24MAG2013
intervista

Le città del futuro. Tra baraccopoli e città intelligenti, una sfida sociale, ambientale, energetica - Intervista a Thomas Melin

INTERVISTA | di Enrico Salvatori Radio - 20:18. Durata: 19 min 24 sec

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Thomas Melin è Responsabile delle Relazioni Internazionali di Un Habitat, Programma Insediamenti Umani delle Nazioni Unite.

La popolazione mondiale cresce incontrollata, e per la prima volta nella storia, le persone si ritrovano a vivere nelle città piuttosto che disperse nelle campagne.

E' possibile parlare di futuro urbano prescindendo da un dibattito serio sul controllo delle nascite? Come dovranno essere pianificate le città del futuro per garantire standard minimi di vivibilità ? Quanto, il disegno urbano, determina lo stato sociale degli individui? L'Italia, i radicali, il Vesuvio, il
rischio sismico, vulcanico e idrogeologico.

La voce di Thomas Melin è doppiata da Guido Votano.

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20:18

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Delfina Steri
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Radio Radicale un saluto agli ascoltatori da Enrico Salvatori
Continuiamo a parlare della futuro delle città e delle megalopoli all'interno di questo periodo storico che non a caso viene definito di urbani Simo dominante
C'è infatti nel mondo una crescita demografica incontrollabile incontrollata
Con una popolazione che per la prima volta nella storia dire addensato nelle città piuttosto che dispersa nelle campagne
Noi continueremo ad occuparci di questo domandandoci che cosa significa in termini di mutamento delle condizioni sociali degli individui
In termini di ambiente cambiamenti climatici
E in termini di Energia
Questa volta vi vogliamo proporre una intervistato ma snelli in responsabile per i rapporti internazionali dell'agenzia ONU UN additata
Agenzia delle Nazioni Unite di cui che abbiamo già parlato e che si occupa proprio di affiancare gli Stati membri nel Governo del futuro che recita
Quindi andiamo a sentire questa intervista che abbiamo realizzato a Roma a margine di un evento che prendeva il nome di Biennale dello spazio pubblico e al quale hanno partecipato tecnici funzionari delle varie organizzazioni internazionali
E governatori di città e regioni può nascosto vi chiedo la città in assoluto più sostenibile non è quella con meno persone
Quindi che consuma meno territorio che richiede meno energia che produce meno rifiuti
Tentare di disinnescare la bomba demografica non è il punto di partenza secondo lei per avere città più sostenibili
Ecco partendo da questo assunto
Io habitat l'agenzia delle Nazioni Unite non dovrebbe tentare prima di tutto
Di richiamare gli Stati membri a un dibattito serio sul controllo delle nascite naturalmente controllo democratico culturale non violento non come quello cinese
Fra le acquistato va inserita altrimenti ne siamo in strada devo cominciare col dire che le Nazioni Unite hanno una struttura composta da molti membri e un mandato poco chiaro quindi ed
Difficile capire chi dovrebbe lavorare su un determinato argomento e per quanto riguarda la popolazione c'è un'altra agenzia delle Nazioni Unite che si occupa e discute di questo con gli Stati membri
Tuttavia penso che noi in gli Wham habitat responsabili delle città sostenibili possiamo dare un importante contributo perché la gente si sta spostando verso le città adesso molti individui nascono in città piuttosto che in aree extraurbane e stiamo avendo un tipo di urbanizzazione che è favoloso è diverso sta quello a cui abbiamo assistito precedentemente un'urbanizzazione che sta portando più persone nelle città ma che allo stesso tempo richiede più spazio per un individuo quindi se una città del mondo raddoppia
Di solito la terra che questa usa quadruplicati questo certo con differenze da regione a regione ma è un trend la densità nelle città è stata davvero dilungata otteniamo città meno efficienti quindi sette miliardi di persone che abbiamo nel mondo la metà delle quali vive in città usano molto più territorio di quello che davvero necessiterebbero
Se potessimo convincere gli Stati membri a creare un altro tipo di attività allora sarebbe più semplice gestire la questione dei trasporti
Del cibo e tutti i bisogni di cui una popolazione in aumento ha bisogno onde ad emerse assetti esterna
Es frasi incomplete Cenni
Raddoppia la popolazione delle baraccopoli un milione di residenti a settimana nei villaggi del terzo mondo prendiamo come esempio Lagos la megalopoli per
Maggiore dell'Africa subsahariana
Casse di latta fumi ovunque bambini
Tra mucchi di rifiuti masse di persone in movimento ecco qual è l'aiuto concreto che yuan habitat porta in queste zone dove povertà miseria e crimine si impongono
Poiché io costa cento Cappon sa ecco adesso sta i toccando un argomento che costituisce l'esempio più visibile del fallimento delle città nel mondo sotto molti punti di vista
Le baraccopoli sono di fronte i nostri occhi anche se non è chiara a quante ce ne siano visto che in ogni Paese ci sono diverse statistiche che utilizzano approcci diversi nei loro calcoli
E quindi non sappiamo se nel mondo ci siano ottocento milioni o un milione un miliardo di persone che ci vivono ma i numeri su l'ho più o meno questi
Come hai detto tu stanno aumentando a livelli il problema con le baraccopoli e sicuramente che innanzitutto non sono un problema in sé stesso ma costituiscono il risultato di altri problemi quindi abbiamo Stati che non sono in grado di affronta era per ragioni diverse il planning delle loro aree urbane non hanno una visione a lungo termine mancano forse di regolamenti di personale qualificato che possa gestire una pianificazione della società e questo significa innanzitutto che il pro schema delle baraccopoli di solito non viene trattato nelle baraccopoli stesse viene affrontato invece principalmente negli uffici dei sindaci o dei Ministri che abbiano dichiarato pubblicamente di voler fare qualcosa a riguardo
Le baraccopoli sono estremamente produttive le persone che ci vivono devono veramente battersi per sopravvivere desiderano moltissimo dare il proprio contributo allo sviluppo della società costruire le loro case lo hanno già fatto in realtà
Questo significa che queste persone costituiscono vere risorse di solito la discussione quando si parla di baraccopoli rimanda al fatto che le società debbano avere una certa struttura il problema più grande delle baraccopoli e che non parliamo solo delle baraccopoli che già ci sono ma anche di quelle che si stanno creando adesso quindi quando parliamo delle differenti soluzioni con i Governi gli diciamo che è necessario lavorare nell'baraccopoli esistenti con le persone che ci vivono ma allo stesso tempo bisogna prevenire che se ne formino di nuove e questo è quello che stavi indicando nella tua domanda
Noi diciamo che tutte le città nel mondo devono avere un piano anche uno molto semplice ma devono averlo cosa faremo nei prossimi dieci quindici anni se la nostra popolazione raddoppierà come identificheremo quelle aree
Dove le persone possono davvero organizzare le loro case le loro vite il lavoro la scuola e così via
Vorrei che nascondesse o forse
Alla fine degli anni Settanta le Nazioni Unite a pubblicare un un rapporto che prevedeva
Per il mille novecentosettantanove
Tanta milioni di morti per fame che per denutrizione che denunciava il mancato adempimento dei Paesi industrializzati di destinare lo
Zero sette per cento del PIL alla cooperazione allo sviluppo
Poi con il Partito radicale all'epoca lancio una campagna per l'intervento straordinario contro lo sterminio per fame nel mondo
Oltre cento premi Nobel sottoscrissero un appello presentato il ventiquattro giugno del mille novecentottantuno in diverse capitali europee
I parlamentari
Radicali riuscirono ad ottenere la convocazione straordinaria in pieno agosto del Parlamento italiano che approvo una mozione che impegnava il Governo a destinare questo scopo tremila miliardi di lire la cifra avrebbe elevato di almeno
Di almeno dieci volte l'irrisorio stanziamento italiano destinato alla cooperazione
Secondo lei adesso avremmo bisogno di qualcosa del genere
Tra deve alla ben comprese nella cooperazione allo sviluppo è sicuramente molto importante a livello globale non si tratta solo di trasmissione di fondi dai Paesi più sviluppati e gli altri Paesi anche la trasmissione delle loro conoscenze la creazione di partnership il dialogo sono parte di quello che viene dato dai Paesi impegnati nella cooperazione
O oggi con la crisi finanziaria nel mondo la cooperazione allo sviluppo deve affrontare nuove sfide perché la somma dei fondi disponibili non è la stessa di qualche anno fa
Ma dobbiamo ricordarci che in realtà non è la cooperazione allo sviluppo che cambierà e salverà il mondo da sola
Abbiamo molti altri processi nel mondo ci sono altri tipi di donatori diversi dagli Stati come le fondazioni altre strutture che oggi stanno prendendo parte allo sviluppo oggi molto di più rispetto agli anni passati
Inoltre una parte importante dei finanziamenti e trasmessa dalle persone immigrate
Sia in maniera permanente sia in maniera circolare i fondi trasmessi con delle rimesse sono in realtà consistenti e spesso in alcuni Stati di gran lunga maggiori dei fondi della cooperazione allo sviluppo
Inoltre bisogna considerare il fatto che oggi abbiamo un mondo migliore rispetto a quello che avevamo qualche anno fa
Anche se forse ci focalizziamo principalmente sui problemi ma se guardiamo i dati ci stanno davvero meno conflitti meno denaro speso per questa ragione quindi impiegato per altre questioni gli Stati quindi hanno una maggiore conoscenza riguardo ad dove investire questi diversi tipi di fondi negli altri Paesi
Ora il mondo sta cambiando e stiamo entrando nell'era urbana e questo è stato riconosciuto dagli Stati che si stanno urbanizzare Ando mentre la cooperazione allo sviluppo non ne ha veramente pres do atto da qualsiasi parte della mappa della cooperazione allo sviluppo di cui stiamo parlando sul totale dei fondi investiti nei Paesi in via di sviluppo solo una parte molto limitata
Viene destinata alle aree urbane
Rispetto a quella che da un punto di vista più tradizionale la cooperazione allo sviluppo destinato ad altri settori educazioni salute sviluppo rurale energie e così via ora nel mondo urbanizzato non cerchiamo un ragionamento a compartimenti stagni ma qualcosa che sia davvero molti settoriale
Abbiamo bisogno di un tipo di approccio diverso
Quindi bisogna che i diversi attori della cooperazione allo sviluppo riconoscono che la situazione nelle città e critica
E che c'è bisogno di investimenti quindi la risposta la può domandare che certo abbiamo bisogno di misure speciali ma dobbiamo realizzare che c'è una mancanza di fondi abbiamo una crisi finanziaria
E quindi sarà difficile per le nazioni un ITEA andare a chiedere ai Paesi in crisi più fondi mentre questi hanno già problemi da risolvere nel loro territorio quello che si potrebbe invece chiedere sarebbe un cambiamento di pensiero riguardante il come utilizzare
Le risorse che già si possiedono altrettanto sette
Emma Bonino il nuovo Ministro degli esteri
Era appunto all'epoca tra i promotori di quella battaglia poi non è stata per tre grandi battaglie una moratoria universale sulla pena di morte emissione del tribunale penale internazionale la messa al bando le mutilazioni genitali
Femminili
Le volevo chiedere se la conosce
Per l'Europa sicuro spesso chi ascolta questa radio
Le volevo chiedere appunto se pensa che potrebbe essere la persona adatta per gli aiuti allo sviluppo alla cooperazione
Ne ho anche al mio orale però non la conosco personalmente ma tutte le cose che hai detto che lei ha sempre lavorato su questioni collegate alle persone io rispetto da sempre le persone e i politici che prendono posizione aiutano determinati gruppi
Io lavoro con le città e posso dire che le città riguardano anche le persone e oggi la maggior parte delle persone del mondo
Sono quindi sicuro che potremmo lavorare con le persone per far sì che le città del mondo funzionino perché quello che succede con le città e che se funzionano portano una prosperità al Paese che può essere
Condivisa tra i gruppi al suo interno che ne hanno bisogno se la città non funziona sia instabilità politica il problema questi colpiscono sempre in maniera maggiore le popolazioni più povere del mondo
Se noi insieme a Emma riusciamo a trovare un modo per far funzionare le città ridurremo i problemi per i poveri nelle città persi
In Italia per quanto riguarda le città abbiamo delle grandi emergenza
Il caso Napoli una città circondata da due vulcani tra i più pericolosi al mondo il Vesuvio i Campi Flegrei
A Roma forse siamo i peggiori Europa in termini di mobilità sono stati costruiti interi quartieri non serviti di rotaie trasporto pubblico quindi
Attorno a centri commerciali dei grandi proprietari in zone esterne alla città fuori da ogni logica proprio di pianificazione inseguendo
Non logiche di pianificazione quindi come dicevo ma di rendita vera e propria rendita fondiaria ci sono quindi gradi presupposti per il degrado l'alienazione sociale ancora per quanto riguarda il territorio italiano la maggior parte delle nostre città a rischio sismico e a rischio idrogeologico
Ma appunto l'accavallamento di responsabilità di Ministeri e di competenze non ha mai permesso una riforma vera e propria della disciplina urbanistica secondo lei per l'idea che si è fatto
Conoscendo immagino minimo l'Italia potremmo avere bisogno di un solo ministero specifico che si faccia carico dello sviluppo urbano così come negli Stati Uniti
Marino ed altri come anche ora aspetta effettiva nord Italia e anche
Senza esprimere un commento specifico sul caso italiano permettimi di dire che l'urbanizzazione c'è sempre stata ed è andata avanti molto lentamente al principio dura più quello o mente quindi abbiamo improvvisamente un e norme urbanizzazione del mondo ora la maggior parte dei Paesi a cui UE in abiti parlavo ora non è preparata a questo perché ha un'organizzazione funzionale della Società del Governo che strutturata secondo una vecchia logica
E questo significa che pochissimi Stati hanno un Ministero per lo sviluppo urbano oppure l'urbanizzazione
Solo pochi Paesi sono provvisti di documenti contenenti linee programmatiche che indichino come verranno gestite le nostre città questo è certamente un bisogno fondamentale quando si vive nell'era dell'urbanizzazione
Non sto parlando solo dei Paesi in via di sviluppo ci sono molti Paesi dell'emisfero nord che non hanno questo tipo di documenti di base che servono per la pianificazione urbana nazi male nei una parte delle istituzioni specificatamente destinata al lavoro con le città e questo è molto particolare perché le città sono molti settoriali
E la maggior parte dei Ministeri ma anche il mondo dell'educazione accademica
E molto Momo centri con le funzioni potrei scegliere percorsi educativi quali ingegneri e del traffico economia un macroeconomia molto specializzati ma quando hai a che fare con le cito tale puoi chiedere a qualsiasi Sindaco allora bisogna avere un approccio multi settoriale e questo significa che bisogna cambiare la propria organizzazione nei diversi Paesi per essere più preparate
Tra le cose per cui bisogna essere molto preparati ci sono quelle che hai menzionato vero i diversi rischi e le capacità di resistenza sulle se vita delle città per arrivare ad avere una situazione più globale quando bisogna affrontare allagamenti terremoti altri tipi di rischi
Abbiamo un esempio in abitazione sta lavorando attivamente ad Haiti
Dopo il terremoto se ti ricordi poco dopo il disastro sismico ad Haiti c'è stato un terremoto simile incivile ma il numero di vittime era stato molto limitato
Perché il CIPE aveva adottato regolamenti migliori ed era più preparato riguardo l'aria di costruzione quindi abbiamo avuto quasi lo stesso terremoto ma con meno vittime e questo è quello che un Piano urbano nazionale stabilisce yuan habitat stai lavorando con molte città e paesi nel mondo in merito alla flessibilità
Delle città ai disastri come possiamo prepararci come cita quello che potrebbe accadere quali sono i nostri problemi in futuro cosa possiamo prevedere che succeda come possiamo prepararci ad affrontarlo
Stiamo anche organizzando un indice così che le città possano valutarsi e vedere quanto sono preparate in relazione all'anno precedente fissare gli obiettivi per l'anno successivo e possono quindi fare una comparazione delle loro attività noi pensiamo che se si forniscono gli strumenti e i sistemi di misurazione alle città
Allora queste hanno una possibilità di fare quello che devono fare ripeto nuovamente quando c'è un disastro è sempre la parte più povere della società che risulta la più colpite dà quindi questi tipi di impegno sono specificatamente necessari per assicurare che quelli che non possono permettersi anche di essere coinvolti in questi tipi di disastro
Siano posti in una situazione migliore di STP tornando al Vesuvio e poi chiudiamo sono circa tre milioni le persone che vivono in una situazione dichiarata dalla scienza di tutto il mondo e dalla Protezione civile ad alto rischio
A rischio vulcanico tutto ciò è stato
Permesso naturalmente dai Governi che in questi anni si sono susseguiti
Nel territorio napoletano che la Regione ha poi dato il Comune e degli infiniti condoni ecco di tutto questo in Italia non si parla si parla veramente poco c'è un dibattito che viene negato spero mai visto un dibattito serio in televisione
Volevo sapere che cosa ne pensa perché i radicali hanno denunciato lo Stato italiano alla Corte europea dei diritti dell'uomo perché
Tentata strage ecco volevo conoscere su questo la sua opinione
Fare violenza il tema e serve
Se stiamo esistenti vai reca anche se un traguardo il sistema delle Nazioni Unite è un sistema creato dagli Stati del mondo e quando lavoriamo in diversi Paesi lo facciamo secondo la legislazione in politiche i processi che sono attivi al momento in questi Paesi campi alcuni Paesi ci chiamano chiedendoci di venire a fare determinate cose non le facciamo sempre collaborando con il Governo centrale e locale
Ora la situazione di cui parliamo qualcosa che è collegato alla legislazione presente nel Paese ma anche probabilmente molto collegato alla situazione per le famiglie per la gente
Dobbiamo tenere in mente che non è il Governo che decide dove deve vivere la gente sono le persone che decidono dove vivere il loro decidono che vorrebbero fare questa cosa e quell'altra quando si tratta di fissare le priorità qualcuno decide di vivere più vicino qualcuno preferisce vivere più pronta è nota qualcuno vuole vivere dove gli antenati hanno vissuto per generazioni e altre hanno diverse priorità in questo caso credo che la questione sia di assicurare che ci siano possibilità di scelta perché molto spesso ci si trova in certe situazioni come una baraccopoli in Africa oppure la situazione che è scritto tu perché queste persone non hanno i mezzi economici oppure si trovano in condizioni che impediscono loro di fare la scelta che vorrebbero
Potrebbe essere una mancanza di informazione forse non sanno ci potrebbe essere l'assenza di responsabilità di chi concretamente comincia a tali processi con queste persone sembra una città grande se ci sono esempi del mondo dove intere città sono state spostate H USA di certi rischi determinate situazioni questo succede un esempio c'è un network globale delle città che sono state forzate a cambiare posizione attraverso il quale tali città si aiutano reciprocamente poi la decisione sulle misure da intraprendere spetta alle autorità locali nell'area interessata ma Yuen habitat lavora con tutti i Paesi che vogliono cominciare un dialogo con noi
E noi siamo non solo un meccanismo di recupero delle baraccopoli o di pianificazione urbana che lavora nei Paesi in via di sviluppo quindi questi sono problemi che possono essere discussi anche con noi se l'Italia volesse andare oltre i propri confini in modo da poterli discutere se ti stabilimmo
Grazie a Thomas meno in Responsabile relazioni internazionali dell'agenzia le Nazioni Unite più habitat grazie ancora quanta Enzo
Vari ma il suo eliminati o più cementizio grazie mille per avermi dato l'opportunità di parlare al vostro programma radio e per noi molto importante avere un dialogo con tutti i Paesi del
Mondo non solo Italia che anche l'urbanizzazione è una sfida enorme ma anche un'enorme opportunità per il mondo e se noi potessimo far comprendere al maggior numero di persone possibile
L'importanza di una città funzionante in Italia o nei Paesi in via di sviluppo
Questo sarebbe un grande risultato