09 SET 2012
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:07 Durata: 1 ora 57 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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In studio Massimo Bordin.

Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 9 settembre 2012 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 57 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    Già direttore di Radio Radicale La questione Movimento 5 Stelle, la possibilità di un Monti-Bis, la battaglia radicale su amnistia e giustizia
    17:07 Durata: 2 min 26 sec
  • ll dibattito su Grillo e il Movimento 5 Stelle. Pannella: “Mi sono rivolto a Beppe, al consigliere, ai grillini, dicendo: la durata è la forma delle cose, che è qualcosa che ha un po’ contribuito a - non solo spiegato - questa lunga vita che è la nostra come organizzazione, con le sue crescite, i suoi momenti pericolosi e la sua attualità profonda rispetto a quella italiana. La cosa da salvare è la vostra esistenza, non facendovi distrarre dal costo di realtà non conformi al regime che ha ammazzato la democrazia italiana”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il comunicato e l’intervento di Marco Pannella sulla polemica partita dal programma di La7 “Piazza pulita”, con il fuori onda di un Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Pannella: “Su questo volevo complimentarmi e ringraziare il Direttore perché oggi ha riproposto una sintesi della mia ‘pisciatona’ di ieri, cogliendone la parte essenziale, e da questo punto di vista mi auguro che anche sia trascritta e inserita perché le agenzie hanno dato ieri la notizia di quell’intervento, ma hanno detto che io ho espresso la mia solidarietà a Favia. Per l’esattezza credo che il mio intervento fosse assolutamente altro. Avevo premesso che il mio non era né un messaggio né un appello, era semplicemente una valutazione politica che davo e che riguardava noi tanto quanto i grillini, la cronaca grillina di questi giorni. Il mio intervento si rivolgeva a Casaleggio, a Beppe e fino all’ultimo dei grillini: state molto attenti - avevo credo citato una cosa di Teilhard de Chardin che diceva: non importa se l’acqua è fredda, si tratta di guadare - in effetti il problema della democrazia interna, le espulsioni, tutte cose che rischiano di essere l’acqua fredda e rischiano di perdere le ragioni stesse per cui l’aggregazione attorno a Beppe e Casaleggio si è venuta formando ed ha caratteri di pre-potenza, cioè con una sua potenzialità sicura. Dico state attenti e mi sono rivolto a Beppe, al consigliere, ai grillini, dicendo: la durata è la forma delle cose, che è qualcosa che ha un po’ contribuito - non solo spiegato - questa lunga vita che è la nostra come organizzazione, con le sue crescite, i suoi momenti pericolosi e la sua attualità profonda rispetto a quella italiana. La cosa da salvare, ci tengo a dirlo, è la vostra esistenza, non facendovi distrarre dal costo di realtà non conformi al regime che ha ammazzato la democrazia italiana, oltre che la legalità, per far trionfare l’antidemocrazia sotto la forma riproponibile nel 2012 visto che nelle forme degli anni 30-40 non poteva più riproporsi utilmente la metamorfosi del male”. Pannella, dopo aver citato il gerarca del fascismo Giuseppe Bottai, parla di “invenzione della pluralità organizzata”, facendo l’esempio del “Gran consiglio del fascismo, quello che ha mandato a casa Mussolini è il Gran consiglio, e spesso infatti ho deplorato che l’antifascismo non avesse il Gran consiglio, perché almeno quello era un organo formale, mentre il monopartitismo imperfetto ha agito senza avere diritto da rispettare. Tanto è vero che ritengo che l’articolo uscito ieri mattina di Belardelli in prima pagina sul Corriere della Sera, in cui il titolo è la cosa più importante ‘Indifferenti verso chi viola le regole’, diciamo che il direttore non era stato troppo distratto: aveva messo 10 righe in un angoletto in prima pagina, poi ha lasciato a pagina l’altra il seguito e al caporedattore, quindi non è stato molto attento al titolo. Perché parlare di ‘indifferenti verso chi viola le regole’ è parlare di corda in casa dell’impiccato, e il principe delle violazioni in questo caso è il Presidente della Repubblica. L’indifferenza generica e la sola differenza marcata da Andrea Pugiotto e le decine di giuristi che hanno firmato il suo appello sul messaggio alle Camere da parte del Quirinale
    17:09 Durata: 11 min 18 sec
  • Su Giorgio Napolitano: “Il Presidente parla a reti unificate – commenta Pannella – Ieri ha fatto un intervento di apologia dell’Europa. Come osa? Lui da impunito rappresenta il Presidente che rifiuta di fare un messaggio costituzionale alle Camere dicendo: ‘Guardate, noi siamo - da più di 20 anni - colpevoli di sputtanare il diritto e la giurisdizione europea’. E lui non l’ha mai detto!”. Grillo, la storia del qualunquismo e l’importanza dell’informazione

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Su Giorgio Napolitano: “Il Presidente parla a reti unificate – commenta Pannella – Ieri ha fatto un intervento di apologia dell’Europa. Come osa? Lui da impunito rappresenta il Presidente che rifiuta di fare un messaggio costituzionale alle Camere dicendo: ‘Guardate, noi siamo - da più di 20 anni - colpevoli di sputtanare il diritto e la giurisdizione europea’. E lui non l’ha mai detto!”. “C’è un mezzo atto a sospendere la flagranza criminale dello Stato e della Repubblica italiana, quindi dei suoi massimi responsabili, ed è l’amnistia, perché per come è concepita significa comunque uscire fuori immediatamente dalla criminalità professionale nella quale il Presidente della Repubblica ha potuto meglio regnare, facendo strame di ogni tipo di legalità”. Il parallelo tra la situazione odierna italiana e la storia stalinista. “Quale è stato il nostro atteggiamento rispetto ai grillini? Io vorrei rivendicare anche, nel momento peggiore, la lettera ai compagni assassini; grazie all’aiuto di Sciascia quel periodo fu molto chiaro sul ‘vincere con’ e non sul ‘vincere contro’, cioè il convincere, e fondamentale per convincere è conoscere”. “Conoscere in francese è con-naitre, co-nascere ad una nuova verità, e la conoscenza è alla base della possibile vita civile e della antropologia di oggi, dei popoli che dentro di loro sembra abbiano tracce - nel proprio Dna – di questo. Se vediamo che non solo da una parte e dall’altra del Mediterraneo le partitocrazie hanno bisogno di ignorare sentimenti e scelte di fondo dei loro popoli”. Il caso israeliano sull’adesione all’Ue e il caso italiano su eutanasia e dintorni. Il qualunquismo di Guglielmo Giannini e alcune sue “battaglie di stampo liberale”. La storia delle scissioni del Partito liberale. Quello dell’Uomo qualunque “non era sicuramente un movimento fascista, aveva i limiti di essere reazione, così come il limite che va superato subito nel mondo grillino è l’aspetto di mera reazione. E mi rivolgo a noi Radicali, dicendo che noi possiamo e dobbiamo aiutarli in questo momento, perché anche per loro errori loro e loro limiti, di Beppe e di Casaleggio, si rischia di vedere il cimitero di speranze, cosa che in Italia è stata molto frequente”. “La nostra storia è che il regime ha bisogno che la gente non conosca quotidianamente quello che proponiamo perché il regime sa che da noi possono venire brutte sorprese: l’Italia vaticana che vuole l’aborto e il divorzio, etc.”. Ancora sul ruolo di Napolitano, questa volta negli anni 70. “Voglio fare solo un esempio, vorrei ricordare una cosa. Ci fu una raccolta lampo, un milione e mezzo di firme in dieci giorni per fare un referendum; noi lo firmammo subito, poi a un certo punto angosciato cercai Beppe Grillo e gli dissi: ‘Guardate che state sbagliando i termini di raccolta e consegna delle firme’. Lui non mi ascoltò e andò a finire così; magari Casaleggio non aveva parlato con me e se ne era accorto”. “Ieri il mio intervento tutto era tranne che usare il consigliere regionale Favia per dire ‘ecco qua l’antidemocrazia!’”. L’esempio della battaglia radicale sull’anagrafe degli eletti e quella sull’azione popolare scoperta dal segretario di Radicali italiani, Mario Staderini
    17:20 Durata: 27 min 19 sec
  • Pannella: “Monti lo ha spiegato piuttosto bene: lo Stato, fino a quando sono arrivato, che caratteristiche ha avuto? Ha dato a tutti i partiti, le corporazioni, a tutti, e questo è quello che ha creato il dissesto economico strutturale. Noi – dice Monti – quello che abbiamo iniziato a fare è di intanto restringere e riprendere a limite qualcosa di quello che quel regime ha provocato e stava ancora provocando, per cui il nostro compito è quello di togliere. E – ha detto con profonda saggezza - sono grato al popolo italiano, perché malgrado il fatto che noi abbiamo avuto il compito di togliere tutto quello che veniva dato, questo popolo continua, intuisce e ci dà fiducia”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Oggi l’essenziale è rendere noto che stiamo morendo, come Paese, di antidemocrazia nella cultura, nei riflessi”. L’esempio della ricostruzione in Abruzzo. Gli interventi di Monti a Bari: “Ho sottolineato che nel discorso di Monti a Bari ci sono stati dei momenti di intelligenza reale della situazione, e anche delle condizioni fragili che consentono per il momento ad avere la forza di questo governo di inesperti. L’intervento all’Ambrosetti è di grande interesse, e quindi possiamo recuperarlo perché è stato dato integralmente da Sky Tg, perché a mio avviso mostra una crescita di consapevolezza di sé, dei limiti e delle possibilità. Forse Monti capirà meglio una mia battuta costante: se si vuole concepire in questo Stato non democratico, giocare il possibile prima che venga soffocato contro il molto probabile è il costo che si deve pagare per riuscire a dare un contributo a questo paese. Ancora una volta, il fatto che il 40 per cento degli italiani continui a dire che preferirebbe che continuasse il Governo dei tecnici… Monti ieri lo ha spiegato piuttosto bene: lo Stato, fino a quando sono arrivato, che caratteristiche ha avuto? Ha dato a tutti i partiti, le corporazioni, a tutti, e questo è quello che ha creato il dissesto economico strutturale. Noi – dice Monti – quello che abbiamo iniziato a fare è di intanto restringere e riprendere a limite qualcosa di quello che quel regime ha provocato e stava ancora provocando, per cui il nostro compito è quello di togliere, e togliere dividendo quanto riesci togliendo quel fatto molto grave che è la corruzione. E – ha detto con profonda saggezza - sono grato al popolo italiano, perché malgrado il fatto che noi abbiamo avuto il compito di togliere tutto quello che veniva dato, e veniva dato anche al popolo, malgrado questo, questo popolo continua, intuisce e ci dà fiducia, al punto – ricordo io - che solo il 25 per cento auspica che tornino i partiti, il 40 per cento che resti il governo tecnico”
    17:48 Durata: 8 min 13 sec
  • La situazione della giustizia e delle carceri, le “strutture e scelte amministrative da nuovo Olocausto”, iI Dna comunista di Napolitano

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La partitocrazia e la singolare “common law” all’italiana secondo Sabino Cassese. L’esempio dei comportamenti illegali del Presidente della Repubblica odierno: “Napolitano riesce, dopo 60 anni, dove magari i peggiori di lui non riuscivano dopo 40 anni”. Pannella sullo stato della giustizia evoca “strutture e scelte amministrative da nuovo Olocausto”. “Noi abbiamo 31 nazionalità presenti nelle carceri e in genere sono li perché hanno avvocati di ufficio sospetti e perché abbiamo sempre più un quoziente di morti anomali”. Ancora su Napolitano: “Ma io lo comprendo: una persona che ha potuto ritenere normale che ci fosse il costo magari di centinaia di migliaia di compagni, oltre che di contadini responsabili solo di essere kulaki e di vivere vicino al Don sovietico… Io capisco che questo non consente a una coscienza così formata o deformata di comprendere cosa vuol dire il rientro nella legalità! Lui non ci crede”. “Napolitano per l’Ambrosetti ha fatto un lungo intervento televisivo sull’Europa, sta diventando impunito, per questo gli dico di stare attento a quello che fa. In fondo sei drogato dal potere che ti ritrovi, dall’assenza di controlli e di sbarramenti, quelli auspicati da Berardelli”
    17:56 Durata: 12 min 32 sec
  • Il documento di Aldo Loris Rossi e del Partito radicale all’Onu e il parallelo con il Club di Roma

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    “Vorrei parlare di quello che noi opponiamo”. “Io ritengo che la relazione fatta per il Forum urbano dell’Onu a Napoli, fatta da Aldo Loris Rossi, ma siamo stati molto d’accordo che fosse fatta a nome del Partito radicale, io dico che questo documento è tale che resterà quantomeno – essendo un documento prezioso ovunque, non solo in Italia - quello che il Club di Roma rappresentò quando venne fuori con le sue analisi e con Aurelio Peccei. Noi abbiamo prodotto questo, e il problema è un grande dibattito su questo, ma sta di fatto che è un atto ufficiale di un organismo dell’Onu”. “Se per caso dovesse accadere che apparteniamo alla storia di questi decenni, non sarà mai superfluo e di questo vorrei ringraziare Aldo Loris Rossi. Noi siamo stati uniti da Bruno Zevi che all’uno e all’altro raccomandò di essere molto molto attenti e amici tra di loro”. “Sarebbe auspicabile che questo documento nutra il dibattito sulla realtà attuale, perché per esempio ho segnalato questa esperienza e questa crescita nella persona, nell’intellettuale, nell’operatore Monti, con la difficoltà che ne sta provocando una crescita di consapevolezza e questo non era prevedibile. Certo, non si riesce a comprendere perché solo dal nostro mondo si sta segnalando un fatto che è patente, l’importanza della carta delle trivellazioni per la crescita dell’Italia. L’economicità anche delle trivellazioni in Abruzzo e dappertutto a 5 chilometri dalle coste è cosa che a me preoccupa molto e me ne sono reso conto quando siamo andati in Tunisia e mi sono reso conto quanto realizzare nel Mediterraneo quello che si è realizzato per esempio nell’Atlantico, e che per esempio nell’Oceano, in un paese con la forza tecnologica e le risorse degli Stati Uniti, ha provocato a largo degli Stati Uniti qualcosa che se solo un decimo di quello che è accaduto lì fosse accaduto nel Mediterraneo avrebbe rappresentato qualcosa di apocalittico”. Le proposte antiproibizioniste dei Radicali. Il trattamento dei Radicali da parte del Pd: “Noi a livello nazionale da questo Pd siamo continuamente esclusi”
    18:08 Durata: 14 min 33 sec
  • Ancora sui rapporti con il movimento del comico genovese: “E il comportamento che mi sento di avere è che tanti di noi sarebbero stati grillini se non ci fosse stata la storia radicale, intendo magari solo indignati”. “Spero di riuscire a essere come fratelli maggiori rispetto, altrimenti, al dramma che rischia di colpire il nostro paese”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sui Radicali, su Grillo e sul qualunquismo: “Potrei dimostrare che, perché radicale, mi occupo delle carceri e della giustizia da molto più tempo di quanto non si pensi, quando siamo stati eletti nel Parlamento abbiamo iniziato ad andare nelle carceri, ma molto molto prima ce ne siamo occupati, augurandoci che la situazione della giustizia italiana non portasse a questo disastro. Dicendo che le carceri fasciste erano meno ignobili, anche se legalmente avevano l’infamia del reato d’opinione”. “Non mi ricordo che ci fossero dei divorziati quando abbiamo iniziato la battaglia; nel 1961 l’abbiamo prevista, al secondo Congresso al Brancaccio, ci siamo occupati dei problemi di questo Paese, ci siamo rivolti ai compagni assassini. Ci siamo sempre occupati non della bontà politica delle posizioni di ceti, di ambienti e via dicendo, ma di evitare che la storia del nostro Paese continuasse ad essere un cimitero di speranze. Allora è indubbio che a livello sociale l’ambiente dei grillini… Credo di conoscerli bene, conoscevo quelli del 68 benissimo, e nella sede del Partito radicale avevo nello stesso tempo Bordiga che nessuno sapeva chi era, e avevo tutti i 68ini, e l’unica sede che avevano era il Partito radicale. Io avevo fiducia nell’occuparmi, da radicale, di loro, e credo che un contributo molto forte l’abbiamo dato, perché in quel momento non c’era nulla di più estraneo dallo spirito sessantottino, se pensiamo che il divorzio è stato approvato negli anni 60. Abbiamo guardato dove vi erano, a nostro avviso, situazioni che noi potevamo aiutare nella direzione che noi ritenevamo utile”. Sui grillini: “Sono convinto di conoscerli tanto, li conosco con amore, duro e drammatico, non sdolcinato, perché capisco quanto sono il prodotto di un malessere provocato dal nuovo fascismo del nostro Paese, con l’occasione di aggregazione che hanno avuto da parte di un magnifico attore, in grande forma, che poteva lui stesso scegliere forse una recita più ricca e diversa da quella di oggi. Io non dispero di poter riuscire a dare - grazie a noi, con la nostra storia e umanità - un contributo perché la speranza che loro devono poter avere sia una speranza in positivo, e non solo ‘contro’ per fare fuori i delinquenti e inserire i loro eletti”. Sulla democrazia diretta in Italia e sull’esperienza referendaria radicale: “Con l’esile struttura che abbiamo avuto, armati di parola e di idee, siamo riusciti a interpretare le convinzioni delle grandi masse comuniste e cattoliche, facendo loro fiducia, perché eravamo convinti che la ragionevolezza… Allora spero, come gliel’ho scritto su Twitter a Beppe Grillo: guarda che ti aspetto da tempo, siccome c’era stato nella sua vita un incidente di macchina in cui lui era stato ritenuto responsabile, attento che questa volta puoi andare a sbattere e continuo a ritenere che a questo punto è possibile che anche lui comprenda che noi non siamo nemici o gelosi, e se il loro riflesso continua a essere ‘Ah, se ascolti questo Pannella che si è venduto’, allora dovrà essere più responsabile e cercare di far circolare meno menzogne. E il comportamento che mi sento di avere è che tanti di noi sarebbero stati grillini se non ci fosse stata la storia radicale, intendo magari solo indignati”. “Spero di riuscire a essere come fratelli maggiori rispetto, altrimenti, al dramma che rischia di colpire il nostro paese”. Pannella: “In fondo posso anche essere ritenuto fratello maggiore dei carcerati, e lo sono. Ma dopo 40 anni che lotto, perché negli anni 70 si sono costituiti i primi gruppi di carcerati nonviolenti, quindi c’è voluto del tempo. In più noi abbiamo sempre lottato contro le istituzioni chiuse, ma essendo l’Italia ridotta a paese antidemocratico, anti legale, anti costituzionale e anti legge, i carcerati sono protetti; a questo punto i luoghi chiusi sono i luoghi in cui è possibile che nasca la resistenza meglio che al di fuori, e allora lì siamo riconosciuti”
    18:23 Durata: 21 min 43 sec
  • L’intervento di Matteo Angioli al Comitato di Ginevra dell’Onu: diritto umano alla verità storica e novità sulla verità sull’invasione dell’Iraq nel 2003

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’intervento di George Soros sull’Europa sul Corriere della Sera: “Un nostro iscritto, cercherò di andarlo a trovare nelle prossime settimane”. “Assieme a questo vorrei segnalare che martedì noi saremo nel Comitato di Ginevra dell’Onu sui diritti umani, e martedì credo che ci sia un intervento previsto di due minuti di Matteo Angioli su una cosa che probabilmente è il luogo per dirlo, due minuti per parlare del processo di perfezionamento del diritto umano come diritto alla verità e alla verità storica. E’ questa la battaglia che stiamo conducendo. In questi due minuti Angioli cercherà di inserire delle novità di una battaglia nella quale per la verità la classe dirigente radicale non ha continuato a credere enormemente, considerandola superata, ed è quella a partire dall’Iraq. Matteo Angioli ci ha informato che anche il Financial Times ha inserito la notizia di Blair mediatore di un importante accordo tra XStrata e Glencore. Blair è stato coinvolto dal governo del Qatar che è azionista di XStrata. E il Qatar, lo ha detto il nostro segretario Demba Traore, è stato uno dei principali fornitori di denaro e armi di quelle formazioni ex libiche salafite e altro con il quale dobbiamo fare i conti”. La richiesta di alcuni parlamentari di processare Blair in Scozia. “In due minuti bisogna vedere come Matteo riuscirà a convertire i due minuti in una cosa che colleghi il nascente diritto umano alla verità con queste notizie che fino a un anno e mezzo fa anche molti Radicali ritenevano essere una residua fissazione radicale. Perché contemporaneamente in Australia sono aumentati i parlamentari che chiedono una inchiesta sul comportamento del governo britannico. Il documento Aldo Loris Rossi è un documento storico, del partito, e ritengo che questo ha un valore non solo per noi; mi permetto di dire che per me ha il valore oggettivo del Club di Roma e delle influenze che in quel momento ebbe in Europa”. Ancora sull’articolo di Berardelli
    18:45 Durata: 13 min 3 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Ho chiesto, anzi chiederò, di vedere urgentemente il presidente Monti per fargli presenti una sola cosa: ad oggi il ministero della Giustizia che io sappia, la Banca d’Italia e l’Istat stesso non hanno nemmeno compiuto alcuni atti necessari per comprendere come è possibile al Governo avere l’elemento di immagine ma non solo che gli faccia scalare posti nella classifica mondiale della competitività, cioè di vedere quanto l’elemento amnistia possa – o non possa - immediatamente liberare somme, denaro, personale e investimenti, come unica via indicata per il momento”, anche al fine di “realizzare quello che ci viene chiesto dalla costituzione europea”. La supplenza dei referendum radicali e l’interlocuzione con i grillini. “Il Partito radicale con 200mila iscritti credo sia una necessità. Se riusciamo ad incrinare l’antidemocrazia, in Italia potremmo passare dal tunisino ‘dégage Ben Ali’ a ‘dégage Giorgio’, e potremmo farlo senza nessun timore per Giorgio e per gli altri che abbiamo ‘dégagé’, perché saremmo noi per primi a non avere nessuna logica dei vincitori ma quella di coloro che assieme vogliono salvare il Paese”. Il necessario appello a Demba Traorè ad “accorrere a Roma, perché credo che sia necessario che lui non sia distratto nel chiuso della realtà del suo paese, mentre lui può aiutarlo di più se assume le sue piene responsabilità qui a Roma”
    18:58 Durata: 6 min 33 sec