gli “spinelliani ufficiali, quelli con il timbro, hanno fatto l’associazione di spinelliani e io naturalmente non ne faccio parte”. Le dichiarazioni di Monti contrarie agli Stati Uniti d’Europa: “Nessuno aprì il dibattito con Monti su questo”. “La situazione nella quale oggi ci troviamo è che c’è una regola dei giornalisti italiani e in parte europei brava gente: dopo tre generazioni, si sono abituati come dal carcere di Civitavecchia, Spinelli diceva che la cosa che più lo desolava e preoccupava era quando – essendo passati quasi venti anni di fascismo - i corrispondenti esteri in Italia erano tutti quanti fedeli esaltatori del regime fascista, mentre loro erano in carcere”. L’europeismo di Churchill
    17:42 Durata: 16 min 40 sec
  • Perché Pannella non chiede le dimissioni di questo Governo? “Perché questo lo vuole fare tutta la partitocrazia e tutto il potere italiano. Lo sostengono? Loro stanno lì e il Presidente della Repubblica vigila lui che Monti non sia troppo audace nella sua autonomia nei confronti della sua partitocrazia. La mia opinione è che sicurissimamente dobbiamo adire a tutte le vie non velleitarie e praticabili, serie: c’è la messa in stato d’accusa, poi ci sono ricorsi alla giurisdizione europea sulla situazione dello Stato italiano”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sul silenzio del Presidente della Repubblica sulle condanne dell’Europa all’Italia per la questione giustizia. “Molti dicono: tanto ormai è finita la legislatura, non ci sarà l’amnistia. Mi pare probabile, solo che dico a coloro ci fanno fiducia in condizioni difficilissime, noi abbiamo sempre giocato il possibile contro il probabile, altrimenti non avremmo mai potuto rivendicare le uniche pagine di civiltà del nostro Paese in questi trent’anni”. La mozione dell’ultimo Comitato di Radicali italiani. Amnistia come “unico obiettivo che può consentire e in qualche misura costringere all’uscita dalla flagranza criminale dello Stato”. L’Italia e lo “sputtanamento della giurisdizione europea”. Le morti nelle carceri e il parallelo con il caso Ilva. Pannella: “Napolitano soprattutto ha operato in questi sette anni per non porre mai problemi di diritto, secondo una tradizione che non è quella liberale, azionisti o di sinistra, ma è l’altra”. “Mantengo un giudizio complessivamente positivo dell’opera di Monti”. Perché Pannella non chiede le dimissioni di questo Governo? “Perché questo lo vuole fare tutta la partitocrazia e tutto il potere italiano. Lo sostengono? Loro stanno lì e il Presidente della Repubblica vigila lui che Monti non sia troppo audace nella sua autonomia nei confronti della sua partitocrazia. La mia opinione è che sicurissimamente dobbiamo adire a tutte le vie non velleitarie e praticabili, serie: c’è la messa in stato d’accusa, poi ci sono ricorsi alla giurisdizione europea sulla situazione dello Stato italiano”
    17:59 Durata: 17 min 55 sec
  • Pannella: “Devo dire che a un compagno caro come Vasco e a Saviano, devo constatare che voi di questa roba non ve ne fregate molto, non la ritenete seria”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    “Un cittadino italiano che dice: il mio Stato, noi, siamo vittime di una impresa criminale che domina nel nostro Paese ai danni patenti della legalità italiana, europea, internazionale”. “Dico, signori Procuratori della Repubblica, o io offendo oppure continuo a segnalarvi, come quando venivo a denunciare che tutti i grandi partiti in quasi tutte le elezioni regionali o comunali avevano fatto quello che aveva fatto ampiamente Formigoni, e su questo mi dispiace che pare il Fatto non ne parli mai, Travaglio non ne parla mai, e allora diventano ‘miserrime’ le loro cose”. “Se sarà necessario, sapremo bene come farci condurre in carcere”. “Devo dire che a un compagno caro come Vasco e a Saviano, devo constatare che voi di questa roba non ve ne fregate molto, non la ritenete seria” . “Non ho diritto di parlare, non ho diritti. Le discriminazioni per gli italiani che non hanno il diritto di giudicarmi e giudicarci sono patenti”. Le attenzioni mediatiche per di Di Pietro e Vendola
    18:17 Durata: 11 min 31 sec
  • I movimenti pre-elettorali. Come risponderebbe Pannella a un Pd che dovesse proporre ai Radicali non un’alleanza vera e propria ma di ospitare qualcuno di loro nelle liste del Pd? “Vaffanculo, questo gli rispondo, se questo è il discorso. Oggi devono fare le elezioni per gli stessi motivi per cui nelle dittature votare è addirittura obbligatorio, cioè perché le elezioni nell’antidemocrazia corrispondono al principale elemento di legittimazione e questa banda di post-fascisti più fascisti dei fascisti, questa banda di associati per delinquere contro la Costituzione per questo vogliono farlo”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I movimenti pre-elettorali. Come risponderebbe Pannella a un Pd che dovesse proporre ai Radicali non un’alleanza vera e propria ma di ospitare qualcuno di loro nelle liste del Pd? “Vaffanculo, questo gli rispondo, se questo è il discorso. Oggi devono fare le elezioni per gli stessi motivi per cui nelle dittature votare è addirittura obbligatorio, cioè perché le elezioni nell’antidemocrazia corrispondono al principale elemento di legittimazione e questa banda di post-fascisti più fascisti dei fascisti, questa banda di associati per delinquere contro la Costituzione per questo vogliono farlo. Perché poi c’è l’ottimo Robertino Giachetti che sta facendo da più di un mese lo sciopero della fame perché lui ha il diritto-dovere di sapere con che legge elettorale si andrà a queste elezioni; io ritengo che sia politicamente inadeguata la forza così posta, ma lui chiede che almeno il suo partito rispetti la propria legalità nel tempo, non sputtani le decisioni”. “A questo punto vedremo cosa potremo fare. Tutt’ora, non essendoci informazione, ci sentiamo dire che siamo andati con il Pd, mentre noi abbiamo accettato uno sporco vergognoso ricatto, sapendo che potevamo accettarlo, perché oggi chi può dire che i nostri parlamentari sono condizionati dal Pd? Certo, siamo in una situazione di antidemocrazia, il popolo viene solo impedito di conoscere e giudicarci, ma io continuo a dire che i segnali della strada sono comuni, nel senso gli stessi segnali che noi diamo. Questo è popolare e anti-populista; il popolo italiano al 70 per cento è per l’Europa che magari non c’è più, e il regime se ne fotte; il popoli italiano vuole l’eutanasia da sempre, vuole abolire tutti i finanziamenti pubblici di ogni sorta”. Il ruolo dei Congressi nella storia del Partito radicale; si può ridurre tutto alle conversazioni della domenica? “Non lo so, io ho un altro punto di vista, noi abbiamo inventato il partito-servizio pubblico. Funziona, il nostro partito, come il famoso treno di Gandhi in Sud Africa o l’autobus della Parks: se salgo e pago il biglietto, ho diritto di fare il giro, e il Partito radicale è questo. Nessun iscritto è impegnato, solo gli eletti lo sono; è un partito che oggi si sta riempiendo di doppie tessere perché riconoscono sempre più che questa storia appartiene a loro e alle loro famiglie e quindi mezzo caffè al giorno non è di riconoscenza ma di riconoscimento”. Il caso degli esponenti politici della Basilicata. “Credo mi si possano riconoscere connotati militanti tutti quanti con questo simbolo, associazione, che si chiama Partito radicale, e devo dire: il fatto che noi di sinistra liberale, federalista, di radicalità, di libertà anche che è attenta - lo ricordo, così Malvino sarà contento - di religiosità laica profonda. Esiste la religione della libertà e della responsabilità ed è la massima caratteristica laica, la libertà di coscienza, la libertà di ricerca attraverso l’errare, i processi formativi di questa comunità così aperta; oggi guarda caso si può dire che ci riconoscono, come gente loro, i più oppressi e i più umili”. Sul radicamento sociale dei Radicali
    18:28 Durata: 23 min 19 sec
  • Conclusioni. Le proposte politiche dei Radicali sul dissesto idrogeologico e il caso del Vesuvio

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Sul Vesuvio: noi riproponiamo oggi, clandestinamente perché le nostre proposte sono clandestine – mi hai ricordato del direttore Magnaschi, ma deve essere andato in vacanza perché questa settimana hanno saltato, ma è l’unico, tanto è vero che fa notizia, nella rassegna stampa si può segnalare quello, è l’unica prova evidente che qualcuno ci ascolta, giornalisti brava gente. Dacia Maraini ha citato Riccardo Arena e Radio Carcere. Ma è tutto quello che la brava gente che siamo noi giornalisti, come categoria che siamo”. “Abbiamo sentito tutti che in Emilia Romagna sono successe cose ma – si è detto - si poteva pensarci un po’ prima, per esempio rispetto alle torri storiche si poteva rinforzarle perché questo tipo di sisma non era imprevedibile. Allora, continua la scienza a dirci che il Vesuvio non è spento, e la zona sismica è quella dei Campi Flegrei, dunque che esiste la probabilità che prima o poi accade. Allora, c’è una sola forza politica, una sola forza intellettuale, che abbia progettato qualcosa in funzione di questo? Meletti scrisse che io parlavo dei ‘geologi di quartiere’. I geologi li stavano facendoli fuori da tutte le facoltà e l’intervento di Elisabetta Zamparutti per ora lo ha scongiurato, e credo con i geologi faremo qualcosa da questo punto di vista. Ma c’è anche la nostra proposta che nasce con la Grande Napoli, nasce con il progetto di Aldo Loris Rossi, sul trattamento che può essere fatto in una circostanza storica di questo tipo: la rottamazione di tutta l’edilizia degli anni 50 fino al 90; questo significa un intervento che può essere chiesto non solo all’Unesco ma anche alla comunità europea. Cercheremo di muoverci, altrimenti è matematico. Ci metteremo un po’, speriamo che arriveremo per tempo. Questo è il progetto di un partito, ma non se n’è mai potuto parlare in televisione”. La proposta di Ernesto Rossi dell’“esercito del lavoro” e la sua possibile attualizzazione. “Anche su questo pare che solo noi Radicali ci occupiamo con proposte precise, correggibili e fattibili, c’è un impegno. Vale per Napoli e l’intera zona sismica a livello elevato. Poi vale per il servizio civile come soluzione da discutere, e poi l’uscire fuori dalla condizione di Stato criminale sulla giustizia attraverso l’unica ipotesi che viene avanzata, l’amnistia”. Ancora sui rapporti Radicali-Pd
    18:52 Durata: 13 min 30 sec