16 SET 2012
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 16:59 Durata: 2 ore 5 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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In studio Massimo Bordin.

Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 16 settembre 2012 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 5 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    Già direttore di Radio Radicale L’attualità politica e la scarsa attenzione alle questioni giustizia e amnistia sollevate dai Radicali. I referendum a Roma promossi da Radicali Italiani. La situazione dei governatori delle Regioni Lombardia e Lazio
    16:59 Durata: 2 min 30 sec
  • L’iniziativa globale da avviare sul documento di Aldo Loris Rossi e del Partito radicale su ambiente, demografia ed economia

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella e “le attività, il potere e le funzioni dell’Eni” soprattutto nel Mezzogiorno. “Anche l’Ilva portò soldi ma io intervenni dicendo che erano maledetti. Quando andammo in Tunisia l’anno scorso seppi che c’erano degli accordi per delle ricerche molto intense sulla costa mediterannea attraverso le trivellazioni, come c’erano in Libia e altrove. E allora qualche preoccupazione…”. L’analisi attenta dei rapporti costi-benefici. Il referendum sul nucleare e la raccolta delle firme “avvenuta prima di Chernobyl, quindi non sul piano del terrorismo, ma in cambio del piano nazionale energetico potevamo ancora accettare che due centrali restassero aperte e addirittura a Pierrelatte – dove c’era il mostro europeo, perché era plutonio – dicemmo che in cambio del piano energetico poteva continuare quantomeno per tenere aggiornato il know-how. Questa divagazione per dire che apprezzo molto che De Filippo abbia preso in Lucania una posizione in sintonia con il radicale Bolognetti, beccandosi le critiche di quegli ambientalisti che magari in Puglia e Lucania cementificano colline intere per lo sviluppo dell’eolico”. I contrasti con gli ambientalisti di Legambiente. La denuncia radicale sull’obiezione di coscienza in Lucania 6-7 anni fa. “Io vorrei iniziare parlando di un documento del Partito radicale presentato in sede ‘ambientalista’ dell’Onu, per un convegno di studio tenutosi a Napoli, e che è emerso grazie al lavoro e all’ispirazione di Aldo Loris Rossi, un documento che esprime una posizione che può fare epoca, quanto se non di più della nascita e dei manifesti costitutivi del Club di Roma con Aurelio Peccei. Questo documento che abbiamo presentato non ha provato grandi dibattiti, nemmeno critiche, e vorrei notarlo perché l’online invece favorisce dibattiti appassionati, incazzosi, etc. Però due ore fa c’è stata una risposta di Giovanni De Pascalis, con analisi di consenso di fondo ma anche di preoccupazioni tecniche sulle traduzioni che si possono fare nell’immediato di quel documento. In questo primo contributo critico di De Pascalis c’è una osservazione, in cui dice che le verità più esplosive, approfondite da questo documento del Partito, in realtà appartengono già alla cultura dominante. Questo mi offre l’occasione per dire una cosa: no, io credo che nel ristretto tanto quanto importantissimo mondo specifico degli scienziati e della cultura ambientalista, quello che dice De Pascalis è sicuramente vero”. Ma “intendo come Partito trovare i mezzi perché quantomeno la parte analitica del documento, quella parte che non è trattativa estesa e importantissima della condizione del rapporto tra natura e città nell’area mediterranea e in particolare campana e napoletana, sia inviata a tutti i Parlamenti del mondo, ovviamente con i rischi degli invii che possono essere fatti solo con l’online”. “L’inizio del saggio è questo: ‘Nel dopoguerra la terza rivoluzione industriale fondata sull’energia atomica, l’automazione e l’informatica ha ristrutturato l’intero ciclo produttivo in senso post-fordista e spinto impetuosamente verso la globalizzazione, l’economia consumista’. Sono convinto che questa nozione non appartiene alla cultura generale dei ceti politici e dei legislatori”. “Chi è che sa questo? ‘Se la popolazione mondiale ha impiegato 2 milioni di anni per giungere al primo miliardo di abitanti nel 1830 e 100 anni per il secondo, dal 1930 ne sono occorsi solo 30 per il terzo miliardo, 15 per il quarto, 13 per il quinto, 12 per il sesto, 13 per il settimo nel 2011’. Dunque ricordiamo appunto che in due milioni di anni abbiamo avuto il primo miliardo di persone. Io l’altra sera ho sentito un dibattito notturno fra intellettuali molti stimati e autorevoli sui problemi del mondo contemporaneo; interessante, c’erano Ernesto Galli Della Loggia, Marramao e un altro. Li ho sentiti e poi mi sono detto: ma quanto dura il mondo su cui si sta riflettendo in questi termini? Magari può venire fuori che i 10 anni presi in considerazione in quel dibattito facevano sì che non essendo nulla di antropologicamente consistente, la congiuntura è di creta, e allora mi è venuto da dire che il dibattito mi pareva proprio cretino, nel senso che era fatto di creta, nulla che sospettasse che in 10 anni abbiamo un altro miliardo in più di abitanti, di consumi, di tragedie, di pericoli per il mondo senza essere apocalittici”. “Continuo quindi sotto un altro aspetto: ‘Nel 1950 New York, la più grande metropoli del mondo, aveva 12,3 milioni di abitanti, ma nel 1975 era superata da Tokio (19,8 ml)’. Ma la parte interessante è arrivare all’impatto della tecnosfera, cioè degli ultimi 100 anni:’ L’impatto della tecnosfera sulla ecosfera è sempre più imponente: le città di oggi occupano il 2 per cento della superficie terrestre, ma consumano il 75 per cento delle sue risorse; e ‘in termini di consumi energetici, i circa 300 milioni di americani richiedono un apporto energetico equivalente a quello di 22 miliardi di esseri umani!’”. “Siccome, come sappiamo da quando facemmo la campagna contro lo sterminio per fame nel mondo, il 19 per cento moriva entro il terzo anno, quindi sicuramente quelli che sono morti non possono stare male. Quindi occorrono 3 pianeti solo per i 300 milioni di americani, perché 22 miliardi di esseri umani equivalgono a tre pianeti. Ci sono cose così chiare che ritengo accecanti” e questo sarebbe “il pregio del documento di Aldo Loris Rossi”. Il dibattito interno ai Radicali sull’andamento demografico mondiale. Il parallelo con il dibattito sul “vuoto” e l’immaterialità nella storia umana. “Il valore di questo documento che noi vogliamo inserire come documento politico e quindi non mandiamo più – come fanno gli scienziati – ai colleghi. A De Pascalis dico: il nostro compito non è soltanto su questo”. Il dibattito ideologico sull’embrione, l’articolo del Codice canonico misteriosamente scomparso e “l’immacolata concezione”. “L’energia non è visibile e non materiale anche se rischia di saltare il mondo per l’energia che ha una potenza enorme”. “Lo specifico politico di immensa importanza della storia del mondo fa sì che noi dobbiamo assumerci adesso, tra mille difficoltà, torniamo al Partito che non esiste – quanti soldi ha? – la faticosa responsabilità di dire: hai visto mai che noi riusciamo a commuovere, quindi a muovere, il nostro presente creativamente per il futuro? Allora il compito del Partito sarà trovare mezzi e tempo necessario a 40-50 di noi di sottoporre direttamente al mondo dei legislatori questo documento”. “Ci tengo a dire, guardate: chi ci ascolta da Radio Radicale ha forse una opportunità di appassionarsi che forse non avrebbe. Il documento in italiano e inglese sono di già nei nostri siti web radicali, dovremo cercare di renderli più fruibili”. “Credo che questo sia un contributo di riforma, che riforma la conoscenza nel momento in cui viene appreso, raccolto, analizzato e criticato”. L’idea di un “grosso congresso transnazionale di parlamentari per proseguire il lavoro di questo documento del Partito e di Aldo Loris Rossi”. Lo stato del Partito “a livello degli averi misero, ma oggi costituisce un possibile continuarsi di rivoluzione nonviolenta”
    17:01 Durata: 51 min 2 sec
  • Pannella ricorda Roberto Roversi

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Siccome se n’è andato Roberto Roversi, e Repubblica dedica due splendide pagine del suo supplemento di cultura. Io ho un ricordo: che nel 1963, mentre in quei mesi Scalfari decideva che doveva cessare il Partito radicale o cessare il suo essere radicale, per cui poi per cinque anni è stato eletto socialista, ed ha questa caratteristica: lui mette tra virgolette tutte le cose che usa e poi a un certo punto ritiene di non dover usare più. Nel 1963, Elio Vittorini mi chiese nella sede del Mondo: ‘Allora cosa si da adesso sul piano delle elezioni?’. E lì allora stabilimmo con i fratelli Rendi, con Angiolo Bandinelli, con Gianfranco Spadaccia, stabilimmo che a questo punto non ci si presentava perché le leggi elettorali e la mancanza di democrazia vissuta ci costringevano a fare altre cose. Grazie ad Agenzia Radicale dicemmo: anche noi voteremmo per altri, e allora vediamo quanti sono gli intellettuali, i politici, gli scienziati che possiamo raggiungere e ai quali dire che noi non ci presentiamo ma chiediamo chi voterebbero visto che noi non ci presentiamo. Allora c’è un testo nel quale si dichiara come si votava: ‘Io voto comunista’, o ‘io voto democristiano’, etc., ‘perché ritengo che questo sia il voto più compatibile con il voto che posso esprimere e che è il voto Radicale’. Il 28 aprile c’erano le elezioni e noi due mesi prima ci inventammo questo piccolo gioco”. Parteciparono con questa dichiarazione Elio Vittorini, Pier Paolo Pasolino, Leonetti, Mario Monteverdi, Leonardo Sciascia, Umberto Eco, e tanti altri tra cui Roberto Roversi appunto. “Ho voluto ricordare questo perché mi sembra giusto, di Roversi si ricordano tantissime cose, ad esempio il fatto che tantissime delle parole di Lucio Dalla venivano da versi o testi completi di Roversi”
    17:52 Durata: 7 min 39 sec
  • Il successo della raccolta referendaria romana “Roma Si Muove” e gli obiettivi da raggiungere entro la fine del mese. L'idea di abbinarci la raccolta delle firme per presentare una lista radicale alle elezioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Oggi c’è stata questa riunione della direzione di Radicali italiani e si è subito risentito quasi miracolosamente dal fatto che meritoriamente ieri sera c’è stata una sorpresa; dalle agenzie vengono attribuite 10mila presenze al comizio spettacolo di Roma si Muove a Piazza Farnese per raccogliere firme su 8 referendum. I contenuti più o meno tutti li conoscono: meno traffico e più trasporto pubblico, più servizi alla persona, meno partitocrazia ovviamente, più verde meno cemento, meno consumo del territorio, mare libero, poi famiglie di fatto e registro dei testamenti biologici”. “Ieri appunto grazie a degli artisti che hanno voluto sostenere l’iniziativa, credo siano state raccolte 2 o 3mila firme valide con gli autenticatori. L’obiettivo è folle, nel senso che meno di un mese si devono raccogliere 50mila firme valide”. “Questa mattina l’atmosfera della direzione era di conforto”. L’idea di partire, sulla scorta delle campagne romana e milanese, per nuovi referendum nazionali: “A Roma la raccolta di 50mila firme sarebbe una grossa impresa e incoraggerebbe non tanto i Radicali ma soprattutto coloro che ormai sono scoraggiati. Una sfida democratica e in difesa della legalità referendaria in questo regime che la offende. Da una parte si è discusso poi dei tempi compatibili - come sappiamo i referendum non si possono fare nell’anno delle elezioni – e mi pare che si sia detto che bisognerebbe iniziare a raccoglierle a ottobre per poi tenerli dopo un anno”
    18:00 Durata: 6 min 23 sec
  • Pannella commenta l’operato di Napolitano: “Ogni giorno lui non fa i messaggi alle Camere, gli dice semplicemente: ‘Dovete votare questo in fretta’. Sembra uno Stato di monopartitismo in cui abbiamo ancora regole da monarca assoluto e non costituzionale. E’ una rivincita dello Stato assoluto assolutista su quello costituzionale”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    “Ma poi c’è un’altra cosa: questi partiti, con rispetto parlando, dicono ‘io voglio questa legge elettorale, e se tu non sei d’accordo vuol dire che vuoi mantenere questo Porcellum’. Io qui ho già criticato il fatto che il custode della legalità non aveva avvertito il Parlamento con un messaggio: guardate che tra cinque mesi non si potrà più legittimamente cambiare la legge elettorale, perché a livello della giurisdizione europea c’è la convinzione che il paese, prima di votare, per almeno un anno deve conoscere la legge elettorale. Naturalmente questo Presidente non l’ha detto e non l’ha fatto. Ogni giorno lui non fa i messaggi alle Camere, gli dice semplicemente: ‘Dovete votare questo in fretta’. Sembra uno Stato di monopartitismo in cui abbiamo ancora regole da monarca assoluto e non costituzionale. E’ una rivincita dello Stato assoluto assolutista su quello costituzionale, dopo qualche secolo succede, ed è così che nel nostro paese abbiamo una situazione nella quale se la legge e la Costituzione ci impongono delle cose, poi in modo mirabile il Presidente e garante della Costituzione ha una legge sola: non ci sono leggi da rispettare. E non è una novità con la storia politica che lui ha”, chiosa Pannella riferendosi al passato comunista di Giorgio Napolitano. L’idea di raccogliere le firme per le liste elettorali in queste settimane. L’idea di “una lista concepita con altri, persone e forze politiche che accettino anche questa follia, cioè il fatto che possa cambiare la legge elettorale”. Sul ruolo della leadership carismatica nel Partito radicale. “Ieri abbiamo avuto la prova che disperare, in questa situazione disperante e repellente di regime, è cosa che non ci conviene fare”. La manifestazione del 20 settembre per l’anniversario della breccia di Porta Pia
    18:06 Durata: 12 min 43 sec
  • La tradizione della democrazia cristiana in Europa e l’emergere della democrazia islamica in Medioriente

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella sulla situazione del Mediterraneo: “Su questo avrei voluto dire che salutavo il presidente egiziano con molta convinzione. Nell’Europa disastrata dalle peggiori dittature che erano state vissute, ci furono coloro che credettero di più all’Europa concependola in carcere”. “Io sono convinto che nella imbecillità che abbiamo trasferito ormai a Bruxelles, la burocratizzazione della realtà istituzionale europea, altrimenti si sarebbero già accorti che proprio quello che rappresentò con grande forza il sostegno, il realizzare, il lavoro politico e profetico dei carcerati Spinelli, Ernesto Rossi, Colorni, erano della democrazia cristiana, con la ‘d’ e la ‘c’ piccola, nel senso che nell’Europa erano gli Adenauer, gli Schuman, etc.”. I rapporti di Turchia e Israele con l’Europa. “Il presidente egiziano, lui, i fratelli musulmani, dai primi atti che va compiendo va salutato ricordando che noi abbiamo un segretario di partito che è laicissimo ma anche credente della sua fede musulmana. Perché non credere che questo faccia parte del possibile da giocare? E il possibile è che la democrazia islamica può battere i fondamentalismi – nel momento in cui questo Papa va lì e crocifigge finalmente il fondamentalismo”
    18:19 Durata: 8 min 14 sec
  • L’esclusione di Rita Bernardini dalla delegazione dei firmatari dell’appello a Napolitano che sarà ricevuta al Quirinale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’atteggiamento criminale dello Stato italiano e del Presidente della Repubblica rispetto alla situazione della giustizia nel nostro paese. La lettera dei giuristi guidati da Andrea Puggiotto a Napolitano. “Ieri Fulco Lanchester ha scritto una lettera a Pugiotto in risposta a una lettera che Pugiotto ha inviato ai 130 co-firmatari dell’appello al Presidente della Repubblica. Lanchester, dinnanzi alla notizia che il Presidente era pronto a ricevere la delegazione dei firmatari il 27 di questo mese, mi pare non abbia sottolineato la non fretta della prepotente urgenza, sottolineava la stranezza cerimoniale del fatto che il Presidente dinnanzi a sei nomi che gli venivano preannunciati – e tra i quali inseriva anche Rita Berardini nella delegazione – ma Pugiotto ha fatto sapere che il Presidente ha detto ‘la Bernardini no’. Forse perché la Bernardini è parlamentare, o forse perché non ritiene degne le Camere dei suoi messaggi, ma ogni giorno dice loro quello che devono fare”. “A questo punto abbiamo questa informazione che do, che c’è il veto alla presenza di Rita Bernardini, a questo punto c’è stata una pronta risposta di Fulco Lanchester in cui faceva notare la stranezza di questo veto. Capisco, ma ho l’impressione che il Presidente della Repubblica ha tratto da quella lettera la convinzione che doveva accelerare i tempi per aggravare le sue irresponsabilità, per cui ha impedito finora che ci fosse in Italia un dibattito sulle condanne della giustizia europea, che erano condanne anche perché l’Italia violava la propria legalità costituzionale, quindi con il suo garante del diritto che vietava che se ne parlasse”. “Se fossi Rita Bernardini potrei dire: è un onore che non mi abbia voluto vedere. Ma il problema non si risolve con questa battuta”. “Io personalmente credo che entro 24 ore scriverò una lettera a Pugiotto; tendenzialmente la cosa da salvaguardare è una unità coerente dei 130 firmatari. Il problema che devo risolvere è che se io fossi firmatario mi direi: non è che questo è così chiaro che subito ha reso più evidente ancora che lui voleva fottere, contro la sua storia, perché sette anni fa come Presidente della Camera voleva amnistia e indulto, marciava sotto la pioggia?”. Il discorso sulla “prepotente urgenza” del Presidente della Repubblica nel luglio scorso
    18:27 Durata: 16 min 16 sec
  • Pannella: “Io riterrei la vittoria di questo qui, di Renzi, alle primarie, sicuramente una cosa interessante. Che lui che si ponga soggettivamente e sia qualcuno che non è stato cooptato dal ceto dirigente di quel nulla che si chiama la politica del Pd è indubbio. Ha a suo modo una freschezza e delle tradizionali furbizie o astuzie. Poi bisogna vedere che primarie fanno”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le primarie del Pd. Perché non candidare Emma Bonino? “Ogni volta che c’è qualcosa da eleggere, si addita la Bonino, e lei si è rotta un po’ le scatole. Ma il mio problema è un altro: io riterrei la vittoria di questo qui, di Renzi, alle primarie, sicuramente una cosa interessante. Perché io ritengo che malgrado i decenni e il mezzo secolo che passa, fiducia alla base del Pd composta di democristiani e comunisti che probabilmente votarono tutti quanti per il divorzio, contro il finanziamento pubblico, io ritengo che queste basi possano sopravvivere, e sicuramente con un Renzi potrebbero riacquistare un po’ il senso. Potrebbero pensare: non continuano più questi che continuavano a imporre a noi cattolici e a noi comunisti tutto quel massacro costante nostro. Che lui che si ponga soggettivamente e sia qualcuno che non è stato cooptato dal ceto dirigente di quel nulla che si chiama la politica del Pd è indubbio. Ha a suo modo una freschezza e delle tradizionali furbizie o astuzie. Poi bisogna vedere che primarie fanno”. Le polemiche sull’appello di Renzi all’elettorato di destra. La parabola di Francesco Rutelli e le “critiche politiche” a Daniele Capezzone. E se Berlusconi desse retta a Galan e a qualcun altro, resuscitasse lo spirito del 94 e chiamasse anche Pannella? “Come allora, voi potete stare con l’amico Pannella, non Pannella con voi, questo lo difendo come punto di esatta cronaca, benvenuti grazie perché no, venite venite”
    18:43 Durata: 14 min 11 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Vorrei sottolineare che sono stato felice, perché in tutti questi guai è bastata questa riprova di migliaia di persone che sono venute ieri sera, e stamattina tutta quanta la Direzione aveva qualcosa interiormente che riconoscevo come un’oncia vera di entusiasmo, di entusiasmo saggio, di quello che riconosce che aveva sperato e ancora vivo. Ribadisco con Matteo Renzi che mi auguro gli vada bene”. Sulla possibile influenza di CL sulla candidatura di Renzi. Conclusione sulla questione “Iraq Libero”
    18:57 Durata: 6 min 36 sec