10 MAR 2013
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 58 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
Player
Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 10 marzo 2013 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (giornalista, già direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 58 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Pannella: “Il voto per Grillo è un voto l'unico voto che si poteva a livello di massa esprimere, perché basta guardare i nostri dati di ascolto: il voto per Grillo non è stato dell’on-line, è in diretta proporzione agli ascolti televisivi e radiofonici per cui lui era il 14esimo, mentre invece io ed Emma siamo 270esimi, cioè non ci siamo, non c'è comunicazione quando sei 270esimo per comunicazione”. “Noi oggi ci troviamo quindi a dovere constatare che il voto a Grillo è un voto di coloro che sentono insopportabile questo regime di guano”. Il silenziamento dei Radicali

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Massimo Bordin

    giornalista, già direttore di Radio Radicale

    Il dibattito interno ai Radicali. Marco Pannella sui dibattiti delle associazioni Aglietta e Enzo Tortora di domenica, oltre a quello di sabato a Brindisi: “Il carattere di queste tre trasmissioni su Radio Radicale non va confuso. Quella di Brindisi vedeva tutto il gruppo parlamentare radicale tranne due persone, di cui una per ragioni di salute. C’erano presenti rappresentanti di cinque regioni, dall’Abruzzo alla Puglia, alla Calabria alla Campania e alla Lucania. Aveva un aspetto di dibattito politico sulla politica nel paese”. Sulla malagiustizia italiana: “E’ non discusso da nessuno che metà dei 28.000 che sono in carcerati in attesa di giudizio risulterà innocente”. I rapporti, nella storia, tra Radicali e neo-fascisti. “Forza Nuova è lo stesso tipo di storia, è una storia che è contraria e opposta - idealmente e nella pratica - alla nostra, ma che dinnanzi al riflesso fascista degli antifascisti nei loro confronti… Devo ricordare che Ernesto Rossi era contro la legge Scelba. Noi abbiamo difeso dei colpevoli veri, come avremmo difeso i colpevoli veri che pure avremmo avuto dall’altra parte, i ‘compagni assassini’”. Sui Radicali: “Premetto che a Brindisi sono accorsi non perché convocati ma perché hanno saputo che c'era questa occasione dalle varie regioni, non abbiamo convocato con Radicali Italiani, il Partito, ma abbiamo dato la notizia che i parlamentari uscenti prevalentemente si riunivano a partire da Brindisi, il luogo nel quale avevamo avuto nelle Puglie il massimo di raccolta delle firme e anche di voti di detenuti di Lecce e di Brindisi, ed è stato un dibattito credo arioso, aperto, non introverso, non di conti interni, pur partendo dalla gravissima situazione istituzionale italiana. Anche se io ho detto lì: il voto per Grillo è un voto l'unico voto che si poteva a livello di massa esprimere, perché basta guardare i nostri dati di ascolto: il voto per Grillo non è stato dell’on-line, è in diretta proporzione agli ascolti televisivi e radiofonici per cui lui era il 14esimo, mentre invece io ed Emma siamo 270esimi, cioè non ci siamo, non c'è comunicazione quando sei 270esimo per comunicazione”. “Con la differenza che lui non andava nelle televisioni, ma le televisioni andavano a lui e il regime italiano sceglieva i momenti di massima efficacia oratoria e televisiva”. Il silenziamento dell’“Italia anti regime” che ha “plebiscitato” i referendum radicali. “Noi oggi ci troviamo quindi a dovere constatare che il voto a Grillo è un voto di coloro che sentono insopportabile questo regime di guano, per motivi sociali, psicologici, di caricature che sembrano offrire, e a questo punto - contrariamente a molta gente perbene che adesso ha colto l'occasione dei Grillini per uscire fuori, con il carro del vincitore affollato dei moralisti… Questo ho detto ieri: guardate, il problema è uno solo, qui è gente che non ha potuto discutere e seguire proposte attendibili di correzione e di mutamento di regime ma che ha stabilito che quando una cosa è insopportabile è insopportabile”. Il parallelo con il Presidente della Repubblica “che indica che noi siamo in flagranza di reato, ma lui continua a sopportare, anzi continua a giustificare”. L’atteggiamento di Grillo e dei Radicali rispetto ai media: “C'è un problema: il regime, ogni volta che c'è stato qualche cosa che poteva passare come contiguo ai Radicali, li ha valorizzati subito. Ti ricordi quando i comunisti si erano cominciati a dire ‘sinistra radicale’? Erano divenuti ‘radicali’ quelli che fino al giorno prima… Poi abbiamo sempre avuto anche altre presenze: io sottolineavo per esempio che la molto seria e dignitosa presenza di Fausto Bertinotti e di Rifondazione era costante anche in pieno regime, e però dava il senso di una opposizione al regime, di una opposizione a Berlusconi che parlava dei ‘comunisti’. Poi, mano a mano, noi abbiamo Nichi Vendola… Forse poi occorre analizzare i dati scientifici che abbiamo fornito, quelli per cui noi non abbiamo avuto comunicazioni, non è che l’abbiamo sbagliata, quando tu sei come me ed Emma al 270esimo posto per presenze mediatiche”. “Di Grillo tutte le reti trasmettono i momenti massimi della sua oratoria e la scelgono”. Perché dei Radicali no? “Perché non hanno un riflesso storico di paura come l'hanno nei confronti della opposizione radicale che è quella appunto - come dicevano gli inglesi – che, facendo lo sciopero della fame, nel paese del Vaticano sono riusciti il divorzio, l'aborto, sono riuscite l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, poi del servizio militare”. Non ci sono partiti minori ancora più penalizzati allora? “Ritengo che nei nostri confronti c'è una macroscopica censura di cose che esistono, sono radicate nel Paese e il Paese contro questo regime è prevalentemente sul nostro orientamento, mentre questi altri non censurano un cazzo di nulla, censurano le posizioni di 2.000 persone al massimo”. I richiami ufficiali dell’Autorità garante delle comunicazioni caduti nel vuoto per colpa della Rai
    17:00 Durata: 24 min 54 sec
  • Pannella sul dibattito interno ai Radicali: “E’ per questo che dico che il dibattito che si è fatto a Brindisi è un dibattito che parlava della politica generale, degli eventi e delle situazioni, mentre in questo dibattito milanese ho sentito questa mattina degli interventi quanto meno introvertiti: ‘sono arrivati tarde le schede’, poi ‘c'è Pannella che dispone di tutto’, con la partecipazione naturale del presidente di Radicali italiani che è corso da Torino a Milano”. Le possibili denunce penali per l'atteggiamento “ignobile” di alcuni Radicali piemontesi durante la raccolta delle liste

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    “La differenza con quelli comunisti e quegli altri censurati, è una sola: che noi abbiamo sicurissimamente dalla nostra parte la costante, ormai ossessiva e settimanale, giurisdizione di deplorazione dell’Italia da parte di una giurisdizione che non solo ci è superiore, la Cedu, ma che negli anni scorsi è stata anche interiorizzata nella Costituzione italiana”. Il rispetto della legalità oggi e durante il regime fascista. “E’ per questo che dico che il dibattito che si è fatto a Brindisi è un dibattito che parlava della politica generale, degli eventi e delle situazioni, mentre in questo dibattito milanese che ho sentito fino a poco fa - loro mi avevano invitato solo che mi arrivato l'invito quando io materialmente non potevo -, e Marco Cappato ha risposto: ‘Come sapete in questa data non potevo esserci’, e altri due importanti rappresentanti dell'associazione hanno detto lo stesso ‘non posso’, e anche altri parlamentari”. Il suggerimento di cambiare data. “Ho sentito questa mattina degli interventi quanto meno introvertiti: ‘sono arrivati tarde le schede’, poi ‘c'è Pannella che dispone di tutto’, con la partecipazione naturale del presidente di Radicali italiani che è corso da Torino a Milano”. Il caso torinese. “Già alla riunione della direzione di Radicali italiani, le relazioni della dirigenza non avevano l'atmosfera di qualcosa di perdente”. L’atteggiamento di Pannella al Congresso di Radicali italiani, la sua astensione rispetto alla mozione della direzione di Radicali italiani. “Tanto è vero che il presidente ancora facente funzioni, Silvio Viale, lui dichiarò che si asteneva, ma perché? Perché lui voleva l'alleanza con il Partito democratico come strategia. Non l’ha detto troppo chiaramente…”. Il problema di Silvio Viale è un problema serio per i Radicali? “Io credo di sì, perché io onoro un po’ le forme e le regole. Allora se questo continua a essere il loro presidente di Radicali italiania… O loro prendono atto della cosa, o lo prende lui - perché i giornali usano l’espressione ‘presidente dei Radicali italiani’ -…”. “La sua è una linea frontista, chiarissimamente, addirittura si impegna per iscritto a votare alle politiche per il Partito democratico”. Sulla presentazione delle liste e “sui comportamenti avuti si a Torino per le elezioni, è successo qualcosa da codice penale e se per conto suo – essendo noto il fatto - la magistratura non si muoverà, credo che sia nostro compito denunciare quella cosa ignobile. Cioè che 140 detenuti hanno firmato per far scattare la presentazione delle liste e queste sono restate nei cassetti di qualcuno di quelli che si erano impegnati a votare per il Pd”. “Ci sono dei limiti che nemmeno all'interno, per motivi di ragion di partito, uno tace. Ci sono state cose cui nel modo più assoluto va dato un giudizio, perché lo ritengo ignobile e bisogna vedere il grado di dolo”. “Dolo può essere anche quello che si sono comportati in modo tale per non far presentare la lista”
    17:24 Durata: 11 min 54 sec
  • Sul ruolo del Pd e del Presidente Napolitano nella storia recente italiana: “Sulle origini napoletane di Napolitano e sulla storia politica di Napoli. “Quello è napoletano e non ha mai detto un fiato sul Vesuvio. Da quando la scienza e io abbiamo denunciato, siamo passati da 200 mila abitanti sul Vesuvio a 680 mila, e questi non sono dei criminali in doppiopetto?”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sul ruolo del Pd: “La sostanza di quella mozione della direzione di Radicali italiani era che il Pd è oggi la forza reale e massima del proseguimento di questo regime, tanto è vero che tutti pensavano che avrebbe vinto. Ma il 25 per cento degli italiani non ha avuto il grado di sopportazione di quelli che deplorano le belle anime ed ha colto l’occasione per votare contro il regime”. Lo scontro tra il Pd e Napolitano: “Ritengo che sono associati per delinquere, loro potranno pure insultarsi”. Sugli appelli di Cacciari, Scalfari o de Bortoli a Napolitano affinché resti: “Loro si appellano a un comportamento che è anticostituzionale ma che gli conviene, perché lui è arbitro e non garante”. “Lui dovrà scegliere il Presidente del Consiglio quando gli arriva. Lui tradisce la Costituzione italiana, e lo ripeto, perché sui problemi di diritto e sui problemi di giustizia… Io sto dicendo che quando un capo dello Stato dimostra di ignorare il diritto e le proprie responsabilità, sputtana il Parlamento perché rifiuta di rivolgersi allo stesso per sette anni ma, come gli anni 30, si rivolge in modo irresponsabile all’opinione pubblica che non lo ha eletto, questo è proprio il comportamento di un vecchio comunista togliattiano”. Sulle origini napoletane di Napolitano e sulla storia politica di Napoli. “Quello è napoletano e non ha mai detto un fiato sul Vesuvio. Da quando la scienza e io abbiamo denunciato, siamo passati da 200 mila abitanti sul Vesuvio a 680 mila, e questi non sono dei criminali in doppiopetto?”. Il dossier radicale sul Vesuvio
    17:36 Durata: 10 min 59 sec
  • Pannella: “Visto che la stampa ora parla soltanto dei 3-5 milioni per De Gregorio, mentre della roba ufficiale, cioè di otto senatori eletti - che dovevano essere eletti – della Rosa nel pugno, con Vassalli che diceva - prima di morire – che una cosa così non potevamo nemmeno immaginarla. Adesso De Gregorio è l'occasione per non parlare di quella roba, di quella roba nella quale una buona parte del governo Pd, che voleva sbarazzarsi di Prodi, su questo non fiatava anzi collaborava già al loft”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Visto che la stampa ora parla soltanto dei 3-5 milioni per De Gregorio, mentre della roba ufficiale, cioè di otto senatori eletti - che dovevano essere eletti – della Rosa nel pugno, con Vassalli che diceva - prima di morire – che una cosa così non potevamo nemmeno immaginarla. Adesso De Gregorio è l'occasione per non parlare di quella roba, di quella roba nella quale una buona parte del governo Pd, che voleva sbarazzarsi di Prodi, su questo non fiatava anzi collaborava già al loft”. Sui risultati di Di Pietro e Radicali alle elezioni del 2006 e del 2008. Il ruolo di Franceschini e degli ex-Margherita nella mancata ospitalità del Pd ai Radicali ai tempi delle Liste Coscioni
    17:47 Durata: 4 min 53 sec
  • Adesso i Radicali che fanno? / 1. “Per il momento i grillini non rappresentano necessariamente un rischio ingovernabile. Non possono fare domani una cosa per la quale il regime cade”. L’ipotesi di una marcia su Roma dei grillini? “Questo rafforzerebbe il regime, come il terrorismo rafforzava il regime”. “Noi c’eravamo allora, abbiamo inciso, e ci siamo ancora oggi”. Le conquiste dei Radicali prima del 1976, quando poi gli stessi Radicali entrano in Parlamento

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Adesso i Radicali che fanno? “Quello che si è fatto a Brindisi. Tanto è vero che c'è stato un esilarante intervento alla riunione di Milano di un nostro carissimo compagno di Cremona che appunto ha detto ‘bisogna rispondere a Brindisi qui perché si è posto il problema sud e nord’”. Sull’arcivescovo vietnamita e sulla sua possibile candidatura al Papato, sul suo silenzio nelle persecuzioni del regime vietnamita nei confronti dei buddisti. La storia dei compagni radicali in Vietnam e Cambogia. Sull’ultima missione di Pannella in Cambogia. “Io credo che noi non abbiamo che da continuare a fare quello che stiamo facendo contro i regimi antidemocratici ma illegali. In fondo c'è una cosa che forse non va sottovalutata: noi oggi esprimiamo, nelle rivendicazioni puntuali che facciamo come radicali, anticipiamo addirittura, le richieste e le esigenze della giurisdizione internazionale ma anche di quella nazionale”. La “ottima iniziativa” di Andrea Pugiotto e di altri 130 giuristi, del maggio 2012, “che poi si è persa”: “Il presidente (della Repubblica, ndr) piuttosto abile li ha trattati come un cafone - perché hanno il senso dell'impunità anche questi signori e la borghesia sa essere arrogante, non sempre elegante - li ha ricevuti il 24 settembre per poi dire che non è cosa”. “I nostri parlamentari uscenti hanno fatto un lavoro straordinario che non avevamo mai fatto. Ieri Turco ricordava che i sei parlamentari deputati, da soli, hanno fatto il 30 per cento delle interrogazioni-interpellanze e che quindi gli altri 680 parlamentari ne avevano fatto tutti insieme il doppio dei sei radicali, dava una dimensione che mi pare era clamorosa”. I Radicali “hanno una tradizione parlamentare che è forza. Cosa faranno i radicali? Continueremo a rafforzare il fatto di essere noi quelli che danno corpo alla legalità”. “Per il momento i grillini non rappresentano necessariamente un rischio ingovernabile. Non possono fare domani una cosa per la quale il regime cade”. L’ipotesi di una marcia su Roma dei grillini? “Questo rafforzerebbe il regime, come il terrorismo rafforzava il regime”. “Noi c’eravamo allora, abbiamo inciso, e ci siamo ancora oggi”. Le conquiste dei Radicali prima del 1976, quando poi gli stessi Radicali entrano in Parlamento. L’operazione di “polizia” del Pd contro i Radicali. Ancora sull’assemblea radicale milanese e le assenze di Cappato e “altri compagni significativi”
    17:52 Durata: 14 min 51 sec
  • Adesso i Radicali che fanno? / 2. Pannella: “Io ritengo che quale sia il prossimo Presidente della Repubblica lo sarà per difendere il regime. Quindi noi siamo preparati ad una lotta per fare espellere l'Italia dall'Unione europea”. La lotta per l'amnistia e quella per il Vesuvio. Il parallelo tra Craxi e Berlusconi

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sull’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. “Io ritengo che quale sia il prossimo Presidente della Repubblica lo sarà per difendere il regime. Quindi noi siamo preparati ad una lotta per fare espellere l'Italia dall'Unione europea, anche questo è l’obiettivo: non accadrà in questo modo perché non siamo dei megalomani e non siamo grossolani nelle previsioni”. L’iniziativa di Matteo Mecacci per far sì che l’Osce monitori anche le elezioni dei suoi stati membri come l’Italia. “Invece dobbiamo guardare come funziona la democrazia nei paesi democratici”. L’Italia è “lo Stato membro che ha il massimo di pendenze legali nei confronti della giurisdizione europea”, eppure “proprio su questo non mandi a fare l'ispezione, tu Osce, proprio tu che ci hai preavvisato sul caso Bulgaria e il fatto che lì si fosse cambiata la legge elettorale a meno di un anno dalle elezioni”. “La lotta per l'amnistia continua all'interno e all'esterno, la lotta sul Vesuvio che è per la vita di 3 milioni di persone secondo la scienza è qui e lì, ma è l'opposto. E’ da qui al lì”. “Siamo con gli ultimi, un problema di classe, voglio vedere se i comunisti osano dire ‘di classe’, la classe è scomparsa a un certo punto, non è neanche più quella operaia”. La battaglia radicale per le pensioni sociali alla metà degli anni 90. “Io parlavo, nel 1980 e non so quando, ma lo troveremo nella mia incursione a Taranto la prima volta, quando chiedevo addirittura che dovevamo - dinnanzi al disastro di questa roba - e già la unificavo con Bagnoli e con il Sulcis come impostazione. In quel caso dicemmo: certo noi dobbiamo anticipare le disoccupazioni in modo mirato, inventandoci il salario minimo garantito - e tu dissi che non era la dizione esatta, avevi ragione -, perché a questo punto dobbiamo tenere presente che industrie parastatali che prepareranno sicuramente disastri economici produttivi e via dicendo, mentre dovremo favorire la nuova occupazione in previsione di forze di mercato internazionali”. L’idea di fare, una volta, “un elenco delle cose di cui non si è dibattuto”: a partire dal problema del debito pubblico, “quando lo ponemmo primissimi in Europa”, per non parlare del ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo e della riforma americana della legge elettorale. Il rapporto con Pietro Nenni, Bettino Craxi e Claudio Martelli. Il consiglio di Pannella a Craxi: “Non devi andartene in un Paese in cui non c’è l’estradizione per l’Italia. Tu ti devi presentare, gli dicevo a giugno per settembre. Se tu presenti a Regina Coeli o alla Procura e dici ‘arrestatemi’, magari non ti arrestano, ma se ti arrestano a settembre, alle europee, avrai un plebiscito di voti. Non mi sentì purtroppo Bettino su quella cosa, perché era ben diversa”. “L’abisso tra Bettino e Silvio”
    18:07 Durata: 21 min 22 sec
  • Ancora sul dibattito interno ai Radicali: “Francamente non trovò divergenze nel dibattito piemontese e in quello lombardo. Quand’anche avessero ragione, le loro posizioni riguardano la gestione interna di tipo padronale e non democratica di Pannella nel mondo radicale; siccome ritengo poco fondato e poco informato tutto questo, quello che importa è se noi continuiamo a poter sperare, senza peccare di immodestia, che se Ernesto e Altiero nel 1941 stavano in prigione a scrivere il manifesto, mentre l'Europa nel mondo assisteva alla sua cosa fascista, io dico che loro stavano peggio di noi, allora può anche darsi che la storia ci dia quello che è stato il giusto premio della loro forza”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora su Pietro Nenni e sul suo rapporto coi Radicali, sul suo “antifascismo” così distante da quello di tanti intellettuali, anche odierni, passati subito – per esempio – a sostenere Grillo, come Galli Della Loggia e Spinelli. “Io devo rivendicare una cosa, a titolo personale, io invitai a votare per il candidato grillino a Parma. Io non ho mai rivendicato nulla, ma voglio molto bene ai grillini, e ci tengo a non avere avuto nessun rapporto con loro perché non lo hanno cercato e io non l'ho voluto avere”. “Il regime non aveva paura notoriamente di Beppe Grillo, perché senno gli diceva: ‘State attenti, non sparatelo in tutti i posti in cui nemmeno poi per un minuto potete chiamare Pannella o Emma Bonino’”. Ancora sul dibattito interno ai Radicali: “Francamente non trovò divergenze nel dibattito piemontese e in quello lombardo. Quand’anche avessero ragione, le loro posizioni riguardano la gestione interna di tipo padronale e non democratica di Pannella nel mondo radicale; siccome ritengo poco fondato e poco informato tutto questo, quello che importa è se noi continuiamo a poter sperare, senza peccare di immodestia, che se Ernesto e Altiero nel 1941 stavano in prigione a scrivere il manifesto, mentre l'Europa nel mondo assisteva alla sua cosa fascista, io dico che loro stavano peggio di noi, allora può anche darsi che la storia ci dia quello che è stato il giusto premio della loro forza, che dopo 10 anni erano gli autori - se non fosse stato purtroppo uno di noi, di discendenza giacobina, Mendès France, che fregava la Ced – di quella che sarebbe stata l’Unione politica europea”. Le battaglie radicali, il virus nonviolento nella comunità penitenziaria ma che “non riesce ad affermarsi in Tibet, con questa storia delle immolazioni”. L’anniversario dell’insurrezione dei tibetani a Lhasa. “Gli ultimi che sono i primi per quello che sappiamo a livello collettivo che stanno incarnando la lotta nonviolenta e lo scontro durissimo e gravissimo, quello nel quale la tradizione avrebbe voluto che, dinnanzi alla tortura istituzionale rappresentata delle carceri, le azioni fossero quelle che c'erano 15 anni fa cioè bruciare materassi o fare altre cose, e noi su questo continueremo a lottare”. Sulle arti marziali, l’elemento “ascesi” e la loro eventuale dimensione politica
    18:28 Durata: 19 min 1 sec
  • Conclusioni: i temi economici storicamente sollevati dai Radicali, le figure di Von Hayek e Leoni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Oggi cosa c’è da fare? In una situazione in cui è accaduto tutto quello che ragionevolmente poteva accadere, perché non poteva accadere che nella non-conoscenza delle tesi e della realtà radicale - quando si è 270esimi in termini di esposizione mediatica – che, invece di avere quello che loro temevano di più e cioè altri referendum vinti”, si è avuta l’affermazione di Grillo e di una situazione di relativa ingovernabilità. Ancora sui temi economici, come quello del debito pubblico, anticipati dai Radicali. La lotta contro lo sterminio per fame nel mondo, la telefonata di Von Hayek e Pannella, la mancata firma dell’appello radicale da parte del teorico liberale e liberista (che pure era d’accordo nel criticare l’impostazione del piano Brandt). L’attualità di un liberista come De Viti De Marco, continuato a citare da Pannella assieme a Salvemini. “Nessuno ha notato una cosa, questa provocazione: non era Capezzone, ero io a volere che Radicali italiani fosse ‘liberali, liberisti e libertari’. E’ una provocazione, perché io dico sempre: Einaudi disse che il liberismo è una scelta etica e non economica. Ho voluto quindi che fosse aperta una riflessione, per comprendere anche quanto fosse stato impermeabile il mondo di Pannunzio anche al lavoro di Bruno Leoni che io ho scoperto dopo, tanto è vero che feci un convegno importante a Milano che non era di apologia di Bruno Leoni ma era comunque nel riconoscere la pertinenza di alcune sue affermazioni e alcune sue previsioni”
    18:47 Durata: 10 min 55 sec