11MAG2013

Cinema & cinema: "Miele" di Valeria Golino

EDITORIALE | di Gianfranco Cercone RADIO - 09:20. Durata: 5 min 21 sec

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Puntata di "Cinema & cinema: "Miele" di Valeria Golino" di sabato 11 maggio 2013 , condotta da Gianfranco Cercone .

Tra gli argomenti discussi: Cinema, Criminalita', Cronaca, Cultura, Diritto, Eutanasia, Film, Salute, Societa'.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 5 minuti.
09:20

Scheda a cura di

Guido Mesiti
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Un saluto agli ascoltatori di Radio Radicale
Ci sono storie di cui
Magari sbagliando
Ecco ci sembra di riuscire
A intuire l'origine
Per esempio chi ha avuto in casa un malato molto grave che ha chiesto di morire
In un Paese dove anche l'eutanasia è illegale
Può aver sognato che
Apparisse un'entità simile a quella di Galileo che procurasse al congiunto la morte indolore e poi sparisse senza lasciare traccia dissi
Valeria Golino nel suo primo film da regista che si intitola Michele e dettato da un romanzo di Mauro occuparmi
Ha voluto dare corpo a questo fantasma nel senso di questo prodotto della fantasia
L'ho paragonato ad un angelo e infatti la protagonista del suo film ma un corpo androgino nel momento in cui entra in azione
A motivi dolci almeno apparentemente pietosi ma allo stesso tempo è
In alterabili mente distante dai malati e dei loro parenti
Si sa che gangli degli esseri umani appartengono a spero distanti incommensurabili tra loro
Così la visualizzazione di tale fantasma del film coerente ed efficace ma ebbe il problema che poi la regista dovuto affrontare è stato di trasformare tale fantasma in un personaggio
C'è una bella differenza il fantasma vive nella testa ritiro immagina
E quindi dei sentimenti dei fogli sentimenti e dei suoi desideri
Un personaggio invece desideri e sentimenti e pensieri suoi propri chili per inventare Liga hutu in un altro sistema che immedesimarsi in lui consentendo poi così anche allo spettatore di immedesimarsi in quel personaggio
Ora tale trasformazione tre-quattro qui ripeto da fantasma personaggio è riuscita o e pienamente riuscita all'autrice del film
La Golino d'una potuto trascurare che il suo Angelo per così dire opera nell'illegalità e si è dunque animato dalle migliori intenzioni si trova poi ad agire come una specie di killer
Appartiene a una rete criminale acquista clandestinamente in Messico i barbiturici necessari per
Far morire i fogli parchi soci clienti
Deve credere accuratamente nascosto al fidanzato quei familiari il mestiere che fa e riceve un congruo pagamento per i suoi servizi comunque criminali
In effetti se viene consentito un paradosso tra un angelo e un killer un tratto in Comune forse c'è si muovono tra gli uomini comuni ma senza farne parte cioè lo stesso si è capito che
Custodisce dentro di sé che rende il killer mi riferisco più allo stereotipo cinematografico del killer killer reali che lo rende dicevo intimamente distante dal suo prossimo
E forse
L'efficienza del momento di aiutare a morire
Il nostro personaggio la ottiene proprio al prezzo di una perdita dell'empatia come gli altri esseri umani
Ora si capisce che tale caratteristica della protagonista piuttosto che favorire la immedesimazione la rende ancora di più distante ed estranea
Però ecco nel corso del racconto un incontro imprevisto scioglie questa tra Corazza caratteriale che lei si è come è costruita per adempiere meglio la propria missione
Nell'illegalità nessuna autorità stabilità stabilisce se
Di malati da aiutare a morire siano davvero malati senza speranza e se siano addirittura davvero malati
Così soltanto per profitto evidentemente che alla ragazza viene sottoposto il caso di un ingegnere
Che vuole uccidersi soltanto perché soffre di depressione
Proposta che lei scopre la vera natura del suo male si rifiuta di aiutarlo a morire e per scongiurare un suicidio di cui lei si riterrebbe colpevole per confortarlo
Vincendo anche la terribile riscontro sita dell'uomo
Le centraline amicizia in confidenza con lui ora tra i due non si sviluppa una vera storia d'amore come si poteva prevedere ma questo contatto comunque intimo con un'altra persona un'esperienza che la ragazza arriva come dimenticato
Le impedirà da quel momento di assistere altri malati nel suicidio ben inteso lei non prende moralistiche avente le distanze dal proprio operato non si condanna per quanto ha fatto
Ma
Come dire il dolore lo strascico che aveva represso dentro di sé e che adesso si libera ha raggiunto una tale misura che le impedisce di continuare
Insomma in particolare nell'ultima parte del film che il fantasma si umanizzati dunque diventa un personaggio
Anche se va detto è un personaggio un po'di corto respiro in ogni caso è un'opera prima di qualità interessante chi vi ripeto si intitola Michele e la diretta Valeria Golino un saluto da Gianfranco alcune