04 NOV 2012
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | - Radio - 19:32 Durata: 1 ora 48 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 4 novembre 2012 con gli interventi di Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 48 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    Già direttore di Radio Radicale La conversazione settimanale si svolge all’Hotel Ergife, dove si sono appena conclusi i lavori del Congresso di Radicali Italiani
    19:32 Durata: 1 min 55 sec
  • I contrasti durante il Congresso di Radicali Italiani e il voto di misura sull’emendamento allo Statuto che prevedeva l’esplicitazione del fatto che Radicali italiani in quanto tale non si presenta alle elezioni: “Stiamo attraversando un momento nel quale in Radicali italiani i connotati dei partiti italiani sono quello che appassionava di più. Gli applausi erano su questo. Ho sentito compagni importantissimi impegnarsi in modo oratorio nella direzione che provocava molti applausi dalla platea. Di fatto è accaduto questo: che d'ora in poi quel che ha trattenuto in Italia la capacità, la possibilità di espansione di Radicali italiani, in buona parte è venuto a cadere"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I contrasti durante il Congresso e il voto di misura sull’emendamento allo Statuto che prevedeva l’esplicitazione del fatto che Radicali italiani in quanto tale non si presenta alle elezioni: “Ma questo grazie al Presidente – dice Marco Pannella – E’ semplice, ha voluto rinnovare: non esiste organo politico, non esiste tradizione contraria e nemmeno precedente. Quando si va a votare su un documento, ci sono come nella Camera dei deputati e come dappertutto quanti sono i ‘sì’, quanti i ‘no’, gli astenuti; poi lo statuto può stabilire se ci vogliono i due terzi. Ma quando non sono assolutamente di questo tipo, cioè controllate con maggioranza, il risultato era netto secondo una lettura tradizionale dei risultati. L'ancora attuale presidente (Silvio Viale, ndr) ne ha avuta una delle sue: ‘Qui lo Statuto non dice se non si fanno i conti secondo la legge del Senato o quella della Camera dei deputati’. Quella della Camera dei deputati è quella più comune, senza eccezioni, per cui posso ritenere che un partito decidesse di adottare il criterio del Senato italiano sarebbe menzionato o qualcuno avrebbe memoria di qualche precedente nei tantissimi congressi radicali. Ci ha provato, ma poi anche facendo i conti in un altro modo è stato adottato quell’emendamento, quella mia proposta di integrazione e mi pare che questo è importante. Ed è importante anche nel modo, perché è stata limpido la votazione”. “Credo che sia utilissimo, direi doveroso, per qualche radicale che vuole meglio conoscere l'accaduto, andare a vedere e a sentire gli scontri, gli applausi, dove ci sono state le passionalità maggiori che si sono confrontate. Io ho sentito – volevo ringraziarla – un intervento perfettamente sereno, severo e pacato di Emma (Bonino, ndr) sul merito di quella questione”. Il rischio di veder prevalere logiche da “burocrazie nazionali” nel movimento radicale. “Stiamo attraversando un momento nel quale in Radicali italiani i connotati dei partiti italiani sono quello che appassionava di più. Gli applausi erano su questo. Ho sentito compagni importantissimi impegnarsi in modo oratorio nella direzione che provocava molti applausi dalla platea. Di fatto è accaduto questo: che d'ora in poi quel che ha trattenuto in Italia la capacità, la possibilità di espansione di Radicali italiani, in buona parte è venuto a cadere. Perché tranne quelli che si iscrivevano a pacchetto, c'era questo timore impressione che era chiaro che il Partito radicale in quanto tale né Cambogia né in Italia né in nessun posto si sarebbe presentato, perché profondamente contraddittorio di una situazione statutaria tradizionale nella quale si dice ‘chiunque può iscriversi’, le norme di legittimità sono quelle di un partito libertario e liberale nuovo, senza precedenti. E’ quindi accaduto che Nessuno tocchi Caino, Non c'è Pace senza Giustizia, l’Associazione Luca Coscioni, hanno molte più adesioni dette di doppia tessera di quante non ce ne siano al partito italiano, perché Radicali italiani viene vissuta come ‘Vabbè, quelli sono italiani e in Italia si presentano alle elezioni, e quindi noi che non intendiamo a priori in quanto iscritti essere vincolati al comportamento elettorale…’”. “Quindi c'è questo rafforzamento esplicito e statutario, per il quale d'ora in poi anche alla Camera dei deputati e al Senato si potrà dire ‘No guarda, adesso quella cosa per la quale non ti iscrivevi a Radicali italiani e ti iscrivevi invece al Partito radicale transnazionale è venuto a cadere’. Un elemento di chiarezza teorica e pratica, di conferma – come ha detto Emma – della storia radicale, del suo connotato costitutivo, del suo carattere più singolare”. Tutto questo a dispetto della “passionalità che si era scatenata: ‘Basta, vogliamo essere padroni dei soldi per potere presentarci se vogliamo’. Tutta questa roba qua… devo dire darà tempo intanto per vedere se Radicali italiani così si rafforza politicamente, è un elemento di crescita”. Dall’Italia alla Cambogia, quando elezioni e democrazia non coincidono
    19:34 Durata: 20 min 15 sec
  • Il dibattito sulle elezioni e sulla modifica della legge elettorale. Pannella sul contributo all'antiparlamentarismo che viene non solo da Beppe Grillo ma anche dal Presidente Napolitano: “Il contributo che gli dà il Presidente della Repubblica da sette anni è scandaloso. Se la Costituzione stabilisce che l'interlocutore sui problemi di legalità di diritto di emergenza del Parlamento è il Presidente della Repubblica, se nella visione costituzionale nostra il Presidente della Repubblica si rivolge al Parlamento, neanche al Governo, nella sua opera di garante della legalità e non dell'opportunità, lui ha dato un contributo enorme in questi anni e continua darlo"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il dibattito sulle elezioni e sulla modifica della legge elettorale. Pannella: “Noi non possiamo e non dobbiamo dimenticare e far capire al resto del popolo italiano che qui, quando si parla di elezioni, si parla di un atto criminale e criminogeno perché mancano di tutti i presupposti storici, di condizioni e via dicendo, per i quali si può avere quel momento centrale della democrazia delle elezioni democratiche. Quella cosa che si chiama giurisdizione europea deplora formalmente quando vi sono nuove norme elettorali che sono modificate entro un anno dal momento del voto, perché le regole del gioco devono essere conosciute e praticate, e possono essere conosciute solo quando c'è un grande dibattito democratico. L'altro giorno è venuto fuori Ainis, a dimostrazione che è molto brillante ancora più di quanto non ritenessi, proprio lui che ha rimproverato spesso l'eccessivo numero di decreti, ora suggerisce a quel povero Presidente nostro della Repubblica di fare il Charlie Chaplin di ‘Tempi moderni’, cioè deve stare lì a firmare ogni giorno come quello doveva prendere quel ritmo magari per fare suole di scarpa. Questo Presidente deve prendere e fare un decreto per passare a quale altra forma elettorale?". La "flagranza criminale", già oggi, dello Stato italiano. "Puggiotto, nel suo ottimo intervento, ha mostrato - immagino a nome dei 130 firmatari del suo documento - ancora di serbare un elemento di tolleranza che a mio avviso può essere anche un po' più vicino a una condiscendenza paternalistica nei confronti di questo Presidente della Repubblica. Dice: tanto che ci stai, fai un altro decreto così le difficoltà che tu stesso trovi… Perché lui decide tutto, ma poi c'è sempre qualcosa che non va. Monti è stata una scelta abile, giusta, tra quelle che si proponevano". Ma riguardo Napolitano, "una cosa solo sicuramente gli manca totalmente, e credo che non se ne accorga nemmeno. Lui è assolutamente a-liberale, a-Stato di diritto, è uno per cui i mezzi giustificano i fini, il problema è che gli sono cambiati tutti i grandi fini". Dalla rivoluzione globale comunista al socialismo in un Paese solo, passando per il Partito-Chiesa. "Se ascoltasse il suggerimento di Ainis, vorrebbe dire ancora che il fossato nel quale si inabissa la storia istituzionale e civile italiana dovrebbe fare i conti con un suo aggravarsi ulteriore". Votiamo dunque con il sistema elettorale che c'è? "Sì, il Capo dello Stato era avvisato, il Capo dello Stato sapeva due anni fa che per cambiare questo Porcellum doveva - se vedeva che il Parlamento non se ne accorgeva - siccome anche a lui il Porcellum pare non decente, doveva fare un messaggio avvisando il Parlamento: 'Guardate, se non lo fate entro quattro mesi o tre mesi o due questo cambiamento, poi rientriamo in un anno che per deplorazione costante che si aggrava non solo del Comitato dei ministri...'". Sull'"antiparlamentarismo becero", incluso quello di Beppe Grillo. Il parallelo con Gabriele D'Annunzio. "Il contributo che gli dà il Presidente della Repubblica da sette anni è scandaloso. Se la Costituzione stabilisce che l'interlocutore sui problemi di legalità di diritto di emergenza del Parlamento è il Presidente della Repubblica, se nella visione costituzionale nostra il Presidente della Repubblica si rivolge al Parlamento, neanche al Governo, nella sua opera di garante della legalità e non dell'opportunità, lui ha dato un contributo enorme in questi anni e continua darlo" all'antiparlamentarismo. Il cambiamento di posizione di Napolitano sulla questione giustizia e amnistia. Ancora sull'appello di Pugiotto e dei 130 giuristi, caduto nel vuoto
    19:54 Durata: 16 min 46 sec
  • Pannella invita ad andarsi a riascoltare i momenti di massimo pathos vissuti nel Congresso di Radicali italiani: "In questo momento Radicali italiani non mi è parso risentire di un fatto di straordinaria importanza. Solo in Italia, in questa Italia corrotta e corruttrice, in carceri che per volere di Cesare - che è lo Stato - sono ridotte a uno stato bestiale, è l'unico posto per il momento che io conosca al mondo per cui si può dire che il momento di maggior solidità e resistenza democratica e civile di resistenza nonviolenta sono proprio le carceri". "Pesa l'assenza di democrazia". "Molti dei Radicali sono gente comune. Molti dei Radicali sono come gli italiani che mi sputavano, cioè sono 'brava gente'"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella invita ad andarsi a riascoltare i momenti di massimo pathos vissuti nel Congresso di Radicali italiani: "In questo momento Radicali italiani non mi è parso risentire di un fatto di straordinaria importanza. Solo in Italia, in questa Italia corrotta e corruttrice, in carceri che per volere di Cesare - che è lo Stato - sono ridotte a uno stato bestiale, è l'unico posto per il momento che io conosca al mondo per cui si può dire che il momento di maggior solidità e resistenza democratica e civile di resistenza nonviolenta sono proprio le carceri". "Non so se perché magari molti compagni ritengono che la questione comunque ormai è vinta o impostata, magari sono quelli che non hanno occasione di frequentare carcerati, ma lo scontro violentissimo e appassionatissimo è su tutte le altre cose". "Andate a sentire dove è udibile il tripudio di applausi di tipo liberatorio. Dico: prendiamone atto, non neghiamolo, vediamo su che cosa, nei confronti di chi, mentre parlava chi e via dicendo. E' bene conoscere se stessi. Io credo che noi un contributo lo abbiamo dato a Radicali italiani con questa chiarificazione, cioè del tipo di presenze congressuali, della natura umana, come oggi si esprime il Congresso di Radicali italiani e vedrete se non è stata una bellezza che questa cosa si è manifestata e potrà consentire di meglio riflettere appunto sulle varie tesi e comunque sulle acquisizioni formali del Congresso". "E' un fatto conoscitivo, un congresso è anche un manifestarsi e quel manifestarsi va studiato perché probabilmente occorre fare qualcosa per 'curarne', in tutti i sensi, il meglio e quello che sembra il più debole che si è venuto manifestando. Non ho responsabilità specifiche per quel che riguarda Radicali italiani, ma ovviamente mi esprimerò non appena gli organi dirigenti neoeletti fisseranno il tempo e i luoghi". "Pesa l'assenza di democrazia". "Molti dei Radicali sono gente comune. Molti dei Radicali sono come gli italiani che mi sputavano, cioè sono 'brava gente'". L'importanza del fatto che ci sia un dibattito tra tesi contrapposte. L'esempio storico del divorzio. La serie di referendum radicali e le "100 milioni di firme autenticate". Il caso di Beppe Grillo che proposto Antonio Di Pietro alla Presidenza della Repubblica in un momento così difficile per lui. "Io non mi sono rassegnato come fatalmente - dopo tre o quattro generazioni - a vivere con una sorta di naturalezza la assenza radicale di democrazia, perché quando c'è assenza per cinquant'anni sempre peggio di democrazia, a questo punto è la catastrofe, occorre inventarsi la resistenza. Oggi noi ci siamo inventati perché conosciamo la realtà, ci siamo inventati questo: le carceri italiane oggi sono la manifestazione più civile, più moderna, più forte, più pregnante, di richiesta nonviolenta allo Stato di rispettare anche la propria legalità, magari di merda, e questo è un evento. E credo che nel Congresso questo venisse vissuto come meno importante, piuttosto si pensava a 'i soldi delle elezioni però li dobbiamo gestire noi...'. Questo Congresso dunque è arrivato a tempo, perché io non so francamente se fra tre mesi o quattro mesi il tutto non fosse già giocato e avremmo avuto un Congresso di brava gente e non di Radicali"
    20:11 Durata: 28 min 47 sec
  • L'offerta di dialogo di Pannella a Grillo

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'offerta di dialogo di Pannella a Grillo. Grillo, dice Pannella da tempo, "sta pagando il suo rifiuto di dialogo quasi fisiologico, patologico, strutturalmente". "La sua straordinaria grandezza di attore monologante". L'uso che i media del regime fanno del comico genovese. Il caso delle elezioni di Parma e il sostegno di Pannella al candidato grillino a sindaco
    20:39 Durata: 5 min 42 sec
  • L'impegno "ecodemocratico ed ecorivoluzionario" dei Radicali. L'organizzazione di una riunione del fronte italiano del Partito radicale transnazionale proprio sui temi di demografia e ambiente

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'impegno "ecodemocratico ed ecorivoluzionario" dei Radicali. L'intervento di Sergio D'Elia in commissione. Il documento di Aldo Loris Rossi, "formalmente ed ufficialmente del Partito", su demografia e ambiente. La storica campagna di Pannella per "il geologo di quartiere". Le campagne del Partito radicale transnazionale. La speranza "nell'aiuto della Santa Sede perché ci sia una legge che tagli le unghie a quello che stanno diventando, tutti a cominciare da Obama, cioè i nostri imperatori". La campagna radicale per il "diritto alla verità" sull'operato degli organi statali. "Il problema mi pare importante è che si stabilisca che non si può più oppure la ragion di Stato su una serie di eventi, ma a partire - come punto all'Onu - dalla verità su 'Iraq libero'". La possibile alleanza con il Vaticano per sconfessare il Concordato madamense alla luce della situazione delle carceri italiane. L'organizzazione di una riunione del fronte italiano del Partito radicale transnazionale proprio sui temi di demografia e ambiente. La mancanza di una campagna d'iscrizioni al Partito radicale transnazionale. La discussione sugli equilibri finanziari di Radicali italiani e Prt durante il Congresso
    20:45 Durata: 24 min 40 sec
  • Conclusioni. Il commento a caldo ai risultati del Congresso

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sull'interlocuzione con il Presidente della Repubblica Napolitano. I risultati del Congresso di Radicali italiani, con l'elezione di Mario Staderini a segretario, Michele De Lucia a tesoriere e Silvio Viale a presidente. Pannella: "Il commento è che io ritengo Viale assolutamente un radicale di cui politicamente non ho nessuna stima, anche soprattutto dopo la conferma dell'ultimo anno. I compagni ne hanno di più, mi è dispiaciuto che si sia offerta a questo Congresso la scelta tra Cianfanelli e Viale, perché evidentemente si sono sottovalutati i riflessi attuali del Congresso". "Per il resto resta il fatto che gli esiti congressuali complessivi vedono una conferma del gruppo dirigente sostanzialmente uscente: De Lucia, Staderini e poi ritengo anche ottima l'affermazione di Lipparini. Bisognerà molto aiutare il presidente, che non è facilmente aiutabile, perché sarà necessario aiutarlo al massimo". Pannella torna sulla legge elettorale e su un voto in Commissione parlamentare in Senato che ha bocciato un emendamento radicale pro doppio turno alla francese. La conclusione di Pannella: "Studiatevi l'andamento congressuale. E' prezioso. Sentite dove sono stati gli scontri, dove la passionalità, dove sta il cuore, perché è essenziale, solo così potremo far tesoro di questo Congresso"
    21:10 Durata: 10 min 21 sec