14 MAG 2003

Intervento di Emma Bonino sulla situazione in Iraq

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 3 min 9 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Emma Bonino sulla situazione in Iraq", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 14 maggio 2003 alle 00:00.

Sono intervenuti: Emma Bonino (parlamentare europeo, Ni).

Tra gli argomenti discussi: Aiuti Umanitari, Baron Crespo, Commissione Ue, Donna, Guerra, Iraq, Istituzioni, Medio Oriente, Parlamento Europeo, Ue, V.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Emma Bonino

    parlamentare europeo (NI)

    Signor Presidente, colleghi, io non so se questo sia il dibattito n. 10, 15 o 25 di questo Parlamento, di questa Istituzione, relativo al caso iracheno. Temo che, come tutti gli altri, questo dibattito sottolinei ancora una volta l'irrilevanza delle nostre Istituzioni; irrilevanti sono state, infatti, nella fase precedente all'azione militare e rischiano di esserlo anche nella fase di costruzione o di ricostruzione. Francamente, colleghi, io non so se l'Europa vorrà mai decidersi, non a dire ma a fare, ad avere una politica comune, perché non ne vedo proprio i presupposti. Non ne vedo i presupposti perché non ho capito dalle dichiarazioni del Consiglio quale ruolo intenda svolgere l'Europa in quanto tale. Voi avete sentito niente? Io no. A parte qualche auspicio, che mi pare evidente, io non ho visto nient'altro, e credo che sia opportuno, per sincerità, dircelo. C'è una cosa importante, però, che ha detto il Commissario e con cui sono perfettamente d'accordo. Una volta per tutte va chiarito che in Iraq ci sono, come prima, grandi bisogni umanitari, ma non siamo di fronte a un disastro umanitario. Questo, per lo meno, mettiamocelo in testa perché i problemi sono altri, ben più difficili di un'emergenza umanitaria che la Commissione sa molto bene come gestire. Da questo punto di vista, se mai l'Europa vorrà trovare i mezzi di dire alcunché e di avere una politica, mi associo a quanto ha detto l'onorevole Barón Crespo. Vedete, è intollerabile che in tutte le sedi di discussioni, conferenze, incontri, persino sull'Iraq - come sull'Afghanistan, come sul Kosovo, come su Timor Est - non si veda una donna, neanche per servire il caffè o in qualità di interprete. Questo non è un paese islamico, non è questione di tradizione; è un paese secolarizzato, dove le donne, nel bene e nel male - la "signora Antrace" ne sia un esempio per tutti - erano protagoniste. Non so se l'Europa avrà mai da dire qualcosa; se per caso, dopo i grandi discorsi, avesse qualcosa da dire, vorrei che questo lo tenesse a mente e che non fossimo obbligati, noi Radicali, come già per l'Afghanistan, a lanciare una campagna mondiale per ottenere magari, nella disattenzione di tutti quanti, due donne ministro.
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