17 GEN 1996

Intervento di Marco Pannella, parlamentare europeo, sul semestre di presidenza europea dell'Italia

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 4 min 49 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Marco Pannella, parlamentare europeo, sul semestre di presidenza europea dell'Italia", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 17 gennaio 1996 alle 00:00.

Sono intervenuti: Marco Pannella (parlamentare europeo).

Tra gli argomenti discussi: Europa, Federalismo, Governo, Istituzioni, Italia, Iv, Parlamento Europeo, Schengen, Spinelli.

La registrazione video ha una durata di 4 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Marco Pannella

    parlamentare europeo

    Signora Presidente, signor Presidente della Commissione, signora Presidente del Consiglio, nell'appassionato dibattito, intenso e numeroso per partecipazione di deputati europei, sull'appassionante programma dell'appassionante govemo italiano, io non ho per la verità molto da aggiungere. Uso la stessa lingua, anche se è evidente che il linguaggio è totalmente diverso. Il signor Presidente della Commissione aveva la bontà di ricordare che l'Italia che lui conosce é "celle des grandes échéances: je crois, Monsieur le Président, vous avez dit ça. Mais l'histoire nous apprend également que l 'ltalie, plus souvent, est aussi celle qui a l 'habitude des grandes déchéances. Vous en avez l'image!". Io non so quello che sarà Torino, ma so quello che è Roma. Il nostro problema era il declino democratico e istituzionale di un'Europa che non riusciva ad essere né diritto né diritti: non Stati Uniti d'Europa, non diritti dei cittadini, non Stato di diritto. Abbiamo l'Italia che ci meritiamo: un govemo di tecnici. Un paio di secoli fa la cultura aveva liquidato questa illusione. Non c'era bisogno dei giacobini o dei radicali del "politique d'abord": dalla destra alla sinistra questo lo avevamo appreso. Adesso in Italia abbiamo anche una nuova sinistra che appoggia questo govemo dei tecnici che ora ci giunge qui... Collega Graziani, ti ringrazio di nominarmi come partecipante della destra perché, se la sinistra è quella che esprime un govemo di tecnici che ci giunge qui in disbrigo degli affari correnti con dei ministri che si dimettono per correre subito a presiedere delle agenzie finanziarie - per loro ormai, come tecnici, la torta è divenuta un tantino, come dire, già troppo corrosa - beh, ti confesso, se questa è la sinistra, è vero, io sono di estrema destra. Il fatto è che io sono un radicale e questa sinistra, i govemi dei tecnici, la politica tecnica, l'Europa tecnica, le misure tecniche e giuridiche per risolvere i problemi della moneta... Ma che problemi tecnici e giuridici: un'Italia che si propone per un semestre per la libera circolazione non è stata capace di farsi ammettere a Schengen; si presenta per la moneta unica e non è capace di non mettere in pericolo le monete degli altri Stati! Se fosse una cosa seria e tragica come l'ex Jugoslavia, per l'ex Italia ci si potrebbe ispirare ai mostri di Goya per illustrarla: ma qui basta il Canoni Enchaine', basta poco, un vaudeville: non è tragedia anche se può divenirlo. Fare l'economia della politica, fare l'economia della de- mocrazia, fare l'economia delle idee può dare momenti di gioia e di orgasmo ai compagni Verdi per la fermezza maschia del nostro govemo sui problemi di Mururoa. Può sicuramente rendere felici i compagni e amici Verdi perché la perfida Francia del perfdo Chirac è stata finalmente smentita. Ma sono piccole soddisfazioni! Il mio tempo è scaduto, signora Presidente, così come è scaduto il tempo dei govemi tecnici, dell'assenza di democrazia e di diritti civili e del diritto, non solo in Italia ma anche in Europa. Si è nominato Spinelli: per cortesia, teniamo distinta l'Europa istituzionale e politica dai tecnici, che sono - la sinistra un giomo lo insegnava - illusoriamente tecnici, in realtà sempre al servizio di cause di altra natura. (Applausi a destra)
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