23 GIU 2013
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 2 ore 3 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
Player
Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 23 giugno 2013 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista, già direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 3 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione
audio.

leggi tutto

riduci

  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista, già direttore di Radio Radicale

    La campagna radicale sull’amnistia, quella sui referendum e il ruolo dell’informazione. La situazione economica e la possibilità del default italiano in un report di Mediobanca. L’intervista di Gianroberto Casaleggio, guru di Beppe Grillo, al Corriere della Sera
    17:00 Durata: 4 min 9 sec
  • L'incontro tra Pannella e il Presidente della Repubblica Napolitano: “Ho cercato di sottolineare che da parte mia c’era la speranza e il tentativo, visto che in passato anche lui ci tenne a dire che le mie critiche non lo hanno mai ‘offeso’. Io gli ho detto: so che in questo ci comprendiamo, io spero di aiutarti al di là di rapporti personali eccetera, perché siamo in una situazione non più solo italiana sulla ragion di Stato che sta sgominando gli Stati democratici”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella, a proposito dell’intervista di Casaleggio al Corriere della Sera, parla dell’esperienza radicale di “Agorà, primo provider italiano”: “Ci fu un problema. Io dissi: se questa è la nuova arma, la nuova tecnologia, il potere saprà usarlo. Noi, sul piano dell’alternativa di libertà, dobbiamo già adesso fare le prime scuole di hacker, nel senso che dobbiamo – di fronte a questa situazione tecnologicamente rivoluzionaria – non dare per scontato che il potere non democratico non sappia dominarlo”. “Sulla democrazia diretta, bisogna vedere che significa. Perché nessuna democrazia era più diretta che negli Stati degli anni 40, nel senso che i capi di Stato parlavano non ai Parlamentari ma giorno e sera al popolo. Ti dice nulla nella situazione attuale? Ieri ho avuto dieci minuti di incontro con il Presidente della Repubblica. Gli ho fatto sapere, attraverso Marra, che sarei stato disponibilissimo e lui è stato molto cortese, pur avendo ancora i postumi un piccolo intervento a un dente, ed ha una guancia un po’ gonfia, abbiamo parlato per 10-15 minuti. Ho cercato di sottolineare che da parte mia c’era la speranza e il tentativo, visto che in passato anche lui ci tenne a dire che le mie critiche non lo hanno mai ‘offeso’. Io gli ho detto: so che in questo ci comprendiamo, io spero di aiutarti al di là di rapporti personali eccetera, perché siamo in una situazione non più solo italiana sulla ragion di Stato che sta sgominando gli Stati democratici. Guarda, gli ho detto, su questo spero di potere continuare. Mi pare che porre il problema della legalità e della democrazia nel nostro Paese, attraverso il problema giustizia – basta con le carceri! -…”. Il governo starebbe commettendo “un errore gravissimo” a non considerare il peso della malagiustizia sull’economia italiana e soprattutto l’iniziativa di conoscenza dei Radicali sulle classifiche della Banca mondiale sulla giustizia civile. “Otto anni e mezzo per una causa civile – come è venuto fuori ieri - è forse la causa più importante non solo per i mancati investimenti dall’estero, ma anche per le delocalizzazioni messe in atto da ditte sane italiane”. “Davvero mi auguro che il Presidente del Consiglio e il ministro Giovannini abbiano 10 minuti o anche qualcosa in più per parlarne. Il Presidente del Consiglio è sicuramente un uomo politico che ha ‘visioni’, non solo ‘punti di vista’. Il problema è che, come tutti i visionari, non è detto che sia capace concretamente di farsi forza della visione per aderire alla realtà a partire dalla quale occorre muoversi”. Il caso di Mario Monti e il suo rapporto con l’Europa. “Nulla è mai dibattuto, e quindi il sostegno popolare che c’è… Quando noi ci siamo rivolti in assoluta solitudine all’Italia democristiana e a quella comunista, abbiamo avuto risposte incredibili dai credenti e non solo…”
    17:04 Durata: 19 min 30 sec
  • Il messaggio di Pannella a Napolitano: “Tu dovevi essere quello che, grazie alla Costituzione, salvava il Parlamento – di cui si parlava solo per i ‘parlamentari ladri’ – con più messaggi sul diritto e sulla democrazia”. La “flagranza tecnicamente criminale” dello Stato italiano. La sospensione dell’iniziativa nonviolenta di Pannella

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sull’incontro con Napolitano. “Ritengo che se lui, come ha detto o è stato detto che abbia detto, ha imposto il ministero degli Esteri per Emma Bonino, per far cadere un principio costitutivo della partitocrazia – tutti tranne i Radicali -, vuol dire in qualche misura che l’aiuto che io ritengo di avergli dato, sottoponendogli questioni che erano le più lontane da critiche private o personali, ma erano quelle critiche che gli ho fatto sempre: non riesci a sentire le urgenze da liberale nella situazione di sfascio della democrazia”. “Tu dovevi essere quello che, grazie alla Costituzione, salvava il Parlamento – di cui si parlava solo per i ‘parlamentari ladri’ – con più messaggi sul diritto e sulla democrazia”. La “flagranza tecnicamente criminale” dello Stato italiano. La sospensione dell’iniziativa nonviolenta di Pannella
    17:23 Durata: 5 min 42 sec
  • Informazione e Radicali. Le richieste del Tg1 per organizzare degli spazi sui referendum: “Ma noi siamo in arretrato, non ancora sui referendum, ma su cose che hanno portato la Cedu a condannare l’Italia, dallo scorso 2 agosto l’Autorità garante a condannare la Rai tv, poi il Tar del Lazio a intervenire per dire ‘da un anno e mezzo viene richiesto dall’Autorità stessa che il dibattito nelle ore di massimo ascolto sia quello sullo stato della giustizia, facendo partecipare anche chi questa battaglia più la rappresenta’, con la minaccia addirittura di commissariare l’Autorità. Però sono passati 30 giorni e il commissariamento non c’è stato”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Informazione e referendum. Le richieste del Tg1 per organizzare degli spazi: “Ma noi siamo in arretrato, non ancora sui referendum, ma su cose che hanno portato la Cedu a condannare l’Italia, dallo scorso 2 agosto l’Autorità garante a condannare la Rai tv, poi il Tar del Lazio a intervenire per dire ‘da un anno e mezzo viene richiesto dall’Autorità stessa che il dibattito nelle ore di massimo ascolto sia quello sullo stato della giustizia, facendo partecipare anche chi questa battaglia più la rappresenta’, con la minaccia addirittura di commissariare l’Autorità. Però sono passati 30 giorni e il commissariamento non c’è stato. Sui referendum certo bisogna fare informazione, ma da due anni viene ingiunto che è prioritario il grande dibattito sulla giustizia in Italia”. “All’improvviso guardacaso viene fuori la ministra Cancellieri, che non credo si possa ritenere persona estrosa, ma che semplicemente ha fatto tesoro di due mesi di conoscenza del suo ministero. E’ venuta fuori dicendo: la cosa più importante e strutturale è l’amnistia. Mario Mauro oggi esce fuori e dice: è l’amnistia. Sulla Stampa di Torino uno dei nostri massimi giuristi, Grosso, si dice favorevole. Però non c’è dibattito, nada, niente!”. L’opposizione di Repubblica e Fatto per cui l’amnistia fa un favore a Berlusconi e mafiosi: “Quello che si capisce è che il regime, appena ha 4-5 milioni di persone, corre da Grillo perché gli serve, e lui parla ai milioni perché è un ottimo oratore. Mentre col cacchio che il dibattito che unanimi dicono essere ‘prioritario’ viene ospitato”. “Il regime ha avuto il terrore. Io quello che dico è che adesso non sperate di usare i referendum per continuare in modo anti-democratico a negare la conoscenza” sul tema della giustizia! “Non ci piglino per il culo. Ad alcuni di noi potrà fare piacere, perché non gli interessa molto il dibattito che a noi interessa”. La polemica sull’amnistia che si applicherebbe forse anche a Berlusconi e mafiosi. “Non si tratta solo di affollamento, non ragionevole durata dei processi penali, ma di un primato mondiale, unico: nessun esempio di Stato appena schedato ha 8 anni e mezzo per concludere una causa civile, e questo è un disastro a livello economico ed altro”. Cosa c’entra l’amnistia con la giustizia civile? “Dobbiamo subito vedere cosa significa diminuire enormemente le spese sul penale come conseguenza dell’amnistia, liberare al massimo professionalità e strutture tali da potere ripercuotersi anche sul settore civile…”
    17:29 Durata: 22 min 33 sec
  • La “peste italiana” e il rischio che essa contagi altri Paesi. Sulla ragion di Stato e i recenti rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Cina

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La “peste italiana” e il rischio che essa contagi altri Paesi. Sulla ragion di Stato e i recenti rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Cina. Il caso Snowden negli Stati Uniti, l’attualità di Orwell secondo Pannella. Sul libro giallo sulla peste italiana. “Quando oggi abbiamo gli Stati Uniti d’America che, dopo le profezie di Ike Eisenhower, e il caro modesto Obama non sa nulla di Eisenhower e non sa nulla di Martin Lutero King. Nel momento in cui apprendiamo che quella che Orwell aveva evocato come la tecnologia del mondo anti-liberale, adesso è lì…”
    17:51 Durata: 27 min 38 sec
  • I movimenti per lo Stato di diritto in Cina e l'apporto dei Radicali. Novità sul segretario del Partito radicale nonviolento? “No, se n’è gghiuto. Io ho detto anche nelle nostre riunioni che ritengo che noi abbiamo subìto nell’ultimo anno un solo insuccesso grave: quello di avere avuto 41 congressisti di 41 diverse nazionalità a favore della mia proposta di eleggere Demba Traore segretario del Partito. Purtroppo è stato evidentemente un errore, perché il segretario del Partito non ha nemmeno mandato una lettera per spiegare perché non succede nulla”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sulla lettura del quotidiano francese Le Monde. “Oggi la cosa che contraddistingue la situazione internazionale è questa: visto che il 5 luglio Rebya Kadeer e gli Uiguri vogliono commemorare il giorno di una particolare repressione di Uiguri, voglio sapere se è possibile aiutarli – sulla base di quanto abbiamo ottenuto a New York, cioè che la minaccia che ci veniva dalla Cina (‘se voi non la smettete con gli uiguri e i tibetani, noi richiederemo la vostra espulsione’) e la mia risposta: in passato abbiamo avuto la solidarietà ideologica del mondo libero, davanti alle iniziative di alcuni Paesi per espellerci; allora è stato di fatto un riflesso ideologico giustificatissimo a nostro favore; oggi noi invece – ho risposto per iscritto - non difendiamo una politica, ma dei risultati. Siccome noi oggi possiamo dimostrarvi, e ho citato delle cose testuali, che voi vi sbagliate a ritenere guerrafondaio e per la liberazione nazionale sia il Dalai Lama sia gli Uiguri”. La richiesta di democrazia e Stato di diritto da parte di queste minoranze, “perché gli Han magari abbiano loro più democrazia. Noi questo lo abbiamo anche citato, dicendo: non possiamo accettare questo ultimatum che ci avete rivolto, chiedendoci di smettere di aiutare questi nelle varie circostanze internazionali, perché noi stiamo riuscendo in questo modo a offrire alla nuova Cina la possibilità di avere gli Stati Uniti d’Oriente o cinesi”. L’idea di ottenere anche nella piattaforma programmatica della manifestazione degli Uiguri un riferimento alla necessità di garantire lo Stato di diritto a tutti i cinesi. Pannella: “Al centro della battaglia radicale, per avere anche solidarietà internazionali, c’è l’amnistia come strumento che dovrebbe immediatamente consentire alla Cedu di ritenere dalla prima volta dal 1980 di potere fare fiducia all’Italia come Paese che sta interrompendo la flagranza criminale”. Novità sul segretario del Partito radicale nonviolento? “No, se n’è gghiuto. Io ho detto anche nelle nostre riunioni che ritengo che noi abbiamo subìto nell’ultimo anno un solo insuccesso grave: quello di avere avuto 41 congressisti di 41 diverse nazionalità a favore della mia proposta di eleggere Demba Traore segretario del Partito. Purtroppo è stato evidentemente un errore, perché il segretario del Partito non ha nemmeno mandato una lettera per spiegare perché non succede nulla”. Ancora sulla pubblicazione del libro giallo. La situazione della Cambogia e “i rischi gravissimi per il nostro compagno Sam Raimsy e i suoi 28 parlamentari”
    18:19 Durata: 21 min
  • Sulla rivolta in Turchia e sul comportamento di Emma Bonino. Su Papa Francesco e il concerto che Monsignor Fisichella aveva organizzato e il Papa disertato dicendo “non sono un sovrano rinascimentale”: “Questo è un amore di Papa, la Madonna!”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sulla questione della Turchia e sulla politica di Emma Bonino, ministro degli Esteri. Pannella: “Risponderei come ha risposto Emma a una domanda della Annunziata. Lei ha detto: a questo punto, con le analisi che stai facendo, prenderesti contatto con Erdogan o i ‘ragazzi’? Lei ha risposto subito: da ministro degli Esteri italiano, con entrambi immediatamente. Io non sarei riuscito forse a portare la conversazione con la Annunziata fino a quel punto, ma quella risposta è stata esemplare”. “Questi ragazzi erano incazzati perché si stavano facendo fuori 600 alberi; la cosa mi ha colpito, perché il fatto che ci si possa muovere e commuovere per difendere 600 alberi, con quello che vuol dire nella storia di un Paese, chi li ha messi e chi li ha cresciuti, questo è un modo non fanatico per difendere un bene comune. Lì il problema è che dovevano costruire al posto di quegli alberi; bene, io rivendico il fatto che un anno prima che il Pd ci facesse fuori dal Parlamento europeo, con il loro binomio polizia-pulizia, ho ricevuto una lettera manoscritta del cardinale primate di Bucarest che mi ringraziava perché avevo preso posizione contro la costruzione di una cosa di 15 o 20 piani di fronte alla cattedrale”. Su Papa Francesco e il concerto che Monsignor Fisichella aveva organizzato e il Papa disertato dicendo “non sono un sovrano rinascimentale”: “Questo è un amore di Papa, la Madonna!”
    18:40 Durata: 11 min 2 sec
  • Conclusioni. Sui referendum radicali: “Vorrei cogliere l’occasione per far sapere a Silvio Berlusconi, visto che si dice che nell’assieme sono favorevoli ai referendum per la giustizia e che Nitto Palma ha fatto un intervento non solo sulla parte giustizia, che c’è un solo modo per aiutare: glielo dissi quando c’erano i club Pannella, devi andare a Milano a firmare. Glielo ripeto adesso”.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Gli appuntamenti di Pannella nella settimana entrante, a partire da alcuni incontri internazionale tra Francia e Regno Unito. La campagna per la verità sulla guerra in Iraq. I meriti di George Soros, e poi un inciso: “Da quando Soros è iscritto al Partito radicale, non abbiamo avuto una lira in prestito”. Infine: “Vorrei cogliere l’occasione per far sapere a Silvio Berlusconi, visto che si dice che nell’assieme sono favorevoli ai referendum per la giustizia e che Nitto Palma ha fatto un intervento non solo sulla parte giustizia, che c’è un solo modo per aiutare: glielo dissi quando c’erano i club Pannella, devi andare a Milano a firmare. Glielo ripeto adesso. Allora Umberto Bossi, Silvio Berlusconi firmarono i nostri 13 referendum di allora e raccolsero le firme, c’era anche la depenalizzazione del consumo di droghe, allora anche i militanti della Lega raccolsero le firme, mi auguro che adesso possa riaccadere. Anche se Alfano, a mio giudizio, è contro l’amnistia ed è contro qualsiasi rapporto con noi, è uno che ha perfino raccontato che lui si andò a scrivere a Forza Italia tra i primissimi perché lui ‘democristiano’ si riconosceva… Quindi non aveva capito nulla perché in quel momento si parlava piuttosto di ‘rivoluzione liberale’. E io credo di sapere che abbia minacciato addirittura le sue dimissioni dinnanzi alla ipotesi che ci si pronunciasse per l’amnistia. Io mi auguro che Silvio Berlusconi faccia o non faccia. E’ bene che si ricordi che lui fece mancare il quorum quando questi referendum erano vincitori”
    18:51 Durata: 12 min