14 NOV 2001

Intervento di Emma Bonino sulla situazione in Afghanistan

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 3 min 30 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Emma Bonino sulla situazione in Afghanistan", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 14 novembre 2001 alle 00:00.

Sono intervenuti: Emma Bonino (parlamentare europeo, Ni).

Tra gli argomenti discussi: Afghanistan, Commissione Ue, Donna, Onu, Parlamento Europeo, Talebani, Unione Europea, V.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Emma Bonino

    parlamentare europeo (NI)

    Signora Presidente, c'è una parola tabù che non ho sentito pronunciare in questa ora di dibattito, che non sento nelle riunioni di negoziato che hanno luogo a Roma o a Peshawar, a Islamabad o a New York. C'è un tabù che intendo, che intendiamo affrontare, ed è la partecipazione delle donne, una partecipazione consistente di donne al governo provvisorio dell'Afghanistan. Il Segretario generale delle Nazioni Unite auspica un governo transitorio etnicamente equilibrato. Il Consiglio, nella persona della signora Durant, ci ha detto che auspica una composizione giusta e durevole. Ma di quale giustizia parliamo? Di quale equilibrio parliamo? Milioni di donne afghane sono state non solo le prime vittime, ma sono state anche le grandi artefici, in tutti questi anni, di una opposizione non violenta nel mondo intero. Le conoscete: sono quelle di Negar, quelle di RAWA;; sono state qui al Parlamento europeo; sono quelle che gestivano il paese prima dei talebani. Erano il 40 percento del corpo medico, il 50 percento del corpo insegnante, il 70 percento dell'amministrazione, mentre gli uomini si facevano la guerra. Eppure, al tavolo dei negoziati, io vedo solo uomini: barbe più o meno lunghe, più o meno corte, ma non ho visto più nessuna di quelle fantastiche donne che pure abbiamo incontrato. Ebbene, so benissimo che incontrerò sorrisi e sorrisetti dappertutto. So bene come mi sono sentita di fronte a quei sorrisi nel '97, '98, quando questo Parlamento e la Commissione sono state, a mia conoscenza, le uniche Istituzioni che dal '97 hanno appoggiato la campagna "Un fiore per le donne di Kabul" . Questo nostro coraggio, questo vostro coraggio, cari colleghi, io credo debba continuare. Oggi basta con le chiacchiere, le discriminazioni, le esclamazioni: donne, poverette! No, basta! Vogliamo che le donne afghane assumano una responsabilità politica visibile nella ricostruzione del loro paese nel governo transitorio. So che questo non basterà, so che serve una mobilitazione dell'opinione pubblica. Allora, noi lanciamo, per il 24 di novembre, una giornata mondiale di digiuno nel mondo intero, un satyagraha mondiale, perché appunto le donne finalmente facciano parte di questo governo provvisorio. Mi auguro che questa nostra proposta non sia accolta con la derisione di sempre. Spesso chi si occupa seriamente dei diritti umani ha capacità di visione, di applicazione e di concretezza, molto di più di coloro che credono sempre di sapere tutto, pensando che il mondo oggi possa andare avanti semplicemente con la tradizionale Realpolitik . Non è così! La parte umana, le persone sono gli artefici del loro futuro. Ma quale futuro senza metà della popolazione? Quindi: 24 novembre, giorno di satyagraha mondiale, perché le donne siano parte di questo governo provvisorio. (Applausi)
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