06 GEN 2013
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:00 Durata: 1 ora 53 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 6 gennaio 2013 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (giornalista di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Partiti, Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 53 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista di Radio Radicale

    La lettera aperta di Marco Pannella al presidente del Consiglio e candidato alla premiership, Mario Monti. La possibile ospitalità per i Radicali
    17:00 Durata: 3 min 1 sec
  • Per semplificare, Pannella vuole candidarsi con Monti? “Sì, dinnanzi a una constatazione tecnica: non esistendo in queste elezioni situazioni minimamente democratiche e legittime, a questo punto come già facemmo in passato chiediamo a coloro che hanno il monopolio dei poteri civili e politici di ospitare anche la nostra voce, per sostenerli anche. A questo punto vedremo quali sono le reazioni”. “Io preannuncio che la richiesta è rivolta a tutti e tre i candidati”. Il preannuncio di una nuova fase nonviolenta dell'iniziativa radicale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella sul senso politico della lettera. Per semplificare, Pannella vuole candidarsi con Monti? “Sì, dinnanzi a una constatazione tecnica: non esistendo in queste elezioni situazioni minimamente democratiche e legittime, a questo punto come già facemmo in passato chiediamo a coloro che hanno il monopolio dei poteri civili e politici di ospitare anche la nostra voce, per sostenerli anche. A questo punto vedremo quali sono le reazioni”. “Io preannuncio che la richiesta è rivolta a tutti e tre i candidati, nel caso in cui si confermasse quello che ci è parso di constatare nell’intervento di Monti di ieri, quando ha nominato come membri della coalizione semplicemente Casini e Fini”. “Spero che ci sia la risposta positiva di Monti e di conseguenza quindi l’argomento sarà chiuso”. Perché Monti è l’interlocutore privilegiato? “E’ l’unico che ha resistito al dominus partitocratico del nostro Paese, tanto è vero che è stato liquidato con un benservito non appena è venuto il dubbio che lui non si rassegnasse a essere sostituito dalla candidatura ‘democratica’ del dominus Giorgio Napolitano, di Pier Luigi Bersani, di Massimo D’Alema e via dicendo”. La prosecuzione dell’iniziativa nonviolenta di Pannella, che presto tornerà a fare lo sciopero della sete. “Questa nostra nonviolenza si rivolge, in base a quello che la scienza conferma, al linguaggio delle invocazioni crociane, forse una energia che appariva immateriale, ‘l’energia che tutto può’ può essere un sinonimo dello spirito e dello spiritualismo, e non a caso appunto Don Benedetto cita, anche alla Costituente, come terminale del suo discorso, questa frase (del Veni, Creator spiritus, ndr) coerente con la religione laica e universale della libertà e della responsabilità”. Sull’uso radicale della nonviolenza: “Sono 40 anni che noi usiamo la nonviolenza gandhiana in questo modo riformato, continuamente. Non c’è stato mai, in un organo qualsiasi - perfino di stampa, tranne quella radicale, e nell’audiovisivo - un solo dibattito su questo tema. È un tema tabù quello della nonviolenza”. Ancora sulla figura intellettuale di Benedetto Croce. I rapporti tra Cesare e Pietro, tra Stato e Chiesa
    17:03 Durata: 12 min 1 sec
  • Il dibattito interno ai Radicali e le perplessità: “Ecco una ottima occasione per parlare della sostanza radicale. Quando noi sottolineiamo l’importanza della doppia tessera, forse si dimentica un po’ il fatto che l’altro volto delle doppie tessere, consustanziale al Partito radicale, è che chiunque può iscriversi ed essere considerato come Radicale. Perché questo è importante? Perché il chiunque include anche coloro che hanno come priorità psicologica e politica quella di essere ‘contro’ l’azione del Partito radicale. E’ normale”. Bertinotti, Saviano e la richiesta di nominare Pannella senatore a vita

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sull’appello dell’ex presidente della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti, per la nomina di Marco Pannella senatore a vita: “Preferire battere con Fausto Bertinotti e con Saviano che si schiera con Bertinotti. Ho visto che ci sono – tranne che nei siti radicali, come naturale - mi pare che vi sono per esempio 3.600 ‘mi piace’ sul profilo Facebook di Saviano nel momento in cui si esprime a sostegno della richiesta di Bertinotti di nominarmi Senatore a vita”. Un dibattito alto? “Io con la gente di strada riesco a parlarne agevolmente, e ci capiamo, con la gente comune. Con la gente normale, normata e normante meno”. Monti ora però si sta occupando della formazione delle liste, altro che temi alti: “Io cerco di farlo interessare della realtà - se mi si consente - spinelliana, ernestorossiana, salveminiana, che è la nostra storia – dice Pannella - Gli ricordo la sua famosa intervista tedesca (in cui Monti diceva che gli Stati Uniti d’Europa non sarebbero serviti a nessuno, ndr), con l’applauso di quelli che si sono appropriati di ‘spinelliani’”. La critica a Daniel Cohn-Bendit e Guy Verhofstadt, che salutano Monti come “il rappresentante federalista e spinelliano del Congresso. Il che dimostra una sola cosa: che tipo di spinelliani sono quelli che si sono attribuiti la ‘ditta Spinelli’ del Parlamento europeo”. Il dibattito interno ai Radicali e le perplessità: “Ecco una ottima occasione per parlare della sostanza radicale. Quando noi sottolineiamo l’importanza della doppia tessera, forse si dimentica un po’ il fatto che l’altro volto delle doppie tessere, consustanziale al Partito radicale, è che chiunque può iscriversi ed essere considerato come Radicale. Perché questo è importante? Perché il chiunque include anche coloro che hanno come priorità psicologica e politica quella di essere ‘contro’ l’azione del Partito radicale. E’ normale. Infatti diciamo: un ispiratore di questa parte del Partito radicale esplicitamente dice: ‘Cerca di morire perché hai rotto i coglioni’. E’ Malvino (un blogger, ndr) mi pare. E su questo punto ci sono state decine di interventi di appoggio. Nel senso che qualcuno mi propone, come Bertinotti e Saviano, come Senatore a vita, e questi invece mi propongono ‘ad mortem’, perché sono il principale ostacolo. Questo è il ‘chiunque’ che nutre l’intelligenza radicale. Noi abbiamo gli italiani-brava-gente a costituire il nostro Partito, tanto quanto le altre doppie tessere”. Perché c’è chi ancora si stupisce della possibile candidatura di Luigi Amicone, direttore di Tempi? “Perché nel ‘chiunque’, che è rivoluzionario rispetto alla storia delle ‘partitomanie’, c’è appunto la componente più duramente anti-radicale e anti-storia radicale, ed è legittimo, questo fa parte del ‘chiunque’ che mi è prezioso. E’ il grande patrimonio storico della rivoluzione armonica del Partito radicale”
    17:15 Durata: 10 min 20 sec
  • “Il Presidente della Repubblica negli ultimi due anni – dice Pannella - ha celebrato la mia storia con parole inequivoche e apologetiche che non ritengo di meritare. Giornalisticamente ho sempre detto che mi sembravano dei ‘coccodrilli’, ovvero – per coloro che ci ascoltano e non sono giornalisti - quegli articoli post-mortem che, quando non sono post-mortem, sono fatti ad-mortem. Per un solo motivo: perché qui c’è un contrasto storico tra togliattiani, staliniani e cose di questo genere, e i liberali che noi siamo”. I Radicali e le elezioni regionali in Lazio

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La raccolta di firme per la lista “Amnistia, giustizia e libertà”. La mancanza di legalità sin dalla “fase pre-elettorale”. “Tutti abitano la televisione e i mezzi di comunicazione, noi no”. Quante sono le possibilità che ci sia una lista radicale alle elezioni? “Cerco di muovermi – abbiamo avuto delle riunioni al Partito – perché le possibilità siano 10 su 10, cioè contro quello che è naturale in un regime anti-democratico e soprattutto anti-diritto come quello in cui viviamo”. La posizione dei socialisti del Psi di Nencini: “Secondo la loro tradizione, sono cozze del Pd. L’annuncio è che il Psi di Nencini raccoglie non le firme ma, come ha fatto sempre di mestiere, gli scarti che l’ambiente frontista gli fornisce. Devo dire da questo punto di vista una cosa: avant’ieri Stefania Craxi mi ha comunicato che è d’accordo con l’obiettivo – adesso doveva sentire Signorile ed altri - anche lei è per l’amnistia, perlomeno lei che è l’ispiratrice di questa incarnazione socialista oltre a quella di Nencini, ed è assolutamente interessata a comprendere quali sono le coalizioni in cui possano presentarsi loro socialisti prevalentemente ex-Pdl”. I Radicali alle elezioni regionali del Lazio e l’interlocuzione con Nicola Zingaretti (candidato del Pd). Pannella: “Io ho fatto sapere a Zingaretti che ovviamente si tratta di pronunciarsi sull’amnistia, come molte forze cattoliche e di altra natura si sono già pronunciate, perché questo può essere discriminante fra il Pd che è pallidamente sulle stesse situazioni di Ingroia e invece la posizione di Zingaretti che, al momento della candidatura di Emma Bonino voluta allora da Pier Luigi Bersani, si pronunciò in sostegno di quella candidatura che molti altri del Pd ostacolarono. Si tratta di comprendere se lui vuole manifestarsi, anziché stare – come sta un po’ troppo - a bagnomaria, non dice nulla e non fa nulla, vive di una rispettabilissima rendita che gli riconosco il diritto di avere, ma che non può mancare assolutamente di pronunciarsi, come accade in Consiglio regionale perfino a consiglieri di area di centro-destra o di origine democratico-cristiana”. I rapporti tra Radicali e Sant’Egidio, dallo sterminio per fame nel mondo all’amnistia oggi. “Il Cesare di oggi è in modalità da democrazia assoluta che non conosce nessuna regola, nessuna norma, nessun rispetto del diritto, ritenendo che il suo potere ‘democratico’ sia invece quello della ragion di Stato assoluta”. Ancora sull’appello di Bertinotti per la nomina di Pannella come senatore a vita: “Il Presidente della Repubblica negli ultimi due anni – dice Pannella - ha celebrato la mia storia con parole inequivoche e apologetiche che non ritengo di meritare. Giornalisticamente ho sempre detto che mi sembravano dei ‘coccodrilli’, ovvero – per coloro che ci ascoltano e non sono giornalisti - quegli articoli post-mortem che, quando non sono post-mortem, sono fatti ad-mortem. Per un solo motivo: perché qui c’è un contrasto storico tra togliattiani, staliniani e cose di questo genere, e i liberali che noi siamo”. Il precedente del veto del centro-sinistra sulle liste Radicali che portavano il nome di Luca Coscioni
    17:25 Durata: 17 min 55 sec
  • Le richieste a Monti? “La prima richiesta è che questo nostro Stato esca dalla sua posizione tecnicamente criminale, di flagranza criminale da più decenni, contro la giurisdizione europea, contro quella della comunità internazionale, perché nei richiami della Cedu ci sono addirittura i riferimenti alle carte dell’Onu e non solo al diritto europeo”. “Il nostro obiettivo, parlando di Europa e di laicismo, è un obiettivo di scopo: che l’Italia esca dalla condizione di flagranza di reato e di crimine costitutiva dell’attualità italiana”. I Radicali e le elezioni regionali in Lombardia

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella torna sull’appello a Monti: “Credo di spiegare a Monti perché ritengo che gli manchi una esperienza sufficiente della realtà storica italiana, e quindi che questo sia un limite che posso assolutamente comprendere e mettere in conto, tanto è vero che gli dico di non utilizzare i suoi consiglieri abituali. Perché forse rifletterà sulle donne, e magari Emma Bonino che è la persona più popolare tra uomini e donne in Italia, e ha dato e sta dando con noi tutti un contributo federalista che tu rischi di dimenticare, come rischi di dimenticare che noi siamo in una flagranza criminale –letteralmente – contro la giurisdizione europea”. L’ipotesi di candidature radicali dentro la lista unica al Senato nell’ambito di una coalizione, con la coabitazione con Buttiglione (Udc) e altri: se non si potrà fare la lista di scopo “allora noi reagiremo, questa volta perché repetita non iuvant, rifiutando il ricatto implicito in questa posizione, come invece accettammo per forza nostra il ricatto di Pd e Berlusconi”. Ma se si trattasse di confluire soltanto nella lista unica al Senato, i Radicali ci starebbero? “Nel momento in cui facciamo parte della coalizione assolutamente sì, perché ritengo che la nostra storia e la nostra posizione siano infinitamente più forti e durature e profonde di quelle di un Buttiglione qualsiasi”. “La prima richiesta è che questo nostro Stato esca dalla sua posizione tecnicamente criminale, di flagranza criminale da più decenni, contro la giurisdizione europea, contro quella della comunità internazionale, perché nei richiami della Cedu ci sono addirittura i riferimenti alle carte dell’Onu e non solo al diritto europeo”. “Il nostro obiettivo, parlando di Europa e di laicismo, è un obiettivo di scopo: che l’Italia esca dalla condizione di flagranza di reato e di crimine costitutiva dell’attualità italiana”. Monti sta forse intervenendo troppo in televisione e su Twitter? “Anche il Papa interviene sempre in televisione e su Twitter”, replica Pannella. I sondaggi su Monti? “I sondaggisti italiani, tranne rare eccezioni, sono di una disonestà di regime senza pari”. Quali temi consiglierebbe Pannella a Monti per la sua campagna elettorale? “Temi europeisti e laici”. Il ruolo dell’informazione e la riunione della Commissione parlamentare Vigilanza sulla Rai, con il ruolo dei deputati Radicali: “Perfino quelli del Pdl con Butti e questi anti-Radicali” si sono schierati con i Radicali, “e il nucleo profondo di difesa del regime è stato del Pd. Vorrei anche sottolineare che il Pd continua ad esprimere un suo rappresentante che poi è schierato ufficialmente nell’Udc come Carra. Perché, avendo diritto a quella rappresentanza del Pd, quando Carra è passato dal Pd all’Udc non hanno segnalato nulla, gli andava benissimo, perché le componenti anti-liberali del mondo cristiano e cattolico di quelle loro hanno sempre fatto tesoro”. Il ruolo del presidente Zavoli: “Sta lì oggi perché è assolutamente incapace di avere una sua propria autonomia che non sia quella dei suoi funzionari, perché altrimenti non ne capisce nulla”. La situazione della Lombardia, il ruolo decisivo dei Radicali nella caduta di Formigoni e le prossime elezioni: “Sicuramente, è molto più facile essere con Ambrosoli, ma decideranno i nostri compagni lombardi, assolutamente”. “Essendo un ‘figlio’… Ha una sua recente consistenza, io un anno fa non ne avevo ancora sentito parlare. Dico semplicemente: le cose vanno valutate, perciò è molto più facile e scontato stare con il figlio di Ambrosoli di quanto non sia stare con l’Albertini alleato di Formigoni”. “La singolarità è fatta di non-scontatezza, poi certo le singolarità possono anche sbagliare”. La presenza di svariati magistrati nelle liste del Pd. L’esperienza dei Radicali a Catania e l’interlocuzione con il democristiano Rino Nicolosi (1942-1988), il quale dichiarò: “Marco Pannella era arrivato come antagonista, parte come protagonista per tutti noi”
    17:43 Durata: 21 min 51 sec
  • Repubblica, i poteri forti spaesati e Monti. Pannella: “Il tentativo con Monti è quello che avevamo previsto, quando avevamo detto che era un felice incidente della partitocrazia che dovrà fare subito i conti con il potere partitocratico che, in condizioni straordinarie per 6-10 mesi a un certo punto possono essere per questa soluzione straordinaria, ma che se questa pretendesse di divenire soggetto politico principale nel nostro Paese, cioè alternativa, a questo punto dev’essere fatto fuori”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il dibattito all’interno del Partito radicale e il suo livello di trasparenza: “Già avemmo con alcuni Radicali di Pavia e Milano, 15 anni fa, il dibattito. Loro dicevano ‘dobbiamo fare le primarie’ e io rispondevo ‘le possiamo fare se facciamo le secondarie, cioè se adottiamo un modello istituzionale’. E lo ricordo in uno dei post-scriptum all’ottimo presidente Monti, a proposito della proposta riduzione del numero dei parlamentari: ‘Guarda che forse non so se ti sei reso conto che a questo punto la conseguenza è che le aree di rappresentanza territoriale-popolare non sono più quelle britanniche, che sono circoscritte, chiare e da tempo, ma invece diventano tali per cui premiano quelli che hanno il sostegno dei segretari di partito e i quattrini per farsi le primarie”. Il ruolo preponderante dell’apparato nelle primarie del Pd. I Radicali, la Legge Mosca e il tentativo di liberare i Comuni italiani da “questi enti locali che divenivano la forza di regime antifascista, erede titolato del regime fascista”. Il governo Monti e l’amnistia ignorata. Bordin cita Carlo De Benedetti, l’epoca del “commissariamento della Repubblica” e il “governo dei capaci e degli onesti” proposto da Enrico Berlinguer. Pannella: “Allora io dicevo ‘P2-P38-Pci-PScalfari”. “Scalfari era allora con il potere e lo è adesso”. “E De Benedetti che era in qualche misura frenato da Caracciolo che poi è morto”. Che differenza c’è tra quella proposta politica e quella vagamente tecnocratica ed a-democratica di Monti? “Repubblica ha sempre cercato di acquisire i tenutari del potere”. Quindi Monti replica il tentativo del governo dei capaci e degli onesti? Pannella: “No no no, guardiamo come Scalfari e Repubblica si sono incazzati! In realtà è nella loro linea di assicurarsi rispetto a tutte le soluzioni. Sono sicuramente democratici e via dicendo, ma anche montiani perché anche Monti poteva reagire in un modo diverso oppure mantenere una sua singolarità”. “Il tentativo con Monti è quello che avevamo previsto, quando avevamo detto che era un felice incidente della partitocrazia che dovrà fare subito i conti con il potere partitocratico che, in condizioni straordinarie per 6-10 mesi a un certo punto possono essere per questa soluzione straordinaria, ma che se questa pretendesse di divenire soggetto politico principale nel nostro Paese, cioè alternativa, a questo punto dev’essere fatto fuori”. La situazione radicale: “Col fascismo di andava in galera, in galera non si moriva perché le galere non erano quelle di oggi. Invece oggi si è costretti all’ostracismo totale e si è costretti a subire illegalità dello Stato, mentre il fascismo rispettava la sua legalità infame”. “Improbabile” l’esito positivo dell’iniziativa radicale. “Radicali che all’inizio degli anni 60, dinnanzi al verificarsi di quello che si stava verificando… Faccio un esempio: quando noi nel 1958 facemmo l’accordo con i Repubblicani, fu eletto Gunnella a Palermo, e Gunnella – al quale si rimproverò poi, credo un po’ ingiustamente – quello che era alla solida amicizia tra La Malfa e i cugini Salvo. E mi ricordo che una volta eravamo nel bar di Piazza San Silvestro e Spadolini faceva delle battute sulla realtà repubblicana, dicendo ‘tanto abbiamo il nostro leader che in realtà è riuscito a scaricare a un Gunnella la realtà del nostro Partito’. E la cosa è divertente, perché Stefano Folli potrebbe essere testimone di un altro mio incontro con Spadolini, e noi allora stavamo ponendo i problemi coerenti con quel periodo, dopo la nostra battaglia repubblicana del 1958. Noi ci accingevamo a quelle grandi battaglie radicali del 1962-64 per le quali si passò da un Mondo di Pannunzio totalmente distrutto, con la rottura di Ernesto Rossi, Piccardi e Pannunzio, e dalle 15mila copi dell’autorevole Mondo, al mezzo milione di copie di Abc di Sabato che faceva la battaglia divorzista radicale e già anti-P2. Io ricordo che in quel momento fu il generale Di Lorenzo ad andare da Sabato a dirgli: ‘Guarda, tu sei esposto con le banche, non puoi continuare a fare questa battaglia’”. “Gli anni 70 furono gli anni in cui, nonostante la melanconia di Pannunzio – lo vidi sei mesi prima della sua morte, mentre andavamo a comprare la domenica il tabacco alla Stazione Termini – e lui mi disse: ‘No guardi Pannella, temo che lei stia commettendo un grande sbaglio, perché con il divorzio e queste altre cose lei si mette nelle mani dei comunisti’. Gli dissi: ‘Guardi, credo che si stia sbagliando perché proprio adesso i comunisti, che se ne intendono, ci vedono come il maggior pericolo con i diritti civili, i diritti umani e le battaglie che stiamo facendo, popolari e popolarissime’”. Il dibattito a distanza con lo storico ed ex radicale Massimo Teodori sull’evoluzione del Partito radicale e in particolare sull’esperienza del Partito radicale transnazionale
    18:05 Durata: 28 min 54 sec
  • Riflessioni sulla conquista di un “nuovo diritto umano”, il “diritto alla verità” e il legame di questa campagna con l’iniziativa Iraq libero

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Da Ratzinger, con il quale su alcune cose ci troviamo in tradizionale dissenso, possono venire sorpreso. L’ho detto quando fu eletto, sapendo chi era, e lo ribadisco ancora adesso. Tanto è vero che è sulla diplomazia vaticana che esplicitamente noi contiamo di avere un appoggio per un’ennesima follia, quella di aspettare non più di un anno affinché il diritto umano a conoscere le verità di Cesare venga proclamato dall’Onu”. Il pensiero di Hannah Arendt e la chiave di lettura fornita dal compagno radicale Luca Piva. La missione del senatore Marco Perduca a Tokyo per l’Unpo e l’incontro con la leader degli Uighuri, “Rebya Kadeer, membro del Partito radicale, che dice una cosa su cui ha insistito molto: ‘Noi dobbiamo avere ben chiaro che la via più concreta è quella per la democrazia e la libertà degli Han, cioè dei cinesi oppressori, perché il problema non è quello dell’indipendenza nazionale, ed è la stessa posizione della cosiddetta ‘via di mezzo’ del Dalai Lama. Noi – lo dicono – lottiamo per degli obiettivi e delle speranze che vedano come passaggio obbligato e rivoluzionante quello degli Han che conquistano per sé, e quindi anche per noi, democrazia e posizioni liberali e libertarie” Riflessioni sulla conquista di un “nuovo diritto umano”, il “diritto alla verità” e il legame di questa campagna con l’iniziativa Iraq libero
    18:34 Durata: 10 min 8 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Gli effetti della lettera a Monti e gli appuntamenti della settimana. Ancora sul Governo Monti come “felice incidente della partitocrazia, proposto e imposto dalle cose, e quindi dicendo: a questo punto sei stato licenziato dai ‘democratici’ del nostro Paese perché ti si è voluto dare un benservito nel momento in cui tu hai mostrato di voler continuare a dare il tuo contributo alla storia di questo Paese. Da questo punto di vista noi non possiamo che sperare che tu sia, anche in termini propositivi e non solo di fatto, all’altezza di questo che può essere non solo un ‘felice incidente’ ma anche una ‘felice contraddizione di fondo’ con la storia post-fascista della partitomania, come diceva Croce, e della partitocrazia”
    18:44 Durata: 9 min 21 sec