27MAG2013

La nota antiproibizionista

EDITORIALE | di Roberto Spagnoli RADIO - 07:30. Durata: 3 min 57 sec

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Mentre a livello internazionale è in atto un ripensamento della strategia proibizionista sulle droghe, l'Italia è sempre più allineata alle posizioni più conservatrici e repressive, prigioniera di quello che Don Gallo aveva giustamente definito l'"inganno droga".

Puntata di "La nota antiproibizionista" di lunedì 27 maggio 2013 condotta da Roberto Spagnoli .

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Antiproibizionisti, Cardella, Droga, Gallo, Italia, Politica, Proibizionismo, Tossicodipendenti.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 3 minuti.
07:30

Scheda a cura di

Valentina Pietrosanti
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Sì buongiorno il diciassette maggio dello scorso anno sono stati pubblicati due rapporti sulle droghe dell'organizzazione degli Stati americani che riunisce punto gli Stati del Sud del Nord America
Il primo analizzare i diversi aspetti della questione droga il secondo invece di rendere possibili scelte politiche sia a livello nazionale che internazionale ed è interessata perché afferma che una delle opzioni è il cambiamento delle legislazioni nazionali dei trattati per
In particolare secondo questo rapporto vanno valutati fognarie le tendenze presenti che vanno verso la dei criminali trazione o la legalizzazione della produzione della vendita del consumo della marijuana presto il tema si conclude il terzo bisognerà prendere delle decisioni in merito insomma per la prima volta un organismo internazionale di di rilievo ipotizza la possibilità di una modifica del regime predette Rete internazionale
Alcuni dei segnali di cui parla il rapporto tra l'altro provengono dagli stessi Stati Uniti cioè da quella che fino ad oggi è stata la roccaforte del ruolo andrà ad essa il referendum popolare in colorate Washington hanno approvato la legalizzazione della vendita dell'uso di marijuana
E hanno fatto un passo ancora più deciso rispetto ai referendum che in ben diciotto Stati hanno depenalizzato solo l'uso terapeutico dei derivati della cannabis
Dunque negli Stati Uniti e sempre più evidente l'impopolarità della guerra alla droga anche le recenti dichiarazioni del Presidente Obama dimostrano che un ripensamento in atto nel Sud America questa insofferenza verso una guerra inutile e controproducente costosissima sul piano economico ma anche su quello sociale umano si manifesta da tempo anche ad alto livello politico un'insofferenza emersa in maniera chiara e potremmo dire anche ufficiale nell'aprile dello corso hanno al vertice di carta che è nata quando per la prima volta la maggioranza dei Paesi africani apertamente criticato il regime di predicano internazionale sostenuto dagli Stati Uniti
Insomma c'è un cambio di passo e di prendere l'antiproibizionismo non può più essere liquidato come la posizione di quelli che vogliono far dialogare i nostri figli ma una proposta politica praticabile pragmatica e che comincia ad essere condiviso a livello internazionale
E tutto questo l'Italia che fa Italia semplicemente non fa o meglio lascia fare il nuovo Governo fa non appena la delega sulle proprie dipendenze
Io lascia fare affida tutto al Tempio terno dottor Giovanni Serpelloni Capo del Dipartimento per le politiche antidroga alleato delle peggiori politiche Prodi
In quel livello mondiale come quella russa o quelle Errani Anna perché legare sempre più strettamente agli americani Dellai da cioè l'Istituto nazionale statunitense
Antidroga
Intanto i servizi pubblici vengono penalizzate dal Dario dei bilanci così come le comunità a meno che non vadano degli appoggi politici giusti le carceri sono sempre più sovraffollato a causa della legge Fini-Giovanardi che manda in galera anche i consumatori
Buona pace dei suoi autori e sostenitori e il predetto animo sulle sostanze come dire c'è anche il professor Umberto Veronesi proprio Radio Radicale quando era Ministro della salute finisce per diventare anche proibizionismo sulle cure
Così una recente circolare dell'Agenzia italiana per il farmaco che autorizza anche in Italia per la prima volta la prescrizione di un farmaco derivato dalla cannabis difatti reca prevede così tante condizioni per cercare di rendere difficilissimo per non dire quasi impossibile il ricorso a questa possibilità terapeutica
E che cosa è tutto questo se non il prodotto di una politica quella della guerra alla droga che promuove una cultura totalitaria che si illude di eliminare il problema ricca di governarlo una cultura punitiva che genera l'emarginazione se c'era del consumatore di sostanze illegali additandolo come malato deviante e pericoloso una cultura che produce leggi repressive che spostano la questione sociale delle droghe sul terreno delle emergenze dell'ordine pubblico
E quello che dovrà Andrea Gallo che amava l'inganno droga come il titolo di un suo libro
E proprio a don Gallo che ci ha lasciato nei giorni scorsi vogliamo dedicare il notiziario antiproibizionista di oggi in cui parleremo delle cose dica a cui abbiamo accennato in questa nota ci risentiamo in onda alle tredici e un saluto da Roberto spagnoli