25 OTT 2012
rubriche

Cinecittà perduta. Che ne sarà del cuore dell’industria cinematografica italiana?

SERVIZIO | - Radio - 10:19 Durata: 13 min 36 sec
Player
Gli studi cinematografici di Cinecittà, la “fabbrica dei sogni” sul Tevere che in passato è riuscita a fare concorrenza all’americana Hollywood, stanno subendo un profondo cambiamento.

Il futuro di Cinecittà è scritto nel Piano industriale che la società privata azionista di maggioranza di Cinecittà Studios, la Italian Entertainment Group spa di Luigi Abete, presidente di Bnl, sta mettendo in pratica proprio in questi giorni.

Da un lato lo “spacchettamento” e la vendita di rami d’azienda ad altre società che lavorano nel settore.

Dall’altro la realizzazione di alberghi e
strutture ricettive all’interno degli studi.

Per la proprietà e il ministero dei Beni e delle Attività Culturali, un modo per ridurre al massimo gli esuberi in un momento di crisi del settore e valorizzare la struttura per renderla appetibile alle produzioni straniere.

Per i lavoratori e il mondo della cultura, la fine di un’industria cinematografica tra le migliori al mondo.

I lavoratori hanno scioperato e occupato gli studi per più di tre mesi, hanno raccolto le firme, indirizzato appelli al mondo della politica, proposto alternative per rilanciare il settore in crisi.

Tutto questo non è bastato a sospendere il Piano approvato nel 2008.

Sono queste le proprietà che si stanno occupando dello 'spacchettamento' e della vendita dei rami d'azienda di Cinecittà e la sua trasformazione in un parco giochi, un centro commerciale e un outlet.

Cosa ne sarà del cuore dell’industria cinematografica italiana non se lo dovrebbero chiedere dunque solo i lavoratori, che di colpo da costruire scenografie per il cinema dovranno con contratti precari montare le vetrine degli outlet, e non se lo dovrebbero chiedere solo gli appassionati di cinema, ma anche coloro che credono che il nostro paese possa avere un futuro produttivo e coloro che pensano che la prospettiva di un rilancio economico non possa passare per forme promiscue di convivenza fra intervento pubblico a risanare le perdite e interessi privati a racimolare guadagni e a decidere con quote maggioritarie i piani di conversione aziendale.

leggi tutto

riduci