10 OTT 1990

Intervento di Marco Pannella, parlamentare europeo, sui progetti di Unione europea

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 4 min 25 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Marco Pannella, parlamentare europeo, sui progetti di Unione europea", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 10 ottobre 1990 alle 00:00.

Sono intervenuti: Marco Pannella (parlamentare europeo).

Tra gli argomenti discussi: Commissione Ue, Consiglio Europeo, Iii, Istituzioni, Parlamento Europeo, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 4 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Marco Pannella

    parlamentare europeo

    Signora Presidente, signor Presidente della Commissione, cari colleghi, il Pre- sidente della Commissione ha subito colto l'occa- sione per dire che la relazione dell'onorevole Her- man è in un certo senso sconvolgente, in quanto turba la situazione così come noi la vediamo, o meglio come lui la vede, e chiede un periodo di riflessione per la Commissione annunciando sin d'ora, tuttavia, le particolarità di tale seminario e di tale riflessione. Sapendo di non possedere, purtroppo, la professionalità e la capacità di chi appartiene alle scuole, degli esperti insomma, ripongo la massima fiducia nel mio collega e amico Herman per le posizioni che ha adottato e che propone in questo dibattito democratico importante per la nostra Assemblea. Anch'io, signor Presidente della Commissione, vorrei fare qualche osservazione su quelli che sono a mio awiso gli aspetti più essenziali del problema e che non sono da imputare alla vecchia disputa di scuola economica o federalista. Ricorderò che agli inizi degli anni settanta, con la relazione Wemer, si annunciava già il passaggio a una seconda fase. E lo stesso accadde agli inizi degli anni ottanta. Ma voglio essere indulgente col tempo: che si tratti del 1994 o del 1995 o del 1996 -- non ve l'avevano detto a Lussemburgo - il problema non è questo. ll problema e che l'unità, la volontà di unità a tutti i costi della Germania, è stata non solo la conseguenza ma anche la causa del crollo del muro di Berlino. Ci addentriamo sempre più in una Babele di concretezze. Oggi con lei, ieri con il Presidente del Consiglio. Lei non era presente ieri. Egli ci annunciava tre assemblee parlamentari, un'orgia di forze, di parlamentarismo da tutti i lati. La NATO, l'UEO le aveva dimenticate. Aggiungeva però i parlamentari dei 35 paesi partecipanti alla CSCE. Ma se tutto questo è parlamen- to, allora niente lo e. Quando lei deplora, signor Presidente della Com- missione, che qualcuno qui sembra ignorare la necessità fondamentale di un potere esecutivo forte nella nostra Comunità e per di più si prende la briga di dirci che rischiamo, con i nostri pareri, di diventare un potere negativo e un regime di assemblea, ebbene, è solo con se stesso che deve prendersela. Con l'Atto unico ci avete conferito una manciata di poteri negativi, inutili e pericolosi. Mentre continuate a ri?utarcì dei poteri positivi. Vi rivolgete a noi quando dovreste rivolgervi al Consiglio che ad Asolo ha rafforzato ulteriormente i propri poteri esecutivi. Si crea un grande segreta- riato generale, si confonde sempre di più il Consglio europeo con il Consiglio dei ministri. Presto ci ritroveremo dinanzi alla impossibilità di contare su una logica interistituzionale seria. Il fatto è che, come nel 1985, il vostro cuore batte, diciamo, per il Parlamento. Ma io non so più dov'è questo cuore. In realtà, finite sempre per mettervi d'accordo con i poteri nazionali, con i poteri del Consiglio, e mettete purtroppo da parte, "nel dimenticatoio", la possibilità che gli Stati Uniti d'Europa, se non proprio nei prossimi tre anni, almeno nei prossimi dieci, diventino una realtà, come lo e stato per lo stato tedesco unito.
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