25MAG2013
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Rassegna stampa estera

RUBRICA | di David Carretta RADIO - 07:11. Durata: 19 min 52 sec

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Puntata di "Rassegna stampa estera" di sabato 25 maggio 2013 , condotta da David Carretta .

Tra gli argomenti discussi: Banche, Crisi, Debito Pubblico, Economia, Esteri, Euro, Finanza, Francia, Hollande, Impresa, Lavoro, Rassegna Stampa.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 19 minuti.
07:11

Scheda a cura di

Valentina Pietrosanti
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Buongiorno le scrutatori di Radio Radicale sabato venticinque maggio questo l'appuntamento con la rassegna dalla stampa internazionale a cura di David Carretta quest'oggi ci occuperemo soprattutto della crisi della zona euro
E di un suo paese in particolare a proposito dell'Unione monetaria più in generale leggeremo l'editoriale dell'Economist uscito ieri nelle edicole europee i Sonnambula il titolo che accompagna una foto di rito
Principali leader europei un disastro per lei euro aspetta solo di accadere
Nella zona euro che ha disperatamente bisogno di una spinta per uscire dalla crisi
Nessuna nuova significa pessime nuove in ogni uso ISO bad news cattive notizie
Spiega il settimanale britannico da Luc da cui leggeremo anche un'analisi a proposito della situazione
Della Francia e del suo Presidente Von so long presiedere attraverso
L'ambiguità un leader politico normale che deve gestire tempi al normali il titolo di questo
Penso che leggeremo a proposito di un'onda vedremo anche un editoriale di ieri sul discorso del presidente francese ha fatto a Lipsia in occasione dell'anniversario della nascita della estende tedesca un discorso molto socialdemocratico e poco
Socialista francese
Musica o ipotizza una svolta però o Londra dei mantenere in Francia gli impegni in qualche modo assunti in quel discorso di Lipsia e poi torneremo alla crisi della zona euro più in generale con un commento di Stephens Fidel del Wall Street Journal Europe lezioni per l'Euro da due rivoluzioni il titolo le due rivoluzioni esso non la
Gloriosa rivoluzione britannica del mi del mila seicentottantotto quella francese del mille settecentottantanove che portano diversi
Insegnamenti uno andata bene l'altra è andata male anche dal punto di vista dell'economia e più in particolare
Dei debiti pubblici ma cominciamo dall'Economist dall'editoriale il principale di questa settimana dedicata all'immobilismo della zona euro i Sonnambula del titolo che accompagna una foto dei principali
Leader della zona euro c'è Mario Draghi Angela Merkel fa non solo ma anche il
Nuovo Presidente del Consiglio
Italiano Enrico Letta un disastro per l'euro aspetta solo di accadere nella zona euro che ha disperatamente bisogno di una spinta
Nessuna notizia significa brutte notizie scrive l'Economist
Potreste non esservene accorti ma l'Unione europea questa settimana tenuto uno dei suoi vertice un Consiglio europeo
In un lungo pranzo di lavoro Primi ministri presidenti Cancellieri hanno dedicato metà della giornata di mercoledì a soppesare questioni come
Le energie la tassazione finite le sessioni di panico dello scorso anno caratterizzate dalle voci di un fallimento imminente dell'euro
Oggi in Europa e dicono che le riforme in corso in gran parte della zona euro in alcuni paesi del sud
Stanno permettendo di riconquistare competitività i mercati del debito sovrano
Sono si sono calmati e nell'ultimo anno le Borse hanno guadagnato il venticinque per cento nessuno può dire che la vita e facile agli Europei sanno di avere di fronte duro lavoro sacrifici
Ma il peggio della crisi spiegano i leader ora eh sicuramente passato questo
Per l'economista è un racconto rassicurante verrebbe voglia di crederci purtroppo l'idea che l'euro sia un il problema di ieri è un'illusione pericolosa
In realtà i leader europei sono dei Sonnambula i che camminano in un deserto economico con il rischio di cadere in un precipizio
L'economia della zona euro appena entrata nel suo sesto trimestre di contrazione malessere sta contagiando
Paesi al centro dalla zona euro come Finlandia Olanda le vendite al dettaglio crollano la disoccupazione sopra il dodici per cento a livelli record con più di un quarto degli spagnoli fuori dal mercato del lavoro
Nonostante i tagli selvaggi alla spesa i deficit pubblici continuano ad essere alti la sommatoria dei debiti del settore pubblico delle famiglie delle imprese ancora
Troppo alta le banche sono sottocapitalizzate i creditori internazionali sono preoccupati per le perdite che non vengono riconosciute dal sistema bancario
Anche se i tassi di interesse sono bassi le imprese dell'Europa del Sud soffrono per il credit crunch la stretta del credito
Tutto questo sta causando problemi economici oggi e lo curando le prospettive di crescita per domani
La zona euro forse non imploderà subito ma la calma a Bruxelles per l'Economist non è tanto un segnale
Di convalescenza
Semmai di decadenza per il bene di tutti i leader europei devono uscire dalla loro lettera g è capire che
Se non agiranno la zona euro rischia una stagnazione un'inclusione oppure entrambe
Dopo anni di crisi prosegue l'Economist la lista di cose da fare e chiara il compito più urgente di tagliare il legame tra le banche e gli Stati
In particolare i bilanci pubblici che sono troppo deboli per sostenere il sistema bancario questo era l'obiettivo dell'Unione bancaria concordata lo scorso anno ma con la pressione dei mercati che si è allentata la nascita dell'Unione bancaria viene ostacolata
Sì ad alcuni tecnicismi sia ad argomenti politici fondamentali come
La necessità o meno che i tedeschi finlandesi olandesi debbano accollarsi debiti bancari altrui questo rinvio però estremamente dannoso le banche europee hanno bisogno di fondi l'America si è ripresa prima dell'Europa non solo perché meno
Austera ma anche perché ha ristrutturato rapidamente su tutto il sistema bancario in modo da permettergli di prestare di nuovo
Seconda priorità per l'economista
La zona euro ha bisogno di riforme che rilanci no la crescita l'Unione europea deve completare il mercato unico di servizi
Invece di fissare le linee rosse sull'eccezione culturale francese o l'agricoltura dovrebbe accelerare sull'accordo di libero scambio con gli Stati Uniti e dovrebbe allentare l'austerità
Rallentando il ritmo dei tagli di bilancio e usando il denaro dei paesi creditori per rilanciare l'occupazione giovanile gli investimenti nelle piccole e medie imprese
Dei Paesi alla periferia e chiaro prosegue ancora il settimanale che l'inazione di oggi
Non è dovuta alla mancanza di cose da fare ma alla mancanza di volontà di farle
Questo
In parte è dovuto alle elezioni di settembre in Germania Germania che il Paese decisivo in quasi tutte le politiche europee oggi
Ma c'è anche una ragione più profonda in tutta Europa direttori sono sempre più la bocca rabbiosi verso i loro politici verso l'Unione europea
In Francia il Presidente fa solo onde paralizzato dagli scandali da un tasso di approvazione del ventiquattro per cento altro record un sondaggio del più risorse entro dice che la quota di lettori francesi
Che guardano favorevolmente all'Unione Europea è crollata dal sessanta per cento del due mila dodici e quarantuno per cento oggi una cifra
Ancor più bassa che nel Regno Unito tradizionalmente euroscettico
L'Italia è bloccata nella recessione eppure non sembra in grado di darci un po'il programma politico coerente di riforme per cambiare allo stesso tempo gli elettori vogliono mantenere la moneta unica al settanta per cento di loro
Sostengono l'Europa in Germania mentre le recenti elezioni in Irlanda Portogallo Spagna Olanda hanno mostrato la volontà degli elettori di restare nella zona euro
Questa per l'economista e una ricetta per l'inazione qual è il problema che da una parte gli elettori vogliono della zona euro rimanga unita dall'altra invece
Non appoggiano le difficile riforme necessarie per uscire dalla crisi per un certo periodo i mercati del debito sovrano avevano costretto i politici a far fronte a questa contraddizione
è stata la minaccia del panico finanziario che ha tenuto il leader della zona euro svegli per trovare accordi su
Salvataggi
Di Paesi in difficoltà e per promettere riforme della governance della zona euro ma i mercati finanziari sono stati anestetizzati da quando Mario Draghi il presidente della BCE ha promesso di fare tutto il necessario per impedire la disintegrazione della zona euro gli speculatori sanno che scommettere contro la moneta unica significherebbe scommettere contro la BCE il suo Bilancio teoricamente limitato il che significa
Almeno a prima vista rischiare grosse perdite l'abbia fatto bene comunque a comprare il tempo per la zona euro anche fatto bene a dare la BCE gli strumenti per bloccare la speculazione
Il problema per l'Economist
E che i politici stanno sprecando la chance di procedere a riforme in modo ordinato gli ottimisti dicono che tutto andrà per il meglio dopo le elezioni tedesche quando i leader in Germania avranno un mandato per riformare la zona euro
Ma la riluttanza tedesca sia nell'esercitare la leadership sia nel pagare per il resto
Dell'Europa e molto più profonda di quanto si pensi inoltre i problemi di o l'onda paralizzano la relazione franco tedesca che è sempre stata centrale per l'evoluzione dell'Europa
Insomma
Si richiede della zona euro continueranno ad esitare l'Europa come il Giappone
Diventerà una specie di fantasma economico per gli anni a venire il costo sarà misurato in termini di disillusione povertà vite sprecate ma c'è una grossa differenza tra l'Europa il Giappone nell'in Giappone è un
è unito era ed è unito e coeso la zona euro invece no
Fino a quando stagnazione e recessione peseranno sulla democrazia la zona euro rischio rigetto popolare fatale si son AMBUR ritengono davvero alla loro moneta i loro cittadini B
Devono svegliarsi al più presto così tra l'altro l'Economist su cui restiamo per parlare anche della Francia e delle difficoltà che vive
Il suo Presidente fosso a o l'onda un anno o poco più dal dal suo insediamento
All'Eliseo presiedere attraverso l'ambiguità al titolo di un'analisi un leader politico normale che deve gestire tempi abbi normali scrive l'Economist
Tutto è iniziato con la parola normale l'aggettivo scelto Dolo onde per definire il tipo di Presidente che voleva essere
Per le orecchie francesi significava qualcosa di più che l'ordinario suggeriva qualcosa che è conforme alle regole al modo in cui le cose devono essere fatte
Dopo il mandato imperativo del faccio tutto io di Nicolas Sarkozy la parola normale indicava un Governo
Più modesto per tempi più semplici ma le cose non sono andate come dovevano andare un anno dopo la sua elezione o non si ritrova ad essere un presidente normale
Per quelli che sono diventati i tempi assolutamente anormali l'economia in recessione del Governo è costretto a rinviare la sua promessa di tagliare il deficit al tre per cento del PIL
Le imprese non riescono a rimanere competitive la disoccupazione sale e con un ventiquattro per cento di popolarità o l'onda toccato il record negativo della Quinta Repubblica
Solo il cinque per cento dei francesi pensa che le cose miglioreranno
Il Presidente normale di fronte due compiti chiave straordinari
Risolvere i problemi di competitività della Francia inclusa la sua spesa pubblica abnorme e spiegare perché le politiche necessarie per fare questo sono in contraddizione con quasi tutto ciò che il candidato socialista o l'onda aveva promesso un anno fa
Quelli che
Il recente hanno trascorso un po'di tempo con Londra dicono che il Presidente
Sa bene quanto sia urgente queste cose quanto la Francia stia perdendo terreno rispetto alla Germania
Sa che le sue politiche di bilancio sono enti Business ritiene che la spesa pubblica francese al cinquantasette per cento del PIL il livello più alto della zona euro sia troppo alta
Dopo più di un decennio di rinvii
Sulle scelte difficili la Francia insomma starebbe iniziando a risvegliarsi non è un caso sull'onda usato
Toni nuovi nella conferenza stampa all'Eliseo del sedici maggio quando ha promesso di andare all'offensiva per rilanciare la crescita ed ha svelato nuove idee per la zona euro i francesi ha detto l'onda dovranno lavorare più a lungo per andare in pensione
I sussidi alle famiglie saranno tagliate per i più ricchi
Non
Non si può continuare ad alzare le tasse quindi si dovranno fare tagli alla spesa per un osservatore occasionale tutto questo sembrerebbe banale sottolinea l'Economist ma per la sinistra francese eh
Sconcertante in campagna elettorale infatti a Londra aveva promesso di riportare l'età pensionabile
La sessantadue sessant'anni il suo discorso di lancio della campagna non aveva mai menzionato la competitività
Il candidato non prometteva di alzare le tasse sulle grandi imprese e i ricchi non di tagliare la spesa diceva che avrebbe impedito le fra BRIC di chiudere e non di ristrutturarsi dice anziani dopo
La sinistra francese è sempre stata spaccata tra quelli che si vedono in sintonia con i socialdemocratici tedeschi come Ministro delle Finanze thermos comici
E l'ala anticapitalista incarnata dal Ministro dell'industria l'uomo un buco
Che continua ad essere la dottrina fondatrice del Partito Socialista molto vicino a certe loro volontà è stato considerato un moderato pro europeo
Ma continua a rifiutare di a dirlo e quando gli si chiede se sia un socialdemocratico risponde sono socialista
La tragedia per l'economista la tragedia con il Partito socialista e che continua a rinviare la rottura con la sinistra rivoluzionaria come spiega Annone papà molti e giornalista di le Monde e questo spinge volontà governare in un'ambiguità deliberata
Non difenderà mai un modello di sinistra più scandinavo
Per paura di provocare una reazione del suo partito con una mano fa qualche riforma ma con l'altra accontenta la sinistra del suo partito per esempio continuando a tenere MO-BO al Governo imponendo la tassa del settantacinque per cento sui redditi sopra il milione di euro
Un altro esempio la nuova legge sul mercato del lavoro che da flessibilità su orari e salari ma al contempo alza i costi
Del lavoro con un contributo sanitario obbligatorio per l'impresa e così i risultati sono molto limitati quelli che sperano in un po'di chiarezza sulla politica economica o in un momento certo ce li hanno di sforzo nazionale
Per smuovere la Francia rischiano di rimanere delusi o lontano non vuole essere nel Cerci né Roosevelt spiegano i suoi
Vuole essere semplicemente o Londra un tecnocrate che usa l'ambiguità con estrema facilità il Presidente non ha la capacità
A di dire le parole che sono necessarie per creare lo spazio politico che gli permetta di definire una nuova sinistra francese socialdemocratica per questo compito ci vuole immaginazione determinazione tutto il contrario della normalità così
L'Economist in questo giudizio abbastanza duro nei confronti
Di Fossò Long che rappresentava
Fino
Fino a qualche mese fa la grande speranza della sinistra europea o lontano detto delle cose diciamo socialdemocratica e non socialiste francesi all'IPSIA in occasione dell'anniversario della nascita della
E spende la svolta di viziare l'interrogativo che si pone decidiamo nel suo editoriale di ieri scrive il quotidiano conservatore mai tenero cono l'onda o l'onda dovrebbe andare più spesso in Germania dove pronuncia
Delle verità limpide che invece non osa formulare in Francia
Una settimana fa a Parigi nella conferenza stampa del sedici maggio aveva spiegato di essere un socialista non un socialdemocratico di esserne fiero
Mercoledì a Lipsia l'onda fatto l'elogio del sociali da realismo dichiarato Schroeder e delle riforme decise dieci anni fa dall'ex Cancelliere tedesco riforme che nella cascina che Nicolas Sarkozy hanno usato intraprendere
Il discorso da salutare positivamente anche se solo il futuro ci dirà se avrà avuto affetti
In pochi minuti o l'onda rotto il tabù nei quali i socialisti francesi sono rinchiusi da troppo tempo
Il progresso ha detto e fare nei momenti difficili scelte coraggiose per preservare posti di lavoro anticipare cambiamenti industriali si è quasi ascoltato un Toni Blair di quindici anni fa
Scrivere fidiamo quando Londra detto la gestione dell'economia non è di destra né di sinistra l'importante che funzioni
Bisogna sperare prosegue il quotidiano che è tornato a Parigi o Londra non dimentichi le belle parole di Lipsia
Il dubbio c'è visto che il Capo dello Stato lasciato prosperare un'animosità anti tedesca dentro il suo partito che la dice lunga sull'arcaismo di alcuni socialisti
Difficile immaginare che qualcuno nel partito socialista proclami ad alta voce l'ambizione Schrader rien di smantellare lo Stato proviene provvidenza di ridurre la spesa pubblica di semplificare
Il Codice del lavoro
Tocca ora onde convincere i suoi come Schroeder fece collare spende su vuole modificare il discorso o meglio il corso del due suo mandato bene o Londra deve impera attivamente attenere a Parigi
Il discorso di Lipsia e trasformare in atti le sue belle parole così tra l'altro
Procediamo per chiudere torniamo
All'euro alla sua crisi alle sue prospettive anche perché lo ricordiamo dopo questo Consiglio europeo insomma su questioni un po'minori
Energia con pochi risultati lotta all'evasione fiscale con pochi risultati Beha giugno in o di torneranno al pettine due nodi quello dell'Unione bancaria quello un po'dimenticato del
Del delle altre unioni previste per rafforzare
La zona euro Stephens River del Frasson tali del Wall Street giornalieri pubblicavano interessante
Analisi dal titolo lezioni per l'euro da due rivoluzioni le due vie rivoluzioni sono la glorioso Revolution britannica del mille seicentottantotto quella francese del mille settecentottantanove
L'elemento attorno al quale ruota ragionamento di Fitto che cita un discorso dello storico di Princeton alle urgenze
è come un blocco di diciassette Paesi possa gestire i suoi debiti eccessivi la storia dimostra che il debito può essere veleno politico o quel che Alexander e Milton definì come il più forte cemento
Dell'Unione
Quali sono le differenze benché la rivoluzione britannica fu generatrice di ricchezza e pacifica quella francese violenta distruttive la società francese e la sola sulla società francese più povera di quella britannica per più
Di un secolo la differenza la rivolta britannica contro gli Stewart portò un nuovo approccio i bilanci vengono votati in Parlamento un'istituzione che rappresenta i cittadini
Che si considerano responsabili dei debiti accumulati dei loro Governi per la Francia invece valse l'opposto
Lo stato di impotente che poteva tutto questo alimentò aspettative pubbliche
Non che tensioni sociali quando lo Stato non Potì tutto il tutto e la cosa sfociò nella rivoluzione delle mille seicentottantanove la lezione per la zona euro ce ne sono molte ma la principale che il caso britannico
Dimostra le la necessità di avere certezza legale un governo rappresentativo e una moderna democrazia una lezione che del resto venne applicata anche dai fondatori degli Stati Uniti
Così il Wall Street Journal non ci fermiamo della mitica retro buona giornata l'ascolto di Radio Radicale