16MAG2013
intervista

Intervista a Riccardo Tozzi sullo stato del cinema italiano

INTERVISTA | di Gianfranco Cercone RADIO - 00:00. Durata: 25 min 20 sec

Player
Il cinema italiano è davvero in crisi? Quali arretratezze lo affliggono e quali politiche potrebbero sostenerlo?.

"Intervista a Riccardo Tozzi sullo stato del cinema italiano" realizzata da Gianfranco Cercone con Riccardo Tozzi (produttore cinematografico, Presidente di Cattleya).

L'intervista è stata registrata giovedì 16 maggio 2013 alle ore 00:00.

Nel corso dell'intervista sono stati trattati i seguenti temi: Cinema, Consumatori, Crisi, Cultura, Economia, Industria, Internet, Investimenti, Italia, Tecnologia, Telematica, Tv.

La registrazione audio ha una durata di 25 minuti.
00:00

Scheda a cura di

Valentina Pietrosanti
Visualizza la trascrizione automatica Nascondi la trascrizione automatica

Un saluto agli ascoltatori di radio radicale da Gianfranco Cercone
Abbiamo oggi come ospite in studio Riccardo Tozzi chiesta punto subito buona sera buonasera
Ricato Tozzi è Presidente dell'ANICA che l'associazione delle industrie cinematografiche ma è anche lui stesso produttore ha fondato la Cattleya che una delle società di produzione cinematografica più importanti in Italia
Totti gentilmente è già stato ospite dei nostri studi in anni passati
Ci ha lei ci ha già illustrato gruppo in controtendenza rispetto a quanto abitualmente si dice una situazione complessivamente positiva del cinema italiano ci diceva
Che il pubblico italiano ad aveva ripreso fiducia nei confronti del dei film italiani che la quota di mercato del cinema nazionale
Da me negli anni passati è andata progressivamente aumentando
Vi ricordo che parlammo anche del FUS delle si diceva che la sovvenzione diretta dello Stato i film italiani non è l'unico modo per aiutare il cinema italiano e forse neanche il migliore
Però ecco un pochino in contraddizione rispetto a questo a quanto dicevamo io ho letto recentemente una sua dichiarazione
In cui affermava questo lo dice quest'anno erede del gennaio due mila tredici tutti i film italiani hanno incassato i media il quaranta per cento in meno rispetto alle attese
Così si è chiuso è chiuso un ciclo di quindici anni in cui il cinema italiano si era affermato ed era cresciuto tra il pubblico alla prima domanda che vorrei farle come mai cos'è successo
Se diciamo prima di tutto che c'è stato con
Calo generale del frequenza
A cinque quindi il numero di spettatori al cinema per la prima volta ha cominciato a scendere nel due mila dodici in Italia
Questo non è un si è portati a pensare che il cinema una cimenti sale qualcosa in via di sparizione questa cosa completamente sbagliata
In tutti i Paesi del mondo in realtà in cui sia compresa l'Italia in questi anni è sempre cresciuta la frequentazione del cinema
Che e cinema in sala Englaro ha sì sì sì continuerà a crescere nelle previsioni sono continuerà a crescere
Quindi il fatto che in Italia invece ci sia stato un calo indice di un problema specifico italiano non del cinema italiano del sistema cinematografico italiano
Perché l'impatto della crisi economica che altrove ha colpito molti settori ma non la frequentazione della sala cinematografica abbiano invece ha colpito la frequentazione delle sale cinematografiche
Quindi bisogna capire bene quali sono i i problemi all'interno di questo c'è stato nel due mila dodici un andamento particolarmente poco soddisfacente del cinema italiano
Bisogna sempre stare attenti a non cadere nell'insopportabile retorica dell'esercito italiano parliamo di una quota di mercato nel due mila dodici è stato il nostro anno peggiore negli ultimi dodici tredici anni
Una quota di mercato del venticinque per cento consideriamo che in Germania Inghilterra e Spagna e la quota di mercato ci nazionale del dieci quindi noi siamo due volte e mezzo se non sempre un risultato molto importante
Consideriamo anche che quest'anno stiamo viaggiando sul trentatré quindi risultato molto migliore
Però indubbiamente io penso che all'interno di problemi che riguardano tutto diciamo la la riforma
Lusore del consumo diceva in Italia
C'è stato anche un invecchiamento di certi modelli di racconto insomma e vedo quest'anno i segni del maggior maggiore attenzione della produzione in questo senso diciamo cercare di incontrare il più completo
Allora partiamo dalla
Dalla del cinema in sala e come voi se ne fa una affermazione per me sorprendente perché
Io ricordo gli anni passati
Quando andavo il sabato sera al cinema qui a Roma a volte non trovo posto in sala lo frequento le sale urbani non tanto i multiplex invece adesso le sale io le vedo giunge in genere semivuote anche per film molto importanti
Come si spiega questo fatto e cosa lei dice che invece la nel cinema insalata dovranno fare paura sotto i ponti crescente in quasi tutti i Paesi del mondo dalla frequentazione in sala in Italia è passata da ottanta milioni di biglietti a fine anni novanta
Accento quindici milioni di biglietti nel Duemila dieci o due mila undici
Con due mila undici cominciato invece un
Un calo ma io credo che sia da
Rintracciare in un problema molto specifico che hanno una cosa filosofica
In Italia per le caratteristiche del della nostra burocrazia ed è nostra ministra azione su cui credo tutti abbiano un punto di vista abbastanza chiaro c'è una delle più impeciate del mondo
è estremamente difficile rinnovare e costruire aprire sale di nuovo tipico dei centri urbani
Per questa ragione vie puramente fatta di problemi procedurali
Noi abbiamo perso gran parte delle sale nei centri urbani quindi il pubblico cinematografico ci sarebbe ma non ci sono i luoghi per attratto uno
Nel senso che oggi per stimolare l'interesse del pubblico andare al cinema qua essendoci tante altre alternative non basta che esista un posto di che si proietta una cosa
Occorre un centro di attrazione come sono le nuove sale urbane dei siti flex a Parigi a Berlino a Londra in Italia si potrebbero fare le sapremo fare benissimo ci sarebbero i capitali
Ma siccome a Roma per esempio il tempo per fare una sala da Progetto di aperture di otto anni non esiste nessuno che fa un investimento una prospettiva del genere
Quindi io credo che questo sia il problema specifico noi dobbiamo di creare un circuito di Salerno moderno nelle nostre città ed è un problema non finanziario burocratico
Senta ma allora questo aumento dei biglietti comunque che c'è stato fino all'altra hanno non riguarda le sale urbani ma riguarda i multiplex fuori dalla città
Sì certamente la componente dinamica componente di multiplex perché quelli sono stati costruiti perché nelle zone periferiche interurbane il problema amministrativo molto più semplice
Quindi
Laddove è stato costruito un circuito moderno di sale
La risposta del pubblico cioè naturalmente quel tipo di circuito continui unico più adatto al cinema americano dazione giovanile mentre
E quello ce l'abbiamo c'abbiamo le sale c'abbiamo col pubblico mentre studi sono diminuite
O non si sono create le sale urbane che sono per un pubblico più adulto più borghese che quello che consuma più cinema italiano io all'interno di questo vedo anche
Il problema della flessione del cinema italiano nel due mila dodici
Hai questo quest'anno sono figli dei figli mediando importanti l'esempio del del Bertolucci è tornato dopo otto anni a fare un film
C'è stato il film di Bellocchio che ne abbiamo abbiamo particolarmente la bella tormentata però ecco riguardo le in effetti le le classifiche degli incassi dove questi film anche molto belli
Sono molto molto arretrati diciamo della classifica forse hanno avuto un un incasso deludente
Lo si deve a questo problema specifico distributivo secondo lei oppure ci sono anche altre altri fattori altre ragioni
Premesso che
Italia leggiamo sempre sui giornali c'è questa patologia del fatto che si fanno molte commedie che le commedie incassano eccetera se uno va a vedere
Cosa che nessuno fa insomma
Se uno va a vedere le classifiche negli altri Paesi a cominciare dalla Francia ci trova che su dieci film motto sono commedie questo è una cosa che invece esiste un conto è sempre esistito
Ciò detto il CIPE certamente il cinema d'autore che è un cinema per un pubblico urbano
è penalizzato dal
Si dà la situazione delle strade urbane questo non c'è dubbio
Certo ciò si aggiunga anche che se si paragonano i risultati certi film Diana analoghi diciamo in Francia in Italia c'è un differenziale comunque anche se in Francia pure vi sono le commedie quelli che vanno
Di più
Però si vede in un certo tipo di cinema d'autore che per analogo corrispondente a quello italiano lì va meglio ma qui siamo su un altro teatrino che riguarda non solo il cinema ma tutto il consumo culturale in Italia
Il decadimento dalla scuola italiana e la mancanza di insegnamento del cultura cinematografica
Ma anche della frequentazione della lettura del libro diciamo in in Italia fa sì che i consumatori di prodotti culturali sia un circolo in fondo ristretto
Questo è un cinema Cesarino lei non è materia di insegnamento perfetta ora video ci sono dei corsi di sospesi scorrevoli fuori orario diciamo nato
Una delegazione decima israeliano all'ultimo Festival di Roma perché mi ha raccontato che in Israele perché io chiedevo come mai questa grande rinascita del cinema in Israele questi ultimi anni
Hanno creato venticinque scuole di cinema e hanno duecentocinquanta licei che fanno insegnamento strutturato di cinema in Italia io lo conosco casi dice Jan un insegnamento struttura dodici non abbiamo una sulla scuola nazionali vicina
Chiaro che se noi non ci occupiamo della formazione del Pubblico in primo luogo e della formazione dei professionisti in secondo luogo poi possiamo sorprendere diciamo dei livelli del nostro pubblico
Forse è una responsabilità e anche il servizio pubblico televisivo però perché vedo che i classici del cinema
Non sono riproposti o non sono possono raramente riproposti comunque modo disorganico per tanti anni fa il sabato sera si voterà sulla rassegna su Bresson oggi è improponibile credo che
Senza neanche nelle il più come dire
Il più oltranzista
Potrebbe pensare una cosa del genere insomma penso che il servizio pubblico e della responsabilità molto grave questi ultimi vent'anni da quest'
Punto di vista perché nella rincorsa alla televisione commerciale dovuta a motivi politici perché
Diciamo vi dice strategia futura
Ha lasciato sul terreno molte vittime
Mondo come cinema sicuramente una di queste ciò detto non è che la televisione faccia il livello culturale di un Paese quello spetta in prova pubblica istruzione
La televisione pubblica può aiutare in questo senso ma non sostituire credo però la cosa che che si diceva prima cioè la conoscenza della storia del cinema la frequentazione dei film di vecchi gloriosi firme cioè
A oggi una possibilità di tornare
Accessibile dicemmo allora pubblico nuovo attraverso la rete Melanie desueta la grande risorsa però è una risorsa anche molto caotica cioè chi è già accolto sa cosa cercare inserite
Però al momento almeno con gli strumenti che la ritengo Italia offre Kia ignorante di cinema resta ignoranti di cinema cioè
Alla fine era e scarica i film che quindi sono più pubblicizzati oppure i film di cui parla Tarantino e chiama Tarantino che insomma non è uno storico ben critico decideva ecco un regista molto estroso va
Non è una non è una fonte attendibile diciamo ecco no sempre detti ragazzo educato ma di studio approssimativi ecco
Sì è vero senz'altro però anche qua ci sono delle cose pratiche da fare la Rete convocato con grande strumento di conoscenza del cinema potenzialmente
Se favorirà un consumo civile ordinato di cinema un consumo che abbiate dentro di sé già un elemento di conoscenza
Questo vuol dire Primo che occorre una maggiore diffusione della rete quindi occorre più banda larga sacchi in Italia c'è
Il Paese che ha meno banda larga in Occidente per ragioni esclusivamente politiche perché hanno un peso politico diciamo gruppi che non hanno interesse a sviluppare la banda larga magari hanno interesse a sviluppare un mezzo
Arretrato che ci ha fatto di mettere le antenne le logiche sul tetto come il digitale terrestre
Quindi prima di tutto bisogna rilanciare sulla banda larga poi bisogna lanci a banda larga al ampliata ci saranno le dimensioni economiche per lanciare un
Vera offerta legale in Rete io sono un fido documento che l'offerta legali in rete sconfiggere alla pirateria sostituirà la verità è uno dei grandi problemi
Che ci sono fate vietato malcostume scaricare gratuitamente firma Dalida leggevo che c'è un produttore Aurelio De Laurentiis che propone una class Acciona dei produttori contro lo Stato
Per avere per il risarcimento dei danni provocati dalla pirateria
Sia umiliato digitale come spesso le idee di Aurelio ma per niente infondata
E i ma la colpa che va fatta lo Stato e il ritardo che la banda larga e quindi
Non aver favorito
Lo sviluppo d'offerta apicale che è stata anche bloccata da una politica monopolistica di congelamento dei diritti per l'utilizzazione di Rete fatta da alcune mail Giora medicali ed alcune dei giudici Ariane
E che ha ritardato di almeno tre anni l'offerta legata in Italia
Oggi finalmente ne siamo venuti a capo
E credo che siamo in una situazione in cui si potrà lanciare questa offerta legale
E uscire da questa dialettica retriva pirateria non pirateria lì quelli siamo pirati sono in
I migliori clienti del futuro noi dobbiamo offrirgli siti che funzionino benissimo li aiuta piglio aiutino conoscere amare il ciclo di tutti i tempi
Dobbiamo serviti ebbene a prezzi ragionevoli poi certo se ci saranno dei siti
Ma che faranno commercio in modo illegale quindi una concorrenza
Sleale a
Ai siti regali bisognerà
Non reprime di sulla base della legge esistente perché la legge esiste e non è che non esista una legge contro l'idea dell'Italia va applicata servono strumenti aggiuntivi lacci
Come Ministero lavori fornire ma non non nubile voleva una repressione cioè delle sanzioni che puniscano discarica illegalmente
E nove in tirocinio Laura mercato legale
Ma di c'è una legge le sanzioni ci sono già cioè non è così non sono obbligati cioè sono cose cita come dico solo che se si parliamo tanto di legalità in Italia non può essere la legalità assessore riguarda gli altri che c'è una legge contro la pirateria va applicata
Io penso che moralmente la si possa applicare su una volta o contemporaneamente lo sviluppo d'offerta legale perché se non c'è il mercato la riduzione del mercato nero e da un lato
Difficilissima dall'altro forse anche
Non ciliegina tirerà le non essendoci quali io non amo serve consolidarsi timida ho capito
Senta e la uno ne parlava prima di televisione uno dei provvedimenti del Governo Monti
è stato quello mi corregga se lo dico in modo impreciso di obbligare le televisioni a trasmettere una certa quantità di film italiani e a investire nella produzione di film italiani non so se anche di fiction italiane comunque
Dei problemi di investire nella realizzazione ultimo provvedimento riguardava il cinema deciderà
Ecco lei sembra una buona idea oppure è una cosa che non serve
Guardi io faccio questa riflessione diciamo da a Roma si debba dà conto della serva negli anni cinquanta un film italiano di successo e dieci milioni di spettatori poveri e l'industria era ricca oggi
Firmamento italiano e dieci milioni di spettatori ricchi e l'industria e povera
Cosa ci sta in mezzo a queste due realtà così sorprendentemente lontani la televisione perché lo spettatore povero degli anni Cinquanta paga un biglietto per vedere il film
Lo spettatore agiato degli anni due mila
Può vederlo spesso in televisione
Ma il prezzo chi lo paga lo paga la televisione che in una situazione a dir poco di duopolio molto concertato quindi vagamente monopolistico che quindi pagare il prezzo che gli pare
Oggi il cinema viene pagato molto meno di quanto venisse pagato negli anni Cinquanta
Come le visioni le dice
Tra gli spettatori agli spettatori perché alcuni spettatori pagano il biglietto del cinema o pagano comprando il divieto di o pagano scaricando o legalmente in rete altri spettatori lo vedono in televisione ma il prezzo per loro lo paga la televisione che paga il prezzo che le pare a lei
Perché la concorrenza non c'è
Sì allora l'unico modo per ripristinare un paga il pagamento del film è una legge che obblighi la derisione ammette una certa quantità di soldi nel cinema altrimenti
Per Paesi che non hanno come gli Stati Uniti dieci reti televisive dodici reti televisive ma ne hanno
Due che vanno molto d'accordo è impossibile la fissazione di un prezzo ma perché le queste prediche vanno molto d'accordo non amano programmare film italiani poli programmano sempre meno
Va beh non regolari ma c'è una differenza anche abbastanza paradossale perché Mediaset programma molti film che programma molti film italiani
Molti più gravi
è la I piuttosto che in questi anni ha dato un contributo importante alla produzione di cinema come anche la dato Mediaset attraverso Medusa
Ma non ha dato un contributo con la messa in onda perché firma sono spariti dalla programmazione cioè di produttori lavora introducono e poi li trasmettano marginalmente non in un quadro sistematico un problema che abbiamo cominciato ad affrontare
C'è sensibilità oggi su questo alla RAI bisogna parlarne andare avanti
La legge serve perché nei nei nel mondo sappiamo che nei momenti di difficoltà economica quando calano i ricavi pubblicitaria prima cosa che devi solitario del cinema quello che è successo particolare a Mediaset in questi ultimi mesi
Lei bisogna
Diciamo tra il modo per contenere il fenomeno se no
Salta tutto il sistema di
Possibilità di
Riprodurre cinema in un Paese di taglio medio comunitaria
Senta però ecco lei è stato poi ci spiega come ha fatto Aliffi da produrre con RAI Cinema la bella addormentata di dell'occhio che è un film che reputo riguarda un tema difficile voi sapete che affrontava il caso di Eluana Englaro
Però in genere si dice che pratica si o no
Che produrre il film per la televisione significa
Evitare i termini difficili usare un linguaggio un po'omologato prodotti televisivi per cui forse non è uno spazio davvero libero
è così o no
Secondo me
Difficile dirlo diciamo un certa dose di film sura oltre ho avuto censure c'è un po'in tutti i sistemi
Certamente c'è anche in quello italiano
è accentuata dalla natura oligopolistico del mercato nel senso che più c'è concorrenza più
Chi investe e in primo luogo interessato la qualità del risultato e un po'meno al controllo dei contenuti se invece c'è meno concorrenza chi investe si può permettere il lusso anche di controllare i contributi
Non direi che c'è un livello di censure a ideologica forte
E direi anche sui che c'è molta sensibilità negli operatori sia della RAI che di Mediaset a cercare di lasciare diciamo spazi di libertà
Però non c'è dubbio che io diciamo da questo punto di vista non mi posso lamentare avendo fatto questi anni in questi ultimi mesi le firme di Bellocchio confini Marco Tullio Giordana tutta quando essi maldicenze romanzo di una strage
Il film di Crialese su musiche spingi venti degli immigrati
Insomma firma complessive accolgo il film o Huckabee firma sui poliziotti
Sono tra le varie poi questi finisco io suo popolo televisione Major perfino di Bellocchio serrato smesso ma sicuramente sicurissimi saranno trasmessi in modo un po'disordinato il problema è un problema normale di censura politica viene ancora prima è un problema diciamo di disattenzione alla programmazione
Però poi
Casi diciamo forse po'più complicati di questi hanno subito in qualche modo censura perché il divo Piangrande film
Mio amico Nicola Giuliano è riuscito a venderla faticato molto tempo e a poco prezzo credo sia successa la stessa cosa Domenico Procacci col fine sul G otto
Quindi diciamo
Ogni tanto ogni tanto si incontrano casi di questo genere e che sono difficilmente spiegabile il clima però insomma diciamo che il livello a cui si fissa l'asticella della censura comunque abbastanza altro se non siamo di fronte
A un Pasolini che proponesse oggi Salò o le centoventi giornate di Sodoma finché chi non lo ricorda fu sequestrato per oscenità insomma film estremo diciamo oggi troverebbe uno spazio per realizzare un film del genere oppure no
Bar mi viene da dire uno che non lo so dunque che già quando lo fece allora successo macello tre che mi pare che il problema più grosso che non lo fai tu sudisti che voglia fare una cosa analoga oggi
La seconda è una delusione Simest ma forse non è una conseguenza anche di obbligo di un certo sistema produttivo qui alla fine
Se anche qualcuno che il primo Liliana Cavani venuta qui di fior di progetti così anche molto difficile
Però credo che c'è un cinema tutto televisivo l
E questi in cui su questo tipo di cinema che io propongo oggi non ha più spazio ma attenzione qui sopra di quasi venti se vogliamo usare un linguaggio degli anni Settanta cioè la censura politica la censura di mercato allora sulla censura porta in politica
Ho voluto dire questo che ovviamente qua e là c'è
Però
E diciamo non è un fenomeno che incide in misura rilevante
La censura di mercato quella dipende dal mercato più il mercato è scritto meno Saleci sono meno centri di finanziamento ci sono più agisce la censura di mercato
Quindi oggi certamente Duse portato a fare i film che tu pensi possano da
Al
Abbiamo un'alta probabilità di fare un incasso piuttosto buone questo induce un atteggiamento conservatore quella e censura di mercato
Come la si combatterà si combatte costruendo più sale favorendo la formazione di più distribuzioni facendo investire di più le televisioni lavorando al sull'offerta legali in Rete
è una grande fonte di libertà Termini Imerese voleva un grande campo sì questo non è questo vacillano manovre quello forse è stato un campo libero da censura
è un canale di distribuzione del tutto libero però alcuna tutto da sfruttare io sogno questo sogno quando fra qualche anno le fonti principali di ricavo del cinema saranno la sana che la rete
Perché si sarà in un regime di maggiore libertà perché ci confronteremo soltanto con gli unici con cui ci vogliamo confrontare veramente brevi sugli indici e stimiamo gli spettatori
E quindi il produttore di cineasti produttore e regista di autorizzare la parte cercando l'incontro con l'altra parte che sarà libera di scelta
Certo ci vuole un po'di tempo
Ma il corso delle cose certamente questo il tempo però non è secondario perché se ci metteremo molto tempo può darsi che ci arriveremo con l'industria nazionale troppo danneggiata
E quindi quello sarà un campo solo
I pareri il cinema dei mega Paesi in primo luogo gli Stati Uniti se invece c'è ritenemmo ragionevolmente presso ci arriveremo un'industria nazionale ancora vitale e quindi potrà essere un grande campo per lui anche un grande campo di libertà
L'appello queste parole io sono tanti piacere ascoltare Riccardo Tozzi
Perché ma è un po'una voce in controtendenza di solito quando si va nel cinema italiano prevale il lamento invece Luigi offre
Una prospettiva concreta percorribile positiva ecco non voglio fare lì l'Europa riduzioni non l'hai vista oltranzista e nove intanto diciamo
Porto sempre dei dati in cui su una cosa che in genere si trascura cioè uno si può dividere sull'interpretazione dei dati ma se parla prescindere i dati può darsi direi gran corbellerie muro probabilità
Qui prima parto da questo secondo penso che abbiamo un'industria Cina molto vitale cui tutta la nostra industria culturale molto vitale sorpresa un enorme potenziale da questo punto di vista
Si tratta di affrontare questioni materiali cioè questioni di organizzazione e di strutture e problemi pratici quindi non dobbiamo filosofeggia intanto dobbiamo lavorare no
Su questo spicchio ringrazio Riccardo Tozzi questa intervista
Un saluto da Gianfranco Cercone grazie a Stefano Chiarelli alla regia di questa trasmigrare si evidenzia volesse