30 GIU 2013
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 58 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 30 giugno 2013 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 58 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • L'incontro di Pannella e Angioli con Jean-Marie Delarue, Controllore generale dei luoghi di privazione della libertà, a Parigi: “La mia tesi è che se oggi dobbiamo individuare che momento storico attraversiamo, c’è l’individuazione in particolare della Ragion di Stato che era propria delle monarchie assolute e che adesso in modo manifesto esplode più di quanto non pensassi un mese fa”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Massimo Bordin

    giornalista di Radio Radicale

    Le missioni di Marco Pannella a Parigi e a Londra per le iniziative del Partito radicale nonviolento, transpartito e transnazionale. Pannella: “Si tratta del lavoro che continua e s’approfondisce del Partito. E’ stato molto ma molto interessante il fatto che Matteo Angioli aveva organizzato questo incontro con Jean-Marie Delarue, Controllore generale dei luoghi di privazione della libertà. Perché? Perché esistono situazioni anche miste. In Italia abbiamo individuato a suo tempo i manicomi, i Cie… Di conseguenza c’è una gamma di istituzioni statali che ha suggerito a Delarue di individuare anche tante altre forme al di là dell'elemento penitenziario, ma direi ‘miste’, dove le privazioni di alcune libertà – che può non essere quella di movimento – sono individuate”. “Lui racconta anche nell’intervista di Angioli quali sono le resistenze con cui ha dovuto fare i conti, ed era consapevole che parlava essendo una personalità pubblica, di una struttura pubblica, toccando lo stesso aspetti sicuramente delicati”. “Anche in uno Stato dove alcune strutture hanno retto, adesso chiaramente questa figura così come è stata impostata, e come lui imposta il proprio lavoro, sarà molto interessante per coprire questa cosa anche in Italia, dove si parla di Garanti nazionali e altro. Continua la nostra ricerca per comprendere i problemi di diritto e dei diritti. La mia tesi è che se oggi dobbiamo individuare che momento storico attraversiamo, c’è l’individuazione in particolare della Ragion di Stato che era propria delle monarchie assolute e che adesso in modo manifesto esplode più di quanto non pensassi un mese fa”. Il dibattito tra Stati Uniti ed Europa sulla vicenda dello spionaggio americano. Pannella sugli “strafalcioni riferiti da Lovari” rispetto ai giornalisti Rai sulla vicenda
    17:00 Durata: 11 min 38 sec
  • Sui rapporti Radicali-grillini. Sul ruolo dell'informazione: “Fare una polemica su quello che io faccio rischia di far conoscere anche le mie critiche puntuali al Presidente della Repubblica”. L’ipotesi che Giorgio Napolitano stia perpetrando un “attentato alla Costituzione”. “E’ un riflesso di regime”. “Il regime continua ad avere una linea per cui Emma, nonostante sia cambiato tutto essendo ora ministro degli Esteri, era 170esima tra i politici conosciuti dagli italiani”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Martedì avrò un’audizione in Commissione parlamentare di vigilanza”. Il ruolo del nuovo presidente grillino che ha invitato il leader radicale: “Diciamo che un vicepresidente della Camera, Giachetti, lo aveva proposto. C’è una cosa divertente che sembra non avere rapporto con questo. Come dovrebbe essere noto agli ascoltatori di Radio Radicale, io alle elezioni romane votai il candidato grillino come sindaco al primo turno, poi al ballottaggio ho votato Marino ovviamente. I grillini non lo hanno saputo”. “Devo anche dire che io non feci il preannuncio che avrei votato così, e dissi che non volevo dare l’indicazione, visto che la posizione prevalente di Radicali Roma e Radicali italiani era un’altra e il mio poteva apparire un disparere o una iniziativa contraddittoria. Perciò ho atteso l’ultimo minuto utile per votare lunedì e lì ho detto chi avevo votato. D’altra parte è anche vero che come sta accadendo sempre più spesso, lì dove si potrebbero fare polemiche contro di me, non vengono più fatte, ed è un modo per far sì che io resti il 280esimo come politico nell’ordine di quelli che possono essere conosciuti dagli italiani. Fare una polemica su quello che io faccio rischia di far conoscere anche le mie critiche puntuali al Presidente della Repubblica”. L’ipotesi che Giorgio Napolitano stia perpetrando un “attentato alla Costituzione”. “E’ un riflesso di regime”. “Il regime continua ad avere una linea per cui Emma, nonostante sia cambiato tutto essendo ora ministro degli Esteri, era 170esima tra i politici conosciuti dagli italiani”. Ancora sul rapporto con Grillo; i suoi attacchi ai giornalisti parlamentari: “Io quella critica la faccio da 20 anni”. “Io se parlo di uno Stato canaglia, di uno Stato criminale… Siccome lui dice che sono tutti ladri, tutti delinquenti, tutto zombie, questa è la filippica continua. Certo non c’è finezza di analisi e non c’è attendibilità in lui perché tutto quanto è guano. E’ un punto di vista privo di visione perché in positivo non si sa che cazzo voglia, assolutamente. Le cose che si sa che vogliono possono essere fasciste, iraniane, irachene, però non c’è visione che è un elemento di alterità e di alternativa”
    17:11 Durata: 11 min 57 sec
  • Ancora sulla missione internazionale di Pannella e sui suoi incontri con alcuni parlamentari inglesi. “La peste italiana e la situazione internazionale, Medioriente ed Egitto inclusi: “Morsi per i primi tre mesi almeno a livello di linguaggio, io avevo sottolineato quello, si sforzava di avere un linguaggio a livello dello Stato corretto. Dopo tre mesi è successo però qualcosa che forse non sarebbe accaduto se non ci fosse stato Mubarak in Egitto, perché quelli che scendono in piazza sono molte nuove generazioni che manifestano per la democrazia; il fatto che Mubarak avesse scelto in modo così singolare e coraggioso, a mio modo di vedere, l’Occidente, aveva creato nel popolo egiziano qualcosa di più sensibile ai valori democratici”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sull’incontro di Parigi con il garante dei detenuti francesi. “Sul fronte belga-lussemburghese addirittura sono le polizie penitenziarie che stanno occupando le carceri, accusando lo Stato di fargli fare le cose che si fanno in Italia e altrove”. La peste italiana e la situazione internazionale, Medioriente ed Egitto inclusi: “Morsi per i primi tre mesi almeno a livello di linguaggio, io avevo sottolineato quello, si sforzava di avere un linguaggio a livello dello Stato corretto. Dopo tre mesi è successo però qualcosa che forse non sarebbe accaduto se non ci fosse stato Mubarak in Egitto, perché quelli che scendono in piazza sono molte nuove generazioni che manifestano per la democrazia; il fatto che Mubarak avesse scelto in modo così singolare e coraggioso, a mio modo di vedere, l’Occidente, aveva creato nel popolo egiziano qualcosa di più sensibile ai valori democratici. Li negava e li contestava, però io stesso ho ricordato cosa voleva dire la Lega Araba con degli egiziani al comando”. Sulla missione di Pannella a Londra: “Lì Angioli aveva ottenuto questi appuntamenti per queste interviste e dialoghi, anche uno del Partito indipendentista gallese. Ma questo Elvin Ludd ci ha raccontato un suo intervento nel conflitto d’interessi sulla Commissione Chilcot che indaga sulla guerra in Iraq; lui è stato il primo a denunciare che segretaria della Commissione è stata una che è stata collaboratrice del segretario del Gabinetto dei ministri, O’Donnell, che rispetto a Blair aveva avuto un atteggiamento del tutto complice. Quindi si è sollevato questo problema centrale per una Commissione che deve indagare proprio su Blair. E’ interessante perché questo Ludd aveva chiesto l’impeachment di Blair all’inizio del 2004. Lui chiede l’impeachment e, pur essendo marginalissimo, ottiene quasi 300 voti su 700 totali circa. Quindi c’è una continuità quando nel 2003 si inizia a capire meglio quello che è accaduto meglio all’inizio del 2003 per consentire l’invasione e la guerra in Iraq, e di già questo indipendentista gallese pose i problemi dello Stato ottenendo una risposta parlamentare significativa”. Gli altri incontri londinesi, per esempio con Lord Folks, membro della Commissione dei Lord sui rapporti con l’Ue; con la baronessa Molly Meacher, Presidente dell’Intergruppo per la riforma delle politiche sulla droga che ha informato Pannella sugli sviluppi internazionali della lotta per la depenalizzazione, in particolare la preparazione di un dibattito globale in sede Onu
    17:23 Durata: 15 min 44 sec
  • Qualcosa si muove sul fronte della battaglia radicale sulla giustizia: “Ormai ci sono riflessi per cui bisogna stare attenti a questa cosa dell’amnistia. Cioè oggi stanno cadendo in modo clamoroso cose impensabili. Vediamo Alfano: Alfano ministro della Giustizia non combina una pera e l’abbiamo criticato in maniera molto dura; la Severino idem. Adesso noi abbiamo delle affermazioni così precise che noi stessi non le abbiamo mai fatte. Il ministro della Giustizia che dichiara che l’amnistia, oltretutto, costituisce un imperativo morale, politico, giuridico. Quando c’è questa posizione, lei indubbiamente su questo si sarà scambiata qualche parola con il Presidente Letta”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La politica estera italiana, l’ingresso della Croazia nell’Unione europea. “Per fortuna è impossibile per il momento censurare le attività del ministro degli Esteri, non solo quando poi sono del valore della politica estera di Emma. Quindi direi che mentre c’è questa attività intensa, tu stesso hai ricordato che Napolitano ed Emma saranno lì a Zagabria, vorrei ricordare che abbiamo dei compagni in Croazia sui quali ho relazionato l’anno scorso quando sono stato lì. L’ex presidente della Camera, Marina Sikora, e molti altri”. Pannella: “C’è da constatare che Emma sembra trainare felicemente anche alcune posizioni, specialmente come ha impostato l’attenzione alla Turchia e alla Siria, che riscuote non pochi elogi – come sentiamo anche nella rassegna della stampa internazionale di David Carretta -, mentre a livello della politica nazionale vorrei sottolineare l’estrema importanza di quello che sta accadendo. Ormai ci sono riflessi per cui bisogna stare attenti a questa cosa dell’amnistia. Cioè oggi stanno cadendo in modo clamoroso cose impensabili. Vediamo Alfano: Alfano ministro della Giustizia non combina una pera e l’abbiamo criticato in maniera molto dura; la Severino idem. Adesso noi abbiamo delle affermazioni così precise che noi stessi non le abbiamo mai fatte. Il ministro della Giustizia che dichiara che l’amnistia, oltretutto, costituisce un imperativo morale, politico, giuridico. Quando c’è questa posizione, lei indubbiamente su questo si sarà scambiata qualche parola con il Presidente Letta. E due settimane fa ho sottolineato come da parte del Presidente Letta ci fosse stata una presa di posizione chiaramente federalista, rivelando un connotato che sicuramente non era quello di Monti, quello cioè di una persona di visione”. “Anche Alfano su referendum radicali ed amnistia è stato censurato, non solo da Repubblica o dal Fatto che hanno fatto un piccolo riferimento polemico. Ne ho parlato al telefono con Alfano, e anche lui ha notato che sia sui referendum sia sulla giustizia…”. Il segretario del Pdl ha nominato esplicitamente l’amnistia? “Alfano ha evocato le riforme strutturali, e siccome come noto solo noi – adesso d’accordo con il ministro della Giustizia – abbiamo parlato dell’unica riforma strutturale che è l’amnistia…”. “Sta di fatto che il vice presidente del Consiglio è stato censurato dai tutti telegiornali”. La campagna di Repubblica e del Fatto su Pannella come cavallo di Troia di quelli che nel Pdl vogliono l’amnistia: “Infatti all’indomani della manifestazione di Napoli, con le dichiarazioni di Nitto Palma sull’amnistia, hanno reagito così. Adesso che viene fuori il ministro della Giustizia, non sono tornati sul fatto…”. “Devo dire che da questo punto di vista, se sono ridotti semplicemente a questo non durerà molto, perché sarà acquisito che io sono un servitore in malafede di Berlusconi. L’avranno detto, dopodiché continueranno a ripeterlo? O ci saranno passi in avanti? Su questa cosa dei referendum intanto pare che negli ultimi quattro giorni ci siano state parecchie decisioni, e pare che ci sia stata una decisione dei vertici… C’è stata questa cosa: sentite pure i Radicali sui referendum, dicono. Ma il problema è il fatto giustizia, cioè il fatto che l’Autorità garante è stata deplorata e condannata dal Tar del Lazio perché, non essendo stata adempiente la Rai sulla loro richiesta: da settembre a dicembre bisogna di discutere di giustizia, allora il Tar del Lazio ha dato quell’ultimatum di 30 giorni su questo dibattito vietato sulla giustizia, lo Stato di diritto e la democrazia. Adesso discutere di 12 referendum, su uno o sull’altro, a spizzichi e bocconi… Sui referendum devono fare una sola cosa: spiegare nei telegiornali quanti sono gli autenticatori potenziali e perché, dare le spiegazioni al Paese sulle norme che regolano il meccanismo; poi di dire anche i termini, entro quando; poi per esempio se Berlusconi andrà o meno a firmare; sui referendum l’unica cosa che devono fare è informare che sono in corso, quali sono le norme, quali sono i compiti dei corpi dello Stato e quali sono le adesioni. I dibattiti si faranno se, raccolte le firme, ci sarà da votare a favore o contro. Mentre adesso vorrebbero prendere i referendum per non fare il dibattito sulla giustizia e sullo Stato di diritto. Ed è questo che dirò in Commissione martedì”
    17:39 Durata: 18 min 29 sec
  • Sullo stato dell'iniziativa nonviolenta radicale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’annuncio della prossima ripresa dell’iniziativa nonviolenta di Pannella per far uscire l’Italia dalla flagranza criminale in cui si trova. “Nell’ambiente radicale siamo solo in tre, assieme a Rita Bernardini e Irene Testa, ad avere deciso che questo consenta e meriti anche l’azione nonviolenta. Lo sciopero della fame, della sete e le altre iniziative di disobbedienza civile che ci possono essere”. “L’amnistia, che sembrava un sogno mio, comincia a divenire qualcosa di diverso, se il ministro della Giustizia dice certe cose”. “La lotta adesso va accentuata per l’obiettivo, proprio perché si cominciano ad avere risultati importanti e significativi, imprevedibili devo dire”
    17:57 Durata: 8 min 24 sec
  • Sul Governo: “Io credo che adesso riprenderemo un aspetto che ho già evocato altre volte, cioè quello delle 5 milioni di cause civili. Da tempo ho detto che dobbiamo individuare i parametri che consentano all’organismo addetto a questo di dire che l’Italia è 180esima per quel che riguarda la giustizia civile rispetto agli altri Paesi. Ne ho parlato di nuovo un po’ con il ministro del Lavoro, Giovannini”. Sul fronte economico: “Ho anche sentito un orientamento in corso per cui, dopo Bruxelles, si tornerebbe a parlare del fatto che si può accelerare il passaggio di pensionamenti più da giovani per accelerare l’ingresso dei giovani. Questa è sicuramente una stronzata, anche a livello economico”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le sorti del Governo italiano. Pannella: “Io credo che adesso riprenderemo un aspetto che ho già evocato altre volte, cioè quello delle 5 milioni di cause civili. Da tempo ho detto che dobbiamo individuare i parametri che consentano all’organismo addetto a questo di dire che l’Italia è 180esima per quel che riguarda la giustizia civile rispetto agli altri Paesi. Ne ho parlato di nuovo un po’ con il ministro del Lavoro, Giovannini, perché con lui avevamo già affrontato il tema quando era presidente dell’Istat e io andai a parlare con il governatore della Banca d'Italia dell’urgenza di affrontare questo. Anche per capire quanto valeva economicamente, in termini di Pil, la crisi della giustizia”. “La presidenza dei giudici di pace sostiene che in un anno e mezzo è possibile non azzerare ma assolutamente aggredire in modo patente, e tutti ritengono impossibile, questo problema delle cause civile. Contatti ne abbiamo ripresi con loro, ho segnalato anche alla ministra della Giustizia, perché di fatto costituiscono una componente della giustizia italiana. Poi ho avuto un breve colloquio telefonico con Giovannini e ho visto una delle specialiste del settore che, dopo avere visto Visco e Giovannini, abbiamo contattato per apprendere come potevamo acquisire ufficialmente in Italia qualcosa su quei criteri in base ai quali siamo 180esimi. Ho letto proprio ieri un articolo in cui si dimostra che è ripreso quel lavoro che avevamo avviato”. “Dobbiamo fare un’operazione di identità, non solo di indagine, andare dal 180esimo posto al 90esimo, anche se si dovessero toccare categorie amiche come quelle degli avvocati o altri”. “Mi pare che nell’ultimo anno, cioè sul 2012, c’è stato un incremento di 5 mesi di durata media delle cause civili”. “Ero arrivato a parlare di questo perché ho anche sentito un orientamento in corso per cui, dopo Bruxelles, si tornerebbe a parlare del fatto che si può accelerare il passaggio di pensionamenti più da giovani per accelerare l’ingresso dei giovani. Questa è sicuramente una stronzata, anche a livello economico per come ne discutemmo con Giuliano Cazzola e altri. Chi va in pensione consuma la sua pensione, mentre chi continua a lavorare continua a pagare i contributi, peraltro particolarmente pesanti in Italia. Anche questo va tenuto presente”
    18:06 Durata: 15 min 7 sec
  • Sui referendum radicali, sulla presunta ineleggibilità di Berlusconi, su un Pd che “non sta superando minimamente il peccato originale, quello di nascita, ed è un partito nel quale non è usuale e usabile, pare, nessuna correttezza né interna né esterna” e sulla scomparsa del calciatore Borgonovo, malato di Sla

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella torna a parlare dei referendum radicali e delle “ sette legislature che furono fatte finire in anticipo per evitare i referendum radicali, perché in questo modo si determinavano le elezioni politiche che facevano determinare il fatto di rimandare le consultazioni referendarie. E in quell’ulteriore anno che si guadagnava potevano tentare di fare delle modifiche alle leggi sottoposte a referendum, così poi la Corte costituzionale annullava i quesiti. Se ce la facciamo questa volta a raccogliere le firme, ci sarà ancora una volta la tentazione di fare saltare il momento della consultazione”. Sulla presunta ineleggibilità di Berlusconi e sul “rilievo giuridico” che dovrebbe avere o meno una legge non rispettata da 20 anni. Il dibattito interno al Pd e la sfida per la Segreteria. “Il Pd non sta superando minimamente il peccato originale, quello di nascita, ed è un partito nel quale non è usuale e usabile, pare, nessuna correttezza né interna né esterna”. “Hai notato che c’è stata molta emozione per quel calciatore che è morto di Sla; c’è stato uno che ha detto che l’Italia ha conosciuto televisivamente la Sla quando uno con la Sla parlava in televisione come ha fatto Luca? Ha fatto epoca perché ha illuminato tanti di noi, tanto è vero che una delle battaglie che abbiamo fatto è che ai malati di Sla siano fornite tutte le assistenze tecnologiche anche per comunicare”. Non se ne parla “perché siamo al livello morale e civile del Loft che fu di Veltroni”
    18:21 Durata: 15 min 50 sec
  • Sulla situazione turca e sulle colpe dell'Unione europea: “Accade la totale ottusità burocratica della burocrazia europea rapidamente impossessatasi di Bruxelles, come temeva sempre d’altronde anche Altiero Spinelli, a questo punto l’atteggiamento verso la Turchia è stato sempre ignobile, provocatorio”. L’appuntamento di martedì con l’intervento di Pannella alla Commissione parlamentare di vigilanza Rai

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella ricorda episodi dell’integrazione europea e il ruolo propulsivo della democrazia cristiana europea. “A questo punto molte volte ho detto che non possiamo escludere che esista una democrazia islamica come è esistita una democrazia cristiana. Adesso voglio andare ad accertare: in Turchia c’è stato un momento di trionfo laico autoritario, con Ataturk e soprattutto con i suoi epigoni, tanto è vero che mi pare di ricordare che 10-15 anni di partitelli partitocratici turchi sono stati liquidati da una presenza democratico-islamica che denunciava queste caratteristiche, anche sui diritti umani”. “Mi pare di ricordare che in quel momento l’atteggiamento degli islamici… erano quelli che avevano posto il problema della giustizia, delle carceri e anche della democrazia. Poi cosa accade? Accade la totale ottusità burocratica della burocrazia europea rapidamente impossessatasi di Bruxelles, come temeva sempre d’altronde anche Altiero Spinelli, a questo punto l’atteggiamento verso la Turchia è stato sempre ignobile, provocatorio”. Le posizioni antiche pro Europa e pro Nato della Turchia. “Non c’era nessuna riconoscenza, cioè non c’era nessuna conoscenza”. La posizione della Bonino. “E’ chiaro che a questo punto Erdogan può avere, vista pure l’età, anche delle impazienze: basta, a questo punto chissenefrega se faccio l’anti-democratico come facevano loro o come farebbero loro se fossero al potere. E’ un disastro, ma sicuramente paghiamo il prezzo delle nostre irresponsabilità”. Le piazze di questi giorni con “il mito” della “difesa della democrazia”. Sulle missioni internazionali di Emma Bonino. Ancora commenti su tibetani e uiguri. L’appuntamento di martedì con l’intervento di Pannella alla Commissione parlamentare di vigilanza Rai
    18:37 Durata: 21 min 34 sec