18 NOV 2012
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:04 Durata: 1 ora 55 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 18 novembre 2012 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 55 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista

    Già direttore di Radio Radicale Lo scenario mediorientale. La politica italiana: la legge elettorale e il ruolo del Presidente della Repubblica. Il “caso Viale” e la galassia radicale
    17:04 Durata: 1 min 32 sec
  • Pannella: “Credo che possiamo dire che la Repubblica antifascista è chiarissimamente riuscita a divenire l'erede dello Stato monarchico e fascista precedente”. “E chi ha potuto e saputo per forza culturalmente e ideologicamente dare corpo a questa democrazia o questa antidemocrazia liberale? Chi ha garantito questo connotato non è la componente democristiana, per intenderci, ma è la componente togliattiana-Pci”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella sulla situazione italiana. “In questa settimana stanno venendo fuori i connotati reali di questo Stato canaglia che siamo e dobbiamo essere riconosciuti come tale. A parte l'intervento fortunato di Emma Bonino sullo stalking del Presidente della Repubblica. Adesso sempre più mi pare che chi per criticarlo, chi per acquisire autorevolezza, si riferisce - nell'analisi delle cose in corso - sempre appunto a questa presenza padronale del Presidente della Repubblica in questa congiuntura. Dove ci porta questa realtà? E’ vero o no che noi viviamo una situazione istituzionale che sempre di più è assolutamente ‘extra legem’ se non vogliamo dire ‘contra legem’? Non c'è nulla a che vedere con la legalità specifica costituzionale italiana e nulla con una dialettica di carattere democratico. Noi stiamo per andare adesso a delle prove elettorali che sono per me semplicemente da ricondurre nella serie delle prove elettorali di Stati dittatoriali quando hanno delle contraddizioni interne che poi magari dando un minimo di valore reale, non solo liturgico, a delle votazioni. Credo che possiamo dire che la Repubblica antifascista è chiarissimamente riuscita a divenire l'erede dello Stato monarchico e fascista precedente”. “E chi ha potuto e saputo per forza culturalmente e ideologicamente dare corpo a questa democrazia o questa antidemocrazia liberale? Chi ha garantito questo connotato non è la componente democristiana, per intenderci, ma è la componente togliattiana-Pci”. L’episodio storico della “Legge truffa”. In realtà “quella roba lì venne inventata, e devo dire con il sostegno anche della Sinistra liberale e di Salvemini, per cercare di creare – ed era un errore a mio avviso - un confine anche a destra. Un premio maggioritario a chi aveva già come coalizione la maggioranza assoluta dei voti, il 51 per cento, gli si dava un premio di maggioranza. Ed era proprio perché si stava uscendo definitivamente da quel tentativo di una parte del Vaticano che si era chiamato ‘operazione Sturzo’ e cioè l'apertura a Roma ai palazzinari che erano in grande maggioranza dell'Msi, mentre invece anche Sturzo era contrarissimo”. La tradizione cattolica, quella comunista e i referendum radicali. Luigi Longo (segretario del Pci dal 1964 al 1972), l’inizio del Compromesso storico nel 1973, e la “iattura referendaria”. “La continuità è oggi appunto la continuità antidemocratica del regime antifascista e non antitotalitario”. “A questo punto mettere fra i vincitori della lotta antitotalitaria, in primissimo posto, anche quelli di Terza internazionale e Cominform, era pericoloso. Infatti è quello che è accaduto. Sono divenuti loro quelli che hanno parlato da quarant'anni in difesa della Costituzione, della democrazia, e sicché oggi ci troviamo nella situazione nella quale ci troviamo che lascia a desiderare. Siamo uno Stato canaglia, perché siamo Stato contro tutte le legalità”
    17:05 Durata: 15 min 15 sec
  • La situazione della giustizia italiana e il ruolo del Presidente della Repubblica che, “intervenendo di mattina, di pomeriggio e di notte alla televisione, è lui il grande Berlusconi, quell’altro – il povero Silvio – è un rottame. Sputtana il Parlamento italiano perché ne è l’interlocutore costituzionale. Se tu che hai questa interlocuzione indicatati dalla Costituzione democratica, invece ti rivolgi al popolo, fai cose molto più gravi di quegli stronzetti post-dannunziani che vorrebbero picchiare il singolo parlamentare perché disonesto o altre cose del genere”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “La settimana scorsa o due settimane fa Ainis ha detto: ‘Per uscire da questa situazione bisognerebbe che ci sia un bel decreto elettorale del Presidente’. Pare che qualcuno abbia detto ‘ma insomma’ e che lui abbia detto ‘Sì, ma ormai la situazione italiana è questa’. Non ci voleva molto coraggio a ritenere che governare per decreti piuttosto che per leggi parlamentari era deplorato da tutti, la cosa era sempre più gravemente connotante della realtà italiana, poi adesso però arrivare a dire che anche il problema della legge elettorale si risolve con un bel decreto del Presidente della Repubblica, è sintomatico. E nessuno su questo, nessuno nemmeno dei 136 che hanno sostenuto la buona e la bella iniziativa di Puggiotto, attenta a richiamare il Presidente della Repubblica che non ne ha voluto sapere nulla, ha dato risposte di costituzionalisti, di ex presidenti della Corte Costituzionale per dire: ‘Ma scherziamo?’”. “Personalmente, a chi ci chiede ‘cosa si fa?’, è che bisogna riflettere. Noi già una volta, in condizioni assolutamente diversa decidemmo di bruciare clamorosamente i certificati elettorali. Denunciammo un salto di qualità antidemocratico tale da non avere nemmeno le coperture pseudo democratiche che in molte dittature nelle quali si vota si riesce a darle. Fu un atto consapevole e drammatico ma era anche una riflessione”. “Io dico che bisogna lottare proprio perché siamo in una situazione di continuità. Un tempo si poteva lottare con l'esilio o la galera, ma quella della galera diciamo che non te la sceglievi tu. Come si possa oggi fare resistenza antitotalitaria per difendere il diritto e i diritti, staremo a vedere. Bisogna inventare”. Sull’eleggibilità dei candidati. La “riabilitazione” di Pannella a essere candidato dopo le condanne per disobbedienza civile. “I Radicali storici tutti quanti ci siamo trovati in quella condizione, regolarmente, quindi siamo una banda di delinquenti abituali secondo loro, professionali mai riabilitati”. “Adesso è come se fossimo nel cuore della avventura nazista, fascista e di quell'altra sovietica, siamo nel cuore, nel centro, non ‘con il rischio di’”. Il parallelo con i regimi totalitari del ventesimo secolo. La situazione delle carceri e della giustizia italiana: “Oggi siamo ad una cosa che non c'era nemmeno negli anni 30, perché allora la Società delle nazioni si incazzò perché noi italiani avevamo fatto l'operazione in Etiopia che era macroscopica, di aggressione, ma altrimenti tutto quanto veniva considerato come quasi fisiologico”. Il ruolo del Presidente della Repubblica che, “intervenendo di mattina, di pomeriggio e di notte alla televisione, è lui il grande Berlusconi, quell’altro – il povero Silvio – è un rottame. Sputtana il Parlamento italiano perché ne è l’interlocutore costituzionale. Se tu che hai questa interlocuzione indicatati dalla Costituzione democratica, invece ti rivolgi al popolo, fai cose molto più gravi di quegli stronzetti post-dannunziani che vorrebbero picchiare il singolo parlamentare perché disonesto o altre cose del genere”
    17:20 Durata: 17 min 27 sec
  • I Radicali e la scelta tra centro-sinistra e centro-destra, le vittorie sulla Legge 40 e il trattamento mediatico del movimento

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I Radicali e il rapporto con il Pd, il caso di Silvio Viale (presidente di Radicali italiani). “Viale dice: ‘Vogliamo stare con il centro-sinistra, perché questa è l'unica cosa che posso prendere politicamente’. E lo scontro non è stato però su questo, ma invece a me fa piacere che venga fuori. Perché io ritengo che la nostra alterità è determinata dal fatto che noi non siamo caduti nello schema di ritenere che era soprattutto la Dc, a destra, piuttosto che il Pci a sinistra, ad essere la forza dell'antidemocrazia partitocratica”. “Infatti lo rivendico: quel poveretto li è troppo solo, non lo fa, ma io rivendico il fatto che noi, perché Berlusconi ha raggiunto le nostre posizioni referendarie ed altro, noi abbiamo battuto la nuova edizione del Pci di Occhetto e della gioiosa macchina da guerra. E rivendico quella battuta d'arresto, con i due anni successivi di Berlusconi, fino al 96 incluso”. I rapporti tra Radicali e Berlusconi. Dove sta scritto che “lo schieramento radicale deve essere di centro sinistra”? “Possiamo essere di volta in volta, ma trovando delle costanti. Adesso per esempio rispetto al centro-sinistra e al centro-destra in modo particolare vorrei dire una piccola cosa per dimostrare che cosa è uno Stato anzi di diritto. Quando c'è stata questa Legge 40, grazie – riconosciamolo - a un solitario senatore di origine repubblicana, Del Pennino, ci rendemmo conto che la cosa stava maturando. Furio Colombo, direttore dell'Unità, cercò per quanto possibile di resistere alla posizione del suo partito da compromesso storico. Quella legge votata e non abrogata dalla referendum era una legge schifosa, ma lo si può dire adesso, c'è adesso la giurisdizione europea e i giudici italiani da tutte le parti che la massacrano”. Il tradimento della legalità a partire dalla prova referendaria sulla Legge 40 sulla procreazione assistita, quando alcuni esponenti della Chiesa fecero campagna per l’astensione. Il ruolo decisivo dell’Associazione Luca Coscioni. “Questa messa sotto accusa dello Stato italiano anche tutte queste vicende elettorali. Andare a vedere oggi per esempio l'Autorità garante che da 20 anni condanna la Rai, che per 50 volte ci ha dato ragione, ma poi adesso l'ultima volta ad agosto ha detto: diamo quattro mesi per riparare l'informazione sull'amnistia e i Radicali; sono passati tre dei mesi e arriviamo alle nuove elezioni, alla chiusura delle le legislatura, in cui io sono riuscito ad andare una notte a Porta a Porta, con 10 giorni dopo la registrazione che avevo fatto, quando l’attualità stessa dell’intervista era passata. Per il resto si continua a parlare dei mariti che ammazzano le mogli e via dicendo”
    17:38 Durata: 18 min 10 sec
  • Sulla giustizia e le carceri: “Io credo che in questa storia il mondo dei credenti converga nei risultati con la sensibilità liberale nei confronti dello Stato e di Cesare. Oggi il Quirinale è il luogo che crea le catacombe, che crea simonia, che toglie libertà, Cesare è quello!”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Ora in Italia è consuetudine imbrogliare le leggi elettorali, non rispettare nessuna legalità di tipo internazionale o di tipo dottrinario, allora noi dobbiamo, come Radicali… Oggi ho sentito dalla Lucia Annunziata l'ottimo Nichi (Vendola, ndr) ha detto che è grato a noi per l'ottima battaglia che facciamo sull'amnistia e sulla trasparenza. Guarda Nichi, sono io che ti sono grato perché tu almeno questo lo hai detto, ne sentivo in modo atroce la mancanza”. “Oggi perfino la Corte costituzionale ha riconosciuto in Italia da tempo che un principio basilare delle società di diritto, cioè quello che l'ignoranza della legge non è ammessa, si è detto invece che l'ignoranza ci può essere. Viviamo in un mondo nel quale addirittura i dogmi costitutivi del sapere contemporaneo e civile giuridico sono oggi ufficialmente perenti, non ci sono più, e noi invece ci siamo, e continuiamo a dare corpo a questa storia ed è per questo che io credo che in questa storia il mondo dei credenti in altro che nel potere - e quindi dei credenti delle varie religiosità che sono incarnate nella specie umana in questo secolo – converga nei risultati con la sensibilità liberale nei confronti dello Stato e di Cesare. Oggi il Quirinale è il luogo che crea le catacombe, che crea simonia, che toglie libertà, Cesare è quello!”
    17:56 Durata: 9 min 27 sec
  • La missione di Pannella in Africa: “Si tratterà di comprendere quanto il nostro segretario generale Demba Traore si trovi di fatto nella condizione di doversi o dimettere dal 31esimo ministro del Mali, o dimettersi da segretario del partito. Io vado lì per convincerlo che noi abbiamo un Congresso biennale, quindi lui avrebbe ancora un anno pieno di esercizio, che a mio avviso ritengo essenziale, della sua segreteria generale del partito, anche per il suo Mali”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Questa settimana vado a occuparmi, grazie a Nessuno Tocchi Caino, del Ciad e del Partito radicale transnazionale. Anche perché le condizioni del nostro quasi-clandestino segretario generale, Demba Traore, che mi ha assolutamente garantito che se a Roma non ce l’ha fatta a venire, durante questo viaggio ci incontreremo e parleremo della situazione”. Il parallelo con la situazione mediorientale. “Quanto al Mali, io dicevo quello che il nostro segretario sta indicando: lui parla di armi che arrivano dal Qatar”. “Su questo perciò dicevo mi importa molto andare e qui devo dare un grazie a Nessuno tocchi Caino perché, continuando a coltivare la questione moratoria perché da moratoria si passi a una situazione di fatto di sospensione costituzionale, continua in convergenza con Non c'è Pace senza Giustizia per l'altra nazione che invece speriamo il 10-12 dicembre si traduca nell’adozione da parte nell'Assemblea generale dell'Onu di una messa al bando effettiva delle mutilazioni genitali femminili”. “Si tratterà di comprendere quanto il nostro segretario generale si trovi di fatto nella condizione di doversi o dimettere dal 31esimo ministro del Mali, o dimettersi da segretario del partito. Io vado lì per convincerlo che noi abbiamo un Congresso biennale, quindi lui avrebbe ancora un anno pieno di esercizio, che a mio avviso ritengo essenziale, della sua segreteria generale del partito, anche per il suo Mali”. La gestione militare della questione Mali e i precedenti errori in Libia della Nato
    18:05 Durata: 11 min 8 sec
  • Novità sulla campagna radicale “Iraq Libero” e su quella per il diritto alla verità

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Novità sul fronte della campagna radicale “Iraq Libero” grazie ad alcune interviste di Matteo Angioli in Inghilterra. Il senso dell’iniziativa radicale del 2003 per l’esilio di Saddam Hussein. L’altra campagna del Prt, quella per il diritto alla verità: “Noi abbiamo questi ‘act’ anglosassoni che ci sono in Inghilterra, in Australia, dappertutto, da attivare, che riguardano la verità sull'opera di Cesare, cioè degli Stati. Allora quello che noi proporremo adesso, dopo questo dicembre in cui speriamo ci siano le due votazioni di conferma e di ampliamento della moratoria e quella di messa al bando delle mutilazioni genitali femminili, la prossima sarà quella di fare di questi ‘Freedom of infotmation act’ una norma di diritto internazionale, un elemento costitutivo stesso della legalità Onu e via dicendo”
    18:16 Durata: 10 min 50 sec
  • Il Vesuvio, le denunce storiche dei Radicali, e lo Stato italiano a cui forse è già imputabile il reato di strage in quanto reato di pericolo

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Io credo che noi dobbiamo adesso agire in modo più completo e costante, urgentissimo, nella situazione elettorale politica italiana, su questo. Noi sappiamo che la strage è un reato di pericolo, cioè non serve compierla, tentarla basta. Allora il fatto che la scienza da 35 anni conferma in modo clamoroso tuttora il pericolo gravissimo vesuviano, e non solo del Vesuvio ma di tutta l'area, in una situazione nella quale noi come partito abbiamo preso iniziative ufficiali - le ultime sono quelle di Aldo Loris Rossi per quel che riguarda la ‘de-urbanizzazione’ di tutta l'area attraverso la rottamazione di tutte le costruzioni dal 1955 in poi. Perché abbiamo addirittura adesso sindaci che hanno gettato un grido di allarme dicendo: da noi c'erano salvaguardate delle vie di evacuazione nell'ipotesi appunto vesuviana, ma adesso come facciamo, tutte queste sono ostruite perché abbiamo costruita totalmente al 100% in questo luogo. Allora il fatto che lo Stato italiano su questo, toccandoci come sempre abbiamo fatto, quando accadrà - perché la scienza ci dice che potrà accadere entro cinquant'anni ma non oltre, di già siamo vittime di questa strage come reato di pericolo. E io penso che con l'avvocato Paoletti vediamo se è possibile immediatamente porre questo problema a una giurisdizione europea”
    18:27 Durata: 3 min 25 sec
  • Il rapporto tra i Radicali e il governo tecnico sul dossier giustizia

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La partecipazione di Marco Pannella a Porta a Porta e la mancata riparazione per il silenzio mediatico sui Radicali. I tentativi di aggregazione centrista attorno all’agenda Monti. “Dovremo continuare a riflettere profondamente, perché noi abbiamo chiavi di lettura e interpretazione della realtà strutturale italiana che si sono verificate piuttosto fondate. Personalmente è indubbio che, come avevamo previsto, la pressione partitocratica e la partitocrazia dopo questo incidente subito doveva cercare di riparare l'incidente e di conseguenza una volta il Berlusca dice che bisogna abbandonare l'Europa, e adesso Radio Radicale ci ha fatto sentire una cosa favolosa, questo nuovo salvatore dell'Italia, l’avvocato Samorì. Mi sembrava una caricatura degli eventi storici. Dobbiamo stare attenti adesso perché oltre alla farsa non si vada nella tragedia”. Sull’amnistia il Governo ha “dimostrato in qualche modo di ignorarci e comprendiamo che questo sia possibile. Ritengo che sia pericoloso però per noi, ma soprattutto per la situazione generale. Quando noi poniamo il problema dell'amnistia, lo poniamo come obbligo e non dovere di riuscire a interrompere una flagranza criminale contro il diritto e i diritti di tutte le legislazioni di riferimento. Quindi l'amnistia è l'unico strumento che si avvicina a questo ultimatum che ci viene dato ormai su questo”
    18:31 Durata: 9 min 37 sec
  • Pannella sull’area radicale: “Noi abbiamo questa caratteristica costitutiva, rivoluzionante: noi abbiamo necessariamente, con la formula ‘chiunque si può iscrivere’, la brava gente nel Partito. Quella brava gente che mi sputava alla manifestazione degli indignados qualche mese fa”. “La presenza della brava gente nel nostro partito, cioè della presenza del popolo al livello in cui si trova all'esterno, questa è la forza di quella formula rivoluzionaria”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    “Come ho già detto diverse volte, io credo di avere un grado di impopolarità massimo nel mondo radicale. Dico da sempre: se all’esterno la strada, la gente, sembrano essere d’accordo, a questo punto penso che qualsiasi nel Partito iniziano a capirmi. Questo è verissimo tuttora, perché noi abbiamo questa caratteristica costitutiva, rivoluzionante: noi abbiamo necessariamente, con la formula ‘chiunque si può iscrivere’, la brava gente nel Partito. Quella brava gente che mi sputava alla manifestazione degli indignados qualche mese fa”. “La presenza della brava gente nel nostro partito, cioè della presenza del popolo al livello in cui si trova all'esterno, questa è la forza di quella formula rivoluzionaria”. Il sapere e la scrittura di Saviano. “La battaglia che noi stiamo facendo una battaglia troppo simile e quindi disperata a quella di Ernesto Rossi e di Altiero Spinelli”. La situazione europea, i rapporti con i popoli israeliano e turco. La necessità di riflettere sulle possibili “azioni di resistenza” dei Radicali
    18:40 Durata: 12 min 57 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il Congresso dell’associazione radicale Rientrodolce. Le attività e il senso storico dell’associazione radicale Grande Napoli. La partenza di Pannella per l’Africa e l’appuntamento con Demba Traore. “Amnistia! Amnistia! Amnistia!”
    18:53 Durata: 5 min 38 sec