09 OTT 2013
intervista

Presentazione del libro "Francesco Moranino, il Comandante 'Gemisto'. Un processo alla Resistenza" (Derive Approdi - Roma). Intervista all'autore Massimo Recchioni.

INTERVISTA | di Lanfranco Palazzolo - RADIO - 11:19 Durata: 40 min 53 sec
Scheda a cura di Guido Mesiti
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La storia del processo al partigiano Francesco Moranino, il comandante «Gemisto», primo parlamentare della storia della Repubblica a subire l’autorizzazione a procedere e all’arresto, merita di essere ricordata in giorni di aspra polemica sulla giustizia come questi.

Come in molti altri casi, Moranino fu indagato per fatti accaduti durante la guerra di Liberazione.

Moranino fu accusato della strage della missione Strassera, guidata da Emanuele Strassera (Medaglia d'oro al della Resistenza), agente dell'OSS.

Strassera era stato inviato in Liguria dagli angloamericani con il compito di
coordinare la lotta partigiana e di consegnare un rapporto agli agenti alleati operanti in Svizzera.

Egli contattò Francesco Moranino ed arruolò quattro partigiani.

Cinque partigiani della "missione Strassera", sospettati di essere in realtà spie nazifasciste.

I membri di questa missione furono fucilati il 26 novembre 1944 in località Portula, attirati in un'imboscata, e due delle loro compagne uccise.

Le vittime furono: Emanuele Strassera, agente del Sud, sbarcato sulla costa ligure da un sommergibile USA, all'inizio dell'estate 1944; Gennaro Santucci, partigiano; Ezio Campasso, partigiano; Mario Francesconi, partigiano; Giovanni Scimone: partigiano.

Il 9 gennaio 1945, furono liquidate le compagne di due dei partigiani uccisi, Maria Santucci e Maria Francesconi; un uomo bussò di notte alla loro porta, esse uscirono, e furono uccise con un colpo alla testa, perché stavano per scoprire la verità sulla sorte dei loro mariti.

La vicenda ha diviso la Resistenza per anni.

Si legge nella sentenza di condanna di Francesco Moranino: «Perfino la scelta degli esecutori dell'eccidio venne fatta tra i più delinquenti e sanguinari della formazione.

Avvenuta la fucilazione, essi si buttarono sulle vittime depredandole di quanto avevano indosso.

Nel percorso di ritorno si fermarono a banchettare in un'osteria e per l'impresa compiuta ricevettero in premio del denaro.».

La sentenza di condanna all'ergastolo fu confermata dalla Corte d'Assise d'Appello nel 1957.

Diametralmente opposto il punto di vista dell'ANPI, come viene indicato nel sito istituzionale: «Era così evidente l'intento persecutorio contro il comandante partigiano che, nel 1958, il presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, decretò la commutazione della pena in dieci anni di reclusione».

Massimo Recchioni (1959), ha pubblicato altri saggi sulla Resistenza: "Massimo Recchioni, Ultimi fuochi di Resistenza - Storia di un combattente della Volante Rossa", (Derive Approdi), Roma 2009, prefazione di Cesare Bermani ISBN 978-88-89969-64-9; "Il tenente Alvaro, la Volante Rossa e i rifugiati politici italiani in Cecoslovacchia", (Derive Approdi), Roma 2011, ISBN 978-88-6548-020-5 Le relazioni di maggioranza e di minoranza della Giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera dei deputati (23 settembre 1953).

http://legislature.camera.it/_dati/leg02/lavori/stampati/pdf/002_042002.pdf Il link della polemica Berlusconi-Moranino http://www.huffingtonpost.it/2013/08/13/grazia-berlusconi-pdl-francesco-moranino-partigiano_n_3748387.html.

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