07 LUG 2013
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:06 Durata: 1 ora 55 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 7 luglio 2013 , condotta da Valter Vecellio con gli interventi di Valter Vecellio (giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione, Radicali Italiani), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani, Referendum.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 55 minuti.

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  • I 12 referendum radicali, il dibattito del Comitato di Radicali italiani e l'avanzata della ragion di Stato anche nei paesi anglosassoni

    Valter Vecellio

    giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione (Radicali Italiani)

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La conversazione si svolge a Via di Torre Argentina, dove si è tenuto il Comitato di Radicali italiani. “Il problema di mancata informazione è un problema di mancata democrazia”, dice Marco Pannella riferendosi allo stato della campagna referendaria. “Abbiamo avuto un terminale del Comitato con 29 voti di approvazione, sei di astensione e nessuno contro. Quello che resta da spiegare è che io avevo sottolineato, anche il primo giorno, il fatto che la riunione sembrava molto affollata e l’avevo messa nel conto di questa sorta di mistero – per tutti tranne che per Angiolo Bandinelli – per cui noi non entriamo, non presentiamo le liste tranne nel sud famigerato, come a Platì dove andrò sicuramente per rendere grazie del loro senso della giustizia che non riesce a essere ipotecato nemmeno dalla violenza parastatalista della ‘ndrangheta o del ministro degli Interni. Quindi a questo punto posso fare una considerazione: non c’è stato nessun voto contrario alla mozione finale del Comitato di Radicali italiani, vi è stato – rispetto ai titolari del voto nel Comitato – un esito comprensibilmente ma significativamente di 30-31 partecipanti dinnanzi a 90 titolati. E’ sintomatico che, in una situazione nella quale c’era un ‘Comitato invitato’ e un ‘Comitato invitante’, si è parlato da parte di diversi comitatisti di ‘fratture da riparare’; mi sono limitato a spiegare che di fratture manco per la pera, che abbiamo avuto solo un modo diverso di irrobustire quelli che all’inizio avrebbero dovuto essere 6 referendum, facendoli diventare 12, e rafforzandosi mutualmente nel proprio insieme. Quindi a questo punto prendiamo atto di questo fatto. Vorrei poi approfondire questa mia affermazione, che non ho avuto tempo di suffragare a sufficienza nel Comitato, di una situazione egemone culturalmente – non ho detto politicamente – del Nonviolent Radical Party, Transnational and Transparty detto Partito radicale, egemone da un punto di vista culturale, anche ai limiti antropologici, ma non solo in Italia dove gli esempi sono accecanti per quanto chiari”. La realtà americana e internazionale, il dominio della realpolitik, e la figura di Ike Eisenhower, “nostro e mio Presidente, di me ‘amerikano’ con la ‘k’, che ha lasciato una eredità semantica preziosa. A rispettare la sua espressione, era favolosa, perché parlava di ‘complesso militare-industriale-congressuale’”. Il parallelo con Winston Churchill
    17:06 Durata: 11 min 9 sec
  • Su Barack Obama e la politica internazionale degli Stati Uniti: “Per quel che riguarda Obama, dolorosamente constata la situazione difficile nell’opinione mondiale, dei popoli, della nostra storia comune, del nostro mondo democratico. Non può assolutamente sorprendersi, però, lui che è modesto e non umile, dopo che ufficialmente – così come Cameron – diventano gli eredi, i tutori delle menzogne e dei tradimenti contro la lettera della legge statunitense e inglese di Bush jr. e di Blair. Lui si presenta ufficialmente come tutore del segreto di Stato”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La situazione critica di Barack Obama e le rivelazioni sulla National Security Agency. “Per quel che riguarda Obama, dolorosamente constata la situazione difficile nell’opinione mondiale, dei popoli, della nostra storia comune, del nostro mondo democratico. Non può assolutamente sorprendersi, però, lui che è modesto e non umile, dopo che ufficialmente – così come Cameron – diventano gli eredi, i tutori delle menzogne e dei tradimenti contro la lettera della legge statunitense e inglese di Bush jr. e di Blair. Lui si presenta ufficialmente come tutore del segreto di Stato”. Le difficoltà della diplomazia americana, dalla Siria alla Turchia: “Il mondo, i popoli, gli credono. Cioè credono che lui sia l’eredi di Bush, che tutela per ragioni di Stato i crimini di Bush, come Cameron tutela i crimini di Blair”. Il ruolo diverso della Regina Elisabetta che a Blair e al suo successore Brown continua a negare delle onorificenze praticamente dovute. “Oggi lo scontro, in Italia e nel mondo, è proprio quello tra lasciare la peste italiana continuare indisturbata a corrompere tutto il mondo e offrire invece un’alternativa”. “La resistenza del nostro Partito transnazionale e transpartito è la resistenza agli anni ’35-’38 prima che diventino tali. Che si faccia questo con 800-1.000 iscritti al partito, che si faccia questo con Kok Ksor, nostro compagno e rappresentante coraggioso di un popolo in via d’estinzione ad opera dell’alleanza di Washington con la dittatura comunista vietnamita, con il nostro compagno Sam Raimsy, esule, che adesso bisognerà anche accompagnarlo perché ci sono le elezioni, questo è il contesto”
    17:17 Durata: 20 min 57 sec
  • “L'egemonia culturale” del Partito radicale.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’egemonia culturale del Partito radicale. Sulla “rivoluzione semantica” che in inglese si compie accostando i termini “radical” e “nonviolent”. “Quando accade che un migliaio di iscritti al partito, che come si sottolinea diminuiscono ogni anno di 100, non si calcola che questo accade nell’antidemocrazia pratica, rigorosa, del sessantennio partitocratico erede della partitocrazia fascista. Di conseguenza ci troviamo a dire: ma come mai tutti quanti gli altri, quelli di 40-50 anni fa, adesso in quanto tali non esistono più? Noi invece abbiamo questa strana cosa per cui siamo Partito, adesso siamo Transpartito con tante parti politiche specifiche come Nessuno Tocchi Caino o l’Associazione Luca Coscioni”. Le vittorie di queste varie “parti politiche specifiche”; l’esempio della battaglia per avere una giurisdizione internazionale. Pannella ricostruisce alcune fasi dei rapporti con Berlusconi negli anni 90, a partire dalla firma di Berlusconi in calce agli “8 referendum contro il regime”. “Io ricordo quando abbiamo cominciato. All’inizio degli anni 60, avevano condannato un’attricetta americana a due anni di carcere per due grammi di hashish. Noi andammo alla contro-inaugurazione dell’anno giudiziario a Piazza Cavour del Palazzaccio, che allora era tutta la giustizia romana perché non c’era ancora Piazzale Clodio, scrivendo ‘due grammi di hashish uguale due anni di galera’. Da allora venne fuori l’antiproibizionismo. Dicevamo: ‘Oh, americani, non ve lo ricordate Roosevelt che dice ‘è giunto il tempo e l’ora tarda di incontrarci la sera, da bravi americani, a discutere della vita, della morte, della libertà e della pace attorno a un bel boccale di birra’ che era fino ad allora vietata dal proibizionismo. Da quel momento, oggi abbiamo dieci, undici capi di stato che pongono le cose che noi dicevamo allora. E non parliamo di Saviano che sembra Pico della Mirandola per quanto sa giustificare bene le posizioni anti-proibizioniste; l’unica cosa che non riusciamo a consolare – dice ironico Pannella – il talentuosissimo prodotto italiota di Saviano è che è inconsolabile, continua a dirlo in tv, perché – dice – ‘io vorrei votare per un partito anti-proibizionista ma in Italia non c’è’. Povero, poveretto, ha capito pure lui che la regola del regime è una sola: potete schierarvi per Grillo, anche gli intellettuali, per tutti tranne che per i Radicali. Perché loro sono non rappresentanti, ma bene comune della gente”. Riflessioni sul suicidio di un membro della polizia penitenziaria del carcere di Rebibbia a Roma. Critiche all’intervento di Alessandro Capriccioli, di Radicali Roma. Il trattamento mediatico dei Radicali.
    17:38 Durata: 19 min 13 sec
  • Sul ruolo del Presidente della Repubblica. I rapporti dei Radicali con Falcone e Grasso.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sul ruolo del Presidente della Repubblica: “Dovrebbe dire ai due Presidenti del Parlamento: guardate, le cazzate che sta dicendo Grasso in Senato e le cose improprie che dice quell’altra – non con un messaggio ma magari a livello di riunioni…”. Sui rapporti tra i Radicali e l’ex magistrato Grasso e quelli con Falcone. I colloqui tra Pannella e Salvo Lima a un mese dal suo omicidio
    17:57 Durata: 16 min 47 sec
  • I rapporti tra Berlusconi e i Radicali; l'ultimo capitolo sui referendum sulla giustizia

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sulla posizione di Berlusconi rispetto ai referendum radicali sulla giustizia. “Io ritengo che Silvio Berlusconi, da diversi anni, a livello politico abbia smarrito la capacità di intendere e di volere. E quindi alcune evidenze che accecano trovano in lui quello che dinnanzi all’evidenza troppo chiara chiude gli occhi e continua con i suoi ragionamenti. Comunque mi pare che se vi fosse informazione sulla giustizia, quella che viene sottratta completamente, e che adesso magari per pseudo-informazione sui referendum, trovano ancora il modo per non consentire le ore di dibattito che vengono richieste… Perché questo è il loro problema, porre il problema del diritto, dell’amnistia e della giustizia è il cuore della realtà italiana, perché è il massimo di crisi sociale e istituzionale della realtà italiana”. “Fra giorni e settimane forse si decide. Anche Alfano mi ha detto che è tutto deciso, e nessuno poi ha smentito le dichiarazioni ufficiali di Nitto Palma che aveva parlato a nome del Pdl a sostegno di questa campagna. Ma i giorni passano”. “Il deputato Roberto Speranza, oltre a essere capogruppo del Pd, è anche parlamentare lucano e altro, mi pare non automaticamente bersaniano; ieri tutte le agenzie davano il titolo: ‘Speranza: occorre farla finita con il giustizialismo’. Era una presa di posizione nell’ambito del suo partito, non ce l’aveva certo con noi. Ancora una volta: dubito che questo Speranza andrà da Travaglio e Santoro, cioè a 4 milioni di persone”. Il dibattito interno al Pd e i riflessi sul Comitato di Radicali italiani. “Le relazioni di Staderini e De Lucia non hanno facilitato un dibattito fecondo, perché hanno trasmesso la preoccupazione al Comitato dei rapporti tra i nostri Comitati. Devo dire che ci voleva molta abilità per riuscire a indurre il Comitato a ragionare su ‘come si può fare per migliorare questa situazione’, quando dal primo momento le cose sono state semplici. A un certo punto è stata presa l’iniziativa da Radicali italiani a creare dei comitati con i socialisti, con la Cgil e altri; poi però quando siamo andati al Palazzaccio a firmare i primi sei referendum e io per primo ho parlato di 12 referendum…”
    18:14 Durata: 10 min 33 sec
  • Ancora sull’egemonia culturale dei Radicali: “Bisognerebbe mandare una tessera ad honorem a Papa Francesco. Ma vi rendete conto? Ha la fantasia radicale, quella di fare quello che lui fa, una cosa semplice: va a Lampedusa e butta una corona di fiori di fronte a dove la bestialità padana” ha prodotto i suoi effetti

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sull’egemonia culturale dei Radicali: “Bisognerebbe mandare una tessera ad honorem a Papa Francesco. Ma vi rendete conto? Ha la fantasia radicale, quella di fare quello che lui fa, una cosa semplice: va a Lampedusa e butta una corona di fiori di fronte a dove la bestialità padana, ma non quella di Umberto Bossi ma di quello vestito bene, questo è quello che senza grida da parte di nessuno, quando l’Italia è stata scomunicata dalla Cedu per i respingimenti, cioè per l’assassinio in mare voluto, calcolato, perché noi abbiamo – lo ripeto da 8 anni – modi di conoscenza e di esplorazione di quello che accade sul mare tali che si potrebbe leggere quello che noi stiamo leggendo qui ora”. Sui cambiamenti nel “Veneto cattolico”. Sul confronto tra Radicali e autorità cinesi in merito al ruolo delle minoranze etniche e religiose e sulla mancata proposta di espulsione del Prt dall’Ecosoc delle Nazioni Unite. “Quello che stiamo dicendo, di fatto, è: volete iniziare a pensare anche voi agli Stati uniti cinesi?”
    18:24 Durata: 11 min 57 sec
  • Conclusioni. Sulla situazione del movimento grillino e sui rapporti con i Radicali

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sulla situazione del movimento grillino e sui rapporti con i Radicali. Sulle elezioni comunali a Roma e sul ruolo dei Radicali. “La totalità delle cittadini e dei cittadini romani non ha potuto esprimere una scelta politica, radicale, elettorale. Dopodiché sono contento che ci sia Riccardo Magi in consiglio comunale e che ci sia Davide”. Sui rapporti con la Cina e sui reportage di Radicioni. Su Grillo e il ruolo decisivo dell’informazione: “Adesso c’è il ‘restitution day’. Certo lui la può fare questa cosa, perché se avete tenuto presente il giocatore che è morto di Sla, Borgonovo, non c’è stato un essere senziente, tra quelli che si sono espressi, che abbia riportato l’emozione di quanto uno che aveva la Sla, di cui non si sapeva nulla, a un certo punto pigliava e parlava al Paese, con quella forza emotiva”. “Non c’è stato uno che abbia ricordato questo. Cattivi? No, è la foto di quello che accade quando c’è l’assenza di democrazia, cioè l’assenza di dibattito tra reali alternative”. Il ricorso alla nonviolenza – non solo lo sciopero della fame - e il fatto che Marco Cappato, da parlamentare europeo, sia riuscito a far introdurre la nonviolenza come mezzo di promozione dei diritti in un documento ufficiale del Parlamento Ue
    18:36 Durata: 25 min 8 sec