22 NOV 2012

Il Papa alla Conferenza dei Direttori delle Amministrazioni Penitenziarie del Consiglio d'Europa

STRALCIO | - CITTA' DEL VATICANO - 16:26 Durata: 3 min 34 sec
Scheda a cura di Alessio Grazioli
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Il Pontefice ha ricevuto in udienza i partecipanti della 17ª Conferenza dei Direttori delle Amministrazioni Penitenziarie del Consiglio d'Europa.

Per gentile concessione di Radio Vaticana, estratto dal discorso.

Registrazione audio di "Il Papa alla Conferenza dei Direttori delle Amministrazioni Penitenziarie del Consiglio d'Europa", registrato a Citta' Del Vaticano giovedì 22 novembre 2012 alle 16:26.

Sono intervenuti: Benedetto XVI (Papa).

Tra gli argomenti discussi: Assistenza, Carcere, Consiglio D'europa, Criminalita', Cristianesimo, Diritti Civili, Diritti Umani, Diritto, Emarginazione,
Formazione, Giustizia, Immigrazione, Istituzioni, Penale, Religione, Riforme, Sanzioni, Societa'.

La registrazione audio ha una durata di 3 minuti.

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  • Benedetto XVI

    Papa

    Audio in inglese senza traduzione Traduzione in italiano: "I temi della giustizia penale sono continuamente all'attenzione dell'opinione pubblica e dei governi, particolarmente in un tempo in cui le differenze economiche e sociali ed il crescente individualismo alimentano le radici della criminalità. La tendenza, però, è di restringere il dibattito solo al momento legislativo della disciplina dei reati e delle sanzioni o al momento processuale, inerente i tempi e le modalità per arrivare ad una sentenza che sia il più possibile corrispondente alla verità dei fatti. Minore attenzione viene invece prestata alla modalità di esecuzione delle pene detentive, in relazione alla quale al parametro della "giustizia", deve essere accostato come essenziale quello del rispetto della dignità e dei diritti dell'uomo. Ma anche questo parametro, benché indispensabile ed in molti Paesi, purtroppo, ancora lontano dall'essere conseguito, non può essere considerato sufficiente, proprio al fine di tutelare in modo integrale i diritti della persona. Occorre impegnarsi, in concreto e non solo come affermazione di principio, per una effettiva rieducazione della persona, richiesta sia in funzione della dignità sua propria, sia in vista del suo reinserimento sociale. L'esigenza personale del detenuto di vivere nel carcere un tempo di riabilitazione e di maturazione è, infatti, esigenza della stessa società, sia per recuperare una persona che possa validamente contribuire al bene di tutti, sia per depotenziarne la tendenza a delinquere e la pericolosità sociale. Negli ultimi anni ci sono stati molti progressi, sebbene il percorso resti ancora lungo. Non è solo una questione di disponibilità di adeguate risorse finanziarie, per rendere più dignitosi gli ambienti carcerari ed assicurare ai detenuti più efficaci mezzi di sostegno e percorsi di formazione; occorre anche una crescita nella mentalità, così da legare il dibattito carcerario concernente il rispetto dei diritti umani del detenuto a quello, più ampio, relativo alla stessa realizzazione della giustizia penale. Affinché la giustizia umana possa, in questo campo, guardare alla giustizia divina ed esserne orientata, è necessario che la funzione rieducativa della pena non sia considerata un aspetto accessorio e secondario del sistema penale, ma, al contrario, momento culminante e qualificante. Al fine di "fare giustizia" non basta cioè che colui che è riconosciuto colpevole di un reato venga semplicemente punito; occorre che, nel punirlo, si faccia tutto ciò che è possibile per correggere e migliorare l'uomo. Quando ciò non accade la giustizia non è realizzata in senso integrale. In ogni caso ci si deve impegnare per evitare che una detenzione fallita nella funzione rieducativa divenga una pena diseducativa, che, paradossalmente, accentua, invece di contrastare, l'inclinazione a delinquere e la pericolosità sociale della persona".
    16:26 Durata: 3 min 34 sec