17 NOV 1999

Intervento di Emma Bonino sulle dichiarazioni programmatiche di Javier Solana. rappresentante per la politica estera dell'Unione europea

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 4 min 29 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Emma Bonino sulle dichiarazioni programmatiche di Javier Solana. rappresentante per la politica estera dell'Unione europea", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 17 novembre 1999 alle 00:00.

Sono intervenuti: Emma Bonino (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Tra gli argomenti discussi: Abolizionismo, Commissione Ue, Consiglio Europeo, Esteri, Istituzioni, Onu, Parlamento Europeo, Pena Di Morte, Sicurezza, Solana, Unione Europea, V.

La registrazione video ha una durata di 4 minuti.

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  • Emma Bonino

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    Signor Alto Rappresentante, l'istituzione della sua figura ed in particolare la sua nomina certamente ha creato grandi aspettative in quella parte dell'opinione pubblica - che credo sia numerosa - che pensa che l'Europa deve dotarsi di una politica estera e di sicurezza comune se vuole in qualche modo, come lei ha detto, essere credibile al di là degli scambi commerciali o del gigantismo economico. Si tratta quindi di grandi aspettative e, ritengo, anche di grandi speranze, soprattutto se - come ha detto il Commissario Patten - tra le due Istituzioni si creerà effettivamente una sinergia. Il compito suo è senz'altro più che difficile. Non voglio dire impossibile, ma certamente lei ha bisogno non solo di molti auguri - che le facciamo tutti, sono gratuiti, non costano assolutamente niente - ma forse di qualcosa di più. I primi inizi, almeno da parte del Consiglio, non mi sembrano molto promettenti. Mi riferisco ad un dato considerato forse marginale da molti, ma che per me è molto significativo: lei ha considerato storico il Consiglio di lunedì per quanto riguarda la difesa. Possibile? Anch'io considero il Consiglio di lunedì storico, ma in negativo e per altri aspetti, e mi riferisco qui all'orientamento assunto - incomprensibile - nei confronti di un'iniziativa, promossa per una volta dall'Unione europea, che è quella per la moratoria sulla pena di morte. Se ho capito bene, i Ministri hanno deciso questa volta di essere particolarmente rigorosi. Si è deciso il muro contro muro, si è deciso di ritirare la proposta di moratoria o perlomeno di bloccarla. Si è deciso di fare grande sforzo di massimalismo verboso e verbale, di estremismo, di muro contro muro, di non voler negoziare … Insomma, per farla breve, di perdere. Questa posizione è talmente stupefacente che mi chiedo se qualche Ministro abbia letto l'emendamento e i dati, perché ciò risulta assolutamente incomprensibile. A meno che non sia vero quello che alcuni sospettano, e cioè che questa posizione moralista e rigorista serva per togliere d'imbarazzo alcune grandi potenze non particolarmente interessate alla proposta di moratoria. Non è molto difficile comprendere, signor Commissario, che quello che dovevamo fare era tirare dalla nostra parte, con un negoziato serio, paesi moderati che non applicano la pena di morte, ma che avevano posizioni e sensibilità sul preambolo - insisto, sul preambolo - di riferimento a un articolo della Carta delle Nazioni Unite. Ma perché, stiamo forse modificando la Carta delle Nazioni Unite, signor Commissario? Cosa intendiamo ottenere con una proposta di moratoria? Riformare il Consiglio si sicurezza, cambiare la Carta? Tutto questo risulta incomprensibile. Mi consenta, quello che è accaduto lunedì è indecente. Come risultato, l'Unione europea ritirerà - pare - la proposta di moratoria, o non la porrà neanche in votazione. Pensate un po': la congela. E vogliamo parlare di credibilità? La verità vera è che ad oggi, signor Solana, l'Europa è bravissima a fare dichiarazioni vuote ed altisonanti ma è assolutamente incapace di intelligenza storica e di capire come e dove si può effettivamente negoziare. Altri auguri, ma questi davvero, come semplice suggerimento, sulla politica estera e di difesa comune: forse seguire il procedimento dell'unione economica e monetaria per un'unione diplomatica e militare può essere un buon suggerimento per passare da dichiarazioni di principio a passi più concreti.
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