24 MAR 2013
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 16:59 Durata: 2 ore 59 sec
A cura di Enrica Izzo e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 24 marzo 2013 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (giornalista di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista di Radio Radicale

    Il Comitato di Radicali italiani e il dibattito sul risultato elettorale della lista Amnistia, Giustizia e Libertà.
    16:59 Durata: 1 min 22 sec
  • Marco Pannella sulla non democraticità delle elezioni: “I risultati elettorali sono quelli che sono, sotto zero dal punto di vista elettorale, ed è un problema politico di grande importanza. Ma andrebbe sottolineato che questo avviene in un contesto tale che ritengo utile proporre l’urgenza di una presa di coscienza”. Ora “riconoscere i 74mila voti ad Amnistia, Giustizia e Libertà come forza straordinaria, un prodotto – spero – ma intanto la somma di resistenze individuali di straordinaria importanza”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: “I risultati elettorali sono quelli che sono, sotto zero dal punto di vista elettorale, ed è un problema politico di grande importanza. Ma andrebbe sottolineato che questo avviene in un contesto tale che ritengo utile proporre l’urgenza di una presa di coscienza, con le conseguenti decisioni politiche, che mi sembra essenziale. Nel bilancio della situazione radicale nel suo complesso, storicamente, come transnazionale, transpartito, eccetera, c’è qualcosa che va sottolineata, non come attenuazione della gravità dell’esito elettorale e in particolare della nostra lista, ma perché questo va inquadrato in un processo e in una realtà di analisi delle forze a confronto. C’è un aspetto che è politicamente prenderne coscienza e analizzarlo bene”. La proposta di “riconoscere i 74mila voti ad Amnistia, Giustizia e Libertà come forza straordinaria, un prodotto – spero – ma intanto la somma di resistenze individuali di straordinaria importanza. Perché in realtà tutto quanto oggi può far disporre un potere è, deliberatamente o no, un modo di influenzare gli individui che non era nemmeno immaginabile nelle dittature, nella grande crisi, nella grande tragedia che poi si è risolta provvisoriamente con la vittoria dello schieramento democratico liberale più quello stalinista”. L’avvertimento di Altiero Spinelli nel 1941 sul futuro ritorno in forze delle “burocrazie nazionali”. L’appello per un’Europa federalista dell’inglese Churchill. “Noi avevamo previsto, e non in modo contemplativo, la morte della patria europea e degli Stati europei”. “Noi oggi dobbiamo fare i conti, come Radicali, transpartito, transnazionale e quindi includendo tutto quello che c'è di costituito e costituente nella galassia radicale, ci troviamo nella situazione del ‘già previsto’ che purtroppo non abbiamo potuto da soli neutralizzare e sconfiggere. Oggi diventa significativo il fatto però che noi non siamo fisicamente come Ernesto Rossi o Altiero Spinelli o altri ancora, loro in carcere e altri ammazzati, ma sicuramente siamo in una situazione molto difficile che però non ritengo priva di ragioni con la loro concretezza e speranze. Noi oggi dobbiamo fare quindi i conti e analizzare bene, facendone l'autopsia, cosa è oggi il corpo democratico liberale del mondo”. Sulla non democraticità delle elezioni attuali, denunciata da anni dai Radicali. “Quello che appare molto importante è un fatto un po’ nuovo. Oggi, è vero, Amnistia Giustizia e Libertà hanno riscosso 74.000 voti. Personalmente ho proposto subito non di fare delle belle associazioni di area radicale rivolte anche agli indipendenti radicali, così dopo magari ci voteranno; ho proposto l'opposto, ho detto che quei 74.000 non dovrebbe essere impossibile raggiungerli e che per me 74.000 persone, ognuna di queste, hanno compiuto qualcosa, aiutati da nulla per fare questa scelta, e di conseguenza proponiamo a loro questo riconoscimento e questa riconoscenza: tutti coloro che proclamino di essere fra i 74.000, se vogliono abbiano uno strumento associativo, dicevo mi pare di aver detto con 10 o 20 euro l'anno”
    17:01 Durata: 17 min 41 sec
  • Pannella sullo stato della giustizia in Italia: “Non so se esiste un precedente di questa situazione: noi abbiamo quasi tutte le giurisdizioni che si ispirano al diritto dell’attuale comunità internazionale che vanno quasi seguendoci temporalmente per individuare gli stati di illegalità, di estraneità e contrarietà, cioè di flagranza manifesta e duratura di reato, di comportamento tecnicamente criminale nei confronti di questa legalità”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Non so se esiste un precedente di questa situazione: noi abbiamo quasi tutte le giurisdizioni che si ispirano al diritto dell’attuale comunità internazionale che vanno quasi seguendoci temporalmente per individuare gli stati di illegalità, di estraneità e contrarietà, cioè di flagranza manifesta e duratura di reato, di comportamento tecnicamente criminale nei confronti di questa legalità”. Addirittura la Corte costituzionale, che Pannella a lungo ha definito “la suprema cupola della mafiosità partitocratica”, pare mandare dei “segnali diversi”. “Decisioni che denunciano chiarissimamente, per il momento in modo non ancora soddisfacente ma denunciano, il carattere contrario ai diritti umani nel senso proprio e agli Stati di diritto della realtà italiana. Abbiamo da questo punto di vista, quindi senza possibilità di esprimersi e di fornire al Paese la possibilità di scegliere se condannarci per la nostra inutilità o la nostra negatività, o invece sostenerci: questa è abolita come possibilità, tanto è vero che io credo che noi siamo in condizioni, a partire da settimane prossime, 10 o 15, conquistare difese e offese in nome del diritto che puniscano, senza aspettare come con Monaco ed altre storie si aspettò negli anni 40, per dire proprio: ‘No, un momento, adesso anche qui in Italia!’”. Le “belle anime” e la situazione delle carceri. “L’apporto da dare dopo queste elezioni è prendere atto che, mentre eravamo ancora nell'autunno scorso, Emma Bonino e io avevamo stabilito che era il momento di fare tutto: referendum elezioni, poi a un certo punto abbiamo dovuto prendere atto che settimana dopo settimana non riuscivamo ad incardinare questa decisione, ma è successo settimana dopo settimana”. “Allora oggi è immediatamente necessario e urgente: basta continuare a dire che il nostro Stato è fuorilegge, ma non lo diciamo noi, lo si dice sempre di più un po' dappertutto, ma con un'aggravante, che quello che sembrava uno slogan o un'esagerazione pannelliana ‘a una strage di legalità corrisponde sempre una strage di popoli’”, oggi invece trova conferma come nel caso del rischio eruzione del Vesuvio. L’investimento formale della la giurisdizione europea sul caso napoletano. La continuità con gli Amici del Mondo e la loro analisi sul “regime”. “Il problema è se può accadere che, riuscendo nella nostra povertà di mezzi, riusciamo a coinvolgere la giurisdizione internazionale, potrei dire anche per esempio anche in America Latina con l'iniziativa dell’Associazione Coscioni di Filomena Gallo, vicino al Guatemala che abbiamo lasciato a Ingroia”
    17:18 Durata: 12 min 15 sec
  • Il legame tra la legalità dell’informazione da riconquistare e l’iniziativa referendaria: “All’inizio al Comitato di Radicali italiani si sono presentati quelli per cui bisognava fare i referendum e quelli per cui bisognava fare la nonviolenza. No, per me, per salvare e rafforzare l'ipotesi referendum e quel tipo di lotta istituzionale, bisogna cercare di mutare subito le condizioni per quali in autunno e durante le elezioni siamo restati apparentemente a zero”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Il problema credo che abbiamo affrontato anche in questa sede, realmente, è questo: è immaginabile, questo credo di sì, ma è prudente ripartire immediatamente con iniziative referendarie, cioè quelle che avevamo già deciso in autunno, peraltro devo dire classiche, nel senso che corrispondono già da decenni alle battaglie incardinate non solo in Italia dalla storia radicale? Non rischia di accaderci quello che è accaduto quando a settembre-ottobre avevamo deciso di fare subito questo? La risposta che ho dato, per quel che mi riguarda, è stata equivocata, cioè ho detto: forse non è prudente pensare che, essendo più consapevoli della realtà di regime o dei nostri limiti, in base all'esperienza che abbiamo fatto adesso a novembre dicembre gennaio e via dicendo, ce la faremo. Io ho detto: no a questo punto forse è bene, a partire dai nostri interlocutori socialmente tali - e su questo non c'è discussione, sul radicamento sociale attorno al fatto della giustizia e delle carceri –, dire: guardate che anche l’amnistia, il diritto, la libertà, qui occorre muoversi in modo più deciso e allora per esempio ho detto che dobbiamo denunciare il fatto che abbiamo l'Autorità garante che dinanzi al fatto che, il 2 agosto avendo stabilito che occorreva chiarissimamente un richiamo di grande importanza ed urgenza consentire all'opinione pubblica di conoscere attraverso i dibattiti sulla giustizia, mente da 10 anni i telegiornali e tutti guanti da quando facemmo e realizzammo l’indulto costantemente hanno fornito cronache terrorizzanti, in una situazione nella quale i dati ci dicono che in realtà in Italia sono nel decennio crollati addirittura i reati che più si temono”. “All’inizio al Comitato si sono presentati quelli per cui bisognava fare i referendum e quelli per cui bisognava fare la nonviolenza. No, per me, per salvare e rafforzare l'ipotesi referendum e quel tipo di lotta istituzionale, bisogna cercare di mutare subito le condizioni per quali in autunno e durante le elezioni siamo restati apparentemente a zero”. Le adesioni all’iniziativa nonviolenta di Pannella. “Questi referendum sono in gran parte una sintesi delle nostre grandi battaglie storiche che nel mondo in gran parte stanno diventando ipotesi di accoglimento nel mondo e dal mondo sull'Italia: parliamo del proibizionismo e dell'antiproibizionismo, del maturare di tutto questo, e quindi dobbiamo prendere atto che il fronte italiano è evidentemente individuato avvertito e sentito come un fronte – come negli anni 20 - assolutamente importante”. Ragionamenti sul liberismo stigmatizzato da Nichi Vendola e sulla legalizzazione delle droghe leggere. “Il motivo primo di questo nostro Satyagraha, in cui gli elementi di digiuno sono una componente - tu puoi essere in anche senza fare lo sciopero della fame, noi abbiamo fatto la peste italiana che credo che sia un grosso contributo alla conoscenza della realtà storica perché ci costituimmo in Satyagraha e dicemmo: dobbiamo riuscire in tre settimane riuscire a produrre, noi che non siamo storici, quella roba. E’ servito: tensione, energia che si riesce a tirare fuori consumandola, provocandola, cercandola e usandola”. Sui referendum e la ricerca di strategia e interlocuzioni per renderli possibili: “Chi li propone, con il mio sostegno e il nostro sostegno, proprio manifestamente questo compito si è dato, questa responsabilità, perché corrisponde ad una necessità democratica”. “Io mi sono assunto la responsabilità di dire: io devo dire alla comunità penitenziaria e alla mia galassia radicale che rischia di essere tremendamente impotente e imprudente se noi non operiamo per potere con urgenza mutare quella situazione per la quale da settembre ad adesso abbiamo avuto solo i risultati che abbiamo avuto”. Sul parallelo con il periodo nazista e sull’atteggiamento responsabile della comunità penitenziaria
    17:30 Durata: 18 min 55 sec
  • Sulla nuova situazione in Vaticano

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sulla nuova situazione in Vaticano. Riflessioni dal Foglio sull’anticlericalismo degli ultimi due Papi e su Léon Bloy; il pensiero di Guido Ceronetti in materia
    17:49 Durata: 3 min
  • Sul totonomine per la Presidenza della Repubblica

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sulla storia di Agorà di Roberto Cicciomessere. Pannella sulla presa di potere dei “rifondatori comunisti”, “soci” anche di Berlusconi. La ricostruzione della conventio ad excludendum parlamentare, alla “militarizzazione”, per non eleggere Emma Bonino alla Presidenza della Repubblica nel 1999. Pannella fa alcuni nomi possibili per la Presidenza della Repubblica: non tanto D’Alema, ma anche Marini e Gianni Letta. “Sarei più tranquillo con Gianni Letta che con qualcheduno gradito, non so per esempio quello che era ministro degli Interni quando l'operazione degli otto senatori della Rosa nel Pugno, eletti e mai nominati, andò in porto: Beppe Pisanu”. “Guarda noi abbiamo avuto un'esperienza con il Presidente del consiglio Giuliano Amato estremamente positiva, anche coraggiosa, sicurissimamente Giuliano Amato ha in sé la capacità e la potenzialità di essere singolare e di non essere solo il prodotto della partitocrazia e dell'egemonia partitocratica. Per cui io continuo a dire Franco Marini, magari Gianni Letta”
    17:52 Durata: 17 min 12 sec
  • Pannella: “Una parte dell'insuccesso di Monti è determinato dal fatto che pur non essendo un ragazzino lui di esperienza e cultura politica ne ha poco o niente, e di conseguenza il mero tecnico ha dei limiti. Ha poi commesso un altro errore: rispetto al dominus di tutto, il Presidente della Repubblica, lui è stato scorretto, perché quello aveva detto ‘vieni qua, ti nomino io e stai qua finché ti tengo’; lui invece ha preso una posizione seria e ha detto: ‘Io sto qui, ci credo a quello che sto facendo e quindi continuo a restarci’. Comprensibilmente l’altro ha detto: tu mi stai tradendo”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella sul voto per Grillo: “È un voto ideologicamente sicuramente antipartitocratico, come sappiamo fra ideologia e capacità creativa vi sono molte cose. Per esempio una parte dell'insuccesso di Monti – che è anche oggettivo - è determinato dal fatto che pur non essendo un ragazzino lui di esperienza e cultura politica ne ha poco o niente, e di conseguenza il mero tecnico ha dei limiti. Ha poi commesso un altro errore: rispetto al dominus di tutto, lui è stato scorretto, perché quello aveva detto ‘vieni qua, ti nomino io e stai qua finché ti tengo’; lui invece ha preso una cosa seria e ha detto: ‘Io sto qui, ci credo a quello che sto facendo e quindi continuo a restarci’. Comprensibilmente l’altro ha detto: tu mi stai tradendo. Quando c'è il dominus, bisogna capire che per sua natura frega ma è anche fregato quando non c’è democrazia”. Napolitano “per salvare il Paese fa tutto tranne che il garante del diritto”
    18:10 Durata: 5 min 29 sec
  • Pannella sullo sciopero della fame da cominciare: “La struttura di regime è tale che l'amnistia, malgrado sia l'unica soluzione strutturale a quello che ci chiede la Cedu, se ne continua a non parlare”. Si tratta dunque “di far maturare, con questa iniziativa nonviolenta di adesso, delle condizioni di tutela, doverose dopo quello che è successo nell'autunno passato fino ad adesso, per di tutelare di più il diritto con i referendum ma anche quindi con la comunicazione sui referendum perché non avremo in questa situazione aiuti ‘firmaioli’ magari dello stesso Grillo o di Galli Della Loggia”. “L’attentato alla Costituzione” di Napoletano

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La necessaria “presa di coscienza” per i Radicali: “Noi abbiamo anticipato anche nelle forme, in dettagli, quello che da due-tre anni diventa più esplicito e diretto, ma già prima la giurisdizione europea ci condannava, e prim’ancora il Consiglio d’Europa sulla lunghezza non ragionevole dei processi italiani che costituita una ferita grave per lo Stato di diritto”. Si tratta di “assumere un obiettivo che non ritengo tardivo ma certo perseguiamo da troppo tempo avendo risposte dalla politica assolutamente contrarie, malgrado qualche felice incidente” come l’elezione dei grillini. Il trattamento mediatico di Grillo da parte delle televisioni. “Abbiamo l'urgenza adesso di denunciare e di far conoscere al loro stessi che l'immenso rischio che loro rappresentano - parlo della Cedu e di coloro che accolgono il nostro contributo almeno intellettuale – dicendo: guardate che se voi continuate a stabilire in diritto quello che è dovuto, obbligato, e poi regolarmente tutto quello non ha nessun valore perché anzi si sottolinea l'ineluttabilità della involuzione o della evoluzione del potere dell'antidemocrazia”. L’“attentato alla Costituzione” di Napolitano. “La struttura di regime è tale che l'amnistia, malgrado sia l'unica soluzione strutturale a quello che ci chiede la Cedu, se ne continua a non parlare”. Si tratta dunque “di far maturare, con questa iniziativa di adesso, delle condizioni di tutela, doverose dopo quello che è successo nell'autunno passato fino ad adesso, per di tutelare di più il diritto con i referendum ma anche quindi con la comunicazione sui referendum perché non avremo in questa situazione aiuti ‘firmaioli’ magari dello stesso Grillo o di Galli Della Loggia”. Il precedente del referendum sul finanziamento pubblico ai partiti e le misure prese dal regime dopo le vittorie referendarie. Ancora sul ruolo di Napolitano
    18:15 Durata: 18 min 40 sec
  • La lotta anti-proibizionista dei Radicali. Il senso del Satyagraha in corso. Le novità in Vaticano e i suoi potenziali effetti. Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Il problema urgente oggi è di dare corpo, come noi sappiamo, altrimenti anche rispetto al mondo penitenziario noi ci rendiamo complici di una sorta di menzogna, come se davvero è sperabile che senza conquistare un anno o due di rispetto della legalità e della democrazia nel nostro Paese, sia possibile quello che la giustizia internazionale esige da noi, cioè l'amnistia per riformare la giustizia”. La lotta anti-proibizionista dei Radicali. “Io continuo a ricordare che Vincenzo Muccioli, Muccioli padre, vedendoci - spesso potemmo fare dibattiti appassionati - a un certo punto mi dette un passaggio fino a Rimini. Lì mi disse: guarda Marco, su una cosa siamo d'accordo: il carcere mai”. L’invito a organizzare un congresso del Cora a San Patrignano, poco dopo la polemica su come erano stati trattati i ragazzi di San Patrignano. “L'Italia, tra i sei paesi fondatori dell’Europa unita, oggi è la principale sotto accusa per antidemocrazia e anzi diritti umani e con questa situazione non possiamo farci illusioni”. “Un invito a Oliviero che da Radio radicale in un nostro dibattito aveva proclamato ‘comunque se sarò eletto la mia rivendicazione primaria sarà quella dell'amnistia’”. Monsignor Marchetto e il suo possibile endorsement “per accorciare i tempi della proclamazione di quel diritto umano a conoscere gli atti compiuti da Cesare, dal suo Stato”. I “cinque giorni di sciopero” della fame che cominciano questa notte. Sulla necessaria e auspicabile interazione con Radio Carcere per raggiungere quanti più carcerati possibile. “E’ di estrema importanza questo Satyagraha che certo suggerisce anche la forma dello sciopero per fame, ma deve anche manifestarsi senza problemi se qualcuno non può - per motivi di salute o altro – ci sono altri 1.000 modi, scriva lettere per le carceri e faccia alcune cose concretamente di straordinario rispetto alla sua ordinaria giornata di carcerato o non carcerato. L'obbligo di tutte e di tutti è di abbandonare le fragranze criminali tecnicamente criminali e rispetto tutte le forme di legalità vigenti in astratto”. La possibile condanna dell’Osce da cercare in ultima istanza. In conclusione sul Papa: “Sono convinto che questo che sta accadendo in questa Roma forse c'è un fatto storico che si pone a tutta la cristianità e non solo: i motivi della Riforma e poi la realtà delle organizzazioni ecclesiastiche ed evangeliche non costituiscono forse un fatto storico?”
    18:34 Durata: 26 min 25 sec