15MAG2013
intervista

Crisi economica e politiche per la crescita. Intervista a Gianfranco Fabi

INTERVISTA | di Paolo Martini RADIO - 10:04. Durata: 11 min 27 sec

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L'austerity, le riforme strutturali, la mancata crescita in Italia.

"Crisi economica e politiche per la crescita. Intervista a Gianfranco Fabi" realizzata da Paolo Martini con Gianfranco Fabi (editorialista de Il Sole 24 Ore).

L'intervista è stata registrata mercoledì 15 maggio 2013 alle ore 10:04.

Nel corso dell'intervista sono stati discussi i seguenti temi: Austerita', Casa, Crisi, Debito Pubblico, Economia, Fisco, Governo, Imu, Italia, Pensioni, Politica, Riforme, Sviluppo, Tasse.

La registrazione audio ha una durata di 11 minuti.
10:04

Scheda a cura di

Guido Mesiti
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Radio radicale siamo con Gianfranco fa bene editorialista a firma del Sole ventiquattro Ore come vogliamo parlare un po'di economia di questa
Dibattito soprattutto attorno all'austerità e a
Come dire al suo rapporto con la democrazia tema di cui da tempo ormai si discute tra l'altro c'è stata qualche tempo fa ancora viva la
Polemica accademica alla questione dei dati del famoso libro di Reinhart Rogoff sul peso del debito sulla mancata crescita e quindi vorrei partire proprio da qui questo dibattito ha aria sto una questione che riguarda
Come dire l'efficacia delle misure di austerità affabili ci racconti un po'la la vicenda Rogoff fine arte anche gli effetti sul sulle politiche pubbliche europee sull'economia
FIBE questa polemica è nata da un da un saggio da un piccolo saggio che camerali carte carne al fuoco hanno scritto due anni fa hanno scritto in previsione di un di un congresso quindi a un materiali di studio
Un sarà a giochi e raccontava uno studio coloravano fatto sulla base dei dati dei del dopoguerra il su una gran parte di di stati di tutto il mondo sui affetti da De evito sulla crescita ed era mutati lo studio matematico che metteva insieme questi dati appunto di dedito alla crescita di tutti i Paesi dalla Nuova Zelanda all'Europa gli Stati Uniti alla Cina
E dimostrava che quando il debito superava
Il novanta per cento la crescita rallentava anti in molti casi c'è una depressione
Era uno studio diciamo così accademico va dato soprattutto sul fatto di far riflettere le persone sulla sul su queste dinamiche non era uno studio peraltro che esplicitamente indicava un rapporto di causa-effetto ma mettere in relazione le due cose
Cioè nello studio si lasciava anche intenda che la stessa recessione che comunque avrete provocata da elementi dei referti
Creava un aumento del debito e e non viceversa necessariamente
Calato punto questi due economisti erano noti sono tuttora noti speculari florido che per stare in differente
Questa volta è differente tradotto in Italia ad anni fa in cui i vecchi raccontano le crisi economiche degli ultimi seicento anni
E il titolo indicativo perché dice questa volta differente è un po'una scusa adesso affidatale diverta del passato non ripeteremo gli errori del passato e invece Reinhart Rogoff hanno dimostrato che gli errori si ripetono costantemente e l'ultima crisi gli utile bolle speculative hanno di esperte uniti nel tema critico del Polo e speculativa del Seicento
Ecco quindi da tutto gara da questa fa ma è nata anche una fama riflessa su questo peraltro molto più piccolo studio che i due Comuni che avevano presentato secretato poi criticato in una tesi di laurea di prepotenti di una perché
A mio parere ma fa giustizia che hanno messo
Il ribaltone alcuni errori di metodo alcuni errori matematici e quindi hanno
Un POR montato la tesi ricredersi
RAI ma per offrire quindi su da questo è nata tutta la polemica che se prosegue
Ora ogni ahimè nei successivi decaduto è che è servita anche nella
Semplificazione giornalistica dire ecco vedete le misure di austerità ci uccidono in è vero che un debito troppo alto limita la crescita è stata un po'un alibi anche per alcuni Paesi europei che hanno difficoltà in questo momento per le misure di austerità no
Indubbiamente un arie perché non la parte alcuni hanno fatto leva su questa tesi originaria secondo cui l'alto debito un fattore che limitare la le possibilità di crescita e lo stesso criteri comunitari europei hanno più volte citato lo studio Ilaria dai proprio in questo senso e dall'altra gli oppositori di no no euro sulla completamente variato e quindi le politiche che sono le politiche di di austerità che danneggiano la crescita direi che di giusto mezzo forse farebbe sarebbe rilevare perché da una parte come dicevo non c'è un apporto di cause del tetto
Tra l'altro può parlare di debito intenso assoluto come tutti i debiti e fossero uguali e il variegato parlare di spesa come se tutte le spese fossero uguali altrettanto sbagliato quindi quello che manca in questi dibattiti è il tema della qualità
Qualità del debito la sostenibilità del debito e soprattutto guardando presente la realtà italiana la qualità di un'eventuale maggiore spesa pubblica infatti questo il tema che poi ci riporta anche la situazione attuale italiana quello che
Spesso diciamo si rimprovera al nostro paese che non cresce non dal negli ultimi cinque anni dalla crisi dell'euro ma da almeno vent'anni non cresce in maniera significativa non cresce come sono cresciuti altri Paesi europei che hanno fatto scelte strutturali più profonde che magari non hanno inciso direttamente in quel momento sul
Debito e sul bilancio pubblico ma hanno costruito le premesse per una crescita tutti citano la Germania che era
Quindici anni fa il malato di euro perché
Grazie ad alcune riforme fatte tra l'altro da un governo socialdemocratico riuscì in qualche modo ad uscire ed era in una situazione molto pesante vista anche dal peso del
Della riunificazione in Italia perché non si riescono a fare queste queste politiche strutturali secondo lei fa
Ma Loiero appare assurdo perché cioè un blocco fatto da tanti elementi diverso in tanti elementi che sono la politica del sindacato sono la società
Che limita la possibilità di fare delle riforme incisive riforme incisive non sono state fatte per anni per esempio sul fronte delle pensioni e avrebbero potuto essere delle riforme intuitiva ma graduali cioè che avrebbero spostato in avanti il peso pensione
Nisticò tenendo conto dell'allungamento la vita media che è un dato di fatto non si sono fatte per anni quando si sono fatte hanno provocato imitarli e gli errori che abbiamo visto con la riforma fatta dal Governo Monti Formello quindi il problema è che chi ha sempre qualcuno che si oppone in Italia qualcuno che si oppone alla riforma del mercato del lavoro ad esempio il mercato del lavoro in Italia rispetto a quello tedesco ha delle enormi diversità per non dire delle enormi difficoltà eppure leader
Agli all'occupazione molto più garantita dalla struttura economica rispetto all'Italia dove c'è una garanzia formale ma poi le cose che dicono che l'anno scorso sono stati un milione di licenziamenti e quindi le garanzie formali
Lingua valgono fino a un certo punto quelli che sono tutta una serie di blocchi sociali economici politici tradizionali che impediscono all'Italia di fare delle riforme
Tante aree della riforma che possono essere positive sul fronte dei fattori della crescita ma non bisogna dimenticare anche lì sono poi degli elementi strutturali di fondo che vengono
Sempre sottovalutati un elemento strutturale il calo demografico in Italia adesso le classi di età fra venti venticinque anni
Hanno più di un milione di persone in meno dell'estetica che vieta vent'anni fa quindi in questa situazione è chiaro che la domanda complessiva non può che essere diverso non può che essere
è molto non può che esserci modificata nel corso degli anni ma di questo patto e si parla fin qui
Spiccatamente troppo poco in Italia ci si concentra molto in questi giorni sulla almeno parziale attenuazione del peso fiscale visto che questo incide anche sulla crescita e quindi si è pensato all'IMO tutti ne hanno fatto quasi tutti mi hanno fatto tema di campagna elettorale del suo sulla prima casa in discussione e forse anche l'IMU sui capannoni industriali è una misura condivisibile secondo lei oppure si
Continua a sbagliare cioè si continuano a fare a prendere misure transitorie che poi non si saprà bene come coprire in futuro con
Con la copertura finanziaria necessaria
Ma da un punto di vista di Capo di fondo logico qualunque misura che riduca la pressione fiscale in Italia non potete salutata positivamente della pressione fiscale complessiva
è è molto alta e molto alta ed è uno dei fattori che impedisce
Una crescita dei consumi e la crescita degli investimenti da parte di un Paese e quindi c'è una riduzione del della quantità di denaro disponibile da parte delle famiglie delinquere proprio per la pressione fiscale
Da un punto di vista poi di merito sul vivo ovviamente vivo è una
è un'imposta che razionalmente è un'imposta corretta perché grava su un patrimonio che
Io mi importa patrimoniale ma serve anche a finanziare i servizi che i Comuni jazz del gestiscono per appunto vendere questo patrimonio usufruibile da parte delle persone
E quindi da un punto mi pare logico limo sostanzialmente è un'imposta giusta che però andrebbe graduata anche al secondo delle possibilità delle persone dovrebbe alleggerita per i nuclei familiari
A più basso reddito per Italia è molto diffusa vorrei fare la casa ma molti proprietari di casa hanno un mutuo da pagare hanno un reddito che che a malapena oltre al pagamento del mutuo poi permetterà di RAI
Quindi in questo senso vivo andrebbe sicuramente rivista come abolizione Italo che li voi dite di tutti i Paesi e quindi anche l'Italia è giusto che abbia tanta di questo tipo quello che non si deve
Sicuramente pare toglierei rimo permettere qualche altra imposta
E l'Europa infine o meglio il rapporto tra le misure economiche le politiche pubbliche europee e la democrazia perché un un grande tema nelle e mesi scorsi molti hanno
Sottolineato anche con stupore con qualche perplessità come per esempio un
Gruppo di giudici della Corte Costituzionale tedesca potesse mettere in discussione accordi europei fondamentali anche per il futuro dell'euro è però un rapporto diciamo tra le decisioni democratiche quindi tra la partecipazione dei cittadini a queste decisi ogni
E le politiche pubbliche dovrà pur esserci l'Europa ha bisogno di cosa secondo lei per avere una maggiore legittimazione quindi anche per evitare il rischio poi di chiusure io nazionalistiche populistiche identitarie dei dei vari Paesi europei
Ma bisogna recentemente è facile dirlo ma compresso farlo di riavvicinare la politica i cittadini soprattutto in Italia
C'è una politica che è lontana e cittadini basta pensare alla legge elettorale che conferisce ai partiti ogni potere di nominare
Delle persone all'interno del Parlamento e quindi da quella che il popolo
Sono mirati indirettamente dalla dai cittadini e non e non dalle quindi rendono però designati praticamente dai partiti
Quindi in questo senso riavvicinare la politica e cittadini renderebbero perché qualcosa di reale qualcosa di sostanziale
Ed è qualcosa che possa portare a un riconoscimento appunto della della società dello stato della società e lo Stato non sono accolte diverte mentre in Italia è una cosa molto lontane
Perché hanno che ma impossibile attuare una forma di questo tipo implica per esempio si vota di lettura sulle leggi fiscali e alcune nuove importa sono state approvate dalla maggioranza del popolo quindi che è un rapporto tra cittadini che portato che è un rapporto costruttivo rapporto che l'identità di identificazione
Questo manderebbe potrebbe essere fatto dovrebbe essere fatto anche in Europa e soprattutto in Italia a ritornare a una politica
Che sappia F reca non solo rappresentante dall'alto dei cittadini ma che sappiamo di provare
Che il compenso dal basso e quindi in tutte le forme trovare appunto questo contento di esplicitarlo poi perché non la politica che avvicina dell'interprete persone delle famiglie dell'impresa grazie a Gianfranco Fabi de il Sole ventiquattro Ore risentirci