28 OTT 2012
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | - RADIO - 17:00 Durata: 1 ora 59 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 28 ottobre 2012 che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 59 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    Già direttore di Radio Radicale La battaglia radicale per la riforma della giustizia e l’amnistia, la posizione coincidente del portavoce della Conferenza episcopale italiana (Cei). In studio anche Nicola Imberti, giornalista del Tempo
    17:00 Durata: 4 min
  • Pannella: “Sull’amnistia “Renzi ne ha trovata una nuova – esordisce Marco Pannella – Ha detto ‘l’amnistia è uno spot, serve un’azione complessa’. E’ la dimostrazione che anche lui, per fortuna eh, riesce a sparare cazzate su argomenti molto seri. Perché lui e molti altri continuano a parlare dell’amnistia come se da 5-10 anni noi non parlassimo della stessa come unica risposta adeguata a fare uscire dalla flagranza piena di criminalità dello Stato e della Repubblica italiana”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sull’amnistia “Renzi ne ha trovata una nuova – esordisce Marco Pannella – Ha detto ‘l’amnistia è uno spot, serve un’azione complessa’. E’ la dimostrazione che anche lui, per fortuna eh, riesce a sparare cazzate su argomenti molto seri. Perché lui e molti altri continuano a parlare dell’amnistia come se da 5-10 anni noi non parlassimo della stessa come unica risposta adeguata a fare uscire dalla flagranza piena di criminalità dello Stato e della Repubblica italiana che come nemmeno il regime fascista o nazista ebbero il tempo di essere in contraddizione con le norme molto più tenui della Società delle Nazioni”. Le campagne dei Radicali sui diritti civili e l’apporto del “popolo comunista” e del “mondo dei credenti”, quale che fosse la posizione dei loro partiti e del “fascismo anti fascista”. “Oggi il nostro primo obbligo – non parlo di ‘dovere’ perché l’‘obbligo’ è una caratteristica di fronte alla legalità – è uscire dalla flagranza criminale indiscussa”. Nel tema della giustizia rientra anche il tema delle norme sulla diffamazione
    17:04 Durata: 10 min 4 sec
  • Ancora sui fatti del bambino conteso tra i genitori a Padova e prelevato dalla polizia

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella torna sui fatti del bambino conteso a Padova e che i poliziotti hanno prelevato con la forza suscitando non poche polemiche. Il bambino “come soggetto e non semplicemente oggetto”, l’abolizione del reato di plagio
    17:14 Durata: 5 min 41 sec
  • I passi indietro del Presidente della Repubblica, Napolitano, sulla proposta dell’amnistia

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il suo discorso della scorsa estate sulla “prepotente urgenza” di risolvere la situazione delle carceri e della giustizia italiana, le successive dimenticanze sul tema e la censura di quel passaggio in una recente pubblicazione di tutti i suoi interventi sulla giustizia. “La peste italiana la stiamo noi trasferendo a livello europeo. Siccome noi non ottemperiamo alle condanne, a questo punto al Parlamento europeo e alla Cedu sta verificandosi la stessa situazione: sono talmente tanti i proclami che arrivano, che anche loro iniziano ad avere troppi processi! Noi stiamo lottando per il diritto”. Il Manifesto di Ventotene, “testo profetico”. La parabola di Vittorio Vidali, tentato sicario di Trotsky
    17:19 Durata: 11 min 40 sec
  • I Radicali, il loro trattamento mediatico e le sviste di Mario Sechi (direttore del Tempo). Alla Regione Lazio “la nostra era una battaglia chiara, pubblica, tanto è vero che avendo una sola arma per far parlare la stampa, quando abbiamo ricevuto i primi 400mila euro di finanziamento abbiamo reso pubblico tutto e grazie a quello scoppia il casino. Ma se noi non avessimo avuto questo scatto di fantasia abituale e radicale, chi avrebbe mai saputo nulla?”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Mario Sechi, direttore del Tempo, ha sostenuto che “tutti alla fine, alla Regione Lazio, hanno incassato. Se viene fuori anche dal Tempo, che su questo più di qualsiasi altro giornale è ogni tanto riuscito a dare la sensazione che non ci sono proprio ‘i tutti’ in relazione gli unici ‘fuori dai tutti’ che da qualche decennio sono i Radicali, a chi legge passa questo messaggio ‘alla fine hanno riscosso tutti’. Che era una battuta efficacissima fatta dalla Polverini a Ballarò”. “Quando i nostri hanno votato da soli, hanno ritardato il momento della decisione, hanno sottolineato che loro due erano guardacaso gli unici esclusi dalle presidenze per paura dei loro comportamenti, non c’è stato un cazzo di giornale o di agenzia che abbia riportato quello scontro. La nostra era una battaglia chiara, pubblica, tanto è vero che avendo una sola arma per far parlare la stampa, quando abbiamo ricevuto i primi 400mila euro di finanziamento abbiamo reso pubblico tutto e grazie a quello scoppia il casino. Ma se noi non avessimo avuto questo scatto di fantasia abituale e radicale, chi avrebbe mai saputo nulla?”. La storica battaglia radicale contro il finanziamento pubblico ai partiti: “La legge diceva già alla fine degli anni 70 che se noi non ritiravamo i soldi, se li sarebbero spartiti i ladri”. Le critiche alla Iotti, Presidente della Camera, che si rifiutava di verificare i bilanci dei partiti. La presenza di Marco Pannella a Bari per alcuni dibattiti e la conferma che “la gente comune si riconosce nelle nostre vite. La gente normale è normante e normata, in una realtà in cui la norma non vale nulla, tanto che anche il Presidente della Repubblica ritiene di poterle violare tutte. Sfido un grande costituzionalista qualsiasi a vedere se mi trova una norma che il nostro Presidente garante rispetti. Nada, niente. Allora dobbiamo preoccuparci di evitare che ci siano le Piazzali Loreto perché poi questi finiscono sempre in questo modo, ma con i popoli interi che condividono la loro sorte. Ecco il senso della nostra lotta nonviolenta”. “I nostri scioperi della fame hanno sempre avuto una caratteristica: non quella di imporre in questo modo una nostra proposta, ma per dire: ‘Guardate, quello che vi chiediamo è di rispettare la vostra legalità, anche se magari sono leggi che noi aborriamo’”. “Non c'è stata famiglia italiana, in questi ultimi 50 anni, che non abbia in qualche misura condiviso, non dico in accordo, o comunque discusso”, le battaglie radicali. “Come reagisce questo regime? In modo tale, per esempio, che perfino Sechi non si accorge che per distrazione automatica e comprensibile dice: ‘Sì, però poi i soldi li hanno presi tutti quanti’. Che era il 'grande argomento' della Polverini a Ballarò. E’ la menzogna, il furto della verità”
    17:31 Durata: 16 min 23 sec
  • Pannella: “Annuncio già che come Partito ci batteremo per il riconoscimento di un nuovo diritto umano, un diritto già in corso di formazione e che viene chiamato il diritto umano alla verità. Noi sentiamo il bisogno che sia più chiaro che quella 'v' è una 'v' minuscola, è il diritto alla verità su quello che Cesare compie nell'esercizio delle sue funzioni”. Le possibili sintonie con la Santa Sede sulla questione giustizia e carceri

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Ieri ho annunciato formalmente una nuova linea, un nuovo obiettivo del Partito. Visto che questo Partito dei mille che siamo è di già riuscito ad arrivare alla Corte penale internazionale che credo faccia data un po' nella storia umana, essendo un salto alla giurisdizione internazionale. Perché prima eravamo riusciti ad ottenere il Tribunale ad hoc sulla Ex Jugoslavia e sul Ruanda”. Poi la battaglia per la moratoria sulla pena di morte. “Adesso speriamo entro il 15 dicembre che si riesca a far votare, con un testo che dobbiamo far migliorare, la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili. Riguarda, in un modo o nell'altro, più di 500 milioni di donne. Ma io annuncio già che come Partito ci batteremo per il riconoscimento di un nuovo diritto umano, un diritto già in corso di formazione e che viene chiamato il diritto umano alla verità. Noi sentiamo il bisogno che sia più chiaro che quella 'v' è una 'v' minuscola, è il diritto alla verità su quello che Cesare compie nell'esercizio delle sue funzioni. Corrisponde alla ispirazione che fa sì che negli Stati Uniti, in Inghilterra e un po’ in Australia e Canada ci siano quegli 'act' che legittimano il cittadino a chiedere di conoscere la verità sul comportamento di uno Stato. Questo verrebbe a colpire non solo il Cesare del Quirinale italiano, ma tutti i Cesari. E la verità non è quanto e come scopa un leader politico”. Le critiche di Pannella verso Napolitano e le critiche più meschine che arrivano da altri. La possibile alleanza con il Vaticano sulla questione giustizia e amnistia: “Come Partito radicale ho dichiarato che intendiamo immediatamente chiedere, a cominciare dalla Santa Sede”, che uno dei due contraenti del Concordato madamense di Craxi “denunci il fatto che per il bene del Paese deve dire 'no', deve dire 'denuncio la cosa perché voi siete in condizione di flagrante violazione dei diritti umani dei vostri cittadini e dei cittadini di oltre 30 Paesi del mondo che sono nelle vostre carceri'. Quindi l'anticlericale, il radicale, eccetera, con fiducia” si rivolge alla Santa Sede. “C’è stato qualche precedente”, come quello del Partito liberale nel 1947-1948 che provocò la crisi Parri e accelerò l'arrivo al Governo di De Gasperi o come gli interventi di Don Sturzo sul Mondo di Pannunzio. Le radici comunista di Napolitano
    17:47 Durata: 14 min 15 sec
  • Dagli anni 90 a oggi, i rapporti dei Radicali con Berlusconi e con il Pd

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Silvio Berlusconi e i rapporti molto stretti con Massimo D’Alema, uno dei leader del Pds, dei Ds e poi del Pd. Il trattamento “da stalinisti” di Pannella. “Ho cercato di vedere urgentemente Berlusconi nelle settimane scorse, volevo parlarci, perché capivo che forse poteva servire. Volevo spiegargli due cose. Primo, che lui fino al 1996 lui era stato d'accordo con noi, non noi con lui”. Tutti i referendum radicali, “compreso quello sulla droga, sulle leggi americane”, appoggiati da Berlisconi. La rottura sull’accordo elettorale nel 1996 e il tradimento della parola data da Berlusconi e Buttiglione in un accordo scritto. Poi Pannella torna a parlare di Renzi e dei rapporti con il Pd: “Una cosa è certa, che viene percepito – perché non credo siano i soldi dei finanzieri delle Cayman – come sindaco, come diverso da quelli là. A me basta quello, perché quelli sono un gruppo di ricattatori, sono quelli con i quali un anno prima della morte di Luca Coscioni dovevamo fare l'accordo sull'ospitalità, e a un certo punto Berlusconi che voleva farlo lui a destra l’accordo mi disse: ‘Guarda, è difficile, perché dall'altra parte i miei gli dicono che gli ha garantito che loro non faranno l'accordo con i Radicali’. Stavamo a Bruxelles, c'era una riunione a Roma e Massimo D’Alema parlamentare europeo, allora gli chiesi di seguire insieme per telefono la riunione. E cosa ti fanno? A volte succede che i killer non sono proprio i comunisti ma la parte ‘ferrarese’ dei vertici del Pd”. La controproposta dei democristiani del Pd: “A questo punto viene fuori che loro dicono ‘si, vi ospitiamo d'accordo, ma non con il nome di Luca Coscioni'. Un anno dopo è morto e abbiamo sentito cosa dicevano in morte di lui. Un grado di vigliaccheria da prepotenti, non da governanti. Dopo noi facciamo la Rosa nel Pugno, siamo determinanti per battere Silvio e far venire fuori Prodi. Poi loro, che hanno la fretta di fare il Pd, liquidano il governo impopolare di Prodi, si va a nuove elezioni, loro fanno l'accordo con quella che per Occhetto nel 1994 era stata la Rete, cioè oggi con Tonino di Pietro, mentre a noi della Rosa nel Pugno lo vietano e dicono: ‘Voi potete solo presentare candidati nelle nostre liste’”. “Così fanno fuori i verdi, fanno fuori i socialisti, ed erano convinti ci cascassimo anche noi. Era Gasbarra che faceva da mediatore. Gasbarra viene e a un certo punto torna da loro e dice: ‘No, questi accettano il ricatto’. Erano disperati. Ci fanno sapere l'indomani mattina un piccolo dettaglio: che loro sì potevano ospitarci nelle loro liste, facendo scomparire il nostro simbolo, però non possono essere candidati Pannella, Sergio D'Elia e Silvio Viale”. “Per cui capisco se Renzi si è rivolto al Garante statale della privacy piuttosto che a questi pezzenti di stalinisti che accettavano di dire, come garanti, ‘Pannella no perché è troppo anziano’”
    18:02 Durata: 15 min 35 sec
  • Pannella: “Abbiamo annunciato che il Partito radicale sollecita ed è fiducioso che con la Santa Sede potremo condurre anche all'Onu una battaglia per il diritto umano alla verità”. Il caso di Obama “custode delle maialate di Bush e di Blair, mentre Biden, suo vice, aveva subito detto in campagna elettorale: se qualcuno ha fatto delle cose contro la nostra stessa legalità, lo perseguiremo'”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Abbiamo annunciato che il Partito radicale sollecita ed è fiducioso che con la Santa Sede potremo condurre anche all'Onu una battaglia per il diritto umano alla verità”. Il caso di Obama “custode delle maialate di Bush e di Blair, mentre Biden, suo vice, aveva subito detto in campagna elettorale: se qualcuno ha fatto delle cose contro la nostra stessa legalità, lo perseguiremo'”. “Obama di Martin Luther King non deve sapere nulla, è più un liberale del Pli senza rendersene conto”. “Se riusciamo a far passare questa cosa, allora la Commissione Chilcot, le iniziative dei danesi e degli australiani convergenti con la nostra richiesta di verità sulla guerra in Iraq, ci sarà, e magari sarà anche possibile chiedere a Terzi di mostrare quello che c'è alla Farnesina sul tradimento – temo – della propria del governo Berlusconi, che fece propria la proposta dell’esilio e dell’operato del ministro degli Esteri di allora che invece coprì il comportamento contrario”. Il ruolo di Muammar Gheddafi, dittatore libico, in quel frangente
    18:17 Durata: 5 min 19 sec
  • La tradizione della doppia tessera radicale e le due iniziative nonviolente di Giachetti e Turco sulla legge elettorale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Lo sciopero della fame sulla legge elettorale di due iscritti radicali, cioè Roberto Giachetti e Maurizio Turco: due digiuni con obiettivi completamente opposti. Pannella coglie l’occasione per tornare a parlare del senso della “doppia tessera” nella tradizione radicale. Il caso delle liste referendarie Giannini-Galli della Loggia e i legami con i Radicali. Il caso della pornostar Cicciolina, candidata alla Camera per i Radicali. “Giachetti ha la tessera anche radicale e ha la tessera Pd, e io ho detto a Roberto: ‘Robe', forse c'è un limite. Io al posto tuo non l'avrei fatto per avere comunque una legge elettorale. Piuttosto avrei ricordato che il tuo partito all'unanimità ha proposto il doppio turno alla francese che è un sistema uninominale maggioritario. Dovevano fare quello che avevano annunciato…”. “Turco ha una posizione che dice”: “a livello internazionale hanno condannato la Bulgaria perché ha cambiato la legge elettorale 8 mesi prima del voto e non un anno prima. Hanno detto ‘no’ perché il popolo deve conoscere la nuova legge, comportarsi conoscendola, e poi di conseguenza possiamo dire che c'è il 'conoscere per deliberare' che costituisce il sale della democrazia”. Il differente ruolo della consultazione elettorale nelle dittature e nelle democrazie
    18:22 Durata: 19 min 2 sec
  • Il prossimo congresso di Radicali italiani. Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Mi interessa come va il Partito radicale e come vanno Nessuno Tocchi Caino, Radicali italiani e via dicendo, ma a me quello che interessa è il Partito, le sue idee, le sue posizioni. Poi sarà un problema del Congresso di Radicali italiani e non ‘dei’ Radicali italiani, perché all’inizio con Capezzone dovevo sempre fare questa precisazione”. “Non a caso tra tutti doppia tessera, nessuno è iscritto a Radicali Italiani, perché loro piuttosto sono iscritti al Transnazionale o alla Coscioni o a Nessuno Tocchi Caino, ma a Radicali Italiani di doppie tessere ce ne sono poche”. “L’Associazione Coscioni, Nessuno Tocchi Caino, hanno più netti connotati transnazionali”. I rapporti finanziari tra Lista Pannella e Radicali Italiani “Io ritengo che entro tre anni noi realizziamo nel mondo la fine del proibizionismo chiarissimamente ormai ritenuto dappertutto un succedaneo dei proibizionismi nazismi, comunisti o di altro tipo”. La battaglia parallela per il diritto alla verità sull'operato degli Stati e la vigilia delle elezioni americane. L’atteggiamento della “oligarchia del Pd” nei confronti delle primarie e dello sfidante Renzi.
    18:41 Durata: 17 min 11 sec