26SET2013
rubriche

Radio Carcere: informazione su giustizia penale e detenzione

RUBRICA | di Riccardo Arena RADIO - 19:48. Durata: 43 min 56 sec

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La responsabilità penale dei direttori delle carceri e la diffida inviata dai Radicali ai magistrati italiani.

Le lettere scritte dalle persone detenute.

Puntata di "Radio Carcere: informazione su giustizia penale e detenzione" di giovedì 26 settembre 2013 condotta da Riccardo Arena con gli interventi di Piergiorgio Morosini (Gip presso il Tribunale di Palermo e già segretario di Magistratura Democratica).

Tra gli argomenti discussi: Carcere, Costituzione, Dirigenti, Diritti Umani, Diritto, Giustizia, Legge, Magistratura, Penale, Procedura, Responsabilita' Civile, Responsabilita' Penale.

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19:48

Scheda a cura di

Riccardo Arena Iva Radicev
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Che
E adesso
Anche insieme all'INEA che
Abilitate adottate
Magia il tribunale
Qualcosa
Acquisite
Come è possibile che potete fare quello che fate
Scusi secondino secondi non è simpatica superiore
Una volta quello italiano il tribunale
Dopo il venticinque il Codice di procedura penale dichiaro
Ma del popolo italiano la Corte d'Appello di Palermo seconda sezione
Data cinque aprile mille novecento
Buonasera buonasera e ben trovati l'ascolto di Radio Carcere da parte di Riccardo Arena questa sera prima di leggere le lettere dalle carceri vogliamo iniziare ad approfondire alcuni aspetti contenuti nella diffida che i radicali en rinviato ai magistrati italiani e ai direttori delle carceri diffida che è finalizzata a richiamare queste figure importanti del processo penale alle loro responsabilità in ordine alla sovraffollamento carcerario ed infatti si da un lato sappiamo bene benissimo che affrontare la vergognosa realtà delle carceri come quella del processo penale è compito del Parlamento allo stesso tempo è utile interrogarsi sulle responsabilità che oggi hanno i singoli operatori il diritto e in modo più preciso pm e giudici e direttori delle carceri in altre parole questa sera ci vogliamo domandare nell'attesa che la politica faccia il suo dovere cosa possono fare pm e giudice direttori delle carceri per affrontare il suo la folla entro carcerario conoscendo l'assoluto degrado delle carceri si possono intravedere delle responsabilità succhi ordine all'esecuzione di una per o di una misura cautelare in una struttura penitenziaria fatiscente ed ancora siamo certi che il direttore di un carcere sovraffollato
Debba per forza accogliere un detenuto in più senza risponde del reato di maltrattamenti in un sistema penale non solo privo di efficienza siamo certi che l'inerzia della politica non sia diventato un alibi anche per gli addetti ai lavori e insomma volendo essere ancora più chiari fino alla noia non è più ammissibile che in un sistema penale si Contini a far finta di nulla non è più ammissibile che dei PM emetta un ordine di esecuzione ignorando come poi quell'ordine seppur legittimo venga di fatto seguito come non è più ammissibile che i direttori delle carceri non informino quel pm o il DAP sulla reale condizione della struttura da loro diretta queste sono le nostre impressioni vanno e come al solito ci possiamo sbagliare allora
Allora per capire meglio questo delicato tema è in collegamento con noi il consigliere Piergiorgio Morosini G.I.P. presso il tribunale di Palermo e già segretario nazionale di Magistratura Democratica buonasera Consigliere ora era lei era toccherà agli ascoltatori
Allora consigliere Morosini partiamo dalla diffida che i radicali hanno inviato ai magistrati italiani e i direttori delle carceri italiane lei l'ha letta questa diffida qual è la sua impressione proprio questo atto di diffida molto importante per
La prospettiva in cui collocare tutti i protagonisti del sistema giudiziario il penitenziario
Rispetto al prima del sovraffollamento carcerario in fondo è una sollecitazione ad applicare il principio di responsabilità in ogni fase
Di fronte I grandi deficit del nostro sistema penitenziario ecco una diffida consigliere Morosini che sembra poi porre un po'una domanda di fondo se è possibile che i pm e giudici
Non si curino non si
Sentano responsabili del modo illegali in cui vengono eseguiti i loro legittimi provvedimenti io voglio subito dire una cosa noi quando parliamo di sovraffollamento carcerario nel dibattito pubblico di solito siamo
Abituati a puntare il dito verso quelle che sono le défaillance del legislatore e del Governo allora per un attimo abbandoniamo questo profilo che pure un profilo importante parliamo
Di quelli che sono gli atteggiamenti gli effettivi comportamenti della magistratura penale io parlo quindi
In primo luogo parlo di me stesso del giudice delle indagini preliminari che molto spesso richiamato ad accogliere o meno richieste e di misura cautelare della custodia in carcere in sede molto spesso infatti anche di indagini preliminari
Ecco
Sotto questo profilo noi forse troppo spesso
Trascuriamo che nella nello scegliere la misura cautelare adatta rispetto al caso di specie
Non teniamo conto di quello che è un surplus di sofferenza che esitato dalle condizioni delle carceri in Italia oggi
E un dato invece con cui ci dobbiamo assolutamente confrontare noi molto spesso
Non ci occupiamo della fase successiva all'IVA a quella che trattiamo noi perché non ci compete dal punto di vista del Codice di procedura
E quindi siamo abituati a a non tenere conto di questo dato ma la condizione talmente drammatica e grave e lo dico questo sulla base delle sentenze la Corte lo per i diritti dell'uomo con riferimento alla situazione delle carceri in Italia noi
Ora siamo chiamati a tenerne conto quindi insomma non è tanto un problema di dirette responsabilità giuridica ma è un problema di coscienza che
Badi cosciente che però significa responsabilità nelle scelte che effettuiamo quotidianamente significa avere un approccio è un'impostazione diversa
Rispetto al tema l'approccio non deve essere più quello del diventerebbe rispetto alla all'successiva la nostra
Ma deve
E il potere di particolare attenzione e cura
Nel valutare tutto quello che può accadere nella fase successiva a quella che curiamo noi principalmente quindi insomma se ho ben capito secondo lei il giudice delle indagini di
Minari oggi conoscendo la realtà degradata delle carceri dovrebbe commisurare la scelta della misura
E scegliere magari una misura cautelare meno gravosa proprio per
Per evitare che la persona indagata subisca un danno in più è giusto Consigliere nella valutazione noi dobbiamo tenere conto anche di questo profilo anche se non è una valutazione semplicissima perché noi sappiamo che avesse le situazioni carcerarie sono di verificare seri
Ora nazionale così Morosini dico fermandoci un momento ancora sui magistrati questa diffida potremo di finirla prodromica affinché i PM che sono pubblici ufficiali siano consapevoli di come viene eseguito un loro ordine voglio dire prima di questa diffida magari i pubblici ministeri che devono eseguire è una condanna potevano dare ordini in modo inconsapevole ma invece ora con o
Con modelli legale condizione del carceraria o no questa diffida mette proprio l'evidenza quell'atto cioè attenzione qua ogni
Rappresentante delle istituzioni nella sua fase dalla sua postazione deve fare la sua parte per evitare che si cada in trattamenti che non tengono conto della dignità dell'uomo sotto questo profilo eh
Diciamo la diffida si muove in una prospettiva assolutamente condivisibile però lei lo accennava prima con Morosini è anche vero che il problema cruciale di questo
Di questa
Configurazione se pure astratta di responsabilità sembra ricadere soprattutto sulla pubblica amministrazione ed infatti lei mi insegna che quando si dispone una misura cautelare o quando si ordina
L'esecuzione di una condanna il PM
Non indica uno specifico carcere non dice Riccardo Arena deve andare a Regina Coeli ma il pm dice soltanto detti bisogna fare andare un indagato un po'un condannato in carcere quindi insomma ceiling
Italo ad ordinare all'Amministrazione la carcerazione di un soggetto è così impellente volte sostanzialmente all'amministrazione penitenziaria e la scelta dell'uomo
E allora e allora questo ci porta inevitabilmente ad un aspetto specifico e assai poco trattato ovvero la responsabilità civile
Ma soprattutto penale dei direttori delle carceri direttori che spesso obbediscono silenti all'ordine del pm e che accolgono detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare stabilita dalla legge ora secondo lei consigliere Morosini è astrattamente configurabile una responsabilità penale di un direttore di un carcere che accoglie il c'è in tesi mode tenuto in più nella sua struttura sapendo bene che quel detenuto subirà maltrattamenti solo per essere
Detenuto in una cella sono affollata
Ecco prima di dare una risposta su questo vorrei fare solo una brevissima premendo di carattere generale dobbiamo riconoscere che i direttori delle strutture penitenziarie sul territorio nazionale molti di loro sicuramente
Si muovono tra mille difficoltà
E molto spesso con con impegno e passione cercano di dare risposte
In in una situazione in cui mancano lì risorse fondamentali messa in dubbio ma riconosciuta è così dopodiché la considerazione rispetto alla sua domanda
Probabilmente in astratto è configurabile sono configurabili forme di responsabilità di vario tipo nel nei confronti dei direttori delle strutture penitenziarie che
Sono carenti dal dal punto di vista del degli obblighi di informazione nei confronti della struttura centrale cioè rispetto a mancate segnalazioni
Su situazioni che sono già drammatiche alla luce se ho capito bene quindi secondo lei io direttore di un carcere parlo in astratto e non si vuole Nicetto gettare la croce contro i direttori tout
D'altro quello spiegheremo io direttore di un carcere sono si astrattamente responsabile del reato di maltrattamenti se prendo il centesimo detenuto in più che subisce
Appunto un una ditta carcerari una c'era solo affollata a meno che non faccio presente chiaramente al DAP questo mio problema ovvero l'impossibilità di accettare quel centesimo detenuto in più è così nei
Io mentre io mi trovo nella situazione di dover accogliere lì centesimo detenuto al di sopra della capienza massima e svolgo questa attività di carattere amministrativo spenta
Nel contempo segnalare o sui terreni alare prima la drammaticità della condizione quindi perché intendo anche il dato numerico
Che io quotidianamente comunque invidio alla struttura centrale perché mi risulta che
Non c'è una sorta di macchina ali quindi ogni giorno sostanzialmente c'è un obbligo di segnalazione alla struttura centrale di quelle che sono le prego le persone presenti dentro una struttura carceraria e quindi
Ma può ce l'ha bisogno di altro formale perché bisogna porsi dalla segnalazione di chimica rispetto a quelli che sono i problemi all'interno una struttura carceraria
Anche un po'la radiografia della situazione delle eletto come dire io non posso prendere cardo Arena nel carcere di Regina Coeli perché nel mio carcere già ciò celle hub di sei metri quadri occupati da otto persone
Ecco quelli però io credo che figlia che sia una
Flusso di informazioni che necessariamente devono a venire dalle singole realtà
E che quando il dato è carente sotto questo profilo allora lì probabilmente in presenza di dirupo rammenti virtuosi rispetto al limite massimo
Si può configurare anche probabilmente la fattispecie penale a cui lei faceva prima riferimento cioè quella dei maltrattamenti alla riletto ricordo Gregor captare anche in presenza di condotte comincia a capire anche in presenza di condotte omissive
Così Ambrosini ripeto non si vuole gettare la croce no addosso ai direttori che di cui sappiamo bene il difficile lavoro ma si vuole casomai incrementare un meccanismo virtuoso quindi che il bollo di circolazione dell'informazione
Che responsabili dà di più tutti i protagonisti
Istituzionali di questa vicenda potere significa anche responsabilità
è lì infatti Vuolo competenza e responsabilità sono alla base di una risposta credibile delle istituzioni consegna Morosini molti direttori con il guaio rapporto previdente quotidiano quando io gli faccio presente ma state attenti perché insomma
Accogliendo silenti senza obiettare nulla l'ordine del pm voi potete incorrere in un reato allo mi rispondono ma io non posso rifiutarmi di eseguire l'ordine del pm anche se so che poi da quell'ordine si tradurrà poi in un comportamento antigiuridico vero in un in un reato e nel reato di maltrattamenti ma è così va bene intenderci
Su quello che deve essere l'obbligo informativo che proviene dal direttore della struttura penitenziaria lo dicevo prima norma e non si può più fare riferimento solo a dei dati tetti numerici
Magari inseriti in un foglio che ho del ma occorre investire un po'le informazioni anche con delle indicazioni più dettagliate sulla
Condizione della struttura facendo anche proprio una radiografia periodicamente dunque tutto questo può
Per prevenire certi problemi caccia e
E può appunto evitare alla
Ad ogni direttore di incorrere in
Forme diverse di responsabilità senza arrivare
Anche alla forma più drammatica che è quella
Cattura penali appunto senza arrivare a questo punto però potremmo dare quasi un suggerimento radiofonico ai direttori delle carceri dicendo guardate che voi non dovete più accogliere in maniera silenti passiva il detenuto in più ma
Conoscendo bene la realtà del carcere da voi diretto e conoscendo poi come quel provvedimento legittimo viene eseguito eseguito bene in maniera antigiuridica
Avete il dovere anche per copribile spalle di informare il DAP il pm no io credo che questo sequestri questi obblighi di informazione e soprattutto una certa tipologia di informazione che attività rispetto alla alle alla condizione
Della singola struttura
Siano un qualcosa da cui ogni direttore non si può più sottrarre così come
Ripeto i magistrati non possono più sottrarli dal
Tenere conto di certe realtà è di sette condizioni generalizzate alla ricordando la diffida che ha i radicali hanno inviato I magistrati italiani e i direttori dedicarci Italian
Potremmo dire in qualche maniera che ognuno ogni protagonista del processo penale ovvero del sistema penitenziario nell'attesa che la politica faccia il suo dovere
Deve interrogarsi su ma io intanto cosa devo fare cosa posso fare così no è così e quello per questo è il vero segnale che emerge dalla diffida
è un segnale molto importante e cioè
Dovute ogni magistrato ad interrogarsi profondamente sull'adeguatezza fra dell'applicazione della misura cautelare della custodia in carcere rispetto al singolo caso
Al al singolo caso concreto che li deve affrontarlo
Alla consigliere Morosini volevo concludere con quello che il professor Tullio Padovani scrisse sulla pagina di radio carceri riformista del trenta settembre due mila e nove professor Padovani che magari ci sta ascoltando perché c'è un'ora anche del suo ascolto che proprio in per per lato sul tema che abbiamo affrontato questa sera affermò il procedimento destinato a sfociare nel trattamento inumano e degradante è la risultante di una serie articolata e ripartite di passaggi che tende a rendere ogni soggetto agente cieco del prima e del dopo Rotella di un ingranaggio c'è chi coordina che assegna che ammette chi dispone e chi organizza
E con questi meccanismi affermò il professor Padovani e con questi meccanismi che le istituzioni immunizzare no i propri agenti
L'esito criminoso si nutre di frammenti spazi di legalità è d'accordo
Interpreta mirabilmente il vero problema la intanto fotografa la situazione generale in maniera assolutamente precisa e prudente ancora oggi dall'altra si pretende ancora interrotta mirabilmente quelle che possono essere le soluzioni cioè
Non più parcellizzazione e quindi irresponsabilità di ogni protagonista ma
Ogni protagonista del circuito istituzionale deve farsi carico del problema generale deve dare il suo contributo
Dico da quinte devono partire ovviamente i magistrati
Che operano nel settore penale il giudice indagini preliminari Puppo il pubblico ministero e poi naturalmente le autorità che operano nel
Nel circuito penitenziario sul territorio nazionale
è il principio di responsabilità applicato alle autorità pubbliche che naturalmente non va interpretato in maniera burocratica ma
Va innervata o di valori
Che sono stati richiamati non è interamente dalla nostra Corte costituzionale e della dalla Corte de europea dei diritti dell'uomo
E che sono alla base cui del documento cioè l'atto di diffida con cui abbiamo cominciato questa chiacchierata così grazie Consigliere Morosini grazie e gli spunti di riflessione che ci ha offerto e soprattutto buon lavoro grazie a lei e un saluto tutti radio ascoltatori di radio carcere buona giornata
Queste dunque le valutazioni in questa è l'analisi fatta dal consigliere Piergiorgio Morosini di in merito alla diffida che Marco Pannella è l'avvocato Giuseppe Rossodivita hanno inviato ai magistrati italiani è direttori nelle carceri italiane Piergiorgio Morosini che lo ricordo è magistrato e giudice delle indagini preliminari presso il tribunale di Palermo
Ed è stato fino a poco tempo fa anche Segretario di una corrente importante della magistratura ovvero di magistratura democratica
Ma adesso siamo arrivati a un altro importante momento di radio carcere siamo arrivati al momento in cui
Leggiamo le lettere scritte da chi oggi vive in vecchie sovraffollate carceri taglia a me ecco i maltrattamenti ecco l'illegalità ecco di cosa stavamo parlando fino a pochi istanti fa queste sono le lettere dalle carceri tagliarne queste le voci
Di chi subisce in prima persona in maltrattamenti causati
Dal sovraffollamento carcerario maltrattamenti di cui di scelto qualcuno responsabile e non sto pensando
Solo alla politica ecco le lettere dalle carceri e benvenuti benvenuti se non ci siete mai entrati e anche
Attraverso l'addio carcere benvenuti
Nelle patrie nelle patrie galere
Ci scrive Alessandro dal carcere di Avezzano cara radio carcere tempo fa sono stato condannato e mi è stato concesso riscontare la mia pena in detenzione domiciliare pena che scontavo lavorando presso un agriturismo e facendo l'allevatore e l'agricoltore insomma insomma tutto procedeva bene fino a quale do nel gennaio di quest'anno mi hanno rimesso in carcere perché sono rientrato in casa con quaranta minuti di ritardo già quaranta minuti di ritardo
Io ho cercato di spiegare che quel mio ritardo era stato causato
Dal mio lavoro era il periodo della raccolta delle olive ma purtroppo non c'è stato nulla da fare e così mi hanno sbattuto in carcere
Ora qui nel carcere di Avezzano oltre a subire una carcerazione insensata o anche il problema della mia se tutte infatti sono celiaco e non posso assolutamente entrare in contatto con prodotti che contengano glutine
Tipo pasta dolci salumi eccetera mentre qui in carcere il pericolo è sempre in agguato per me sia in Sezione che in cella inutile dirti prosegue Alessandro nel carcere di e Zanotti inutile diritti che sono sempre più del perito in quanto il carcere non riesce a garantirmi né una dieta adeguata né un'adeguata protezione da cibi che contengono glutine
Pensa che in otto mesi di carcere sono dimagrito ben dieci otto chili mentre numerosi sono stati gli sciocchi
ANAS i latticini che ho subito ora spero tanto che il magistrato di sorveglianza mi conceda di nuovo la detenzione domiciliare perché
Temo davvero di morire qui dentro vi ringrazio per il lavoro che fate la lettera è firmata Alessandro persona detenuta
Nel caso di Avezzano persona che esso sconta il carcere soltanto perché mentre si trovava in detenzione domiciliare con il permesso di lavorare
è rientrata a quanto afferma Alessandro è rientrata a casa pensato un po'soltanto con quaranta minuti di ritardo quaranta minuti di ritardo che sono stati evidentemente ritenuti sufficienti per revocare l'a detenzione domiciliare ad Alessandro Alessandro che anche il problema di essere civica poi si scrive Massimo dal carcere di Volterra caro Arena ti scrivo per informarti che in questo carcere ritengo punto un fiore all'occhiello per quanto riguarda il reinserimento manca invece per moltissimi detenuti l'elemento essenziale del rieducazione ovvero ovvero il lavoro
Devi sapere infatti che qui nel carcere di Volterra
Se è vero che ci sono diversi i detenuti che lavorano qui è altrettanto vero che a lavorare sono sempre sempre gli stessi detenuti or mai ormai diverso tempo che sono chiuso qui e come tanti altri detenuti ho fatto decine e decine di richieste per poter lavorare in carcere richieste che non sono mai state accolte io con i miei compagni capiamo capiamo che non ci può essere il lavoro per tutti ma perché allora non organizza dare un lavoro a rotazione come avviene in tante altre carceri perché far lavorare solo alcuni detenuti e abbandonare nell'ozio più assoluto
Tanti altri spero che attraverso radio carcere chi di dovere senta cosa accade anche nel caso ci rivolte erra carcere dove non è tutto Oro quello che luccica e con il mio compagno Stefano ti inviamo un caro se muto la lettera è firmato da Massimo persona detenuta appunto nel carcere di Volterra in estetica ci Volterra è un carcere da cui ci arrivavano sempre buone notizie è un carcere da cui ci arrivavano sempre ottime segnalazioni di come appunto il trattamento all'interno di quel carcere funzionasse bene evidentemente in base a quello che ci si chiede Massimo anche il carcere di Volterra i in effetti uno dei fiori all'occhiello dell'amministrazione penitenziaria anche il caso Cipolla Terrassa risentendo delle lento e inesorabile declino in cui sanno versando in questo momento
Legarci italiane ora ci spostiamo invece una sezione femminile di un carcere italiano e come sapete ci fa sempre piacere perché le donne nelle carceri sono assolutamente una minoranza sono circa
Tremila e cinquecento e Anna però ci preoccupa molto la loro col dice di vita quindi quando riusciamo ricevere una lettera da una donna del tutto ci fa piacere perché ci tiene aggiornati su come è la loro realtà detentiva comunque sia ci scrive nella che donna detenuta nel carceri Santa Maria caparre tre nella che afferma carissimo Riccardo per prima cosa ci tengo ad informatiche anche la sezione femminile nel carceri Santa Maria Capua Vetere è sovraffollato a fino l'inverosimile e che noi donne detenute viviamo nel degrado più assoluto inoltre spesso rimaniamo senza acqua corrente nelle celle e ti lasciamo immaginare
Cosa dobbiamo inventarci per mantenere un minimo di igiene personale
Poi come se non bastasse
Viviamo in un carcere che in pratica e sopra alla spazzatura e dovendo restare in queste celle sovraffollate per quasi tutto il giorno prima la puzza ci fa letteralmente impazzire
Per quanto mi riguarda scrive ancora nella dal carcere di Santa Maria Capua Vetere per quanto mi riguarda sono ormai sedici mesi che sono detenuti in attesa di giudizio un'attesa snervante che è stata aggravata anche dalla morte di mio figlio deceduto per un incidente stradale
Pensa che quando mi hanno dato questa terribile notizia ho cercato di impiccare mi per la disperazione e non mi hanno neanche e non mi hanno neanche concesso un permesso per andare I funerali di mio figlio
Ah dimenticavo scrive ancora nella cascarci Santa Maria Capua Vetere a dimenticavo io sono calabrese sono di Paola e ora mi trovi in un carcere perché un collaboratore di giustizia mi ha accusato di reati che io non ho mai commesso soc come è possibile che un pentito Rovini la vita di una persona e poi e poi perché ci mettono tanto ad iniziare il mio processo processo dove almeno mi potrei difendere ti saluto con tanto affetto
La lettera è firmato da nella donna detenuta nel carcere di Santa Maria Capua Vetere dalla campagna ci spostiamo in pieno onde perché ci scrive Giuseppe che è detenuto nel carcere di Torino Giuseppe che afferma Carra radio carcere ti scrivo da un buco di cella
Dove resto chiuso ventiquattro ore su ventiquattro
Ti scrivo infatti da una cellette isolamento dove mi hanno rinchiuso da qualche mese e voi sapere il motivo che ha determinato questo brutale trattamento pretendono che io faccia la spia pretendono che pure essendo e strano dalla vicenda in cui mi hanno coinvolto pretendono che collabori con loro per questa ragione scrive Giuseppe dai calci Torino per questa ragione solo per questa ragione
Da diversi mesi vivo come se fossi sepolto vivo e non può immaginare quanti giri affatto questa lettera per poter arrivare fino a te
Inoltre sono cardiopatico e in questi decenni di carcere ho già subito tre infarti insomma una condizione di salute assai precaria che ha spinto il dirigente sanitario a scrivere alla direzione del carcere di Torino perché almeno in questa cella di isolamento mi lasciassero la porta blindata della Shell aperta ma purtroppo purtroppo neanche questo assortito alcun effetto ci tenevo anche a diritti che prima di essere me se in questa cella di isolamento ero detenuto con altri sventurati nel cosiddetto centro clinico del carcere di Torino ovvero una sezione del carcere piena zeppa di detenuti malati che per non ha nulla a che fare con un centro clinico penso infatti che lì ci sono celle sporche fatiscenti celle che quando fuori piove vengono inondate dalle infiltrazioni
Celle con detenuti malati che sono sporche perché non ci danno né stracci nei detersivi per tenerle pulite
Vi farò avere mie notizie nel frattempo vi saluto con tanta stima la lettera è firmato da Giuseppe persona detenuta in una cella di isolamento del carcere di Torino e dal carcere di Torino ovvero
Da questa cella da questa fatiscente esce dall'isolamento dov'è rinchiuso Giuseppe ci sposiamo invece all'interno di una cella
Di un carcere che forse una delle carceri più antica d'Italia ovvero nel carcere di Regina Coeli un carcere lo ricordo sempre quando posso
Realizzato nel mille e seicento nel mille e seicento infatti ci scrive Rolando che è persona
Detenuto appunto del carcere Regina Coeli Roma Rolando che afferma carissimo Arena o settanta cinque anni e mi trovo rinchiuso nel vecchio carcere di Regina Coeli una vecchia struttura che è inadeguata per detenere persone sane figurati per detenere chi è malato
Chi è malato come me
Ed infatti scrive Rolando ed infatti non solo sono anziano ma soffro di gravi patologie come cardiopatia ischemica trombosi alle gambe e aneurisma dell'aorta addominale
Un insieme di gravi malattie che di fatto mi costringono a vivere la mia pena stando sdraiato sulla mia branda
Venti quattro ore su ventiquattro
Non ti racconto nulla di ciò che devo affrontare solo per potermi lavare o soltanto per poter fare i miei bisogni e questo perché significherebbe
Demolire ancora di più la mia dignità che già che è già molto provata
Inoltre scrive ancora Rolando dal carcere di Regina Coeli inoltre a forza di stare immobilizzato sulla branda anche la mia mente anche la mia mente se inizia da dare segni di cedimento spesso mi sento depresso e ancora più spesso mi rendo conto di
Perdere ogni giorno un po'della mia lucidità
Considera che anche i medici del carcere di Regina Coeli hanno stabilito la mia incompatibilità quindi a regime carcerario ma fino ad oggi ma fino ad oggi il magistrato di sorveglianza
Non ha preso alcun provvedimento perché io sia trasferito in una struttura sanitaria idonea al mio caso
Spero tanto che leggerà e questa mia lettera che vuole essere anche un grido di aiuto anche perché temo di non uscire vivo da qui dentro
Ti mando una forte stretta di mano la lettera è firmata Rolando persona
Detenuto nel carcere di Regina Coeli ma non soltanto persona di settantacinque anni
Gravemente malata paralizzata costretta a restare sulla branda che versa in una condizione di incompatibilità con il regime carcerario ma che nonostante ciò resta
Resta in carcere perché si sa magari aspettando di decidere Sissa prendendo tempo nel frattempo e nel frattempo Rolando sta sempre peggio
Alberto dal carcere di Ferrara caro Riccardo fino a poco tempo fa mi trovavo nel carcere Sant'Anna di Modena ma poi d'improvviso mi hanno trasferito qui nel carcere di Ferrara e voi sapete il motivo perché io ed altri detenuti
Abbiamo denunciato alla Procura della Repubblica tutti gli abusi che stavamo subendo nel carcere di Modena un carcere
Dove vengono consumati abusi di ogni genere come rapporti disciplinari fatti soltanto per far perdere ai detenuti i giorni di liberazione anticipata
Pista AG violenze psicologiche celle di rigore e ruberie a danno dei detenuti
Senza poi considerare come ci fanno vivere nel carcere di Modena una struttura che potrebbe ospitare circa duecento detenuti
Dove invece ci vivono ammassate più di
Cinquecento persone un vero un vero e proprio l'aria nella ricca e rossa Città di Modena pensa scrive ancora Alberto nel carcere di Ferrara pensa che ne le celle siamo in quattro detenuti se non di più e ogni detenuto del carcere di Modena a tre metri quadri per vivere quando la legge prevede che per i maiali siano necessari sei metri quadri ti rendi conto
Per non parlare poi della mancanza assoluta di igiene della depressione ed è il solo fatto che ci costringono a fare la doccia fredda anche anche d'inverno
Ma poi scusa la domanda ti sembra normale che dei detenuti si rivolgono alla magistratura per accertare se le loro condizioni di vita integrano un reato e come risposta ottengono un trasferimento ciò e grazie
La lettera è firmato da Alberto persona ora detenuta nel cacci Ferrara Alberto rispondo subito no non è normale e a mio avviso
Anche un atto che poi integrare un altro illecito penale perché insomma è assolutamente corretto che delle persone detenute si rivolgano alla magistratura chiedendo di indagare come è scorretto che dinanzi a questa notizia un un'amministrazione penitenziaria disponga un trasferimento che a tutto il sapore di un
Trasferimento punitivo ma d'altra parte come avrete capito
Troppe troppe persone che lavorano nel carcere si sentono diciamo così protette da una sorta di impunità un'impunità che evidentemente deve assolutamente venir meno
Salvatore dal carcere Badu e Carros di Nuoro cara radio carcere sono uno di quei detenuti che dal carcere non uscirà mai perché sono stato condannato all'ergastolo ovvero fine pena mai
Ormai sono ventun anni che sono detenuto e avevo venticinque anni quando mi hanno portato in carcere in poche parole il meglio della mia vita la passata in carcere durante questi lunghi anni di prigione ho fatto di tutto per dare un senso la mia pena ho cercato di lavorare e di studiare due attività che sono assai difficili da realizzare in un carcere come quello di Nuoro perché come dico spesso è un carcere senza luce
Senza domani
E io aggiungerei anche che è un carcere
Che fa paura soltanto a guardarla fuori figuriamoci da dentro
Comunque continua Salvatore dal carcere Badu e Carros nella sua lettera poi qualche mese fa mi è rinata un po'di speranza ho visto un po'di Lou voce e questo solo perché mi hanno trasferito nel carcere di Catanzaro e appena sono arrivato lì ho chiesto subito di poter lavorare
E di potermi iscrivere all'università insomma anche se solo un ergastolano anche se dal carcere non usciva mai mentre ero detenuto nel carcere di Catanzaro ero felice perché speravo di dare
Un significato alla mia condanna una condanna che non finirà mai ed invece ed invece il venticinque agosto mi hanno preso senza alcun motivo mi hanno riportato nel carceri Nuoro dove
Ora mi trovo in una cella vecchia e sovraffollate e dove soprattutto sono condannato all'ozio già all'ozio per sempre
Ti confesso che sono disperato e soprattutto che sono disorientato ed infatti che posso fare ora perché sapendo che sono un ergastolano vogliono infierire così tanto su di me
Ti abbraccio affettuosamente la lettera è firmato da Salvatore persona condannata all'ergastolo e ora di nuovo detenuta nel carcere Badu e Carros
Di Nuoro non credo che
La lettera di Salvatore necessiti di alcun commento si commenta da sé
Giuseppe dal carcere Sollicciano di Firenze carissimo Arena
Anche il carcere sono i soldi Firenze non può più essere chiamato tale in quanto il trattamento riservato hanno dei detenuti assomiglia sempre più a quello che era presente mi Lager della seconda guerra mondiale
Qui in ogni momento c'è chi si taglia le braccia e non della cella di sangue solo solo per poter ottenere un po'di attenzione un po'di ascolto
E noi detenuti non veniamo trattati come esseri umani ma come oggetti come oggetti da riporre su scaffali tanto alti da toccare il soffitto
Tra l'altro nel carceri Sollicciano viviamo in celle Buy e perché
Se si fulmina una lampadina non c'è nessuno che ce la sostituisca
Viviamo in celle umide se non allagate perché ci sono perdite d'acqua ovunque
Viviamo in celle dove i bagni non funzionano e siamo costretti a usare tutta la nostra fantasia per poter fare i bisogni e viviamo e viviamo in celle
Dove ci manca l'aria e dove non riusciamo neanche a respirare se non se non il fumo delle sigarette
Perché la direzione ha pensato bene di saldare le finestre delle nostre celle
Insomma una condizione detentive illegale che non è soltanto degradante ma che è una vera e propria istigazione al suicidio
Per non parlare
Dei genitori o delle mogli che per mesi o per anni aspettano l'uscita del loro caro dal carcere un'attesa che spesso
Si traduce in disperazione
Quando lo Stato restituisce un detenuto ormai cadavere un'attesa che diventa dramma quando un ragazzo torna a casa più disorientato più svuotato di quando entro
In questo contesto una missione indulto non è un regalo non è un atto di pietà ma è un atto dovuto da parte di uno stato incapace a far rispettare le proprie leggi
La saluto caramente la lettera è scritta da Giuseppe persona
Detenute del carcere
Sollicciano diffidenze bravo Giuseppe la tua analisi la parte finale della tua lettera e assolutamente
Condivisibile come impressionanti e la descrizione che ci fai del carcere di
Sollicciano un carcere dove
Addirittura
Vi hanno saldato le finestre
Delle celle così non gira l'aria l'aria corrente d'aria fresca insomma ci mancava ci mancava solo questo Ski dice ancora Giuseppe
Salutiamo voi i detenuti del carcere di massa che hanno creato anche loro il Comitato per la giustizia e per l'amnistia bravi ragazzi e speriamo che altri altri detenuti altre carceri se vuole il vostro esempio salutiamo Vincenzo e Gabriele da
Il carcere Bibbia di Roma che hanno aderito di tre giorni di sciopero della fame che sono stati fissati dal sette al nove e settembre salutiamo un gruppo di dette in un ti della Sezione di alta sicurezza dedicarci di Civitavecchia che affermano di non riuscire a votare il referendum per mancanza di collaborazione
Da parte del comune ragazzi vi ricordo se avete dei parenti che può i vostri familiari però possono votare in ogni Comune posizioniamo Domenico dal carcere Buon Cammino di Cagliari che ha già avuto due arresti cardiaci da quando è
Detenuto sodio Walter e i suoi compagni detenuti nella sezione B due Decca accediamo a Sirchia hanno creato anche i loro bravi il Comitato per la giustizia
E per l'amnistia salutiamo Davide nei casi di Voghera che ora si trova rinchiuso in una cella di isolamento e non ne conosce non ne conosce neanche il motivo
Se usiamo Vincenzo e carcere di la Spezia Vincenzo scriverci ancora per raccontarci e come vivete lì nel carceri da Spence
E poi ancora salutiamo è il mondo del calcio di Cuneo Salvatore dai calci Trapani e Margherita dal carceri latina
E allora come al solito vi ricordo i nostri reca BT ovvero come entra in contatto con noi di radio carcere
Prima di tutto il numero di telefono di quindi Radio Radicale numero di telefono che potete utilizzare anche durante la settimana ovvero zero sei
Quattro otto otto sette otto uno ripeto zero sei
Quattro otto otto sette otto uno chiamate se siete da poco uscito dal carcere e volete raccontare la vostra
Esperienza di degrado carcerario chiamate se come imputati o come vittime del reato avete subito un'ingiustizia dal processo vi ricordo il nostro sito in internet ovvero radio carcere punto com vi ricordo che ci potete trovare anche su Facebook e lo potete fare in due modi o cercando il nome Riccardo Arena su Facebook rispunta era fuori il simbolo di radio carcere oppure potete cercare la pagina di radio carcere su Facebook è sempre contraddistinta dal simbolo di radio carcere e poi e poi soprattutto le persone detto in tutte ricordo l'indirizzo dove inviare le vostre lettere dal carcere lettere che leggiamo ogni giovedì nella puntata di radio carcere che va in onda alle diciannove e quarantacinque questo l'indirizzo
Radio radicale
La rubrica radio carcere
Via
Principe Amedeo due
Zero zero o uno
Otto cinque Roma scrivete scrivete scrivete radio carcere
Non lasciate che le ingiustizie che subite rimandato protetti dal silenzio e da quelle quattro mura esperimenti ci anche per informarci in quali carceri avete creato i comitati
Per la giustizia e per l'amnistia
Per il momento siamo a quota quattordici carceri dobbiamo arrivare a duecento sei l'obiettivo è creare in duecentosei carceri i comitati
Per l'amnistia e per la giustizia grazie per l'assistenza in regia e grazie grazie di cuore a tutti voi che anche questa sera da una casa da una macchina da un camion e da una cella sono affollata avete ascoltato una piccola voce la voce
Di radio carcere l'informazione sul processo penale e la detenzione a tutti voi un caro saluto da Riccardo Arena
Perché
Adesso
Torno a indirizzare la linea che
Argomentate aumentate ma cerchiamo di ragionare qualcosa
Acquisite
Come è possibile che potete fare quello che fate
Scusi secondi no secondi in una città ricca superiore
In nome del popolo italiano intercomunale
Chiedo pertanto
Soltanto il cinque il Codice di procedura penale
Dichiaro
Nuova del popolo italiano la Corte d'Appello di Palermo seconda sezione
In data cinque aprile mille novecento