24 FEB 2013
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:00 Durata: 2 ore 3 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 24 febbraio 2013 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Lista Amnistia Giustizia Libertà), Massimo Bordin (giornalista di Radio Radicale).

Tra gli argomenti discussi: Elezioni, Lista Amnistia Giustizia Liberta', Politica, Politiche 2013, Radicali Italiani, Regionali 2013.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 3 minuti.

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  • Quella per Amnistia, giustizia e libertà “non è una lista formale né del Partito radicale. Noi come partito alle elezioni non ci candidiamo in quanto tali perché, essendo per nostro statuto e pratica oltre che transnazionali anche transpartito, noi non possiamo creare situazioni ipocrite e tartufesche di momenti istituzionali senza a questo punto creare una situazione di disparità fra i Radicali iscritti ma con altre opzioni elettorali e i nostri”. Il dibattito interno a Radicali Italiani: “Adesso si stanno organizzando in giro cose che hanno un grosso sapore di scissione”

    Massimo Bordin

    giornalista di Radio Radicale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Lista Amnistia Giustizia Libertà)

    Marco Pannella: “Ho votato per la lista promossa dai Radicali, ma che non va qualificata come radicale, la Lista per l’Amnistia, la giustizia e la libertà”. Previsioni? “La previsione è semplice: l'antidemocrazia è dominante in Italia e connotato di pressoché tutta la partitocrazia, e il fatto ‘tranne i Radicali’ in molti lo fanno. Tanto è vero che abbiamo lo schifo del giornale nazionale della Fiat che ha le sue tradizioni e che appunto ha a volte mostrato dei limiti nella lettura della realtà sociale, questa mattina si è dimostrata sostanza dell’attuale schieramento antidemocratico”. Le condanne internazionali per lo stato della giustizia e delle carceri italiane. “La partitocrazia fascista ha capito che doveva moltiplicarsi formalmente per poter occupare tutti gli spazi di civiltà di un Paese”. L’uso dei media nel fascismo e nella situazione attuale. Sui rapporti tra Cesare e Pietro: “Un Pietro che rinuncia a 2000 anni di averi che si sono accumulati come Cesare, come un altro Cesare all'interno del mondo della religiosità, e oggi diventano una cosa clamorosa la posizione, le decisioni, la sofferenza ma anche la serenità con cui questo Papa tedesco è riuscito oggi a porre un problema millenario, quello del rapporto fra fede, religiosità e statalismo”. La peste italiana e il contagio al mondo. Quella per Amnistia, giustizia e libertà “non è una lista formale né del Partito radicale. Noi come partito alle elezioni non ci candidiamo in quanto tali perché, essendo per nostro statuto e pratica oltre che transnazionali anche transpartito, noi non possiamo creare situazioni ipocrite e tartufesche di momenti istituzionali senza a questo punto creare una situazione di disparità fra i Radicali iscritti ma con altre opzioni elettorali e i nostri, quindi a questo punto abbiamo sempre detto che la lista è di ‘promozione radicale’, ma nelle intenzioni lo scopo è di unire tutti coloro che pongono alla base del problema del diritto e dello Stato italiano” la questione della giustizia. Il precedente dei Club Pannella e la loro durata per una legislatura e mezza: “Perché ricordammo che noi alla americana e alla anglosassone volevamo simboleggiare quello che noi ritenevamo essere il proprio della democrazia moderna, nella quale la responsabilità personale - come quelle penali e anche quella politica – contraddistinguesse quelle forze dei paesi democratici, in genere aventi questo connotato dell’uninominale nelle sei o sette versioni che esistevano”. “Dicemmo: vorremmo mostrare come anche noi ci proponiamo non solo attraverso l'oggetto dei programmi, ma attraverso le storie personali e le responsabilità personali. Poi però fui io a dire che era stato un segno che avevamo trasmesso al Paese. Non è un caso che dopo due anni che avevamo cessato ogni attività come club sono venuti fuori i casi come quello di Luca Coscioni, Welby e via dicendo”. “Ci sono coloro che sostengono di fatto che ci vuole Radicali italiani punto e basta, non più Radicali italiani come membri di una galassia, insomma un partito italiano che si presenta alle elezioni in quanto tale. Quindi se c'è una transizione da questo punto di vista vuol dire semplicemente che ci sono obiettivi e sensibilità diverse quanto alla trasformazione di questo aspetto prevalentemente italianofono”. “Spontaneamente nella realtà politica data vengono date risposte molto ricche, proprio da partito basato sui ‘chiunque’. E’ l'unico partito al mondo, a nostra conoscenza, che è aperto a chiunque, anche di qualsiasi età diciamo. Siamo un partito che nello stesso tempo può rivendicare ora di avere degli esponenti di altri partiti che ad integrazione della propria fedeltà di partito ritengono importante condividere anche l'esperienza organizzata e organizzativa del Partito radicale, mentre non di rado i loro partiti vietano questo”. Sulla presentazione del Partito radicale nel 1976 e sulla coincidenza delle attuali elezioni con una fase di dibattito interno che per Pannella è “una fase di forza”. “Adesso si stanno organizzando in giro cose che hanno un grosso sapore di scissione. Per esempio il comportamento di alcuni Radicali piemontesi, a partire dal Presidente di Radicali italiani Silvio Viale… Chiaramente lui era ed è per una presenza subalterna nell'ex Pci, non per la presenza che c’è stata in altri momenti. La Rosa del Pugno è stata un'altra cosa: c'erano i socialisti, c’eravamo noi e c'era quindi un elemento aperto”
    17:00 Durata: 26 min 5 sec
  • Sulle dimissione del Papa: “Oggi abbiamo un Pietro che rinuncia agli averi e perfino al verbo, alla parola”. E sull'atteggiamento dei giornali: “La stampa italiana che è di merda per molti aspetti, queste cose le racconterà, le inventerà: saranno froci, delinquenti, questioni sessuali… Per dire, è questo che loro amano, è questa la Stampa di Torino del direttore Calabresi!”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Lista Amnistia Giustizia Libertà)

    Pannella sull’esclusiva radicale del tema “giustizia”: “La caratteristica dell'antidemocrazia è che per vivere, da prepotenti impotenti, hanno bisogno di abolire il fondamento della vita civile che è il dibattito sulle scelte che se si discutono uniscono i Paesi, come il dibattito ai tempi del divorzio”. “E come vado dicendo che le evoluzioni internazionali e italiane oggi mi inducono a credere molto di più in Pietro che in Cesare. Pietro è morto crocefisso da Cesare, e parlo di Pietro, e quindi dico che oggi quello che ha fatto questo Pontefice è stato una sorpresa per molti, ma io quando fu eletto - questo che era rappresentato come Papa tedesco e reazionario da molti – dissi: da questo ci possiamo aspettare grandi sorprese, perché avevo letto una sua frase, secondo cui la fede e la chiesa sono forti quando sono povere e purtroppo - questo mi aveva colpito - questa condizione si verifica quando siamo spogliati degli averi e non ce ne spogliamo. Oggi abbiamo un Pietro che rinuncia agli averi e perfino al verbo, alla parola”. Fra’ Dolcino e Dario Fo. La battaglia comune da condurre con Pietro per un nuovo diritto umano, quello alla conoscenza dell’operato degli Stati, cioè di Cesare, dopo le battaglie su pena di morte e mutilazioni genitali femminili. “Non solo per me, Pietro è il nome che evoca una realtà alternativa (rispetto a Paolo, ndr), Pietro è quello che sceglie la fede povera, e perciò non sono stato sorpreso dal fatto che proprio questo Papa compie quest'atto sicuramente di straordinaria importanza, perché rivendica la forza della religiosità e di tutte le religiosità”. Il parallelo con il Dalai Lama e la sua rinuncia al potere politico. “La stampa italiana che è di merda per molti aspetti, queste cose le racconterà, le inventerà: saranno froci, delinquenti, questioni sessuali… Per dire, è questo che loro amano, è questa la Stampa di Torino del direttore Calabresi!”. “Pietro ha costruito qualcosa che è a difesa della religiosità asimoniaca”
    17:26 Durata: 25 min 20 sec
  • Demografia e “rientro dolce”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Lista Amnistia Giustizia Libertà)

    Pannella: “Ci sono ormai nella nostra storia radicale non solo intuizioni ma elaborazioni che resteranno a lungo. Per esempio se nelle scuole elementari di tutto il mondo, a cominciare da questa italiana, venisse fuori questa nozione: per 2 milioni di anni noi abbiamo aspettato di raggiungere il miliardo di esseri umani; a un certo punto, mi pare a partire dal 1830, abbiamo avuto un salto e ci abbiamo messo 80 anni per farne un altro miliardo; quello che so grazie un documento dei Radicali dovuto ad Aldo Loris Rossi è un’altra cosa: in tre decenni siamo passati, ogni decennio, a un miliardo in più. Allora quando poi gli ecologisti parlano del consumo di territorio e di altro, io spero che i nostri compagni di Rientro dolce, nome che hanno preso da una mia posizione, quando noi del Club di Roma, attenti alla demografia, dinnanzi alla legislazione cinese che impediva la procreazione con aborti di Stato, io dissi che era possibile invece un ‘rientro dolce’ perché è provato che si continuano a fare molti figli, dove c’è molta miseria e poi muoiono spesso, dove vengono procreati e non concepiti”. Il cambiamento della situazione in Cina. La scelta di Gandhi come uno dei simboli del Partito radicale. Ancora su Pietro e sulla religiosità cristiana, anche tra i liberali come Benedetto Croce
    17:51 Durata: 10 min 16 sec
  • I Radicali e il rapporto travagliato con la sinistra. Il trattamento mediatico dei Radicali:“Io su 400 milioni di ascolti ne ho 9 milioni, sono il 279esimo. Certo bisogna essere uomini di questo mondo, ci sono anche limiti soggettivi e via dicendo. Ho sentito Staderini dire una cosa su cui sono d’accordo: che di queste elezioni e di questa anti-democrazia italiana troveremo giudici che diranno che queste elezioni sono anticostituzionali, antidemocratiche e anti-civili”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Lista Amnistia Giustizia Libertà)

    Pannella: “Oggi leggo un bellissimo numero del Manifesto in cui vengono evocati tutti i voti di sinistra possibili, e – lo dico con rammarico - ci sono proprio tutti, sono 5 o 6, ma di noi Radicali non c'è un accenno. C’è invece Asor Rosa, con un articolo il cui titolo è ‘il riformismo possibile’. Per l’Asor Rosa dei suoi primi libri il riformismo era ‘craxiano’, era ‘social-democratico’, non rivoluzionario. Il Manifesto fa un po' di apologia del riformismo diverso da quello che imputano come possibile a Pier Luigi Bersani, Monti e via dicendo. Noi continuiamo a non essere considerati di sinistra anche in luoghi come il Manifesto, tranne che nel settimanale Gli Altri, perché è indubbio che il direttore de Gli Altri abbia una attenzione nei confronti delle vicende e delle scelte radicali”. Ancora sul dibattito interno al Partito radicale. Un momento importante: “E’ la natura e la storia del Partito radicale, basta pensare quando siamo noi con Angiolo Bandinelli e Gianfranco Spadaccia che, come Sinistra radicale, prendiamo la gestione del Partito radicale mentre i celebri fondatori e nostri genitori invece si scannavano tra di loro e avevamo avuto il caso Piccardi che aveva sentito troppo De Felice, Rossi che lo difende, Pannunzio e Cattani che lo vogliono buttare fuori, eccetera. Continuiamo a parlarne e a onorarli perché sono loro dai quali proveniamo e che ci condizionano e arricchiscono tuttora”. “Ritengo che questo momento di problema elettorale no, il problema elettorale non c'è. E’ chiaro che non c'è nessun presupposto democratico perché non c'è conoscenza, e senza conoscenza dei dibattiti… Non è un caso che fra i massimi ascolti televisivi che ci sono, mi pare che il Beppe Grillo è settimo negli ascolti perché lui non va in televisione, dice, ma invece lui ci va, perché il regime lo fa andare nel meglio possibile, nel senso che tutte le grandi trasmissioni - quelle in cui l’Autorità garante, che fa pena, aveva stabilito che i momenti di massimo ascolto fossero riservati per recuperare obbligatoriamente il dibattito sul diritto e la giustizia nei momenti di massimo ascolto, mentre invece non c'è stato nulla in quella direzione – danno due minuti e mezzo nei momenti di massimo; lui fa questi interventi meravigliosi, il regime sceglie due minuti e mezzo o tre minuti dell'acme e si sbatte in televisione, per gli stessi motivi per i quali il regime sbatteva in televisione perfino Tonino Di Pietro”. Il caso del “regime pugliese” di Nichi Vendola. La spesa per armamenti e il monito del “più grande presidente americano dello scorso secolo, Eisenhower”. I referendum radicali sul porto d’armi. I limiti dell’attuale presidenza Obama e il suo rapporto con il “complesso militare-industriale-congressuale”. “Io su 400 milioni di ascolti ne ho 9 milioni, sono il 279esimo. Certo bisogna essere uomini di questo mondo, ci sono anche limiti soggettivi e via dicendo. Ho sentito Staderini dire una cosa su cui sono d’accordo: che di queste elezioni e di questa anti-democrazia italiana troveremo giudici che diranno che queste elezioni sono anticostituzionali, antidemocratiche e anti-civili, sono quel tipo di criminalità che si dice professionale”. Il parallelo tra “la tessera radicale e il biglietto d’autobus di Rosa Parks”, e il fenomeno di chi dice “che la cosa più urgente nel Partito radicale è fare pulizia di Pannella nel mondo radicale”. Sull’incontro Prodi-Casaleggio. Pannella torna sull’"evento storico" delle dimissioni di Papa Benedetto XVI. “Questo evento storico può essere la rivincita della religiosità di San Pietro, quello che c'era e che non aveva averi, contro Cesare del Quirinale”. “Oggi la simonia è indotta e favorita nella chiesa cattolica dallo Stato italiano, costantemente. Mentre invece dico: il Papa che fa questo gesto rivoluzionario per la prima volta, perché le altre volte nei secoli scorsi c’erano condizioni molto diverse, che compie questa rinuncia libera e voluta… Sì, adesso lui compie questo gesto – se ha ricattatori - invece di altri che potrebbe come potente… Come se non avesse altre armi invece di fare una cosa unica nella storia della Chiesa. Appunto, non lo credo nel modo più assoluto”
    18:01 Durata: 33 min 49 sec
  • Sul legame tra l’exploit di Beppe Grillo e la mancanza di democrazia

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Lista Amnistia Giustizia Libertà)

    Sul legame tra l’exploit di Beppe Grillo e la mancanza di democrazia. I limiti della campagna elettorale di Antonio Ingroia. Il ruolo di Antonio De Magistris e la figura del radicale Aldo Loris Rossi. La posizione radicale a favore dell’antiproibizionismo sulle droghe. Pannella. “La giurisdizione internazionale ed europea ci ritiene in gravissima, trentennale, la più grave delle fragranze criminali contro i diritti umani e lo Stato di diritto in Europa, perfino peggio di Bulgaria ea Romania tanto per essere chiari”. Il ruolo della stampa. L’esempio dell’informazione sulla richiesta radicale di poter occupare Piazza del Plebiscito per il comizio finale. “Noi gli unici esclusi da un minimo di possibilità di giudizio da parte degli elettori”. L’Italia e la crescita demografica. Il ruolo degli immigrati. “C'è una politica che vede l'immigrato come il reazionario americano vedeva l'immigrato del sud dell'Italia come nemico che veniva a mangiare il loro pane. C'è un riflesso non solo longobardo, non solo maroniano che passa”
    18:35 Durata: 20 min 2 sec
  • Conclusioni. L’appello finale agli elettori

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Lista Amnistia Giustizia Libertà)

    Pannella: “Io faccio appello a quegli ascoltatori di Radio Radicale che possono essere addirittura centinaia di migliaia in questo momento me che costituiscono una parte infinitesima dei possibili elettori nostri, e di conseguenza so benissimo che se non ho presente questo divento un attore anch'io con il complesso di Stoccolma del regime. Io ho già detto che voglio bene e faccio fiducia ai Grillini, non a Grillo, nel senso che comprendo la loro rivolta e il loro sdegno, il fatto che loro possano anche essere stati nutriti in questo anno delle travolgenti presenze di Beppe grillo alle televisioni e sui mezzi d’informazione, perciò è un prodotto dell'anti-democrazia”. L’operazione di “polizia” del Pd rispetto ai Radicali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo nella regione Lazio. “Tenete presente che forse noi siamo capaci di dare e di creare altro, lo siamo stati. Quindi probabilmente avranno 130 invece di 90 parlamentari, e magari Casini 40 invece di 25, ma il tentativo di regime è che non ci sia nemmeno un radicale. Allora ciascuno che conosce la propria storia sappia che la parte in gioco questa volta è d'altra parte illusoria, anche se gravissima: è quella di escluderci dalle istituzioni perché abbiamo dimostrato alla Camera, al Parlamento europeo, alla Regione e al Comune, di che cosa siamo capaci, concretamente, di dare a tutti e a tutte. Ciascuno rifletta”. Il paragone con la situazione peggiore in cui si trovavano Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi. “E allora chiedetevelo tutti quanti. Chiedetevi se voi ritenete che non convenga a tutte e tutti, tranne che al potere di regime antidemocratico e incapace di salvarsi dalla prospettiva di Piazzale Loreto o di morire come muoiono questi realisti politici, visto che l’alternativa che vogliono tutti guanti è abbuffarsi magari di eletti pur di eliminare la presenza radicale, di Amnistia giustizia e libertà, adesso invece fra un'ora e domani andiamo a votare Amnistia, giustizia e libertà. Questa la motivazione credo di prudenza come virtù e non di prudenza come calcolo”
    18:55 Durata: 8 min 12 sec