31 MAR 2013
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 2 ore 57 sec
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 31 marzo 2013 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (giornalista, già direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista, già direttore di Radio Radicale

    “Naturalmente Buona Pasqua a tutti”. La visita di Marco Pannella al carcere di Pistoia e l’iniziativa nonviolenta che continua. La situazione politica del Paese
    17:00 Durata: 1 min 14 sec
  • Marco Pannella sul Satyagraha in corso: “L’obiettivo di tutto quello che facciamo è – ma non ne viene fuori nessuna eco, nessuna contestazione – questo: lottiamo perché lo Stato italiano esca da una condizione di flagranza letteralmente criminale che dura almeno, con denunce della giurisdizione europea, dal 1980. Sono quindi più di 30 anni. Questo è l’obiettivo centrale: non ci sono diritti senza diritto. Senza di questo non credo ci sia l’intelligenza storica di quello che sta accadendo nel mondo”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: “Questo Satyagraha (battaglia per la verità, ndr) vede anche le riforme di lotta nonviolenta conosciute - come sciopero della fame e della sete - ma anche questo ‘vivere con’ il mondo penitenziario, in modo sistematico e intenso”. “L’obiettivo di tutto quello che facciamo è – ma non ne viene fuori nessuna eco, nessuna contestazione – questo: lottiamo perché lo Stato italiano esca da una condizione di flagranza letteralmente criminale che dura almeno, con denunce della giurisdizione europea, dal 1980. Sono quindi più di 30 anni. Questo è l’obiettivo centrale: non ci sono diritti senza diritto. Senza di questo non credo ci sia l’intelligenza storica di quello che sta accadendo nel mondo”. Il senso dell’iniziativa della stella gialla indossata dai Radicali negli scorsi anni. “Noi stiamo cercando in questo modo di provocare un dibattito, se non sia per caso vero, è un monito: stiamo tornando a quello che poi ha prodotto la Shoah”. Le critiche di Hannah Arendt alla classe dirigente ebraica ai tempi del nazismo. La “frana” che parte “dalle nostre patrie, Londra e Washington”. “Le uniche notizie positive che giungono e che possono avere una influenza importante, a livello direi antropologico, è quello che accade nel mondo cattolico ufficiale”. “Io sono entusiasmato dell’argomento da 50-60 anni, e quindi pretendo che questo entusiasmo – che è ‘avere Dio abitato dentro’ – sia invece un fenomeno di conoscenza attraverso la attività”. Lo stato della simonia e la “riaffermazione anti-materialista e anti-simoniaca” generata dai gesti di due Papi (Benedetto XVI e Francesco I), “in un momento in cui il nostro mondo è assolutamente simoniaco, nel senso che abbiamo uno Stato che svende valori costantemente per l’illusione degli averi”. Le preoccupazioni sul ruolo del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Per un gesuita il nome di Francesco non può che essere programmatico”. L’articolo di Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani, che in qualche modo aveva previsto l’avvento di un Papa di nome Francesco. “Ritengo imminente per esempio il fatto che ci possa essere il superamento della Riforma protestante, con le varie forme di presenze evangeliche in giro, molto spesso terrorizzanti nel mondo, proprio in base a quello che sta accadendo a Roma”. “Le sensibilità – non da belle anime - che troviamo nel mondo penitenziario sono spesso di credenti e di fedeli cattolici”. “Una cosa possiamo rivendicare: sulla giurisdizione internazionale che si afferma, noi abbiamo sicuramente un’influenza e un rapporto diretto. Non è solo la Cedu, ma l’esempio di Filomena Gallo sui problemi della ricerca e delle staminali nella giurisdizione inter-americana...”
    17:01 Durata: 25 min 57 sec
  • Sul ruolo del Presidente Napolitano: “Come negli anni Trenta, lui non parla - secondo sistemi presidenzialisti o comunque democratico-liberali - al Parlamento, rifiuta perché ha paura che da lì qualche risposta venga, e ogni giorno si rivolge attraverso le televisioni al popolo bue che non può rispondere”. Non solo: “Quello che viene fuori è che lui, così furbo e capace, questo elegante signore comunista, è così elegante che lui non ha mai detto una parola, non si è accorto di quello che noi continuiamo a dire e su cui la scienza continua a darci ragione: tre milioni di napoletani rischiano” la vita per l’eruzione del Vesuvio e le migliaia di case abusivamente costruite nei pressi del vulcano

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Da un anno almeno, in queste domeniche, si sono udite i primi attacchi al Presidente della Repubblica, dicendo che questi attacchi hanno anche carattere legale e giuridico. E qui dicevamo: questa flagranza che lui coltiva, non intende minimamente indicarne l’esistenza, cioè il fatto che noi continuiamo a essere condannati dalla giurisdizione internazionale ma lui non ha mai voluto – nonostante anche Andrea Pugiotto e altri 130 giuristi gli chiedessero di fare un messaggio alle Camere – farlo, e lui se ne va senza un messaggio perché questa è la sua specialità. Come negli anni Trenta, lui non parla - secondo sistemi presidenzialisti o comunque democratico-liberali - al Parlamento, rifiuta perché ha paura che da lì qualche risposta venga, e ogni giorno si rivolge attraverso le televisioni al popolo bue che non può rispondere”. Il parallelo con il presidente Vladimir Putin in Russia. “Oggi cominciano tutti a ritenere che proprio le sue funzioni non sarebbero quelle di aver fatto i due gruppi di 10 persone. Mentre si dava gran voce al lamento del Quirinale contro i miserevoli attacchi, che tali erano, ingroiani e dintorni, il nostro attacco – secondo cui il Presidente è responsabile di attentato alla Costituzione – ti risulta ci sia stata una presa d’atto, anche critica?”. Il problema è “il regime partitocratico”. “Gli Stati democratici stanno vivendo oggi, nella grande maggioranza, una svolta assolutamente di tipo autoritario e anti-liberale”. Per esempio, “oggi sia Obama sia Cameron sono ufficialmente i custodi della eredità di Bush e di Blair”. “Se questo è vero, dovrebbe essere la prima delle battaglie di tutte e tutti”. Sulla nomina dei 10 saggi e le critiche di Emma Bonino. “Non ha precedenti in dottrina, nemmeno con esempi fantastici e non solo storici”. “Quello che viene fuori è che lui, così furbo e capace, questo elegante signore comunista, è così elegante che lui non ha mai detto una parola, non si è accorto di quello che noi continuiamo a dire e su cui la scienza continua a darci ragione: tre milioni di napoletani rischiano” la vita per l’eruzione del Vesuvio e le migliaia di case abusivamente costruite nei pressi del vulcano. “Non se ne è potuto parlare perché questa è la regola delle cose vere, popolari nel senso che riguardano milioni di persone”. “Così si spiega che Emma Bonino, che da 15 anni è il cittadino cui va il massimo di preferenze e di stima popolare, malgrado come viene trattata, a questo punto la 180esima nella classifica dei politici che possono essere giudicati dal popolo italiano, cioè è tenuta in clandestinità” a giudicare dai dati d’ascolto. Sulla “forza di controllo e di censura” dello Stato contemporaneo rispetto agli Stati totalitari del XX secolo. Il parallelo con il popolo israeliano “rappresentato da una politica nazionalista cretina”. Il senso nel voto nelle “democrazie in crisi assoluta”. “Tra Casaleggio che da qualche anno scrive questa robetta” e il livello d’analisi radicale non c’è molto di simile. “L’obiettivo detto della nostra lotta di oggi è ritenere in ogni modo intollerabile, assassino e suicida, non sentire l’assoluta necessità di far uscire dalla sua flagranza, letteralmente e ufficialmente criminale, lo Stato, su tutti i piani. Non solo quello ecologico, ma anche quello – ho fatto l’esempio – del Vesuvio e dei problemi sismici. C’è un problema: tutto il mondo democratico e ‘civile’, c’è qualcuno che spenda una parola per dire che questo obiettivo c’è e che noi siamo scemi o marginali? No, queste parole non esistono. Non esiste così che nel Lazio vengono fatti fuori, a livello elettorale, proprio i due che ufficialmente hanno rappresentato una occasione di presa di coscienza della natura di regime”. Sugli intrecci tra Partito radicale e storia contemporanea radicale. Sulla visita mattutina di Pannella al carcere di Pistoia e sulle manifestazioni davanti a 16 carceri nel giorno di Pasqua. Ancora sull’atteggiamento dei media e sugli ordini mai rispettati dell’Autorità garante delle comunicazioni. “Dobbiamo riuscire su questo a intervenire efficacemente, pena il soffocamento attuale. Adesso da 10 anni accade che su stampa e audiovisivi niente, però negli alti luoghi della giurisdizione europea ed internazionale noi abbiamo una caratteristica: siamo i loro portavoce nella lotta quotidiana, e loro ogni volta condannano in maniera più dura, e quando puntualmente l’antidemocrazia dominante fa sì che queste decisioni non abbiano nessuna conseguenza…”
    17:27 Durata: 33 min 32 sec
  • Come si svilupperà la crisi istituzionale e politica in corso? Per Pannella “nel peggiore dei modi, come sta accadendo. Per esempio, questo Presidente, con la sua esperienza e la sua astuzia, alcune cose le può azzeccare, ma se le azzecca rafforza solo la liceità di comportamenti istituzionalmente anti-costituzionali, cioè lui lo fa essendo il dominus delle istituzioni della politica, mentre lui non lo è a livello costituzionale manco per nulla”. Sulla figura di Gaetano Quagliariello

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Come si svilupperà la crisi istituzionale e politica in corso? Per Pannella “nel peggiore dei modi, come sta accadendo. Per esempio, questo Presidente, con la sua esperienza e la sua astuzia, alcune cose le può azzeccare, ma se le azzecca rafforza solo la liceità di comportamenti istituzionalmente anti-costituzionali, cioè lui lo fa essendo il dominus delle istituzioni della politica, mentre lui non lo è a livello costituzionale manco per nulla”. “Quando in uno Stato tutto è fuori norma, tutto non ha precedenti…”. L’impatto sociale della fuoriuscita dallo Stato di diritto e della cancellazione dei Radicali dal dibattito pubblico. Sull’editoriale di Guido Rossi sul Sole 24 Ore di domenica. Su Gaetano Quagliariello, uno dei dieci saggi scelti dal Quirinale: “Per quel che riguarda Quagliariello, nessuno gli può dire che abbia tradito le sue origini. Lui si è sviluppato in un certo modo, ha fatto delle scelte politiche che personalmente non ritengo siano dovute a un grande empito ideale ma al suo amore per il potere. E quindi è ben scelto per il lavoro che il Presidente della Repubblica ha in mente…”. L’operato di Napolitano e il suo riflesso negativo sul Partito democratico: “Lui adesso si può interpretare che volutamente o no c’è questo scontro, ma il Congresso di Radicali italiani individua il Pd come la forza che più di ogni altra può garantire il proseguimento della partitocrazia. Ma vuoi che per il Presidente della Repubblica c’è il problema di garantisce di più o di meno la partitocrazia che lui nega perfino esistere? Lui è ‘democratico’, tutti dicono, si interessa di diritto costituzionale, quindi ‘poverino’… Io so una sola cosa: che le puntuali imputazioni che gli faccio non sono minimamente contestate nemmeno da lui e dai suoi”. Sul ruolo di Napolitano per lo stato attuale delle carceri e l’ipotesi di una futura Norimberga per l’Italia, formula poi ripresa da Beppe Grillo
    18:00 Durata: 23 min 42 sec
  • Sull'atteggiamento della stampa in questa fase rispetto ai Radicali, citati spesso come precedenti storici in alcune particolari vicende parlamentari: “Questi attuali accenni invece corrispondono ai 15-20 secondi televisivi”. “Quella cosa, dire ‘come già…’, ‘come nel…’, en passant in mezzo rigo, fa parte della non-comunicazione”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il tipo di attenzione della stampa verso i Radicali in questo clima, alla ricerca di precedenti come quello del 1972 – quando Leone diede mandato ad Andreotti e i Radicali, ricorda Massimo Bordin, bruciarono i certificati elettorali – e il 1987, quando ci fu la surreale vicenda di Fanfani, contro il cui Governo votò la Democrazia cristiana e invece votarono a favore i Repubblicani e il Partito socialista istigato da Pannella. Pannella: “Tu hai conosciuto un solo articolo, breve, di una firma appena nota, che invece di dedicare al massimo una citazione di un rigo e mezzo, abbia invece detto che c’è un rapporto tra la storia radicale e questa attuale, come Pannella sottolinea? Sembrava che il martedì c’era un giornale, Italia Oggi, che riprendeva stralci di questa conversazione, ma adesso si sono stancati. Ora sono attenti ma dicendo cazzate enormi”. “Questi attuali accenni invece corrispondono ai 15-20 secondi televisivi”. “Quella cosa, dire ‘come già…’, ‘come nel…’, en passant in mezzo rigo, fa parte della non-comunicazione”. Sull’importanza della semantica da stabilire e indirizzare: dal discorso radicale su “compagno” e “partito” a quello su “Pietro e Cesare”. “Mi rivolgerò soprattutto a questo punto alla buona coscienza, che a questo punto rischia di essere a buon mercato, di coloro che si erano esposti per dire ‘l’amnistia come risposta al problema della giustizia è irrinunciabile’. C’è uno che oggi è un autorevolissimo deputato oggi che un mese e mezzo fa ha detto ‘se sarò eletto la mia priorità sarà l’amnistia’. Poi dire al carissimo Don Gallo, che mi pare a un certo punto abbia sentito il fascino di Ingroia: mi pare che Ingroia di amnistia si occupasse poco nell’assieme. Perché proprio nel momento in cui noi andiamo a dire ‘auguri a Papa Francesco’, tranne delle eccezioni che si sottolineano, il coordinatore sardo dei cappellani delle carceri, poi Monsignor Superbo, invece appunto Don Mazzi – con il quale abbiamo fatto la battaglia per l’amnistia nel 2007 – e altri mi pare che si siano tutti un po’ distratti, proprio mentre Papa Francesco ricorda che ancora tre mesi fa lui visitava le carceri argentine e chiedeva ‘amnistia’”. Ancora sul ruolo di Napolitano sul mancato dibattito sull’amnistia. “L’accusa è che lui attenta alla Costituzione attraverso il fatto che lui non difende minimamente il diritto e i diritti, che è la sua formazione” di stampo comunista. “Non ha nessuna norma, non ha nulla di riferimento, ed è anche la sua debolezza. Quando a Milano dice ai Radicali che lo incalzano ‘non ricordatemi come vanno a finire tutte le cose che tento’, è perché lui tenta con fantasia”
    18:24 Durata: 20 min 45 sec
  • Le molte evocazioni di Emma Bonino sulla stampa italiana, nominata come possibile candidata sia alla Presidenza del Consiglio che alla Presidenza della Repubblica. A differenza di Giuliano Amato, “sono 15 anni che sempre Emma è presente” in questi dibattiti perché trascinata dall’opinione pubblica. “Se ci sarà una donna, questi faranno l’impossibile perché non sia Emma Bonino, ne hanno il terrore”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le molte evocazioni di Emma Bonino sulla stampa italiana, nominata come possibile candidata sia alla Presidenza del Consiglio che alla Presidenza della Repubblica. A differenza di Giuliano Amato, “sono 15 anni che sempre Emma è presente” in questi dibattiti perché trascinata dall’opinione pubblica. “Se ci sarà una donna, questi faranno l’impossibile perché non sia Emma Bonino, ne hanno il terrore”. Sulla situazione del Pd: per renderlo riformabile “servirebbero tesi, battaglie. Siccome resiste da qualche anno l'immagine del Sindaco di Firenze, bisogna vedere: può darsi che il Sindaco di Firenze riesca ad elevare anche la qualità teorica della sua contrapposizione”. Ancora sulla “alterità di alternativa” radicale. Sul significato sociale ed economico della battaglia per l’amnistia e per il ripristino della giustizia
    18:45 Durata: 7 min 34 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sulla politica internazionale. “L’indebolimento fortissimo di Hollande in Francia, anche se lui è stato interventista su Mali e Siria”. La politica di Washington e di Londra rispetto alla campagna radicale per la verità sulla guerra in Iraq del 2003. Lo stato difficile della Commissione Chilcot al Parlamento di Westminster. Sul dibattito “molto bello” sul libro “L'Europa al bivio” di Claudio De Fiores e sullo stato dell’Unione europea. Gli appuntamenti della settimana e il Satyagraha che continua
    18:52 Durata: 8 min 13 sec