06 OTT 2013
rubriche

Conversazione settimanale di Marco Pannella con Valter Vecellio

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:00 Durata: 2 ore 1 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Marco Pannella con Valter Vecellio" di domenica 6 ottobre 2013 , condotta da Valter Vecellio che in questa puntata ha ospitato Valter Vecellio (giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione Nazionale, Radicali Italiani), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 1 minuto.

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  • Introduzione

    Valter Vecellio

    giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione Nazionale (Radicali Italiani)

    La tenuta del Governo, la sorte dei 12 referendum radicali, la tragedia di Lampedusa. Lo sciopero della fame e della sete in corso
    17:00 Durata: 2 min 29 sec
  • La sospensione dello sciopero della sete di Marco Pannella e il suo “bentornato Silvio, forza Enrico” per festeggiare la fiducia al Governo in carica: “Io discuto di un fatto: Silvio Berlusconi, pubblicamente, il giorno in cui ha potuto esprimersi tra di noi, e tra noi la storia è lunga, in quel momento ha detto amnistia e poi, testualmente, sostegno a un Governo che ‘ha fatto e fa cose egregie’”. Pannella parla di “24 ore di grande scena, non partitocratica ma parlamentare”, per riferirsi ai continui colpi di scena sulla fiducia al governo Letta

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il “bentornato Silvio” pronunciato da Marco Pannella “al Bar Lucano”, e il leader radicale esordisce sottolineando: “Lucania, Basilicata, avremo occasione di tornare a parlarne. “Dovendo interrompere in quel momento lo sciopero della fame e della sete che stavo già facendo, come sempre chiedo di fotografare e di mettere su Facebook, questo è il modo di vivere lo sciopero della sete. In quel momento brindavo, come da liturgia nonviolenta quando accade qualcosa di positivo, per festeggiarla e onorarla. Eravamo nel pomeriggio, poi c’è stata tutta la nottata, e la serata, e poi è andato in Senato. Io, quella sera in cui si diceva che Silvio fosse per votare la sfiducia al Governo, dissi ‘bentornato Silvio’ per un accenno che ho sempre difeso: dico bentornato Silvio perché vorrei dire un fatto formale che la comunicazione, tranne la nostra, ovviamente non ha dato. Quella mattina in cui Berlusconi ha deciso di venire insieme a me a Largo Argentina, per fare poi quello che ha fatto, mi sono trovato a bofonchiare: ma allora Silvio, sono quei tre punti? E lui ha capito subito, e ha detto ‘sì, sì’. Poi in effetti non solo lui ha firmato i 12 referendum con la motivazione ineccepibile, ‘tortoriana’ direi perché fu Tortora a ricordare alcune cose voltairiane, ma anche l’amnistia e la stabilità del Governo. E queste tre cose solennemente, in televisione, Silvio aveva presenti questi obiettivi e questa direzione di marcia”. Dopo qualche settimana, dopo le voci sempre più insistenti sul ritiro del sostegno al Governo da parte di Berlusconi, “io ho creduto di capire come sarebbe andata a finire”. Bisogna forse ringraziare Angelino Alfano per il cambiamento d’opinione di Berlusconi? “Le origini delle decisioni sono un’altra cosa. Io discuto di un fatto: Silvio Berlusconi, pubblicamente, il giorno in cui ha potuto esprimersi tra di noi, e tra noi la storia è lunga, in quel momento ha detto amnistia e poi, testualmente, sostegno a un Governo che ‘ha fatto e fa cose egregie’”. Pannella parla di “24 ore di grande scena, non partitocratica ma parlamentare”, per riferirsi ai continui colpi di scena sulla fiducia al governo Letta: “Forse vuol dire che la complessità del nostro Paese, anche a livello di classe dirigente, ha consentito che il Parlamento vivesse questo momento genuino, oggettivamente drammatico, per chi recitava la parte del Parlamentare, e quindi ha provocato la rivoluzione all’ultimo momento. Tutti davano questo Governo ormai per finito in quelle 48 ore, adesso è lecito discutere quanto sia possibile un Governo di legislatura”. “Poi le parti del dramma per il momento mi interessano relativamente, perché mi interessa ribadire – mentre si sta a spiegare Alfano che farà, e io starò a vedere – che i tre punti di Largo Argentina di Silvio Berlusconi continuino a prevalere. Sono, anche prima di Largo Argentina, le nostre posizioni inequivoche”
    17:02 Durata: 8 min 49 sec
  • Pannella poi parla di un’altra novità nella politica italiana: “Tu sai quanti sono i messaggi alle Camere fatti dai Presidenti in 60 anni di questa Repubblica? Otto solamente. E in effetti è un’anomalia”. L’annuncio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano su un prossimo messaggio alle Camere sulla situazione delle carceri e della giustizia. Una svolta, considerato pure il fatto che “la tentazione di essere polizia con l’alibi qualunquistico della pulizia è la storia del comunismo reale, in Italia e altrove”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella poi parla di un’altra novità nella politica italiana: “Tu sai quanti sono i messaggi alle Camere fatti dai Presidenti in 60 anni di questa Repubblica? Otto solamente. E in effetti è un’anomalia”. La storia contemporanea scritta dai Radicali, il filo conduttore del tradimento della Costituzione, e quella diversa scritta dalla maggioranza degli storici. L’annuncio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano su un prossimo messaggio alle Camere sulla situazione delle carceri e della giustizia. “Un’eccezione, questo adempimento formale della dialettica, americana anche, dove c’è il presidenzialismo e non questa cosa da anni 30 in cui il Presidente parla direttamente al Paese, cioè al popolo bue”. “La tentazione di essere polizia con l’alibi qualunquistico della pulizia è la storia del comunismo reale, in Italia e altrove”. “Quindi è vero, sono riusciti a escluderci, e Veltroni ha riconosciuto che su questo lui voleva un aumento del quorum per essere rappresentati al Parlamento europeo, sapendo che era un tentativo – dopo che la nostra presenza era stata riconosciuta come importante e qualificante quel Parlamento fino al 2009 – per espellerci dal Parlamento europeo. Poi ci hanno escluso anche da questo nuovo Parlamento: abbiamo avuto zero letti ma anche zero voti per la nostra lista. Ma come mai, cosa sta succedendo? Quando eravamo presenti in modo qualitativamente riconosciuto da tutti, rilevante e straordinario, con i nostri 9 parlamentari, noi eravamo entrati lì perché con la Rosa nel Pugno eravamo riusciti a fare un’operazione: essendo al Governo Berlusconi, noi dicemmo ‘occorre assolutamente che dinnanzi alla situazione del Governo di uno capace di tutto ma davvero di tutto, a questo punto dovremo sperare di riuscire a far prevalere i quasi buoni a nulla’. Entrammo lì dentro e l’azione di questo Pd, quando è nato, è stata prima quella di accelerare la crisi del Governo Prodi”, e poi di escludere i Radicali dalla possibilità di accordi elettorali che prevedessero la presenza del simbolo radicale. “Ma hanno riunito il Partito per decidere l’atteggiamento verso i referendum radicali? No. Sta di fatto che dovunque, tranne adesioni individuali, loro si sono mobilitati per impedire che venissero firmati e resi possibili, nemmeno votati, i referendum radicali”. “Nemmeno Renzi ha chiesto che la decisione di non parlarne fosse una decisione del partito”. “La continuità dell’atteggiamento dell’Msi, e nemmeno di sempre, di fronte ai problemi democratici del Paese. La partitocrazia fascista ha, come erede, la partitocrazia antifascista, con la differenza che la seconda è a gestione del fascismo rosso invece che di quello nero”
    17:11 Durata: 15 min 22 sec
  • “Io ritengo che con un po’ d’ironia il Papa abbia dato la lunga e grande intervista proprio a Scalfari. Nel senso che qualcuno che abbia la sensibilità dei credenti, cioè attenzione storica ai credenti, ancorché diversamente, ai non credenti nel potere, sarebbe divertente se la desse a Scalfari”. Su dichiarazioni e letture di Papa Francesco

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sull’intervista di Eugenio Scalfari a Papa Francesco, su Repubblica. Il parallelo con il “nostro amico” Jas Gawronski e le sue interviste a Paolo VI e poi a Giovanni Paolo II. “Io ritengo che con un po’ d’ironia il Papa abbia dato la lunga e grande intervista proprio a Scalfari. Nel senso che qualcuno che abbia la sensibilità dei credenti, cioè attenzione storica ai credenti, ancorché diversamente, ai non credenti nel potere, sarebbe divertente se la desse a Scalfari”. Ancora sugli sviluppi nel Governo e alla Presidenza della Repubblica. “Io gli suggerirei di farlo subito”, il messaggio alle Camere. “C’è ora una serenità, perché la gente temeva la crisi, lo spread”. Sul Papa e la sua visita estiva in Brasile, i suoi commenti sulle “ossessioni” come aborto, droga, eccetera. “Registriamolo. Noi abbiamo sempre avuto come posizione parlamentare dal 1976 la contestazione non della religiosità ma le radici teologiche di queste ossessioni su aborto, divorzio e droga. Lui ha detto ‘ossessioni’. Chiuso”. Il libro intitolato “Il dramma dell’umanesimo ateo”, il cui autore – Henri de Lubac - è uno che più ha appassionato il Papa Francesco, e un prossimo dibattito su Radio Radicale. “Mi sono accorto che noi siamo sicuramente a-teisti, nel senso che rispettiamo l’Assoluto, la trascendenza, e la sosteniamo anche scientificamente, a tal punto che nominare troppo tempo il nome di Dio è raccomandato non farlo, poi raffigurarlo, tutto questo è considerato di stampo teista, e infatti i buddisti sono esclusi. Allora dico: l’umanesimo è sicuramente ateista, come questo Papa che parla dell’essere e non degli averi”. Pannella collega questi sviluppi in Vaticano con quelli in corso al Quirinale: “Dalle due parti del Tevere, stiamo attenti”. Sul messaggio di Napolitano: “Nel merito ritengo, per come è stata presentata, che ha un rischio di comunicazione. Ha parlato, come se fosse Giovanni Paolo II quando invitato alle Camere, di ‘clemenza’. “Contemporaneamente abbiamo Silvio Berlusconi cui dobbiamo il fatto che questo Governo sia ancora qui. Lui ha dichiarato ‘noi votiamo per questo Governo’, poi dopo dei retroscena me ne fotto assai. Largo Argentina è stato un punto ufficiale di manifestazione del nostro convergere su tre cose rilevanti”. Pannella e il suo slogan al momento di sospendere lo sciopero: “Bentornato Silvio e forza Enrico!”
    17:26 Durata: 34 min 36 sec
  • L'atteggiamento della sinistra, da Nichi Vendola a Matteo Renzi, rispetto ai referendum, e la tradizione del Pci a partire dalla campagna sul divorzio. Il ruolo di Silvio Berlusconi sempre nella raccolta di firme referendarie

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’avvicinarsi delle elezioni in Basilicata. Pannella: “Ci sono queste elezioni regionali. Basta leggere i libri di Maurizio Bolognetti, che non è uno scrittore e nemmeno uno storico, ma che ha una conoscenza della Basilicata che raramente credo vedremmo leggendo libri di storia seri, con il suo intervento su tutto il territorio”. Il governatore pugliese Nichi Vendola “ha fatto parte di quella sinistra di regime che, contrariamente a Berlusconi, contrariamente a Berlusconi, non ha voluto e non voleva che sul finanziamento pubblico, sul divorzio breve, sulla Bossi-Fini e sulla Fini-Giovanardi, su questa panoplia splendida di tradizionali rivendicazioni della sinistra in tutto il mondo…niente, loro nulla!”. Il commento di Matteo Renzi sui quesiti referendari. Il referendum sul divorzio e la sua genesi: l’opposizione del Partito comunista e il ruolo decisivo dello stampatore Enzo Sabato nel promuovere i referendum radicali (“Senza di lui, la storia d’Italia sarebbe cambiata”). “Allora però il Partito comunista era un partito che apparteneva al potere e, se voleva ottenere, doveva pronunciarlo e dirlo, perché le televisioni lo avrebbero detto eccetera. “Berlusconi è lui che ha tentato di fare passare i referendum, poi lo hanno fottuto al loro interno!”. Il dibattito interno ai Radicali: “E’ nostra fierezza che nel nostro partito si esprimono le voci di tutto l’arco, anche anti-radicale, per perfetta prassi del partito nel suo statuto”. Un accenno critico al presidente di Radicali Italiani, Silvio Viale
    18:01 Durata: 26 min 13 sec
  • Un annuncio sulle prossime elezioni regionali in Basilicata: “Posso preannunciare che ci saranno delle liste molto probabilmente chiamate 'Rosa nel Pugno' alle elezioni, ovviamente con una leadership chiara, quella di Maurizio Bolognetti, con però ultima della lista alle elezioni regionali Emma Bonino, penultimo io, poi diciamo una decina di Radicali nazionali e una decina di altri specificamente del luogo”. Uno slogan possibile per il futuro: “Siamo tutti lucani?”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella approfondisce la realtà politica di una zona del “Mezzogiorno mediterraneo”, la Basilicata. “Posso preannunciare che ci saranno delle liste molto probabilmente chiamate 'Rosa nel Pugno' alle elezioni, ovviamente con una leadership chiara, quella di Maurizio Bolognetti, con però ultima della lista alle elezioni regionali Emma Bonino, penultimo io, poi diciamo una decina di Radicali nazionali e una decina di altri specificamente del luogo, ma con anche – potremmo sperare – visto il carattere di questa presenza, nella quale noi abbiamo deciso di chiedere ai 500mila abitanti della Regione, con indici di mortalità di cui solo Bolognetti si è occupato, ma anche di speranza e di rivoluzione liberale…”. “Noi andremo a chiedere: non abbiamo assolutamente chi potrà essere il candidato presidente. Quindi noi domattina presto passiamo in 8-10 persone, ci sarò io, Maurizio Turco, Rita Bernardini, Maria Antonietta Farina Coscioni, ci trasferiamo lì per presentarci in piazza a Potenza”. “Il problema è di farlo sapere alla gente. E’ una notizia o no sapere che Emma sarà candidata ufficialmente alle elezioni?”. Le analisi del sangue e delle urine di Pannella. Il 3,7% dei consensi raggiunto dalla Rosa nel Pugno in Basilicata nel 2006. L’appuntamento in piazza Mario Pagano a Potenza. “Nelle liste mi auguro che possano esserci degli illustri presidenti della Calabria, di valore, ma anche qualcosa del Salernitano e della Campania”. “Rosa nel Pugno dei democratici, credenti e dei liberali”. La storia del simbolo radicale e prim’ancora socialista in Francia. Uno slogan possibile per il futuro: “Siamo tutti lucani?”. La figura di Rocco Scotellaro
    18:27 Durata: 25 min 55 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Cosa dovrebbe accadere per convincere Pannella a interrompere di nuovo lo sciopero della sete? “Che io ritenga che la volontà del Presidente della Repubblica sia chiara e si irrobustisca. C’è un aiuto ancora da assicurare. Ma mi pare che… Berlusconi, Presidente della Repubblica… La Basilicata sarà di estrema importanza. Perché noi abbiamo avuto zero eletti e zero virgola qualcosa come voti in tutta Italia. Se questa iniziativa, dalla Basilicata, questa nostra adozione attiva e passiva dovesse avere – come penso – un successo di gente, sarebbe la speranza che rifiorisce anche tra i democratici ufficiali, e anche tra i credenti”. Riflessioni attorno all’autofagia
    18:53 Durata: 8 min 27 sec