25MAG2013

Cinema & cinema: "Il grande Gatsby" di Baz Luhrmann

EDITORIALE | di Gianfranco Cercone RADIO - 00:00. Durata: 6 min 12 sec

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Puntata di "Cinema & cinema: "Il grande Gatsby" di Baz Luhrmann" di sabato 25 maggio 2013 , condotta da Gianfranco Cercone .

Tra gli argomenti discussi: Cinema, Criminalita', Cultura, Film, New York, Societa', Storia, Usa.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 6 minuti.
00:00

Scheda a cura di

Guido Mesiti
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Un saluto agli ascoltatori di Radio Radicale
Quando un film è tratto da un romanzo specie se si tratta andò molto noto magari di un capolavoro letterario
è difficile sottrarsi alla tentazione di paragonarlo al romanzo cioè di chiedersi
Se lo spirito del romanzo è stato rispettato o no e seri personaggi sono magari stati visualizzati così come noi cieli immaginavamo al momento della vettura
è una domanda quasi inevitabile certamente legittima ma può essere fuorviante se si tratta di dare un giudizio sul film
Un film può essere bello anche se prende soltanto liberamente spunto dai fatti raccontati da romanzo e magari ne contraddice la morale lo spirito
Semplicemente perché il film è un'opera diversa autonoma da romanzo e bisognerebbe chiedergli soltanto di essere coerente con se stesso e compiuto rispetto alle sue proprie intenzioni
Ciò detto la nuova versione che il regista australiano ASL urbana ha tratto dal romanzo di Fitzgerald il Grande Gatsby
Per rispetta in sostanza i fatti raccontati da romanzo e non mi pare che né stravolga lo spirito
Però se si vuole cercare di comprenderlo io credo che bisognerebbe chiedersi perché l'Autorità può tutto raccontare o meglio raccontare di nuovo di questo romanzo
Esistono almeno altre due pensioni cinematografiche perché ha voluto raccontare questa storia
Ora l'elemento più vistoso e al ricorrente del film sono le feste
Molti sapranno che che sbirro giovani ricchissimo
Che nella sua villa a Long Island è solito dare fastosi ricevimenti nei quali si riversa
Anche senza bisogno di invito la crema di New York la storia è ambientata negli anni vinti prima della grande crisi
E quanto New Yorker può poteva offrire di eleganza e di parchi Elia
Di stravaganza e di sfrenate et ça lo si ritrova concentrato nei saloni tiene le terrazze della villa di Gatsby nel corso dei suoi partiti
Si sa che le immagini di sfarzo insieme di folle variopinti deve costruire il trucco e Minelli negli atteggiamenti eccentrici
Ecco sono immagini che appagano l'occhio almeno quando si tratta di immagini belle come è il caso di quelle del Findim urbana la cui bellezza e anche esaltata dalla
Terza dimensione
Ma
Possono provocare presto un senso di sazietà
E ciò nel film tanto più vero se si considera che la festa
O il senso della festa trabocca dalla villa di Gatsby in tante altre situazioni di ambienti limiti oltre misura di personaggi oggi oggetti di arredamento
E insomma affogati nel lusso
E nelle voluta di ogni tipo
Ma tale sazietà provocata ad Artena non è un difetto del film ma ha un suo significato
è evidente
La ricchezza non è condannata moralistiche amente non mi pare ma si suggerisce che la frenesia può essere una fuga illusoria dall'infelicità
Che nella convivialità occasionale generalizzata diciamo della festa
Raramente si ritrova la vera amicizia un amore perché tra una folla frastornato intenti è difficile liberarsi della propria solitudine verità forse risapute ma
Non per questo io credo minorile
L'amore e l'amicizia hanno un ruolo preponderante nella storia dei grandi che subito Nesby visto con gli occhi di affascinati
A momenti lo ritrovano ma
Sono alla fine commossi ecco gli occhi di un amico che gli resterà fedele
Fino alla morte di chi esplica e Gatsby tutto animato da un sogno o di amore la sua villa le sue feste
E tutta la sua ricchezza sono in funzione dell'amore di una donna che ha sposato un altro uomo e che egli desidera disperatamente riconquistare
Che ispira povero diventato ricco perviene oscure
Sembra di capire grazie a una collusione con la criminalità è generoso con tutti e soprattutto con la donna che inviava ritenuto fino al sacrificio estremo
è un personaggio che sembrava inventato apposta per incarnare il sogno americano nella sua nobiltà ma anche nel suo lato tenebroso e riprovevole
Ecco ma c'è un ulteriore aspetto della sua figura che più evidenziato nel film di Luhrmann i modi a volte quasi caricaturali
Che in forse stridono in uffici ma in cui i personaggi
Sono di solito disegnati con precisione e con finezza ho detto che Gatsby raccontato dal punto di vista di un amico che lo ammira
Ma ecco gli spettatori non sono mai chiamati a condividere tale idealizzazione Gatsby appare affetto da infantilismo è prigioniero di un'idea grandiosa ma per l'appunto infantile di sé
Che lo porta a costruire una villa fiabesca dove può recitare il ruolo del principe
Ma che lo priva del senso della realtà
Avvicina maldestramente la donna che ama estinzione sardi scene il sogno di un matrimonio che quella donna palesemente non condivide
è forse questo sguardo critico e ironico sul personaggio che lo priva di carisma
Che altro che un po'deludere al forse ha deluso già il pubblico ma io credo che anche la cifra più originale di questa rilettura per tanti versi suggestiva e seducente del mito richiesti
Il grande Gatsby di base Luhrmann un saluto da Gianfranco Cercone