04 AGO 2013
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:00 Durata: 2 ore 11 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 4 agosto 2013 condotta da Valter Vecellio con gli interventi di Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Valter Vecellio (giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione Nazionale, Radicali Italiani), Matteo Angioli (membro del Comitato Nazionale, Radicali Italiani).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una
durata di 2 ore e 11 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.

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  • La legalizzazione del consumo di marijuana in Uruguay e le polemiche nella comunità internazionale. Marco Pannella: “La cosa mi offre l’occasione di pregare chi mi ascolta e sarà in condizione, Padre Lombardi o qualcun altro, di soccorrere un po’ Papa Francesco perché lui si è trovato, perché ha lo stesso scrivano o per un altro motivo, a ripetere una stupidaggine che era stata fatta dire nell’ultimo intervento a Papa Ratzinger, quando hanno detto di essere contro la ‘liberalizzazione’ che noi volevamo. Ora, non c’è imbecillità più grande che quella, dinnanzi al nostro statalismo liberale frenetico per il quale vogliamo sempre ‘le-ga-liz-za-re’ quello che non lo è”

    Valter Vecellio

    giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione Nazionale (Radicali Italiani)

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La legalizzazione del consumo di marijuana in Uruguay e le polemiche nella comunità internazionale. Marco Pannella: “La cosa mi offre l’occasione di pregare chi mi ascolta e sarà in condizione, sarà Padre Lombardi o qualcun altro, di soccorrere un po’ Papa Francesco perché lui si è trovato, perché ha lo stesso scrivano o per un altro motivo, a ripetere una stupidaggine che era stata fatta dire nell’ultimo intervento a Papa Ratzinger, quando hanno detto di essere contro la ‘liberalizzazione’ che noi volevamo. Ora, non c’è imbecillità più grande che quella, dinnanzi al nostro statalismo liberale frenetico per il quale vogliamo sempre ‘le-ga-liz-za-re’ quello che non lo è. Per esempio, Papa Francesco, noi abbiamo voluto legalizzare l’aborto clandestino di massa; secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, era uno sterminio, un massacro, un milione e duecentomila aborti clandestini come stima al ribasso”. “Allora proprio perché credo che Papa Francesco è capace di essere speranza, di essere il punto di riferimento massimo della religiosità, antropologicamente parlando e non gerarchicamente parlando, dico: per favore, non fate più leggere a Sua Santità una stupidaggine come quella! Visto che noi lottiamo perché se Dio vuole, se il Papa vuole, l’Uruguay di tre milioni di persone – ma che ha una grande storia, anche di civiltà politica radicale e tormentata – oggi è il primo Stato che dichiara di volere, contro le cose liberalizzate e senza norma… Allora, non si trova il pane dopo le 9 di sera, perché non si può vendere, bisogna stare chiusi. Papa, lo sai, adesso è come la televisione con Grillo: Grillo non va alla televisione, ma la televisione va da Grillo. Noi non andiamo dalla droga, perché ufficialmente è chiusa, ma a mezzanotte, all’una di notte, la mattina a scuola, la droga clandestina e liberissima va dappertutto, nelle condizioni più criminali, con il divieto di Cesare, cioè il proibizionismo”. L’importanza dell’amnistia per ristabilire lo Stato di diritto. “Volevo salutare questa cosa perché credo che a Radio Radicale, nelle mie logorree, negli ultimi 5 anni avrò detto almeno due volte che le nostre cose più folli – come l’antiproibizionismo – entro 5 o 10 anni riusciremo a far realizzare il ‘legalizzala Marco’ che mi insegue da almeno 15 anni, e non soltanto da noi”. L’ironia di Pannella su Roberto Saviano, dichiaratamente antiproibizionista ma che dice di non aver trovato un partito in Italia che sostenga queste tesi: “Perché c’è un partito antiproibizionista, soffre per questo. E lui che è ammaliato a tal punto che la conosce e saprebbe batterla, ammaliato dalla condizione umana camorrista e ‘ndranghetista, in realtà proprio è ancora subalterno alle grandi criminalità perbene, su quelle lui non fiata troppo. Dice che ‘vorrebbe’ gli antiproibizionisti, e sa che questo rende un grande servigio al potere proibizionista che ha paura del seme liberale, libertario, rivoluzionario e rivoluzionante nostro”. Le convinzioni antiproibizioniste di Milton Friedman (economista e Premio Nobel, 1912-2006), considerato da alcuni come “di destra” e invece apprezzato dai Radicali: “Io in tempo reale sottolineai che la fragilità di Pinochet (Augusto José Ramón Pinochet Ugarte, 1915-2006, è stato un generale, politico e dittatore cileno, ndr), la sua scarsa durata, fu data dal fatto che lui realizzò a livello economico – su ispirazione consapevole o no di Milton Friedman – un tipo di società e di contraddizioni di classe che sono state positive e che hanno fatto battere in poco tempo gli stadi fascisti del povero Pinochet che non conosceva altro. L’Allende (Salvador Guillermo Allende, 1908-1973, presidente cileno)suicidatosi per speranza o disperazione dinnanzi a quello che divenne presto Pinochet, in realtà quello Stato ha risentito più nell’immediato dell’ispirazione di Allende che di quella di Pinochet”
    17:00 Durata: 19 min 16 sec
  • La continuità tra fascismo degli anni 20 e 30 e la situazione attuale di regime secondo Pannella

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Questo regime, che dura – con una breve interruzione di 8 anni – quantomeno dal 1921, perché di questo si tratta… Noi stiamo per arrivare tra 7 anni al centenario della marcia su Roma, con una storia molto interessante che noi avevamo previsto, assieme ai costituenti. Vorrei segnalare in particolare Don Sturzo e Salvemini, e anche componenti ufficialmente socialiste, che alla Costituente volevano il regime presidenzialista, antipartitocratico, essendo stati Don Sturzo e i socialisti nel 1921 quelli che proponevano la soluzione necessariamente partitocratica dell’esaltazione delle liste di partito e dei connotati di partito”. “C’era il fascio dei partiti che per sopravvivere si era ricostituito senza il Gran consiglio che aveva deposto Mussolini, peraltro in nome della legalità di allora, per quanto infame”. “Pochi giorni dopo Piazzale Loreto, Bottai diceva testualmente, prima che andasse a fare l’ufficiale della Legione straniera: noi abbiamo commesso un errore, avevamo concepito lo Stato corporativo come fondato sulla diversità sociale, quindi lo Stato di fasci e corporazioni, e abbiamo invece avuto uno Stato nel quale la nostra piramide corporativa era rovesciata, perché aveva il potere di uno alla base, Mussolini. Adesso – diceva – verrà fuori il pluralismo antifascista ma invece sarà quello che avremmo voluto realizzare e non ci riuscimmo”. Croce, Gentile, i due grandi filosofi liberali, e i loro epigoni. “Attraverso un dibattito più approfondito avremmo compreso come il Pci era inserito tra i vincitori del fascismo e del nazismo, ed era invece oggi quello che ancora paghiamo, cioè avere inserito il totalitarismo moderno e contemporaneo più duraturo, 70 anni invece dei 20-30 anni di fascismo-nazismo”. “Polizia” e “pulizia” come concetti che si sovrappongono nella storia del comunismo ma anche del Pd di oggi nei confronti dei Radicali
    17:19 Durata: 11 min 57 sec
  • Sull’importanza del “concepire” nella “rivoluzione monoteista cristiana”: “In fondo c’è questa splendida cosa per cui Gesù nasce dalla non-congiunzione carnale fra Giuseppe e Maria, questo sappiamo, con l’aiuto dello Spirito Santo che resta immateriale, non si vede. Bene, se poi a un certo punto parliamo dell’amore, del fatto che va ‘concepito con amore’, beh io sono molto curioso di quello che la filosofia e la scienza ci racconteranno su questo”. Il materialismo dei dogmi cattolici su spermatozoo ed embrione

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ragionamenti sull’immaterialità e sui valori non negoziabili. Sull’importanza del “concepire” nella “rivoluzione monoteista cristiana”: “In fondo c’è questa splendida cosa per cui Gesù nasce dalla non-congiunzione carnale fra Giuseppe e Maria, questo sappiamo, con l’aiuto dello Spirito Santo che resta immateriale, non si vede. Bene, se poi a un certo punto parliamo dell’amore, del fatto che va ‘concepito con amore’, beh io sono molto curioso di quello che la filosofia e la scienza ci racconteranno su questo”. Il materialismo dei dogmi cattolici su spermatozoo ed embrione. “Credo che il carattere profetico che si trova nelle religiosità che hanno resistito millenni sia proprio questo: basta l’amore, lo spirito, quello santo, per concepire e dare forza di vita all’esistente”. La compresenza di viventi e morti di capitiniana memoria. “Fino al 1920 c’era una norma canonica che vietava di somministrare qualsiasi sacramento a quello che icto oculi non avesse sembianze umane; ora l’ovulo appena fecondato, lo zigote, nemmeno al microscopio hanno sembianze umane”. “Stiamo vivendo un momento storico in cui Cesare è contro la sua legalità, Cesare legittimato e obbligato a concepire delle carceri come funzione necessaria alla civiltà della convivenza umana per coltivare un meglio rispetto a un peggio, invece da 30 anni – sempre più avvertito – ritiene fatalmente che le catacombe siano quello su cui si fonda l’ordine sociale, cioè la violenza contro il diritto e via dicendo”. Sul pensiero di Ratzinger quando non era ancora Papa e sulle sue dichiarazioni sulla povertà della chiesa. Il concetto di “egemonia”. L’intervista a Pannella del direttore del Corriere fiorentino
    17:31 Durata: 16 min 3 sec
  • I rapporti tra Radicali e Berlusconi: “Devo dire al povero Silvio: lui non ha ancora capito, perché non l’ha deciso, non sa cosa fare, altrimenti la prima cosa sarebbe stata quella di andare a firmare i referendum. Magari due volte, dicendo ‘ne ho firmati la metà a San Babila e l’altra metà in una sede comunale’, e questo avrebbe mobilitato. Invece se noi adesso togliamo Nitto Palma, che si è impegnato a dare entro il 15 agosto 100 mila firme in Campania altrimenti si dimetteranno i consiglieri provinciali in Campania… In questo periodo non ha tempo di pensare, magari per sbaglio”. Il dialogo tra Radicali e grillini

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La condanna di Berlusconi e la manifestazione che sta per cominciare in Via del Plebiscito. “Nella storia, non nella cronaca, sarà uno dei soliti incidenti per fortuna non da Piazzale Loreto o da bunker o da messo nel frigorifero tra comunisti perché bisogna decidere quando è morto il dittatore. Allora per questo ho detto: davvero il problema italiano adesso è questa condanna di Silvio? Voglio dire, poi ce ne occuperemo pure noi, riusciremo a farlo andare in galera se è giusto non farlo andare, o dirgli ‘vacci tu spontaneamente’ come dissi a Bettino dicendogli che avrebbe beccato molti più voti sei mesi dopo”. “Ma credo che Silvio se l’è un po’ ricordata questa cosa”. Il ruolo primario di Daniela Santanchè. “In Via del Plebiscito ci sono in questo momento due tavoli per raccogliere le firme sui referendum radicali, ci sono già da un’ora, ed è stato annunciato on-line”. “Devo dire al povero Silvio: lui non ha ancora capito, perché non l’ha deciso, non sa cosa fare, altrimenti la prima cosa sarebbe stata quella di andare a firmare i referendum. Magari due volte, dicendo ‘ne ho firmati la metà a San Babila e l’altra metà in una sede comunale’, e questo avrebbe mobilitato. Invece se noi adesso togliamo Nitto Palma, che si è impegnato a dare entro il 15 agosto 100 mila firme in Campania altrimenti si dimetteranno i consiglieri provinciali in Campania…”. “In questo periodo non ha tempo di pensare, magari per sbaglio. Abbiamo un legame tra di noi, io lo rivendico, e dico che fra il 1993 e il 1995 lui aveva scelto la piattaforma radicale più dura, quelli che firmò a San Babila al tempo dei Club Pannella. E ancora nelle elezioni successive lui riuscì, senza che ne avessimo mai parlato, visto che c’era il Mattarellum in vigore per la prima volta, in almeno 10 circoscrizioni dove il candidato era di Forza Italia, lui non candidò i suoi e lì i suoi si riversarono per portare i nostri, ivi compresa Emma Bonino, in Parlamento, e non c’era nessun accordo”. “Infatti lui potrebbe rivendicare che in quell’anno, contrariamente ai suggerimenti di Giuliano Ferrara che lo aveva fatto quasi impegnare a nominare a Bruxelles Giorgio Napolitano e quindi si incazzò a morte, lui invece scelse Emma Bonino, adorata e amata da uno come Pertini, e Monti che da allora ha rappresentato la massima autorevolezza, al fianco della massima autorevolezza popolare e anti-populista di Emma Bonino. Potrebbe rivendicare tutto questo”. I rapporti tra Pannella e movimento grillino. “E’ indubbio che molte delle cose di Grillo… Lui fino a 4-5 anni fa aveva un altro collaboratore dialogante, poi è venuto fuori questo Casaleggio, con la rete e tutto il resto. Ma è sintomatico il fatto che così come su 40 milioni di elettori noi - con le liste Amnistia giustizia e libertà - abbiamo fatto 62 mila voti, cioè zero, allo stesso modo Marcello De Vito (candidato dei grillini a sindaco di Roma, ndr) non sapeva che io l’avevo votato, pur avendolo anche detto di recente ai consiglieri regionali del suo movimento”. Gli indipendenti di sinistra nella storia repubblicana
    17:47 Durata: 22 min 33 sec
  • Le iniziative nonviolente di Pannella sulla situazione della giustizia e delle carceri

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le ipotesi sul futuro di Berlusconi. “In base alla legge italiana, tutti dicono che dovrebbe farsi un anno di carcere. Ma il problema non è ‘un anno’ ma ‘quattro’; perché lui usufruisce dei tre anni dell’indulto; però se scatta una recidiva sua, a quel punto c’è anche da tenere conto di questo. Lui è stato indultato di già rispetto ad altre questioni, altrimenti già adesso sono quattro anni. Mi si permetta di dire una cosa: costantemente mi arrivano le notizie sul fatto che, ancora due ore fa, 90 in quel carcere hanno fatto lo sciopero della fame a sostegno della mia battaglia. Mentre oggi se c’è uno che merita tutta la loro gratitudine e fiducia è Rita Bernardini”. “Mi dicono: non devi rischiare perché tu sei prezioso, eccetera. Allora una volta vorrei poter dire qualcosa a 3-4 milioni di persone, qualcosa che sono convinto farebbe crollare questo massacro di massa che sono i suicidi della polizia penitenziaria, di detenuti e degli altri. Scusatemi, io da 40 anni che faccio anche scioperi della sete, abbiamo 40 anni di analisi che seguono durante lo sciopero, perché sono privilegiato e posso avere dei medici che seguono a che punto sono nello sciopero assoluto, e a questo punto ci si preoccupa di me; rischierò, dico io, ma con prudenza, visto che sono 40 anni che lo faccio, e la scienza spiega a posteriori perché c’è questa specie di miracolo. Allora dico: ma è possibile che voi vi occupiate e preoccupiate così di me e non di quegli altri che sono programmati dal potere italiano?”. Sull’importanza dell’esistenza di uno “Stato non democratico” per spiegare lo strano atteggiamento della pubblica opinione verso i Radicali. L’involuzione degli Stati Uniti e l’evoluzione della potenza di controllo dello Stato sui cittadini. Sugli ascolti di Radio Radicale: “Noi non abbiamo molto denaro, ma mi chiedo quale miracolo continua a consentire gli ascolti che abbiamo. Non sono molti, non sono moltissimi, ma per me è dimostrazione di una solidità e di una durata che possono interrompersi, certo, ma che a fronte di quello che significa oggi un regime antidemocratico…”. Il “povero Re Giorgio”, cioè il Presidente della Repubblica Napolitano, e l’eredità del “comunismo reale” che sottovaluta “la vita umana qualunque”. Il risultato dei Radicali alle scorse elezioni e il caso di Platì, in Calabria, dove i Radicali hanno avuto il 20 per cento dei voti
    18:09 Durata: 15 min 55 sec
  • L'ipotesi di candidatura di Pannella alla segreteria del Pd e il suo eventuale programma da aggiornare solo di poco rispetto a quello del 2007: “Ma la cosa straordinaria è che quello potrebbe valere anche come programma concorrente se ci fossero candidature per la successione a Berlusconi nel Pdl. Perché? Perché è tutto incentrato sul problema dello Stato, del diritto, della giustizia, della moralità…”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La possibile candidatura di Pannella alla segreteria del Pd e lo scarso eco di stampa di questa disponibilità. “Quando chiesi l’iscrizione al Pd, preannunciando anche la candidatura, nel 2007 feci un programma e dissi: io da candidato vi scrivo che questo è il mio programma, augurandomi che gli altri candidati abbiano anche il loro programma. Allora è indubbio che io posso aggiornare con grande facilità e in modo suggestivo se fosse letto da qualcuno, perché dubito che anche il ceto dirigente del Pd se lo vada a leggere. Ma la cosa straordinaria è che quello potrebbe valere anche come programma concorrente se ci fossero candidature per la successione a Berlusconi nel Pdl. Perché? Perché è tutto incentrato sul problema dello Stato, del diritto, della giustizia, della moralità…”. I referendum radicali del 2000 traditi da Berlusconi. “Berlusconi sa che gli direi questo tipo di cose, per questo il suo riflesso eccessivo è evitare di vederci”. “I consigli si danno a chi te li chiede. Posto che lui li chieda, sa già cosa gli rispondo, e ha paura di non avere una risposta a quello che gli rispondo. ‘Guarda che tu questa cosa non la stai facendo, guarda che il povero Nitto Palma e i compagni che ci credono alla posizione del Pdl devono faticare un mucchio perché tu sui referendum non parli e siamo già ad agosto e magari ti accorgi per carenza che non sei riuscito nemmeno a farci raccogliere le 500 mila firme che faremmo da soli’”. I commenti positivi di Grillo ai referendum radicali e le pressioni di Di Pietro per fargli cambiare linea. “Che i grillini protestino perché il Parlamento è trattato di merda dal Governo e dal Presidente della Repubblica, perché se questi fanno decreti lui firma decreti a go-go… Vorrei cogliere l’occasione per avvisarlo: a me risulta che in queste condizioni, in sette anni e mezzo, lui Napolitano abbia dato solo 35 grazie. Allora è il minimo storico di qualsiasi Presidente”. “Non ti sei occupato, come persona, del fatto che la scienza dice senza contraddizioni che la eruzione nuova del Vesuvio sarebbe di carattere pliniano, ma anche se non lo fosse si diceva che nella zona rossa ci sono almeno 600mila persone che rischiano di crepare in un quarto d’ora; adesso la scienza dice che quelli in pericolo sono milioni, per l’assenza di interventi”. I Radicali e la denuncia delle trivellazioni sulla costa adriatica-abruzzese
    18:25 Durata: 19 min 13 sec
  • Altre possibili iniziative nelle carceri: “Rivolgo un appello anche al sindacato italiano; non parlo del sindacato ufficiale della partitocrazia, visto che da quando se ne è andato da lì Pierre Carniti, Cgil, Cisl eccetera mi pare che siano proprio al livello totalizzante della sindacatocrazia…”. E’ incredibile che, vista “la condizione dei familiari, oltre che di quanti lavorano nel sistema carcerario, non venga - da Landini, da Camusso e tutti quanti, anche da quelli interni – la denuncia di una complicità di regime, di classe, contro i diritti umani della polizia penitenziaria, di tutto il personale, gli psicologi e gli assistenti, i cappellani, beh questa è cosa che non comprendo, nel senso che mi viene voglia di dire: perché dovete essere tutti così ostili, nei fatti?”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    “Io chiedo a tutta la polizia penitenziaria, a tutti i carcerati, quindi anche direttori e magistrati di sorveglianza, ai volontari, di mobilitarsi perché nelle 206 carceri che abbiamo si costituiscono gruppi ‘per la riforma attraverso l’amnistia e l’indulto’. Questo è essenziale. Potremmo sperare, attraverso Alessandra Terragni e quella iniziativa che ha coinvolto quasi 3.000 persone tra i parenti dei detenuti, che venga fuori che in 206 carceri nascano dei ‘comitati aperti’ con l’obiettivo che è la riforma democratica per uscire dalla flagranza criminale attraverso l’amnistia e i referendum. Per questo rivolgo un appello anche al sindacato italiano; non parlo del sindacato ufficiale della partitocrazia, visto che da quando se ne è andato da lì Pierre Carniti, Cgil, Cisl eccetera mi pare che siano proprio al livello totalizzante della sindacatocrazia…”. E’ incredibile che, vista “la condizione dei familiari, oltre che di quanti lavorano nel sistema carcerario, non venga - da Landini, da Camusso e tutti quanti, anche da quelli interni – la denuncia di una complicità di regime, di classe, contro i diritti umani della polizia penitenziaria, di tutto il personale, gli psicologi e gli assistenti, i cappellani, beh questa è cosa che non comprendo, nel senso che mi viene voglia di dire: perché dovete essere tutti così ostili, nei fatti?”. L’assenza dell’impegno delle riviste cattoliche. L’impegno preso da Andrea Olivero, di Scelta civica, sull’amnistia. La “speranza nella riva destra del Tevere”
    18:44 Durata: 12 min 51 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’agenda della settimana. La “riunione non formale” del Partito, con la partecipazione del ministro degli Esteri, Emma Bonino, “per coloro che si sono occupati della vicenda che noi chiamiamo ‘Iraq libero’ che adesso non ha solo la prospettiva di difendere nel mondo la Commissione Chilcot, ma anche di seguire cosa sta succedendo negli Stati Uniti e in Cina” per sostenere il “diritto alla conoscenza”, quindi “ridurre fortissimamente il segreto di Stato”. Il caso Caso Shalabayeva. Il ruolo di Emma Bonino oggi come ministro degli Esteri e nel 2006 come ministro del Commercio internazionale
    18:57 Durata: 8 min 18 sec
  • Collegamento con Matteo Angioli dalla manifestazione del Pdl di Via del Plebiscito

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Matteo Angioli

    membro del Comitato Nazionale (Radicali Italiani)

    Angioli sulla raccolta firme in corso a Via del Plebiscito, durante la manifestazione del Pdl: “Sono due ore che non smettiamo di raccogliere firme”
    19:06 Durata: 5 min 37 sec