13 GIU 2013
intervista

Il movimento di protesta in Turchia. Intervista a Didem Akiel Collinsworth, analista dell'International Crisis Group

INTERVISTA | di Marta Brachini e Ada Pagliarulo - RADIO - 13:21 Durata: 10 min 7 sec
Scheda a cura di Guido Mesiti
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Perché non si può parlare di 'primavera turca': quello dell'Akp è un governo democraticamente eletto e i manifestanti non chiedono un 'regime change'.

E' un segmento della popolazione che chiede di essere ascoltato e riconosciuto nelle proprie preoccupazioni: da quelle di tipo ambientalista legate a progetti di trasformazione urbanistica, a quelli sulla trasparenza con cui queste opere di ricostruzione vengono effettuate, al timore che il governo voglia imporre una morale islamista.

E' un movimento che non si sente rappresentato dai partiti dell'opposizione.

Hanno provocato la rabbia dei
manifestanti la dura reazione della polizia al primo sit-in pacifico e l'atteggiamento sprezzante e insultante del primo ministro Erdogan.

Un diverso atteggiamento è stato tenuto dal presidente Gul e dal vicepremier Arinc.

Sarebbe necessario che Erdogan cambiasse la propria dura retorica verso la contestazione e ne riconoscesse le ragioni.

Anche per raccogliere un consenso che gli è necessario per diventare presidente nel 2014.

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