12 MAG 2013
rubriche

Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:00 Durata: 2 ore 8 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella" di domenica 12 maggio 2013 condotta da Valter Vecellio con gli interventi di Valter Vecellio (giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione Nazionale, Radicali Italiani), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 8 minuti.

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  • Introduzione

    Valter Vecellio

    giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione Nazionale (Radicali Italiani)

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La sospensione dello sciopero della fame e della sete di Marco Pannella per un viaggio deciso all’improvviso per New York. Il ruolo del digiuno per la longevità della specie animale e umana
    17:00 Durata: 12 min 4 sec
  • Dopo la sentenza del Tar del Lazio sulla censura mediatica dei Radicali, Pannella rilancia: “Visto che c’è l’Ordine dei giornalisti, in uno Stato corporativo come il nostro, dovremmo iniziare a ricorrere alla giurisdizione corporativa, quella dell’Ordine che vogliamo abolire da 20 anni, perché se inizieremo a contestare anche giuridicamente il comportamento della stampa, degli editori a volte, ma sicuramente della categoria - perché così si è formata da tre generazioni…”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sui legami tra Pd odierno e Pci, con il primo “figlio legittimo del secondo”, avendo assorbito anche quella parte della Dc “non degasperiana”. La subalternità di Zaccagnini (Dc), a differenza di Andreotti, rispetto al Pci: “La conduzione omicida e suicida della Dc quando ci fu il rapimento di Moro fu assolutamente portata all’esito tragico che ebbe proprio per l’atteggiamento del Pci”. La figura di Martinazzoli: “Quando lo conobbi, nel novembre 1976, ci scontravamo su alcune cose – la Lockheed e altro – e lui disse: ‘Guarda che io comunque, dal primo anno, tutte le settimane il Mondo l’ho comprato e l’ho letto’. E questo era vero. Io gli dicevo: ‘Tu in questo modo mi dici che in fondo sei un cattolico liberale lombardo, manzoniano. In realtà – glielo dicevo – tu sei ‘fogazzariano’, del tipo cattolico liberale veneto, stile ‘Daniele Cortis’ (come da titolo di un romanzo del 1885 di Antonio Fogazzaro, ndr), cioè con una sensibilità molto corporea, di rispetto per il corpo, per i suoi peccati e i suoi piacere”. La sentenza del Tar del Lazio sull’inadempienza dell’Agcom che conferma la censura mediatica dei Radicali ad opera della televisione di Stato. “Praticamente questa autorità viene minacciata: ‘Se non ottemperi, nominiamo un commissario ad acta per farti rispettare la legalità’. Il che vuol dire che il Tar del Lazio ha individuato un comportamento tecnicamente criminale, senza nessun dubbio, dell’Autorità garante della ‘non’ comunicazione, perché questa Autorità garantisce in effetti la ‘non comunicazione’”. “Visto che c’è l’Ordine dei giornalisti, in uno Stato corporativo come il nostro, dovremmo iniziare a ricorrere alla giurisdizione corporativa, quella dell’Ordine che vogliamo abolire da 20 anni, perché se inizieremo a contestare anche giuridicamente il comportamento della stampa, degli editori a volte, ma sicuramente della categoria - perché così si è formata da tre generazioni…”
    17:12 Durata: 12 min 56 sec
  • Pannella: “Silvio, volevo dirti, ma ti pare che tu puoi andare a sparare una cazzata così? Nemmeno mamma Rosa te l’avrebbe perdonata. Come fai a dire ‘io sono come Tortora’? Ma tu scherzi? Guarda che se ti muovi così, se sei ridotto così, non sei come Tortora ma sei come uno dei suoi denigratori. Sei un po’ un Melluso, tutt’al più e non un Tortora. Silvio, non ti rendi conto che questo si è dimesso da Deputato europeo per andare con me, avendo avvisato le forze dell’ordine, a Milano per potere essere arrestato”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella sul “povero caro Silvio che va lì” per la manifestazione di Brescia. “Non ha l’età mia, ma io già 30 anni fa gli dicevo: ‘Guarda che se un nipotino si trova con uno zio che si comporta come te, un po’ più anziano, che pensa e che dice?’. Ma allora aveva vive e vivissime sue due donne che erano credo straordinarie nella sua vita: erano mamma Rosa, che diceva fino all’ultimo che ‘lì – e ‘lì’ ero io – c’è l’amico sicuro del quale ti devi fidare’, e anche la zia suora di cui non ricordo il nome che diceva di me: ‘Tranne sulla droga, è bravo’. Poi c’era Veronica, che io ritengo una donna straordinaria, e che per delicatezza nei suoi confronti e nei confronti di Silvio non sento da 20 anni”. “Vorrei parlarci con Silvio, perché io al dialogare ci credo, però non mi viene la possibilità. Comunque ha perso queste sue donne ma ha perso anche un amico che potevo essere io”. “Silvio, volevo dirti, ma ti pare che tu puoi andare a sparare una cazzata così? Nemmeno mamma Rosa te l’avrebbe perdonata. Come fai a dire ‘io sono come Tortora’? Ma tu scherzi? Guarda che se ti muovi così, se sei ridotto così, non sei come Tortora ma sei come uno dei suoi denigratori. Sei un po’ un Melluso, tutt’al più e non un Tortora. Silvio, non ti rendi conto che questo si è dimesso da Deputato europeo per andare con me, avendo avvisato le forze dell’ordine, a Milano per potere essere arrestato. Siccome il Parlamento europeo non gli dava l’autorizzazione all’arresto, per la vergogna di quel procedimento, si dimise!”. “Vorrei ringraziare Francesca Scopelliti, la compagna, che ha avuto ieri l’occasione per ricordare l’Enzo Tortora presidente del Partito radicale, che era all’origine di un referendum clamorosamente vinto per aiutare i magistrati capaci ed onesti e colpendo il tumore di una magistratura post-napoleonica, funzionariale e di Stato”. “Dicevo: Francesca ti voglio ringraziare perché hai voluto ricordare questo. Mentre c’è una figliola, diciamo quella non giornalista televisiva, che ha avuto occasione per ricordare suo padre in polemica con Berlusconi ma togliendo a suo padre le caratteristiche di quello che aveva ispirato e fatto vincere al popolo italiano un referendum da presidente del Pr, perché per lei Tortora appartiene al suo privato, è ‘il papà che le voleva tanto bene’, e quindi non esisteva il Tortora papà di tutte e di tutti, l’uomo di comunicazione straordinaria ma anche di scelte politiche di fondo. Posso dire una cosa a Silvia? Ti ricordi cosa diceva papà? ‘Ho studiato e sono liberale, ho capito e sono radicale’. Io mi immagino che tu in qualche modo abbia studiato ma, cara Silvia, continui a non comprendere nulla”. La partecipazione di Pannella ad alcune trasmissioni di Tortora e la domanda sul sostegno di Rachele, consorte di Mussolini, al leader radicale. La rimozione del Tortora radicale e giornalista da parte dei media
    17:25 Durata: 22 min 15 sec
  • Pannella su Berlusconi: “Dopo due anni e mezzo di scelta del punto di riferimento radicale, quando si trovava a Via dell’Anima e si parlava con grande amicizia e franchezza, poi a un certo punto l’ha preso qualcosa: ‘Ma la politica non è questa dei Radicali, sono figli di puttana questi altri. E allora gli faccio vedere io’. Dalla fine del 1996, lui è stato ed è un socio dei ‘comunisti’, come li chiama lui”. Il Foglio di Giuliano Ferrara e il parallelo con il Mondo di Mario Pannunzio

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “A Enrico Letta faccio degli auguri sinceri, senza pregiudizio, ma ho detto pubblicamente che avrei preferito se Silvio avesse insistito per candidare seriamente a qualcosa – Presidenza della Repubblica o del Consiglio – Gianni Letta. Allora vorrei pregare Gianni, se ci sta sentendo, di far arrivare a Silvio una cosa scritta da Rita Bernardini che ricorda quante volte e quante sono le riforme che Silvio ha impedito da solo, facendo mancare il quorum ai nostri referendum, perché altrimenti si vinceva”. I rapporti tra Radicali e Silvio Berlusconi fino al 1996, e il momento in cui “scelse noi Radicali, firmò i referendum nel 1994, fece eleggere – lui, non presentando candidati senza accordi tra di noi, dove c’erano una decina di candidati radicali – i nostri candidati”. “Dopo due anni e mezzo di scelta del punto di riferimento radicale, quando si trovava a Via dell’Anima e si parlava con grande amicizia e franchezza, poi a un certo punto l’ha preso qualcosa: ‘Ma la politica non è questa dei Radicali, sono figli di puttana questi altri. E allora gli faccio vedere io’. Dalla fine del 1996, lui è stato ed è un socio dei ‘comunisti’, come li chiama lui”. Giuliano Ferrara e il suo mestiere di “anti-liberale, pur essendo riuscito a fare del Foglio, con abilità – e qui gli devo rendere omaggio – qualcosa che può ricordare un po’ l’ambiente de Il Mondo. Se abbiamo Angiolo Bandinelli il giovedì, se abbiamo Guido Vitiello che si è fermato lì, se abbiamo altre cose… Devo dire che c’è quasi una sorta di compensazione”. “Sottolineare le contraddizioni, a mio avviso, è un modo per leggere la realtà che ha sempre aspetti contraddittori, ed è un modo per rendere omaggio a qualcuno che per me ha rappresentato molto, Mario Ferrara appunto”. “Giuliano, da ottimo togliattian-stalinista quale è, in realtà riesce ad avere quasi quotidianamente questa parte riservata a Massimo Bordin, oltre agli altri, e probabilmente non è riuscito quindi a far fuori il nonno, e lo dico a suo favore”. Ferrara che “fa Radio Londra ma sembra Mario Appelius”
    17:47 Durata: 25 min 10 sec
  • Sulle proposte dei sindacati per “penalizzare il flagello dell'evasione fiscale in Italia”: ma “qua noi abbiamo una giustizia che muore della lunghezza non ragionevole dei processi”. Le critiche di Pannella a “un Pd che prende Nitto Palma, cioè colui che non fece presentare Cosentino in Campania, e non si capisce perché lo fa diventare ‘bau-bau’. Perché Nitto Palma, correttamente, quando era ministro, a più riprese disse: io da ministro, anche in privato, devo essere corretto; questo governo tendenzialmente non è a favore dell’amnistia, quindi la mia personale opinione su questo non esiste in termini politici. Non era una scusa perché, appena terminò di essere ministro, lui ha marciato, da magistrato, con noi sull’amnistia”. La reazione negativa e “stalinista” del Pd

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    “Succede a quella grande avvocato che è Bongiorno, e 'bonasera', che è a questo livello di maturità che ha chiesto che quelli responsabili di femminicidio – o meglio, imputabili – abbiano subito l’ergastolo e siano arrestati anche in attesa di…”. “Viene fuori che il grande sindacato della Camusso ha scambiato il 1 maggio per il 1 aprile, giorno dei pesci d’aprile, e abbiamo sentito che la rivendicazione espressa soprattutto da Bonanni per la riunificazione sindacale è stata trovata: bisogna completamente penalizzare, efficacemente, il flagello dell’evasione fiscale in Italia. Perché pesce d’aprile? Perché l’unico risultato che concretamente sarebbe stato ottenuto sarebbe stato quello di aumentare il numero di processi penali a go-go, e quindi tutto sarebbe andato in prescrizione”. “Qua noi abbiamo una giustizia che muore della lunghezza non ragionevole dei processi”. “Questa proposta è da pesce d’aprile! E infatti poi non l’ho sentita molto più questa storia”. La situazione del Pd e l’elezione del traghettatore Guglielmo Epifani: “Al di là delle formalità, molti di loro stessi lo dicono: il partito è morto, il partito è finito e l’hanno detto anche alla loro assemblea. Ma la cosa che va sottolineata è che il partito squallido del Loft – Veltroni, Franceschini, quella roba lì, poliziesco, che tuttora Ambrosoli, Zingaretti vincono, ma perché in realtà sono i più solidi rappresentanti del potere partitocratico, quelli scontatamente utili… Ma un Pd che prende Nitto Palma, cioè colui che non fece presentare Cosentino in Campania, e non si capisce perché lo fa diventare ‘bau-bau’. Perché Nitto Palma, correttamente, quando era ministro, a più riprese disse: io da ministro, anche in privato, devo essere corretto; questo governo tendenzialmente non è a favore dell’amnistia, quindi la mia personale opinione su questo non esiste in termini politici. Non era una scusa perché, appena terminò di essere ministro, lui ha marciato, da magistrato, con noi sull’amnistia”. La reazione negativa e “stalinista” del Pd. “Ho chiamato Epifani dopo l’elezione e gli ho detto: senti, non sarà la Rosa nel Pugno, ma il fatto che viene fuori un socialista e non un pcista o un democristiano di quelli alla Bindy o alla Franceschini… Sinceramente il fatto che venga fuori un socialista di storia, sindacalista in un momento in cui c’era anche nel sindacalismo – a livello Cisl – qualcuno che ci ha aiutato a vincere una grande cosa con Craxi, Carniti, sulla scala mobile, io dico: ‘Ti faccio degli auguroni, perché ne hai molto bisogno, visto l’ambiente’. Lui ha risposto mentre festeggiava e io l’ho preso come un messaggio di amicizia”. I rapporti tra Radicali e Pci e “l’accoglienza straordinaria che ho avuto quando Enrico Berlinguer si è deciso a invitarmi” a un congresso comunista: “C’è la foto di tutto il politburo. All’ultimo posto c’era D’Alema, e la foto l’ha colto che non applaudiva, è divertentissimo, forse un po’ prefigurante di come andava a finire tra di noi”
    18:12 Durata: 15 min 29 sec
  • La missione di Pannella a New York per rilanciare il Partito radicale nonviolento ed interloquire con le autorità di Pechino: “Vorrei cogliere l’occasione di questo loro persistere nei loro attacchi agli uiguri e ai tibetani, per comunicargli una cosa: che grazie alla nostra collaborazione per questi oppressi e schiavi, non c’è il riflesso tipico di altri schiavi che, odiando i padroni, vogliono divenire loro padroni e rendere schiavi quelli che erano padroni”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La missione di Pannella a New York. “Del Partito radicale transnazionale si parla perché è sempre in crisi, e io devo dire che ho sempre ritenuto, assumendomene la responsabilità, di ritenere che dare il contributo massimo al fronte italiano, non a Radicali italiani, del Prt fosse prioritario, perché essendo nato qui, con tutto quello che è accaduto in questi anni e le mie funzioni che ho avuto in questi 50 anni, beh ci ha portato a renderci conto che senza questa animazione italianofona, forse il Partito non poteva – con il corso delle cose dell’antidemocrazia e con la ragion di Stato che conquista perfino Londra e Washington -” nemmeno sopravvivere. “Sicché sono due o tre anni che come Prt non abbiamo nemmeno trovato il tempo di fare una lettera agli iscritti del Prt. Radicali italiani fa tutto, alla televisione chiunque di noi vada – anche Emma o io – siamo sempre come ‘Radicali italiani’ e via dicendo. A questo punto però devo dire che i successi di questo Partito radicale, pur non coltivato e non aiutato, ma ho intenzione da domani di dedicare prevalentemente il mio tempo al Partito radicale nonviolento transnazionale e transpartito, perché ritengo che a questo punto – dopo l’unico inconveniente che abbiamo avuto, e che non credo sia il risultato elettorale perché queste non erano elezioni democratiche –c’è qualcosa di cui dobbiamo andare fieri. 50 anni fa, quando ero a Parigi, avevo fatto un colpo anche giornalistico: recuperai la prefazione di Jean-Paul Sartre al libro ‘I dannati della terra’ di Frantz Fanon. La tolgo di mano a tutti i giornalisti e la pubblico sul Giorno. C’è tutta una forma di anticolonialismo per cui, per esempio, io per quattro anni almeno non ho più comprato Le Monde che avevo sempre comprato da quando avevo 18 anni; l’avevo dismesso perché non ne potevo più del Monde diplomatique terzomondista. Secondo il loro punti di vista, non ci si poteva occupare di queste cose, incluso per esempio lo sterminio per fame nel mondo, perché erano espressioni del colonialismo che cercava con argomenti di sinistra e liberali di rioccupare il posto del colonialismo. Quello che mi pare di grande interesse è che il nostro partito ha regolato i conti, noi da soli, con l’eredità di quel terzomondismo complice dei nazionalismi anti-colonialisti tra virgolette degli Stati liberatisi, quasi tutti quanti poco democratici o non democratici”. “Adesso come Prt accorro sperando a New York di prendere un contatto all’Onu con cinesi della Repubblica popolare perché mi pare giunta l’ora di andare lì per cercare di spiegare i grandi risultati, non gli obiettivi o i metodi grandi. Loro hanno come due principali nemici di Pechino i tibetani e gli uiguri, che sono membri del direttivo del nostro Partito. Voglio cogliere l’occasione perché pare che Pechino sia incazzata per il fatto che i Radicali a Ginevra riescono a far parlare una volta i ceceni, e magari adesso pure i tibetani e gli uiguri”. “Vorrei cogliere l’occasione di questo loro persistere nei loro attacchi agli uiguri e ai tibetani, per comunicargli una cosa: che grazie alla nostra collaborazione per questi oppressi e schiavi, non c’è il riflesso tipico di altri schiavi che, odiando i padroni, vogliono divenire loro padroni e rendere schiavi quelli che erano padroni”. La missione con Niccolò Figà-Talamanca. “Voglio fare conoscere loro che ancora qualche giorno fa il Dalai Lama dice testualmente, passando a Bolzano, che quello che si vuole è uno slogan quasi, che Rebya Kadeer al congresso mondiale degli uiguri testualmente – testimone Marco Perduca che era a Tokyo per partecipare – dichiarò: ‘Noi vogliamo lottare per la libertà e la democrazia innanzitutto per gli Han’, cioè la popolazione maggioritaria”. Il rifiuto della indipendenza nazionale da parte di Uiguri e Tibetani. Cercano “l’autonomia”. “Io credo che questo possa essere un contributo alle ipotesi di soluzione più democratiche e più liberali del dramma immenso cinese”. “Ritengo che un passo verso un concepimento di una visione kantiana e federalista dell’ex impero cinese, di un’articolazione federale basata su democrazia e libertà per le persone cinesi sia da rafforzare”. Il cambiamento dello statuto dell’Unpo, unione delle nazioni e dei popoli non rappresentati, voluto dai Radicali, con l’abbandono “della vecchia posizione, quella per cui bisogna liberarsi dalle dittature con tutti i mezzi”
    18:27 Durata: 25 min 7 sec
  • Sulla giustizia e sul ruolo del Presidente della Repubblica: “Io ritengo di avere aiutato il Presidente della Repubblica con quelle mie imputazioni che lo avranno fatto riflettere, sì da rendersi conto che quantomeno un’altra cosa che non poteva funzionare è che da 15 anni tutto il popolo italiano vuole Emma Bonino presidente della Repubblica e tutto quanto, quindi in questo modo rientrare nella propria legalità è far cadere un tabù di regime”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella sottolinea di credere ancora nel “dialogo”, “l’iniziativa nonviolenta per cui per esempio io imputo al Presidente della Repubblica – per motivi storici, non perché lui è cattivo – di essere responsabile di quello spaventoso reato che è l’attentato alla Costituzione”. “Quindi io dico: noi facciamo la lotta per convincere lo Stato italiano a uscire da questa flagranza criminale nella quale si trova da 30 anni, con addirittura la Cedu – che è europea ma anche costituzionalizzata - che ci dà l’ultimatum di un anno per cambiare”. La presenza di Cosimo Ferri, sottosegretario, all’ultima puntata di Radio Carcere. “Gli ho detto: quando c’è flagranza di reato, è un dovere o un obbligo uscire dalla flagranza di reato? E Ferri ha dovuto rispondere ‘obbligo’. Io sono convinto che quando il Presidente della Repubblica dice che se lui è intervenuto ‘imponendo’ la soluzione del governo con Emma ministro degli Esteri è perché lui ha la forza di far cadere un tabù anti-democratico con i Radicali, e lui ha detto ‘questo l’ho fatto anche in relazione agli eccessi probabili di Pannella’”. “Io ritengo di avere aiutato il Presidente della Repubblica con quelle mie imputazioni che lo avranno fatto riflettere, sì da rendersi conto che quantomeno un’altra cosa che non poteva funzionare è che da 15 anni tutto il popolo italiano vuole Emma Bonino presidente della Repubblica e tutto quanto, quindi in questo modo rientrare nella propria legalità è far cadere un tabù di regime”
    18:53 Durata: 5 min 27 sec
  • Conclusioni. Il saluto al nuovo segretario del Pd: “Gli ho detto a Epifani: stai attento che se ce la fai e riesci a salvare questa baracca, ti capiterà un altro guaio, che io vorrò avere quella doppia tessera che Bettino non mi ha mai dato”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sulla missione di Pannella a New York per spingere la Cina a “compiere delle scelte che sono più in sintonia con quello che Emma va dicendo per l’Europa, cioè il fatto di volere una ‘federazione leggera’”. L’interruzione dello sciopero della fame e della sete per compiere questo viaggio “con prudenza”, intesa come “altro volto del coraggio”. Ancora sui rapporti tra Radicali e Sartre. “Io auguro a me stesso, a noi tutti e a loro, che sia Epifani o no, che se ci fosse una rottura della continuità del Loft, tornerei immediatamente a fare quello che nel tempo feci con il Partito socialista: che Bettino mi ascoltava, mi voleva un bene dell’anima ma la tessera non me la dava. Allora gli ho detto a Epifani: stai attento che se ce la fai e riesci a salvare questa baracca, ti capiterà un altro guaio, che io vorrò avere quella doppia tessera che Bettino non mi ha mai dato. Se possibile vorrei, come già fatto con Achille Occhetto, dare altri documenti della storia del Pci che ha avuto due o tre anni nei quali eravamo scomparsi come i nemici. Occhetto fu poi costretto ad arrendersi alla Rete che allora c’era. Sono convinto che il problema vero per Grillo, e anche per il Pd, è fare questa rivoluzione: i partiti come il Partito radicale, cioè aperti a chiunque”. Il “saluto alla Lucania di Bolognetti” e al presidente dimissionario e ai vicepresidenti che sono tutti doppia tessera radicale. “Io, come ai tempi delle proposte sulle Liste Nathan, vorrei avere un incontro liberale e laico, unitario, con il Partito democratico. Noi siamo capaci di volontà di amicizia perfino nei confronti dei poteri e del potere quando si ritengono nostri nemici, figurarsi se si tratta di un Partito democratico zeppo – come noi – di brava gente”
    18:58 Durata: 9 min 55 sec