12 GEN 2005

Intervento di Emma Bonino sull'aiuto dell'Unione europea alle vittime del maremoto in Asia

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 2 min 57 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Emma Bonino sull'aiuto dell'Unione europea alle vittime del maremoto in Asia", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 12 gennaio 2005 alle 00:00.

Sono intervenuti: Emma Bonino (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Tra gli argomenti discussi: Asia, Commissione Ue, Indipendentismo, Parlamento Europeo, Terrorismo, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 2 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Emma Bonino

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Signor Presidente, tenendo conto degli strumenti di cui attualmente dispone, ritengo che la Commissione abbia reagito in modo adeguato. Tuttavia, c'è un tema relativo alla situazione nel sud-est asiatico su cui colgo grandi reticenze, per lo meno nel discorso pubblico da parte di tutti gli interlocutori politici. Mi riferisco ai problemi politici, che pure sono presenti in molti di questi paesi: dallo Sri Lanka, alla Tailandia del sud o all'Indonesia, in particolare nella zona di Banda Aceh. Si tratta di intervenire in zone dove sono presenti e attivi, da molto tempo, movimenti armati indipendentisti. Zone di guerriglia anche molto violenta, dove peraltro stanno avvenendo infiltrazioni di islamisti legati a Al Qaeda o all'organizzazione Al-Gama`a al-Islamiyya . Tali elementi rendono tutto lo sforzo di ricostruzione ampiamente problematico, eppure ne sento parlare pochissimo, soprattutto nel discorso pubblico. Sono convinta che una reale ed efficace ricostruzione è impossibile senza risolvere i problemi politici: si tratta di far partire una vera e propria ricostruzione politica dell'intera zona, per riannodare i processi di pace attualmente bloccati, ma anche per rafforzare le istituzioni e dello Stato di diritto, senza i quali gli elementi di fragilità rischiano di esplodere. Questa è una grande opportunità. Se ben utilizzato, tutto il programma di ricostruzione è in grado di agire come grande leva per riavviare i processi di pace, mentre al contrario, in caso di interventi mal gestiti, può far esplodere tensioni già molto evidenti. Credo che l'Unione Europa, da questo punto di vista, debba affrontare il problema della sua presenza politica nella fase della ricostruzione, che al momento invece non si vede né tanto meno si vedrà. Trovo, per esempio, sconcertante che il primo incontro del governo di Giacarta coi guerriglieri del Movimento per Aceh Libera (Gam), sia avvenuto alla presenza di Stati Uniti, Inghilterra, Svezia, Giappone, Singapore e Libia con l'evidente assenza dell'Unione europea al tavolo negoziale. Questi sono i temi che, se elusi, non vi consentiranno di ben governare il processo di ricostruzione, che sarà lungo e difficile, ma potenzialmente anche molto positivo.
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